L’era dei demoni

Per qualche strano motivo l’articolo sul gioco da tavolo di Tony Drowler, How to Host a Dungeon, ha ricevuto molto più interesse di quando lo pubblicai un paio d’anni fa sul vecchio blog, dove avevo più lettori e commentatori assidui. Meglio così direi, visto che lo reputo un interessantissimo, divertente e curioso passatempo, che (come Paolo ha fatto notare) riporta nelle nostre mani attrezzi quali penne e matite, facendoci abbandonare per qualche ora tablet, tastiere e pad, che cercano di farci dimenticare l’uso del pollice opponibile. Inoltre HtHaD ha il vantaggio di “costringere” a disegnare, percorrendo sul foglio tracciati che la mente associa a una storia appena iniziata, fatta di creature fantastiche in lotta nel sottosuolo, e a evolvere l’immagine seguendo semplici regole. Il risultato ovviamente dipenderà anche dalle abilità pittoriche di chi gioca, ma è sorprendente scoprire quante cose sappiano ancora fare le nostre dita.
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How to Host a Dungeon

Ogni tanto strumenti di “aggregazione sociale” come Facebook servono a ricevere segnalazioni interessanti. Così evitando tutti quei cazzo di quiz, le notizie inutili su chi si è alzato con la luna storta e cani che cercano casa senza trovarla, arrivo a un post di John Kovalich, che mi ha gentilmente aggiunto come contatto (anche dal tono delle poche mail che ci siamo scambiati anni or sono penso che sia davvero una persona dal carattere fantastico). Mi reco sul sito indicato e, per la prima volta, spinto dalla curiosità e dall’importo davvero esiguo (5$, 3€ e qualcosa) acquisto via Pay Pal (con i soldi gentilmente donati per il mio LGC) una copia PDF di How To Host a Dungeon di Tony Drowler, che mi arriva prontamente nel pomeriggio via email.
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Actarus. La vera storia di un pilota di robot di Claudio Morici

Avevo molte idee per alcuni articoli di questa settimana, volevo raccontarvi di un certo recensore a cui son piaciuti i miei conigli mutanti e dei nuovi eBook che sto realizzando e che sono gratis e magari vi piacerebbe leggere. Magari. Invece mi hanno gentilmente chiesto di andar fare un lavoro a Teramo, che dista soltanto otto ore e mezza di treno da qui. Quindi oggi ho preparato i classici “armi e bagagli” e domani si parte. E i post li scriverò sul treno.
Vi lascio allora con una rece recuperata, che vi mancavano lo so, dedicata al robottone Goldrake o, meglio, al suo mitico pilota, Actarus.
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Il terzo giorno

eBook il terzo giorno

Il terzo giorno

Fa freddo, e questo ormai ce lo siamo detti in tutte le forme. C’è la neve, i disagi, le case che crollano, gli alberi che s’abbattono (da soli, poverini), i treni non vanno, la gente cerca catene come nemmeno i fantasmi ad Halloween, il ghiaccio si forma in luoghi dove le persone erano abituate a vederlo solo nel frigorifero, e via così. E il freddo fa pure paura, che magari noi che stiamo nelle case riscaldate e comode ce lo diciamo solo sottovoce e poi tutti a fare i bulli sui social network e lamentarsi dell’allarmismo o della sovraesposizione mediatica, però la paura c’è. E più ci si sposta verso zone meno dotate di infrastrutture, che sia la costa dove il mare gela sugli scogli battuti dalla bora a 140km/h o nei paesi dove l’acqua congela nelle tubature e costringe la gente a bere neve, la paura si avverte più intensa più selvaggia. Ecco, primitiva, è la paura che cercavo. Quando viene a mancare, un pezzo congelato alla volta, quel che ci distingue dai nostri antenati, scopriamo di aver ereditato da loro l’animale paura delle condizioni estreme, dalle quali possiamo difenderci solo fino a un certo punto.
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Il colosso addormentato di Samuel Marolla

So che spesso Alex, quando recensisce testi di amici o conoscenti, lo dice prima, un avviso sulla presunta “Cricca“, ché si sa, se si fanno i complimenti agli amici, mica è perché questi son bravi. Figuriamoci ora se ne parlo bene pure io, che l’eBook in questione l’ho pure fatto, guadagnandoci. Insomma, potrei parlarne male?

Ebook Il colosso Addormentato di Samuel Marolla

La nuova cover dell’eBook

Effettivamente no, non potrei. E non per qualche sordido legame tra gente che si auto produce, scrittori che conoscono il Saluto Segreto della Cricca e si fanno complimenti a vicenda per il lavoro svolto. Ma perché come molti hanno già detto Samuel Marolla è davvero bravo. E vi basta poco, accostandovi ad esempio a questo Colosso addormentato (acquistabile a 1.49€), per darmi ragione. E se non fosse che la nostra Italia è ancora stretta da un geriatrico affetto per le cose che costano di più, per la carta a tutti i costi, per quel legame fama-abilità che spesso viene meno da subito, se non fosse così, Samuel sarebbe già a ben altri livelli di diffusione e quell’eBook farebbe bella mostra di sé nelle classifiche di vendita.

Ma veniamo all’eBook, che appena finisco di scrivere questa recensione mi rilasso leggendo uno dei racconti gratuiti di Samuel.
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