The Avengers vs Cthulhu (Un pizzico di Cthulhu 2)

Non che io pensassi a far diventare questa una rubrica del blog, però due giorni di seguito roba cthuliana mi sta facendo ricredere. Del resto è evidente che dalla mia passione per zio Lovecraft e i suoi orrori non mi staccherò fino alla morte (e forse oltre) quindi perché non divulgarla in post che spaziano su tutti i generi dell’intrattenimento lovecraftiano, dalla narrativa agli apparati estrai cervello portatili dei Mi-Go?

Inoltre – siamo onesti – questo di oggi è puro marketing-tira-click. Marvel’s The Avengers sta avendo un ritorno più che positivo, le recensioni ne parlano molto benissimo (addirittura un esagerato 97% su rottentomatoes.com), un passaparola entusiasta. Io, che il film lo vedrò appena tra una settimana, vi anticipo questo incontro spettacolare, tramite un poster pubblicato (mi dicono) sulla Terra di un universo parallelo, dove Joss Whedon e Guillermo del Toro hanno girato un cross over intitolato The Avengers vs Cthulhu.

Voi non correreste a vederlo?

The Avengers vs Cthulhu

The Avengers vs Cthulhu

In questa realtà però l’illustrazione è “solo” un’idea realizzata da Joe Zierman (matite), Randy Sargent (colori) e Joe Zierman (inchiostro).

Bene, fan del tentacolo, io torno a questa quieta domenica di primavera, dove guarda caso sto editando le risposte a un’intervista su un certo saggio su Lovecraft!

Fonte: comicartfans.com

1602 di Neil Gaiman e Andy Kubert

1602 di Neil Gaiman e Andy Kubert

1602 fa parte dei volumi della collana Super Eroi, Le Grandi Saghe, usciti molto tempo fa in allegato al Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport. È il secondo titolo ad avere Neil Gaiman tra gli autori, dopo la sua rivisitazione de Gli Eterni del grande Jack Kirby. Questo fumetto è la prima storia che l’autore di American Gods ha realizzato per la Casa delle Idee, grazie al lavoro di ricostruzione affidato a Joe Quesada, per risolvere i problemi che assillavano allora la Marvel.

L’intera opera (che per quanto concerne la parte sviluppata da Gaiman consta di otto numeri, ai quali ne seguirono altri dalla mano di autori diversi) è in pratica un what if cronologico, la risposta alla domanda “cosa sarebbe successo se i super eroi si fossero manifestati nell’Inghilterra del 1600?”. In 1602 vengono quindi narrate le gesta di personaggi solo all’apparenza sconosciuti, che mantengono i poteri delle loro controparti “attuali” e anche spesso una somiglianza nei nomi, stabilendo una nuova dimensione parallela a quella solita che, usando la nomenclatura standard, ambientano le loro storie nella dimensione conosciuta come Terra-616.

In questo volume ci sarà invece Sir Nicholas Fury, prima guardia della regina Elisabetta, il cui medico è niente meno che il dottor “Doc” Stephen Strange assistito dalla giovane Clea. Accanto a loro troviamo Peter Parquagh, che per tutta la storia “rischierà” di venir morso da ragni magici, strani e pericolosi, e il gruppo di studenti del professore spagnolo Carlos Javier, tra i quali Scotius Sumerisle, Hal Mccoy, John Grey, nomi che è inutile rapportare ai personaggi del notissimo gruppo mutante degli X-Men. Non mancano i cattivi di turno, sui quali troneggia l’immancabile signore del magnetismo, qui conosciuto come Enrico il Gran Inquisitore, aiutato da Sorella Wanda, Petros (loro ho avuto più difficoltà a scoprire chi fossero nell’altra dimensione) e il Fratello Andreas dalle attitudini viscide e anfibie ai quali farà ulteriore ostacolo il Conte Otto il Bello del piccolo regno di Latveria.

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Il sentiero di legno e sangue di Luca Tarenzi

Il sentiero di legno e sangue di Luca Tarenzi

Parliamo di un romanzo breve, consigliatomi dal Leo (quello di Sine Requie), nonché primo eBook che io abbia acquistato, una volta arrivato il Kindle. Ma del formato digitale ne parliamo dopo, iniziamo dalla storia.

Risvegliatosi in un luogo a lui sconosciuto, un essere di legno articolato e ingranaggi si ritrova confuso e spaesato. Davanti a sé ha il cadavere del suo costruttore, ma non ha un nome né memoria, e due spietate creature, la Maschera e la Bestia, gli danno la caccia.
Disperso in un mondo in rovina, dove convivono divinità del caos e giganti marini, castelli volanti e tribù guerriere, deve ritrovare se stesso e capire chi è.

