The Avengers vs Cthulhu (Un pizzico di Cthulhu 2)

Non che io pensassi a far diventare questa una rubrica del blog, però due giorni di seguito roba cthuliana mi sta facendo ricredere. Del resto è evidente che dalla mia passione per zio Lovecraft e i suoi orrori non mi staccherò fino alla morte (e forse oltre) quindi perché non divulgarla in post che spaziano su tutti i generi dell’intrattenimento lovecraftiano, dalla narrativa agli apparati estrai cervello portatili dei Mi-Go?

Inoltre – siamo onesti – questo di oggi è puro marketing-tira-click. Marvel’s The Avengers sta avendo un ritorno più che positivo, le recensioni ne parlano molto benissimo (addirittura un esagerato 97% su rottentomatoes.com), un passaparola entusiasta. Io, che il film lo vedrò appena tra una settimana, vi anticipo questo incontro spettacolare, tramite un poster pubblicato (mi dicono) sulla Terra di un universo parallelo, dove Joss Whedon e Guillermo del Toro hanno girato un cross over intitolato The Avengers vs Cthulhu.

Voi non correreste a vederlo?

The Avengers vs Cthulhu

The Avengers vs Cthulhu

In questa realtà però l’illustrazione è “solo” un’idea realizzata da Joe Zierman (matite), Randy Sargent (colori) e Joe Zierman (inchiostro).

Bene, fan del tentacolo, io torno a questa quieta domenica di primavera, dove guarda caso sto editando le risposte a un’intervista su un certo saggio su Lovecraft!

Fonte: comicartfans.com

Intervista a Riccardo Coltri

La corsa selvatica di Riccardo Coltri (Edizioni XII)

Come forse sapete recentemente il romanzo La corsa selvatica (Eclissi) è tornato a far parlare di sé, questa volta in una moderna veste digitale, un eBook disponibile in formato ePub e MobiPocket (Kindle) in tutti gli store.

Per chi non sapesse di cosa parla eccovi la sinossi ufficiale:

Primi anni del Regno d’Italia, al confine con il Tirolo. In un’epoca oscura, ma non poi così lontana dal nostro tempo, una strana ricerca coinvolge un gruppo di agenti segreti dell’Esercito Regio, formato da soldati, stregoni e medium.
Qualcosa è arrivato, nelle vecchie contrade tra il lago e i monti. O, forse, è tornato.
Tra armi da fuoco, amuleti e Stregheria, contrabbandieri che vagano nel buio di boschi innevati e briganti nascosti tra le pareti di case marchiate con croci, le diverse avventure convergeranno nella scoperta di luoghi proibiti, di fatti maledetti accaduti in passato, e ciò che di sanguinario e misterioso è sorto da tutto questo: la corsa selvatica.
Completa l’opera l’appendice di Dario Spada, tra i più noti e stimati saggisti su miti e folclore.

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L’Aleph di Jorge Luis Borges

L'Aleph di Borges

L’Aleph di Borges

Oggi vado a suonare i tamburi. Lo so che non ve ne frega granché e dovrei parlare dell’Aleph, ma era così per cominciare, ché oggi è un sabato che ha il sapore d’un autunno che passava di qua per sbaglio e ha deciso di fermarsi un po’, e vado fino a Cividale, nella furlania abitata da strane creature, a riprendere il rapporto con il djembe, abbandonato quasi dieci anni fa.
Ma intanto Borges, via.

Mi chiedevo se fossi in grado di recensire davvero un libro di Borges. Non ho le conoscenze, il background e le capacità per tener testa ai collegamenti con il mito classico, ai riferimenti reali e a quelli inventati (tale Borges è conosciuto anche come autore di pseudobiblia, libri che non esistono, dei quali parlava e scriveva anche recensioni).

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Who Goes There di John W. Campbell in formato ebook

La pagina più vista del nuovo sito è quella della recensione del brutto film La Cosa (The Thing), versione 2011, visto in anteprima al Science+Fiction. E uno tra i file scaricati è quello dell’eBook del romanzo originale, al quale si sono ispirati Hawks nel 1951, Carpenter nel 1982 e infine Matthijs van Heijningen Jr. Parliamo di Who Goes There, novel scritta da John W. Campbell sul finire degli anni ’30.

Di questo romanzo l’anno scorso ho realizzato una versione ePub. Non che già non si trovi in giro eh, ma su Amazon la pagate 5€ e passa e le varie versioni gratuite che ho trovato facevano abbastanza schifo, per cui due colpi di Sigil e voilà, un eBook degno di questo nome e della storia che contiene.

