Josh Atack e il suo World of Warcraft “vintage”

La rubrica The Art Of è nata qualche tempo fa (sulla vecchia versione del blog) proprio perché, prima o poi, volevo parlare dei volumi dedicati all’arte di World of Warcraft. Supponendo sappiate tutti di cosa si tratta (altrimenti google vi sarà parecchio d’aiuto), diciamo soltanto che come spesso accade le cose sono andate diversamente, io ho scritto articoli dedicati ad altri artisti e di WoW nemmeno l’ombra.

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Fighting Fantasy, Caponata e Libro Game Creator

libro game creator iconUn post rapidissimo e inaspettato per ringraziare uno dei redattori della rivista inglese Fighting Fantazine, dedicata a Fighting Fantasy e più in generale al mondo della narrativa interattiva. Un malloppo di 100 e più pagine (realizzato molto bene e gratuito) che in questo numero 12 presenta un articolo sull’Italia dei libri game dove menziona il preparatissimo Mauro con il suo sito Caponata Meccanica e dedica qualche riga anche al software per scrivere libri game che ho realizzato qualche tempo fa, Libro Game Creator.

Essere citati in una pubblicazione simile fa molto piacere, FF è la dimostrazione di come questo tipo di intrattenimento non sia morto e riesca anzi a godere di una nuova giovinezza (soprattutto – stranamente eh, visto il gusto e il coraggio nelle italiche letture – all’estero), grazie alle tecnologie mobile, come dimostra il successo dei titoli della Tin Man Games, dei quali ho recensito a suo tempo An Assassin in Orlandes, libro interattivo di successo che ha avuto recentemente un seguito. Titolo che si è aggiunto a un catalogo che conta una ventina di Gamebook Adventures, nati per iOS e felicemente approdati su piattaforme Android (il che gli ha permesso di sbarcare anche nello store di Amazon).  A questa tecnologia anche LGC si è avvicinato ultimamente… ma questa è una storia segreta della quale parlerò solo a tempo debito.

 

Fighting Fantazine 12

Se volete cimentarvi nella lettura della rivista andate al paragrafo 1 trovate tutto online sul sito ufficiale di Fighting Fantazine.

I giochi di Cthulhu, ovvero le influenze tentacolari di Howard Phillips Lovecraft

Post che esce quasi in contemporanea su questo blog e su quello ufficiale, e che serve banalmente a far un po’ di marketing per l’ultimo eBook realizzato, vale a dire la versione digitale del saggio I giochi di Cthulhu. Dopo il cartaceo (disponibile in alcune ludoteche a Trieste e sul sito dell’editore Wild Boar) il saggio arriva nei formati più diffusi per la lettura su PC, tablet, smartphon, eBook reader,… direi ovunque.

E con questo, abbiamo finito. Mi ero ripromesso di dare al saggio una veste grafica, di sistemarne i contenuti, aggiornandoli, e realizzarlo cartaceo e digitale. I riscontri della precedente versione, uscita con un titolo bislacco e una copertina più cupa e confusa, sono stati comunque buoni e fanno ben sperare, soprattutto alle porte di Lucca 2013 dove sarà di nuovo presente allo stand della Wild Boar (la cui ubicazione è per ora tenuta segreta ma conto di rivelarla quanto prima).

I giochi di Cthulhu di Matteo Poropat

Per chi non lo conoscesse ancora vi ricopio la sinossi e vi incollo alcuni screenshot realizzati con l’emulatore KindlePreviewer.

I giochi di Cthulhu è un viaggio avventuroso tra i passatempi ispirati agli scritti di Howard Phillips Lovecraft. Dai giochi di carte come Munchkin Cthulhu al più noto gioco di ruolo horror, Call of Cthulhu, dal boardgame Arkham Horror a videogame terrificanti come Dark Corners of the Earth, passando per titoli sconosciuti e autoproduzioni affascinanti.

I giochi di Cthulhu
Matteo Poropat

Il saggio è disponibile in formato cartaceo su Amazon oppure in formato ebook sugli store Amazon Kindle, IBSMondadoriKoboBookrepublic.