Il genere del romanzo è il new weird, che il sottoscritto intende come un non genere, in quanto capace di andare oltre quelli che sarebbero i generi stessi che lo definiscono (horror, fantascienza e fantasy).
Al di là delle possibili inscatolature in definizioni di cui si può (se proprio se ne sente il bisogno) discutere, è il maggior livello di quel sense of wonder di cui tanto, almeno qua in giro, sentiamo il bisogno, a segnare il limite dove molta altra letteratura nostrana si ferma e il lavoro di Tarenzi inizia.
Ciò che contraddistingue tutta una serie di produzioni poco per nulla conosciute da noi (autori non tradotti, generi letterari come lo steampunk, steamfantasy, bizzarro, totalmente schifati) si ritrova in questa bella storia che mi è piaciuta già dal titolo.
C’è il legno e c’è il sangue. E un sentiero. Potrebbe essere pure una storia di Mauro Corona, col profumo di boschi e una morte tra le foglie. Nulla di tutto ciò, ovviamente, questo è qualcosa di diverso, diverso persino da quello che si potrebbe intuire letta la trama.

Pinocchio è un pretesto, per raccontare una storia di creature fantastiche e paesaggi da sogno. Eh, lo so, cliché descrittivi che poco rendono la forza di questi elementi. Le creature fantastiche qua non sono draghi, orchi, goblin, non sono, a conti fatti, banali. E il primo elemento di questa diversità sta nella (per nulla semplice e spesso poco considerata) scelta dei nomi. Una cosa è affrontare l’orrido Ghaz’hamun, un’altra cosa è, al risveglio da un sonno senza memorie, trovarsi di fronte la Bestia e la Maschera. Affrontare non l’incarnazione, ma l’archetipo. E la scelta non è casuale, come si scoprirà più avanti, in questo cammino nel sogno e nella realtà, simile a un percorso iniziatico, di vero risveglio (dal sogno per la realtà o dalla realtà per il sogno?).

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Intervista a Riccardo Coltri

La corsa selvatica di Riccardo Coltri (Edizioni XII)

Come forse sapete recentemente il romanzo La corsa selvatica (Eclissi) è tornato a far parlare di sé, questa volta in una moderna veste digitale, un eBook disponibile in formato ePub e MobiPocket (Kindle) in tutti gli store.

Per chi non sapesse di cosa parla eccovi la sinossi ufficiale:

Primi anni del Regno d’Italia, al confine con il Tirolo. In un’epoca oscura, ma non poi così lontana dal nostro tempo, una strana ricerca coinvolge un gruppo di agenti segreti dell’Esercito Regio, formato da soldati, stregoni e medium.
Qualcosa è arrivato, nelle vecchie contrade tra il lago e i monti. O, forse, è tornato.
Tra armi da fuoco, amuleti e Stregheria, contrabbandieri che vagano nel buio di boschi innevati e briganti nascosti tra le pareti di case marchiate con croci, le diverse avventure convergeranno nella scoperta di luoghi proibiti, di fatti maledetti accaduti in passato, e ciò che di sanguinario e misterioso è sorto da tutto questo: la corsa selvatica.
Completa l’opera l’appendice di Dario Spada, tra i più noti e stimati saggisti su miti e folclore.

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L’Aleph di Jorge Luis Borges

L'Aleph di Borges

L’Aleph di Borges

Oggi vado a suonare i tamburi. Lo so che non ve ne frega granché e dovrei parlare dell’Aleph, ma era così per cominciare, ché oggi è un sabato che ha il sapore d’un autunno che passava di qua per sbaglio e ha deciso di fermarsi un po’, e vado fino a Cividale, nella furlania abitata da strane creature, a riprendere il rapporto con il djembe, abbandonato quasi dieci anni fa.
Ma intanto Borges, via.

Mi chiedevo se fossi in grado di recensire davvero un libro di Borges. Non ho le conoscenze, il background e le capacità per tener testa ai collegamenti con il mito classico, ai riferimenti reali e a quelli inventati (tale Borges è conosciuto anche come autore di pseudobiblia, libri che non esistono, dei quali parlava e scriveva anche recensioni).

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Who Goes There di John W. Campbell in formato ebook

La pagina più vista del nuovo sito è quella della recensione del brutto film La Cosa (The Thing), versione 2011, visto in anteprima al Science+Fiction. E uno tra i file scaricati è quello dell’eBook del romanzo originale, al quale si sono ispirati Hawks nel 1951, Carpenter nel 1982 e infine Matthijs van Heijningen Jr. Parliamo di Who Goes There, novel scritta da John W. Campbell sul finire degli anni ’30.