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Mancano solo due minuti a Mezzanotte

Scrivere e spaccare culi. Lo so, non è bello da leggere, però è il motivo che mi ha spinto ad aderire alla Round Robin organizzata da Alessandro Girola. Dopo quella horror dell’anno scorso, a opera di Davide Mana e la sua Sick Building Syndrome, è arrivao il momento di esseri con super poteri, le cui gesta andranno narrate nello stretto limite delle 1000 parole.

Che significa Round Robin? Il compagno di Batman dopo un’abbuffata di uova pasquali? Un pettirosso goloso che saltella lasciando crepe nel cemento? Anche sì, a volte, ma nel nostro caso è una storia scritta da autori diversi, partendo da un’idea comune. Ognuno si prende in carico un capitolo e lo svolge partendo da quanto successo nei precedenti. Di famose ne conosco pochissime però ricordo dove ho imparato il termine: leggendo Sfida dall’infinito (The Challenge from Beyond), storia fantascientifica che nel 1935 coinvolse C.L. Moore, Abraham Merritt, H.P. Lovecraft, Robert E. Howard, e Frank Belknap Long.

Come sempre Alex si è occupato con perizia del background, punto di forza di tutti i suoi lavori. Abbiamo così una fusione tra ucronia e fantascienza super eroistica, che vede la Terra abitata dai Super, generati nel 1973 da un esperimento scientifico. Come se le lotte tra supercriminali ed eroi non bastassero, qualcosa di inumano è piombato su Admiral City, distruggendo la più elevata delle sue costruzioni, la Salazar Tower.

Cosa succederà ora non è dato saperlo, ma ci è data la possibilità di scriverlo. E questa volta non me la farò sfuggire. Le puntate di Due minuti a mezzanotte saranno settimanali, uscita confermata al martedì.

Per qualsiasi informazione c’è il post di presentazione sul sito di Alessandro e il blog ufficiale del progetto, con il background storico sul quale basarsi per inventare le proprie storie.

[box type=”shadow”]22 aprile 2013.
Notte.
Quattro ore prima degli eventi narrati nel capitolo 1.
Di punto in bianco, nel cuore di una nottata tiepida, qualcosa è piombato sulla sommità della Salazar Tower, il grattacielo più alto di Admiral City (350 metri, 65 piani, sede delle omonime industrie), distruggendo un paio di piani e prendendo possesso dell’edificio. Al contempo nel resto della città si sono verificati una serie di attacchi/attentati di origine ignota, che hanno gettato nel caos un quartiere dopo l’altro.
La creatura che ha occupato Salazar Tower è a sua volta sconosciuta, forse di origine non umana. Il Professor Scanner, il più abile telepate vivente, è riuscito soltanto a percepire e a comunicare al Sindaco di Admiral City il nome con cui questa terribile entità si identifica: Mezzanotte. Quindi Scanner è stramazzato, colpito da ictus multipli, ridotto a un vegetale.
Mezzanotte ha respinto e distrutto le unità di pronto intervento di Polizia ed Esercito accorse sul posto. I suoi misteriosi tirapiedi stanno ingaggiando scontri in diversi aree di Admiral City. Qualcuno parla di mostri, altri di umanoidi dotati di superpoteri. Il presidente Romney ha già decretato lo stato di allerta DEFCON 3, e la situazione sembra volgere al peggio.
Chi/cosa è Mezzanotte? Perché ha attacco la città? Da dove è venuto? Chi lo ha mandato? Chi lo fermerà?[/box]

Game of Thrones. In viaggio verso il Trono di Spade

Night gathers, and now my watch begins. It shall not end until my death. I shall take no wife, hold no lands, father no children.I shall wear no crowns and win no glory. I shall live and die at my post. I am the sword in the darkness. I am the watcher on the walls. I am the fire that burns against the cold, the light that brings the dawn, the horn that wakes the sleepers, the shield that guards the realms of men. I pledge my life and honor to the Night’s Watch, for this night and all nights to come.
Vow of the Night’s Watch

Eccoci qui, di nuovo. Che preferiate le arie gelide di Winterfell o il clima più mite di King’s Landing, che tifiate Lannister o Stark, qualsiasi personaggio amiate o detestiate in modo viscerale (qualcuno ha detto Joffrey?) se adorate il fantasy e le serie TV, siete sicuramente qui, di nuovo, ad attendere la prossima puntata di Game of Thrones. Iniziata da un paio di episodi (il primo in TV il secondo regalato in anticipo via web), la serie ispirata alla saga di George R. R. Martin A Song of Ice and Fire (arrivata ormai al quinto volume, lasciamo stare la terrificante distribuzione italiana), ha visto la migliore incarnazione possibile per le avventure med-fantasy dei sette regni.