I giochi di Cthulhu

I giochi di Cthulhu

I giochi di Cthulhu

I giochi di Cthulhu

Alex Andreyev, tra meraviglia e orrori lovecraftiani

Dopo quattro post su produzioni locali, e dopo più di un anno (dai tempi de Halo: The Great Journey – The Art of Building Worlds), torna l’angolo del blog dedicato all’arte, con la rubrica The Art Of, dove parlare di creazioni fantastiche, dagli artworks per cinema e videogame a dipinti di pittori sconosciuti da queste parti e sculture di artisti locali. L’arte che, per un motivo o per l’altro, riesce a farmi meravigliare, che permette a volte di gettare lo sguardo su mondi diversi, fantastici.

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La storia e la carne

geisha by robyn jane

Scritto per la raccolta 365 racconti erotici per un anno della Delos, questo racconto brevissimo è stata per ora la mia unica incursione nel mondo della narrativa erotica, e i primi freddi di questo autunno mi sembravano un momento ottimo per proporlo qua sul sito, anni dopo la pubblicazione della raccolta.

Come sempre si tratta di una singola immagine, attorno alla quale la storia è meno che accennata, visti anche i limiti imposti dalle selezioni (una cartella per racconto erotico).

Edit: andate a vedere questa immagine sul blog di Davide, postata qualche giorno fa, e poi rileggete il racconto (che no, non è ispirato a lei ma sarebbe davvero perfetta).

(La cover del post è di Robyn Jane)

La storia e la carne

La donna s’inchinò e attese sulla soglia. A un cenno dell’uomo s’infilò, diafana e incorporea come la nebbia, nel minuscolo locale, colorato dalle luci di piccole lampade di carta. In silenzio si volse alla finestra, facendo scivolare con voluttà il kimono, che finì attorcigliato ai suoi piedi come un cucciolo in attesa. Si sedette intrecciando le gambe, offrendo la schiena nuda all’uomo che la contemplava immobile, circondato da una decina di bacinelle colme d’inchiostro colorato.

Per un attimo tutto rimase sospeso, nella stanza immobile, poi l’uomo iniziò a raccontare.

Il vento accarezzava la casa immersa nel silenzio e i suoi versi accompagnavano i gesti del vecchio: intingere, colare l’eccesso, passare la punta irrigidita sulla pelle della donna. A ogni tratto la ragazza socchiudeva gli occhi, rapita dall’umida carezza del pennello, a ogni pausa tratteneva inconsapevole il respiro, nell’attesa del prossimo tocco. Le singole parole le strappavano gemiti, i paragrafi più lunghi erano una dolce tortura. Dall’alto verso il basso, mentre lui raccontava, la ragnatela di brividi la avvolgeva, costringendola a mordersi un labbro, per non proferire alcun suono. Sentiva le mani, appoggiate sulle ginocchia per sorreggersi, sudare e contrarsi, mentre la storia del vecchio si spiegava lentamente sulla sua schiena.

Quando ormai pensava di non poter reggere una frase ancora, l’uomo ripose il lungo pennello e si abbassò, finché le labbra screpolate non furono a pochi millimetri dalla pelle dipinta.

Quindi iniziò a soffiare.

Come l’inchiostro si asciugava, assorbito dalla pelle candida, la ragazza si sentiva avvolgere dal fiato tiepido dell’uomo. Il suo respiro la accarezzava e si mescolava con l’inebriante odore dell’inchiostro.

– Sei pronta. – La voce del pittore mozzò le sue sensazioni, lasciandola a metà di un sogno umido.

Dal buio emerse un uomo alto, ricoperto da vesti rosse intessute d’oro, al quale il vecchio s’inchinò profondamente sussurrando – Maestro, – mentre con una mano indicava il risultato del suo lavoro.

L’uomo rispose con un cenno della testa al pittore, quindi prese delicatamente la ragazza per mano, portandola con sé nel buio del corridoio, accingendosi, affamato, a gustare la nuova storia.