Di questo romanzo l’anno scorso ho realizzato una versione ePub. Non che già non si trovi in giro eh, ma su Amazon la pagate 5€ e passa e le varie versioni gratuite che ho trovato facevano abbastanza schifo, per cui due colpi di Sigil e voilà, un eBook degno di questo nome e della storia che contiene.

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Il peso della farfalla di Erri de Luca

Il peso della farfalla di Erri de Luca

Il peso della farfalla di Erri de Luca

Un libro lieve per questo sabato di Pasqua, una recensione vecchia che parla d’una pennellata di colore sulla pagina, di quelle pagine che non dimentichi facilmente. So che il parere positivo su questo libro è condiviso da qualcuno nei dintorni, Gianluca ad esempio, altri non sono riusciti ad arrivare alla fine se non sforzandosi. Per me è un insieme di sensazioni che rimarranno sempre associate alla montagna che amo e a quella natura selvatica che fa profondamente parte delle mie passioni.

Se non ci dovessimo sentire prima, come si dice a Trieste, buone uova a tutti!

Mentre leggevo Il contrario di uno, mi hanno detto che non potevo non leggere Il peso della farfalla, dello stesso autore, seducendomi con motivi tipo è bellissimo, costa pochissimo, è brevissimo… Magia del destino, qualche settimana fa vagando tra le tisane e le marmellate alla COOP, non te lo vedo, col 30% di sconto! Credendo nei segni l’ho afferrato dal bancone e me lo sono portato a casa.

Il peso della farfalla è un libro di 70 pagine, le prime 60 occupate dal racconto dal quale prende il titolo e le ultime 10 da Visita a un albero. Fin dalle prime righe salta agli occhi che la scrittura di Erri de Luca non è affatto semplice. A questo è dovuta la divisione di lettori e critica. C’è chi lo adora e chi lo rifiuta categoricamente. De Luca usa la lingua e la piega, sottraendo elementi fondamentali come soggetti e verbi. Costruisce mosaici di frasi monche. Al lettore rimane lo sforzo di assemblare i pezzi, riempire i vuoti, disegnare i bordi. Uno sforzo che ritengo ampiamente appagante.

La storia. Un camoscio unico nel suo genere, per forza e intelligenza, diventa il “re” di un grosso gruppo di suoi simili, abitanti del versante impervio di una montagna. Dalla valle sottostante un cacciatore solitario ha eletto quella zona a suo territorio e da anni ormai miete vittime tra i caprioli. Entrambi eletti a migliore dai propri simili, entrambi consumati dalla propria vita e consci che quel particolare giorno sarà l’ultimo.

Erri De Luca ci racconta quel giorno.

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Mancano solo due minuti a Mezzanotte

Scrivere e spaccare culi. Lo so, non è bello da leggere, però è il motivo che mi ha spinto ad aderire alla Round Robin organizzata da Alessandro Girola. Dopo quella horror dell’anno scorso, a opera di Davide Mana e la sua Sick Building Syndrome, è arrivao il momento di esseri con super poteri, le cui gesta andranno narrate nello stretto limite delle 1000 parole.

Che significa Round Robin? Il compagno di Batman dopo un’abbuffata di uova pasquali? Un pettirosso goloso che saltella lasciando crepe nel cemento? Anche sì, a volte, ma nel nostro caso è una storia scritta da autori diversi, partendo da un’idea comune. Ognuno si prende in carico un capitolo e lo svolge partendo da quanto successo nei precedenti. Di famose ne conosco pochissime però ricordo dove ho imparato il termine: leggendo Sfida dall’infinito (The Challenge from Beyond), storia fantascientifica che nel 1935 coinvolse C.L. Moore, Abraham Merritt, H.P. Lovecraft, Robert E. Howard, e Frank Belknap Long.

Come sempre Alex si è occupato con perizia del background, punto di forza di tutti i suoi lavori. Abbiamo così una fusione tra ucronia e fantascienza super eroistica, che vede la Terra abitata dai Super, generati nel 1973 da un esperimento scientifico. Come se le lotte tra supercriminali ed eroi non bastassero, qualcosa di inumano è piombato su Admiral City, distruggendo la più elevata delle sue costruzioni, la Salazar Tower.

Cosa succederà ora non è dato saperlo, ma ci è data la possibilità di scriverlo. E questa volta non me la farò sfuggire. Le puntate di Due minuti a mezzanotte saranno settimanali, uscita confermata al martedì.

Per qualsiasi informazione c’è il post di presentazione sul sito di Alessandro e il blog ufficiale del progetto, con il background storico sul quale basarsi per inventare le proprie storie.

