Annotazioni a margine di Providence #8 “The Key” di Alan Moore e Jacen Burrows

Siamo all’ultimo numero della graphic novel Providence, almeno per quel che riguarda la distribuzione italiana. Ultimo post dedicato alle traduzioni dei facts, le centinaia di note sviscerate dagli appassionati lettori di tutto il mondo (compresa l’Italia, dove ci siamo almeno Zeno e il sottoscritto a far numero). Da oltre oceano continuano ad arrivare rumors sui due episodi mancanti, e si possono leggere ipotesi piuttosto corpose sulla possibile conclusione della vicenda (come in questo post che mette in relazione Providence e True Detective, il serial tv legato ai miti della Carcosa di R.W. Chambers, del quale abbiamo parlato qui e qui).

Ultimo numero, completamente immerso nell’atmosfera onirica di “casa Carver”, l’equivalente di Randolph Carter, personaggio lovecraftiano, nella Providence di Alan Moore. Pagina dopo pagina affondiamo nelle storie che compongono il suo “ciclo narrativo”, nelle parole di Lovecraft che prendono vita dalle stupende tavole di Jacen Burrows.

L’inquietudine e l’orrore che premevano per penetrare nel nostro mondo, dalle pagine dei primi numeri, sembrano aver allentato la presa, come abbiamo già visto nell’analisi del capitolo precedente. Il vuoto è stato riempito da un senso di meraviglia che raggiunge il suo apice in questo episodio di Providence. Il lavoro di Moore e Burrows riesce a farci percepire la forza del dialogo tra Black e Carter, mentre scendono i 700 gradini. Non ci sono i sacerdoti Nasht e Kaman Thah ad attenderli, ma una intensa sequenza onirica che traghetta il lettore dalla veglia fino alle terre del sogno.

L’orrore, lungi dall’essere del tutto svanito, si lascia intravedere, tra una comparsata del ghoul Re Giorgio e le strane creature dal volto tentacolare (simile a una delle forme del dio strisciante Nyarlathotep), che vagano per il cimitero dei treni dal sinistro sottotesto sessuale.

Providence Alan Moore

Esplorare le Dreamlands

Non conoscete le terre del sogno come le vostre tasche o cercate indicazioni sulla via migliore per raggiungere il monte Ngranek? Volendo buttar giù una bibliografia sufficiente per rispondere alle vostre esigenze potete affidarvi ai racconti di Lovecraft: La dichiarazione di Randolph Carter, La chiave d’argento, Attraverso i cancelli della chiave d’argento e quel stupendo viaggio nelle dreamlands che è Alla ricerca dello sconosciuto Kadath. Li trovate su carta, in ebook e se masticate l’inglese li potete leggere gratis.

pic523387_md pic627025_lgSe siete giocatori di ruolo forse già conoscete il modulo dedicato alle terre del sogno, descritte nei racconti di H.P. Lovecraft, pubblicato dalla Chaosium e tradotto per noi dalla Stratelibri, dall’evocativo sottotitolo “Roleplaying Beyond the Wall of Sleep”, dal doppio gioco di parole. Ne esistono varie edizioni, alle quali Sandy Petersen ha aggiunto nel 1989 una “guida alle creature”.

Esiste anche un cortometraggio in CG, The Dreamlands, del quale è stato rilasciato un trailer che fa ben sperare sulla qualità del progetto:

 

Per leggere tutte le note in italiano dovete spostarvi sull blog Cronache Bizantine, mentre sul blog c’è la tabella riassuntiva delle relazioni tra i personaggi di Moore e quelli di Lovecraft.

Se masticate l’inglese potete leggervi i facts originali, che comprendono anche le note al diario di Black (in pratica le note dei lettori alle note del protagonista agli avvenimenti dell’episodio) la cui traduzione richiederebbe un surplus di lavoro ingestibile (ma se qualcuno vuole collaborare in tal senso, si faccia pure avanti).

Con questo articolo ci fermiamo per un po’ nel viaggio verso Providence, magari in qualche locale solitario, sorseggiando un te col buon Randolph. Il viaggio del blog continua, accompagnati dalle storie di Hellboy che con la mitologia di Lovecraft ha molto in comune.

Buona lettura!

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