Guardando questo nuovo inizio, affascinati da location azzeccatissime, chi non si è chiesto dove sia stato girato il serial? Se ricordate, tre mesi fa vi avevo parlato di una delle location, tra le più facilmente raggiungibili (anche se un low cost per la Scozia forse si trova con gli stessi denari), Dubrovnik, sfruttata per realizzare parte di King’s Landing. E il resto di quel mondo così vasto? Ebbene, ecco un post scritto spulciando tra tutte le wiki possibili, che risponde a tale giustificata curiosità. Iniziato con l’idea di pubblicare un paio di foto si è trasformato in un lungo viaggio tra Irlanda, Scozia, Marocco, Malta, Croazia, insomma un bel giro per il mondo.

Ma tutto inizia in un luogo solo, nel nostro caso a Belfast dove ha sede la produzione del serial. Dell’Irlanda del Nord vedremo moltissime zone, tra esterni, castelli, villaggi e porti. Non tutte le location sono state accreditate e durante le ricerche ho trovato solo una parte delle associazioni tra luoghi reali e ambientazioni fantastiche. Se notate incongruenze o avete notizie aggiornate sulle location di Game of Thrones fatemelo sapere che modifico l’articolo.

E ora iniziamo il viaggio…

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Il saggio su Lovecraft e i giochi in eBook

L'influenza di Lovecraft sul mondo ludico

E già già, dopo il PDF gratuito (ormai non più disponibile), il libro stampato e l’eBook in inglese, il saggio sul legame tra gli scritti di H.P. Lovecraft e il mondo ludico è diventato pure un vero eBook! Grazie allo staff di eBookAndBook (cioè il sottoscritto) e ai fidatissimi Gianluca Santini e Alessandro Girola per i controlli di rito, ora potete acquistare per miseri 99 €cents questo lavoro che riassume in una sessantina di pagine le principali incarnazioni ludiche degli orrori lovecraftiani, dai videogiochi come l’ormai mitico Alone in The Dark ai più recenti (e bellissimi) giochi da tavolo della Fantasy Flight Games. Come nella sua versione su carta, completa il tutto l’articolo del buon Pietro Guarriello (direttore della Dagon Press) “H.P.Lovecraft – Il personaggio che nacque dopo la sua morte”.

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Arthur King, il ritorno del Re

Come dicevo qualche giorno fa seguire tutti i blog interessanti qua attorno è praticamente impossibile. E non è solo colpa del tempo che ci si mette a leggere il singolo articolo. Perché poi ti viene voglia di commentare. E magari il post ti da idee per articoli da scrivere. E magari dovresti pure lavorare. E quando le fai tutte ‘ste cose? Non avendo ancora trovata una risposta che rispetti la meccanica di questo strettissimo altroquando, mi ritaglio una pagina del sito per un post fumettoso, nato per colpa (anche se lui ancora non lo sa) di Paolo.

Arthur King Director's Cut

Arthur King Director’s Cut

Il suo articolo su E.V.E. Protomecha, semisconosciuto fumetto di fantascienza in stile giappo, mi ha riportato alla mente le gite in autobus verso l’università. Parliamo di tanti anni fa, quasi venti ormai, numeri che a pensarci ogni tanto mi vien pure un po’ male. Comunque erano i tempi, quei tempi. Quando salivo alla piramide di ingegneria, edificio noto come Tuthankamen, ancora in autobus. Prima di fondare le ditte di informatica la cui tragica chiusura mi avrebbe fatto preferire il lavoro dipendente alla libera professione, prima della Crisi, quando ancora pensavo che sarei diventato Ingegnere Informatico e questo avrebbe voluto dire un bel lavoro e tanti soldi. Ah, che tempi, quei tempi!

Oltre a sognare un futuro, vent’anni fa leggevo molti più fumetti. Intercalavo letture e riletture di romanzi (perché i soldi erano pure pochi e quindi con una certa frequenza rileggevo vecchi libri) . Fumetti, proprio quelli seriali da edicola. Fantascienza e horror, qualche tentativo con roba super eroistica con preferenza per le testate dalla vita brevissima (almeno in Italia). X-Men per finire ad amare Ghost Rider. Conan delle Ed. Corno, Spawn per un po’, Witchblade da sempre (e come si fa a dirle di no?). E l’edicola, dove non leggendo quotidiani o gazzette sportive ormai non entro più, era un luogo di perdizione e fascino, quanto e forse più della libreria. Riviste colorate si accumulavano in enormi ripiani. Giornalini, riviste per computer che mostravano videogiochi impossibili da avere. E poco lontano le mille testate Marvel che si sarebbero moltiplicate come conigli infoiati (ma quanti X-qualcosa uscirono?).

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