[box type=”shadow”]22 aprile 2013.
Notte.
Quattro ore prima degli eventi narrati nel capitolo 1.
Di punto in bianco, nel cuore di una nottata tiepida, qualcosa è piombato sulla sommità della Salazar Tower, il grattacielo più alto di Admiral City (350 metri, 65 piani, sede delle omonime industrie), distruggendo un paio di piani e prendendo possesso dell’edificio. Al contempo nel resto della città si sono verificati una serie di attacchi/attentati di origine ignota, che hanno gettato nel caos un quartiere dopo l’altro.
La creatura che ha occupato Salazar Tower è a sua volta sconosciuta, forse di origine non umana. Il Professor Scanner, il più abile telepate vivente, è riuscito soltanto a percepire e a comunicare al Sindaco di Admiral City il nome con cui questa terribile entità si identifica: Mezzanotte. Quindi Scanner è stramazzato, colpito da ictus multipli, ridotto a un vegetale.
Mezzanotte ha respinto e distrutto le unità di pronto intervento di Polizia ed Esercito accorse sul posto. I suoi misteriosi tirapiedi stanno ingaggiando scontri in diversi aree di Admiral City. Qualcuno parla di mostri, altri di umanoidi dotati di superpoteri. Il presidente Romney ha già decretato lo stato di allerta DEFCON 3, e la situazione sembra volgere al peggio.
Chi/cosa è Mezzanotte? Perché ha attacco la città? Da dove è venuto? Chi lo ha mandato? Chi lo fermerà?[/box]

Game of Thrones. In viaggio verso il Trono di Spade

Night gathers, and now my watch begins. It shall not end until my death. I shall take no wife, hold no lands, father no children.I shall wear no crowns and win no glory. I shall live and die at my post. I am the sword in the darkness. I am the watcher on the walls. I am the fire that burns against the cold, the light that brings the dawn, the horn that wakes the sleepers, the shield that guards the realms of men. I pledge my life and honor to the Night’s Watch, for this night and all nights to come.
Vow of the Night’s Watch

Eccoci qui, di nuovo. Che preferiate le arie gelide di Winterfell o il clima più mite di King’s Landing, che tifiate Lannister o Stark, qualsiasi personaggio amiate o detestiate in modo viscerale (qualcuno ha detto Joffrey?) se adorate il fantasy e le serie TV, siete sicuramente qui, di nuovo, ad attendere la prossima puntata di Game of Thrones. Iniziata da un paio di episodi (il primo in TV il secondo regalato in anticipo via web), la serie ispirata alla saga di George R. R. Martin A Song of Ice and Fire (arrivata ormai al quinto volume, lasciamo stare la terrificante distribuzione italiana), ha visto la migliore incarnazione possibile per le avventure med-fantasy dei sette regni.

Guardando questo nuovo inizio, affascinati da location azzeccatissime, chi non si è chiesto dove sia stato girato il serial? Se ricordate, tre mesi fa vi avevo parlato di una delle location, tra le più facilmente raggiungibili (anche se un low cost per la Scozia forse si trova con gli stessi denari), Dubrovnik, sfruttata per realizzare parte di King’s Landing. E il resto di quel mondo così vasto? Ebbene, ecco un post scritto spulciando tra tutte le wiki possibili, che risponde a tale giustificata curiosità. Iniziato con l’idea di pubblicare un paio di foto si è trasformato in un lungo viaggio tra Irlanda, Scozia, Marocco, Malta, Croazia, insomma un bel giro per il mondo.

Ma tutto inizia in un luogo solo, nel nostro caso a Belfast dove ha sede la produzione del serial. Dell’Irlanda del Nord vedremo moltissime zone, tra esterni, castelli, villaggi e porti. Non tutte le location sono state accreditate e durante le ricerche ho trovato solo una parte delle associazioni tra luoghi reali e ambientazioni fantastiche. Se notate incongruenze o avete notizie aggiornate sulle location di Game of Thrones fatemelo sapere che modifico l’articolo.

E ora iniziamo il viaggio…

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Il saggio su Lovecraft e i giochi in eBook

L'influenza di Lovecraft sul mondo ludico

E già già, dopo il PDF gratuito (ormai non più disponibile), il libro stampato e l’eBook in inglese, il saggio sul legame tra gli scritti di H.P. Lovecraft e il mondo ludico è diventato pure un vero eBook! Grazie allo staff di eBookAndBook (cioè il sottoscritto) e ai fidatissimi Gianluca Santini e Alessandro Girola per i controlli di rito, ora potete acquistare per miseri 99 €cents questo lavoro che riassume in una sessantina di pagine le principali incarnazioni ludiche degli orrori lovecraftiani, dai videogiochi come l’ormai mitico Alone in The Dark ai più recenti (e bellissimi) giochi da tavolo della Fantasy Flight Games. Come nella sua versione su carta, completa il tutto l’articolo del buon Pietro Guarriello (direttore della Dagon Press) “H.P.Lovecraft – Il personaggio che nacque dopo la sua morte”.

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