Pathologic, il gioco da tavolo e le regole in italiano

Il paese semideserto di Gorkhon ci accoglie con le sue costruzioni dalle geometrie sbilenche, vecchie case tenute in piedi dalla ferrea volontà degli abitanti, allevatori e contadini che non si sono piegati a nulla. Ma una nuova presenza si è insediata tra la gente ruvida, tra gli arbusti spinosi e nella steppa che circonda l’insediamento. La presenza della peste delle sabbie si avverte prima ancora di scorgerne i segni, sul luogo, sul bestiame e sugli uomini. Riprendiamo il discorso su Pathologic, dopo la chiacchierata sul videogame omonimo, passiamo ad analizzare il gioco da tavolo, arrivato dalla lontana Russia in un enorme pacco, semi ricoperto di francobolli.

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Hellboy 25 anni dopo

A quanto racconta l’informatissima Wikipedia, il personaggio di Hellboy fa la sua prima apparizione venticinque anni fa, nell’agosto del 1993 pubblicato dalla Dark Horse, mentre da noi arriva l’anno successivo grazia alla Magic Press Edizioni. Come saprete da queste parti il diavolo rosso è sempre stato di casa; impossibile non affezionarsi al tratto lugubre di Mike Mignola e alle sue storie pulp infarcite di spettri malinconici, miti di Lovecraft e creature tratte dal folklore di ogni parte del mondo. Dal Giappone all’Africa, dagli angoli bui dell’Europa fino ai nativi americani, Hellboy non si è lasciato sfuggire alcuna possibilità di incontrare qualche strano, bizzarro e spesso pericoloso fenomeno locale. Anche la deriva infernale (per la sua testata singola) e apocalittica (per il BPRD) ha regalato bei momenti di conflitto globale con enormi creature aliene.

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Guida LibroGameCreator: il paragrafo di gioco

Dopo aver installato e avviato LibroGameCreator passiamo a vedere come scrivere il nostro libro interattivo. Per sua stessa natura LGC3 nasce come programma per la realizzazione di librogame cartacei, per questo presenta strumenti come l’esportazione in formato RTF e il rimescolamento dei paragrafi. Non ci sono particolari identificatori da inserire, e le parole chiave utilizzate dagli scrittori si limitano alle due che esamineremo di seguito: il collegamento, o link, tra paragrafi e la nota interna. L’inserimento di questi identificatori, o tag, può avvenire da tastiera o tramite il click del tasto destro del mouse.

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Guida LibroGameCreator: installazione e avvio

Nonostante la guida su Graphviz sia uscita in anticipo, eccoci al primo vero articolo dedicato alla Guida a LibroGameCreator. La serie ha l’obiettivo di descrivere le basi dell’utilizzo, in modo più esaustivo rispetto al manuale PDF che attualmente è incluso con il programma. Questi post in stile “wiki” verranno aggiornati con le nuove caratteristiche del software, in maniera più rapida rispetto ai tempi di scrittura e impaginazione del manuale. Tutti i capitoli della guida sono riuniti in un’unica pagina raggiungibile dal menu principale del blog.

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Guida LibroGameCreator: installare e configurare Graphviz

Con questo post viene inaugurata una serie di mini guide destinate a far da tutorial per il mondo di LibroGameCreator, portando la luce su angoli oscuri della sua installazione e del suo utilizzo.
Iniziamo con Graphviz, una libreria per generare grafi, sfruttata da LGC fin dalle prime versioni. La sua installazione è molto semplice su Windows ma presenta qualche problema sugli altri sistemi, soprattutto su Mac OS X.

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LibroGameCreator a Modena Play 2018

Tra meno di una settimana parte la decima edizione della Fiera del gioco, il Play di Modena. Su cosa sia si son versati fiumi di byte e immagino che se siate qua a leggere già la conosciate. Personalmente l’ho visitata solo 3 o 4 volte, trovandola sempre una realtà in crescita controllata, con spazi vivibili dove è possibile davvero giocare. Due anni fa, complice la collaborazione per il progetto Savage World Nemezis di GG Studio, riuscii ad infilarmi nella demo di un’ambientazione di Davide Mana e l’esperienza fu assolutamente positiva. Di certo il pubblico si era moltiplicato, dalla mia prima visita di 7/8 anni fa, quando avevo trovato posteggio davanti all’ingresso principale, ma si riusciva a giocare e a respirare.
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LGC 3.3.0 – indice, cronologia e validazione del librogame

Rilascio primaverile per l’editor di libri interattivi, LibroGameCreator, che si guadagna una versione “minor”, passando dalla 3.2 alla 3.3. Ci sono stati numerosi cambiamenti tra i quali l’introduzione di varie feature che attendevano da tempo nell’hard disk di venir completate. Per ovviare al mancato aggiornamento del manuale vero e proprio stavolta niente asettici “changelog”. Nel post cercherò di esaminare più a fondo le novità, per chiarirne l’utilizzo con tanto di coloratissime immagini.

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La guida strategica a Terre Leggendarie #1 – Il Regno Lacerato

Abbiamo già parlato di Fabled Land da queste parti e nella mia parziale conoscenza del mondo librogiochistico la saga di Dave Morris e Jamie Thompson è in assoluto tra le migliori. Un esperimento particolare, che doveva portare alla scrittura di ben 12 volumi legati tra loro in un’unica avventura. Sei vennero pubblicati a metà anni ’90 e successivamente ristampati nel 2012. L’attesissimo settimo volume, scritto da Paul Gresty, è uscito dall’oblio nel 2015, grazie a un kickstarter di successo, ed è disponibile da qualche mese anche su Amazon nell’edizione paperback.
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Archeologia videoludica: Pathologic, Мор. Утопия (2005)

Nel 2005 un gruppo di sviluppatori Russi, che vanno sotto il nome di Ice-Pick Lodge, pubblica Pathologic [1] un psychological horror survival role-playing game dai toni surreali, sospeso tra orrore e filosofia, tra misticismo e leggenda. Nella madre terra il videogame ottiene numerosi consensi e vince cinque tra i premi principali del settore. Non gli va altrettanto bene in occidente. La traduzione non è all’altezza dei contenuti, il gameplay è ormai troppo legnoso se confrontato con i suoi contemporanei. Però c’è chi lo gioca e lo apprezza, il passaparola al solito fa il suo e di Pathologic si inizia a parlare [2]. Da lì a diventare un piccolo “cult” la strada è breve.

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Dwarfest un gestionale di nani e barili di birra

Giocare bene, giocare spesso, come a camminare fuori da casa (mi) porta ad aver voglia di scriverne, di raccontare, come al tempo della rulescyclopedia e delle cronache del sottosuolo di Dungeons&Dragons. Giocare e scrivere come un atto liberatorio, di riscossione da impegni e progetti che dall’alto vincolano le poche ore di veglia che ogni giorno ci regala, attività senza voto e valutazione esterni, ma che mirano a esser fine a sé stesse, al vissuto di un momento ludico che è competitivo (ma non sempre) solo in se stesso.

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