Alla ricerca del link perduto

Secondo post di giugno e secondo post tecnico. Va così, anche se ci sono succose news o almeno succosi lavori in corso su altri fronti. Ma sono “fronti segreti” per cui fate finta di niente, io non vi ho detto nulla. Partiamo invece da una considerazione: se su internet siete (al contrario di me) tra quelli che salvano tutto e non buttano via niente, siete già parecchio SEO (che è una cosa buona!). Il web, o meglio, il motore di ricerca, odia profondamente i link a pagine, siti, post, file “rotti”, informazioni che esistevano e non esistono più. E se, come nel mio caso, cambiate sito/dominio e perdete roba per strada, a Google starete molto meno simpatici.

Avete mai fatto caso a quel numeretto sulla destra del mio sito che indica il numero di lettori dei contenuti via “feed”? Non ve ne frega nulla? Cambiate articolo.
Nel caso siate rimasti e siate dotati di un forte senso di osservazione avrete forse notato che per mesi è rimasto attorno a valori a una cifra, con picchi di 6 o 7. Numeroni! Poi in questi ultimi tre giorni è salito prima attorno al 10 e ora viaggia tra 40 e 50!
Numeri gonfiati (stile, per fare un esempio a caso, le recensioni di certi ebook su Amazon)? No.

Torniamo all’inizio. Se ne parlava, di robe perse, con un Amico che SA. Insomma vien fuori questa cosa, alla quale non avevo mai pensato (altrimenti anch’io sarei uno che SA) che per wordpress esistono plugin per fare il redirect.
Li conoscete già? Che posso dirvi, ne sapete anche voi, magari leggetevi un ebook mentre vado a finire.

Il redirect, ma già lo sapete, non fate finta, è quel meccanismo (in soldoni-oni-oni) per il quale il browser chiede il contenuto di un indirizzo e gli viene mandato un nuovo indirizzo al quale fare la stessa richiesta. Viene appunto re indirizzato.

seo is dead

Vado, dopo la chiacchierata con l’Amico che SA, a vedermi i log del server. E invece no, non è così facile perché non posso, mi dicono cose brutte tipo hosting condiviso, vietato, etc etc.
Allora mi rivolgo direttamente a Google e ai suoi webmaster tools. Gratuiti, accessibili da chiunque abbia un sito, danno una MAREA di informazioni delle quali io non so cosa farmene. E dicono anche quali sono le pagine che la gente viene a cercare sul sito e non trova.

Ricorrendo ai consigli dell’Amico che SA installo un semplice plugin, SEO Redirection Plugin, e per le pagine che più spesso vengono cercate senza successo, da utenti e vari Bot, creo il redirect alle pagine corrette, che hanno indirizzi diversi dopo il disastro dell’import del sito, avvenuto più di un anno fa.

Già che ci sono sistemo la sitemap, anche qua grazie a un plugin gratuito, Google sitemap, e inizio a inserire a mano (sigh) articoli che erano andati persi e vedo sono ancora molto gettonati.

In un paio di giorni di lavoro, i risultati sono quelli che citavo sopra, e ci sono ancora molti articoli che stanno nel posto sbagliato, da ridare ai lettori.
I margini di miglioramento? Ampi.
La soddisfazione nel rimettere online cose alle quali ti era piaciuto lavorare e credevi perse? Notevole.

Print Friendly

Vuoi rispondere?