Serial di stagione: Sherlock, la pandemia di Helix, risse e sesso a Banshee

Titolo che riassume solo in parte questa nuova puntata della rubrica dedicata ai serial televisivi andati e in arrivo. Che ormai ne consumo più dei film lo sapete già, così come credo che la qualità media di questi prodotti si sia elevata anni fa, per poi avere un cedimento, dovuto al proliferare incontrollato di nuove serie. Tra queste escono ancora vincenti per qualità le miniserie britanniche, più brevi, compatte e incisive, rispetto le eterne e annacquate saghe telefilmiche americane.

 

Orrore, paranoia e ghiacci artici. Non è La Cosa, è Helix.
Helix, il cimitero delle scimmie congelateIniziata da sole tre puntate la nuova serie di Syfy, Helix, che segue gli scienzati del Centers for Disease Control and Prevention in una missione nella base della Arctic Biosystems dove il più classico dei disease outbreak minaccia di raggiungere proporzioni mondiali. Per ora il plot mescola elementi orrorifici classici con tetrangoli sentimentali (lei, lui, l’altra e il fratello di lui – zombificato, o forse no) e cospirazioni interne. Queste ultime per ora dominate dal misterioso direttore della struttura (interpretato da Hiroyuki Sanada visto recentemente in 47 Ronin) e dal “cimitero delle scimmie congelate”.
La serie dovrebbe svolgersi in 13 giorni precisi, una puntata per ogni giorno di diffusione del virus, niente flashback, narrazione diretta, puro thriller (fanta)scientifico.
Per ora tra “livelli segreti” della base, esperimenti che coinvolgono l’energia nucleare, cospirazioni (e scimmie congelate) le premesse per qualcosa di buono ci sono tutte.

 

Sangue, soldi e sesso. Bentornati a Banshee.
BansheeRicominciato da un paio di settimane, il telefilm dedicato allo “sheriffo” Hood e ai suoi affari nella sordida cittadina di Banshee. Una prima puntata, un ritorno al fumettone pulp che è Banshee, un lungo recap della serie precedente, che non cade nella noia del già visto. Un viaggio che va a fondo nei personaggi noti e meno noti, ne estrae peculiarità e debolezze (pressure point?), fino a sottolineare il punto fondamentale. Rabbit, il cattivo, è ancora vivo e incazzato (e il primo a farne le spese è un povero scoiattolo, ironia della serie sorte).
Come si affrontano a Banshee momenti del genere? La ricetta è sempre la stessa della prima serie, collaudata e funzionante. Un po’ di azione, un assalto acrobatico a un porta valori che non finisce proprio benissimo. E per citare la protagonista di Pazzi a Beverly Hills “con una scopata e una dormita tutto va a posto”. E lo sceriffo Hood in questo non ha rivali.

 

Sherlock se ne va. Anzi no.
Sherlock e WatsonMolti non l’hanno gradita, questa terza serie dedicata all’investigatore per eccellenza. Meno interessanti i “casi della settimana”, questo è sicuro, ma molto molto lavoro sulla figura di Sherlock Holmes, tornato dalla morte e assurto anche nel mondo fittizio di questa sua nuova versione moderna, a mito. Punto nodale e perfettamente sviluppato, punteggiato dalla sempre presente ironia, l’approfondimento del rapporto con Watson, vero e proprio tramite con il resto di un mondo, di una umanità, che Sherlock appena adesso sembra iniziare a vedere, se non comprendere.

 

Altro?
Game of Thrones 4Ce ne sarebbe per pagine e pagine, dalla terza deludente serie di American Horror Story alla settima di The Big Bang Theory che si è risollevata di qualche grado dalle precedenti, fino ai pochi mesi che separano dalla quarta di Game of Thrones.
Ma la verità è che tra un paio d’ore mi devo gettare fuori casa e affrontare la tormenta che imperversa sull’altopiano carsico, per raggiungere finalmente i monti e la neve.
Di queste cose, se riesco nell’impresa, parleremo più avanti.

Racconti crudeli di Samuel Marolla

L’ha fatto di nuovo. Lui l’ha fatto tempo fa, io l’ho impaginato e ora che l’ho letto posso dire che continua a farlo. Continua a disturbarmi, a infastidirmi, a farmi mettere da parte quello che scrive prima di andare a dormire. Non so come fa, ma tra romanzi e altro horror che ancora ogni tanto mi capita di leggere, niente come le sue storie riescono a essere, come si suol dire, disturbanti. E questa raccolta, che ha quasi un paio d’anni, non è da meno.

Non sapevo quando avrei parlato di questa vecchia raccolta, poi mi son messo a lavorare al sito e leggendo in giro ho scoperto che è uscito Ghites, il nuovo romanzo di Samuel. E così ecco qua, una segnalazione recensione, per uno scrittore che alterna autoproduzioni a lavori che escono nel mercato “classico” (se ne esiste ancora uno) dell’editoria, un’artista dell’orrore che da quando lo conosco non mi ha mai deluso.

imago mortis samuel marollaIl nuovo romanzo, Ghites-Imago Mortis, è già disponibile su Amazon e su BookRepublic e di questo non posso per ora che incollarvi la sinossi e la bellissima copertina. Milano, 2013. Augusto Ghites è un medium con un incredibile potere: entra in contatto con gli spiriti dei defunti solo sniffando o fumando le loro ceneri, come se si trattasse di una droga qualsiasi. Questa terribile dote, a metà fra la maledizione e la tossicodipendenza, fa di lui un uomo solitario, malinconico, ostaggio del proprio vizio segreto, e circondato solo da gente morta. Quando un’anziana ex prostituta gli chiede di aiutarla a scoprire l’assassino che nel 1953 uccise diverse sue colleghe, inizia per Ghites la discesa in un girone infernale di cimiteri, ex case chiuse, battone ottuagenarie, circhi malfamati, periferie invase da scorie chimiche e balordi di ogni risma, sullo sfondo di una Milano pre-Expo schizofrenica, spietata, preda degli istinti più bassi e del motto segreto che regola la vita dei suoi cittadini: homo sine pecunia est imago mortis, l’uomo senza denaro è l’immagine della morte.

