Cardanica di Dario Tonani

Il Guardiasabbia sollevò appena il cappello e si passò le dita sul cranio lucido. I lunghi tergicristalli neri spazzolavano adagio il vetrogel della plancia alimentandolo con un composto di alcali e sali minerali. Il primo giorno del quarto mese di viaggio era un mercoledì nuvoloso, che prometteva pioggia entro sera. Avevano avuto grane la notte precedente e quella prima ancora: piccoli inconvenienti in manovra, dovuti a improvvisi cali di regime dei motori, abbastanza rognosi, però, da far scattare gli allarmi e innervosire l’equipaggio.
Da oltre sei settimane non vedevano altro che dune e terra arsa dal sole: una sterminata monotonia di gialli, interrotta soltanto dal rotolare indolente dei grossi cespugli a palla, entro i quali – protetti da una cellula ricavata tra le spine – viaggiavano qualche volta gli Ghmor, i nomadi del vento che abitavano le aree subtropicali di MondoNove.

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Diario Pulp di Strumm

Diario Pulp di Strumm

Diario Pulp di Strumm

Ripesco una vecchia recensione che non andava dimenticata, tra l’altro per ricordare che il libro di cui vi parlo è disponibile anche in versione eBook.

Sfoglio il libro pensando a che citazione riportarvi. L’inizio o la frase sul destino di chi parla male di Duffy Duck (personaggio che personalmente amo…) sono troppo facili. Alla fine mi sa che riporterei l’intero Diario Pulp.
Allora niente citazione, passo a dirvi di cosa parla. Ma senza fare troppi nomi o raccontarvi dei luoghi. Perché se c’è una cosa che ho imparato leggendolo è l’importanza di stare zitti e farsi gli affari propri. Soprattutto se in giro ci sono killer come il Sellero, o silenziosi uomini d’affari con la grana in una mano e la pistola nell’altra.
Per non parlare del fatto che non userò mai più l’idraulico liquido.
Ma questa è un’altra storia.

O forse no.

Ancora non ve l’ho detto comunque. Diario Pulp racconta di killer e puttane, di sgobbi e vendette. Traccia una nuova geografia di Roma. È una mappa, sotto la mappa che comprate in edicola per i vostri giri da turisti, sulla quale altrimenti non sapreste trovare il bar dello Sciabecco o la villa di Aironsaid, o i posti migliori per scaricare certi pesi morti, o ancora dove si tengono le riunioni dei satanisti.

Scusate. Torniamo all’idraulico liquido.

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Nocturna #3 – Notte eterna di Guillermo Del Toro e Chuck Hogan

Notte Eterna

Notte Eterna di Guillermo Del Toro e Chuck Hogan

Ci sono troppi gradi e troppo pochi ventilatori per una recensione accurata di sabato, e nell’attesa di andare a pranzo questa Notte Eterna ce la sbrighiamo rapidamente, tanto quanto rapido è stato il leggerla. Notte eterna, di Guillermo Del Toro e Chuck Hogan, terzo capitolo della saga vampirica Nocturna.

Sono trascorsi due anni da quando il virus diffuso dai vampiri ha invaso il mondo, ormai sull’orlo della distruzione. Il Padrone, il potentissimo capo degli strigoi, dopo aver annientato qualunque forma di resistenza da parte degli umani, ha rinchiuso in vasti campi di prigionia i sopravvissuti e ne ha selezionati alcuni per la produzione di sangue o come schiavi per svolgere lavori di manovalanza. Persino l’ambiente viene modificato: una coltre di ceneri nucleari ricopre infatti il pianeta Terra. La resistenza è guidata da una banda improvvisata di combattenti liberi che, sebbene accomunati dall’unico scopo di scongiurare l’apocalisse, formano un gruppo alquanto disgregato: Ephraim Goodweather, capo dell’Ente controllo e prevenzione malattie infettive, è impegnato nella ricerca del figlio Zack, rapito dalla madre Kelly, cambiata in vampiro; la dottoressa Nora Martínez, una sua ex collega, è preoccupata per le sorti dell’anziana madre e sentimentalmente indecisa tra Ephraim e il disinfestatore russo Vasiliy Fet; il misterioso signor Quinlan, il vampiro bastardo, persegue invece un obiettivo tutto suo. Le creature del male sembrano avere vinto su tutti i fronti e lo strapotere del Padrone appare invincibile, ma anche lui ha un punto debole, sebbene siano in pochi a conoscerlo. Solo un uomo è in grado di approfittarne, ma ci si può fidare di lui?

Terzo capitolo dicevamo, che segue La Progenie e La Caduta con relative recensioni. Purtroppo la saga, che era iniziata in modo interessante e aveva goduto di una bella virata apocalittica nel secondo volume amplifica qui quella vena mistico/fantasy che sembrava in attesa di scatenarsi (il libro magico, gli Antichi,…) in quella che poteva essere una sana storia horror, con una bella versione animalesca e aliena del vampiro, come organismo infettivo che domina completamente il corpo ospite.

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