Tempo di comprarlo su Amazon infilarlo nel Kindle e farmi rovinare le notti dai suoi incubi, e ve ne parlerò.

Per ora torniamo a Racconti crudeli, ebook autoprodotto di Samuel acquistabile sul sito di Amazon.

Uno scrittore dilettante scopre a Milano un misterioso corso di “scrittura memetica” le cui lezioni avranno esiti decisamente infausti. Nel prossimo futuro, un’Europa in ginocchio a causa della crisi economica e alle prese con un’invasione militare africana scopre che il continente nero ha portato la guerra alla sua più estrema e atavica conseguenza. Nel Mobilificio De Zani, emblema della produttività brianzola, le persone spariscono e i mobili assumono connotati da incubo.

Tre racconti e una cornice per una nuova immersione in quella dimensione dell’horror quotidiano, casalingo e cittadino, che Samuel riesce a evocare con grande abilità. In fondo è questo l’elemento veramente terrificante delle sue storie, quello shift tra la realtà normale e la realtà Altra, impercettibile eppure straniante, che accompagna ogni racconto.

Così ecco lo scrittore che studia “scrittura memetica” senza comprendere, fino alla fine, le terribili implicazioni di questa forma artistica (che in chiave ottimistica ci si potrebbe augurare esista davvero ma, nella chiave di lettura di Marolla è qualcosa che non ci auguriamo possa accadere, se non è già troppo tardi).

ebook racconti crudeli di Samuel MarollaIncastrati tra gli orrori del Marchio nero, ci sono i racconti Fame e Skrak. Nel primo ci troviamo in una distopia, un futuro alternativo a quello ‘sperabile’ (che non è nemmeno il nostro a pensarci ma queste sono altre considerazioni) dove l’Europa indebolita dalla crisi viene invasa da un’alleanza di potenze africane. Un rovesciamento di ruoli, il mondo rinato dove il nero è il nuovo bianco, si potrebbe dire. E con questa nuova realtà tornano le buone vecchie abitudini antropofaghe, da abbinare alla più classica schiavitù (ovviamente sempre in una visione invertita dei ruoli).

Skrak è indubbiamente il mio pezzo preferito della raccolta. Una giovane coppia va a far acquisti in un grande magazzino della Brianza, un enorme realtà di vendita che ricorda colossi ai quali siamo abituati da anni. Tra camere arredate, offerte e mobili di ogni tipo la moglie svanisce nel nulla, lasciando indietro un uomo che per la disperazione scende lentamente in un abisso di ossessioni.

Leggendo Skrak non ho potuto evitare una connessione con alcune chiacchierate degli ultimi tempi sulle leggende urbane e sulla loro genesi, ai tempi di internet. Quella del mobilificio demoniaco che assorbe le persone sembra perfetta per diventare un meme diabolico pronto a diffondersi, tra accenni e “sentito dire”, di quella volta che uno ha raccontato all’amico del cugino che ha perso di vista la moglie all’IKEA e non l’ha più trovata (e su dai niente battute del tipo “ma che fortuna!” mi raccomando).

Come sempre l’introduzione alla leggenda è un lento e avvolgente calare nell’incubo, narrato da una “persona” molto particolare. Ma è da quando il protagonista, Stefano, rivede la moglie in una fotografia del catalogo (deformata in un terribile urlo in uno specchio), che il racconto prende ancora velocità, fino al terribile finale.

Tra forme metafisiche di scrittura, mobilifici assassini, fantasmi e nuove civiltà antropofaghe, protagonista assoluta (nonostante la trasferta di Fame) rimane la città di Samuel, Milano. Entità crudele e impersonale, raccolta dopo raccolta sta assumendo una personalità sempre più intensa, una presenza inquietante nella geografia dell’incubo.

Racconti crudeli è una raccolta autoprodotta di ottimo livello, tolti alcuni refusi e una certa pesantezza iniziale, acquistabile su Amazon a 0.99€, pochissimo, una cifra irrisoria per un titolo perfetto per iniziare a conoscere un bravo interprete italiano dell’horror.

Può interessarvi rileggere l’intervista che feci a Samuel Marolla.

A pulp story #1

He’s a scrappy vegetarian stage actor with a winning smile and a way with the ladies.
She’s a manipulative tempestuous snake charmer from a secret island of warrior women.
They fight crime!

Randomly generated by They Fight Crime! (a Andrew Wheeler website, thx to Marina)

(Okay, Jack doesn’t seem a vegetarian stage actor, and he totaly missed the winning smile. But she, she really is a manipulative tempestuous snake charmer from a secret island of warrior women, don’t you agree?)

pulp cover