Bad Primsa di AA.VV.

Bad Prisma è un volume della collana Epix della Mondadori.
Difficile scrivere la recensione di questa raccolta.
Finita di leggere da qualche giorno, la sfoglio e giro e rigiro attorno alle idee che ho e a quanto mi ha lasciato la conoscenza di Melissa.
Mi sono imbattuto per caso nella genesi del personaggio, andando a caccia di fantasy italiano, nella collana Draghi, maghi e guerrieri della Delos. Lì ho scoperto Pazuzu, di Danilo Arona, un bel libro che lascia il lettore con numerosi interrogativi, incentrati sulla figura della Madre dell’Oscurità, la misteriosa incarnazione Hassilhem e sull’influenza che questa entità avrà sul futuro del mondo.

Quanto segue, sinossi a parte, è un’impressione generale sul libro, che conterrà anche qualche spoiler, necessario per spiegare cosa e perché mi è, o meno, piaciuto.

Chi è Hassilhem? Che cosa rappresenta questa malefica entità proteiforme? Quale arcano la tiene confinata in un prisma di tenebra? Quale enigma celano le sue continue apparizioni nei tempi più terribili della Terra? Quale suo potere demoniaco riesce a scatenare la furia omicida dell’uomo? Dalla decadenza del Giappone imperiale alla Vienna inquietante di Sigmund Freud, dalla tetra provincia del Ventennio nero alle strade maledette della mafia, da un esperimento comportamentale suggellato dalla sterminio ai feroci campi di fuoco del Medio Oriente fino all’ultimo, disperato giorno dell’umanità ecco la saga senza tempo dell’imperatrice del Male Assoluto.

Con un breve riassunto dei fatti già narrati in Pazuzu tutto ha inizio, in un alternarsi di racconti decisamente di buon livello. Leggendone alcuni mi son trovato a invidiarne la capacità di relazione storica, dal momento che molti si riferiscono a fatti avvenuti nel dopoguerra e riescono a calare il lettore in quel periodo, attraverso piccoli particolari e suggerimenti inseriti a dovere.

Per realizzare questa antologia Arona ha riunito un nutrito gruppo di autori, lasciando che scrivessero di questo personaggio, Melissa, che dovrebbe incarnare il Male Assoluto, una sorta di divinità, un essere potente che dapprima è stato imprigionato in un cristallo piovuto dallo spazio (il Prisma del titolo) per poi fondersi con una sciamana cieca, incarnandosi in un essere ancora diverso.
Dov’è l’imperatrice del Male Assoluto in quei racconti?
Non c’è o almeno io non l’ho proprio trovata.
Il problema più grosso che ho trovato, invece, nel rapportarmi con questa antologia, è dovuto proprio alle anticipazioni, all’antefatto, ai dettagli spaziali-esoterici, all’immagine di questa creatura semi divina, al suo prisma metafisico, all’involucro di carne che ora la conduce nel mondo, all’attesa che i racconti riprendessero questi elementi, espandendoli, raccontandoli, ampliando il mito dell’entità e non della sua incarnazione umana.

Invece, racconto dopo racconto, ho capito che l’essere conosciuto come Melissa è un’anima persa, imprigionata in un limbo dal quale non riesce a uscire, se non a brevi tratti, per vendicarsi dei torti subiti. Questo essere/divinità/donna incarna il principio dell’innocenza distrutta, ciclicamente protagonista di un ruolo destinato a essere interrotto in maniera violenta, quindi vittima prima di vendicatrice, tristemente predestinata prima che “malefica”.
Questo non è un male, anzi, ma mi ha costretto a rivedere le aspettative, nate leggendo Pazuzu e la sinossi di Bad Prisma, adattandomi a qualcosa di molto diverso da quanto mi aspettavo.

Iniziamo da cosa secondo me non va.
Nonostante il livello dei racconti, in media, sia decisamente superiore a quanto letto in altre pubblicazioni antologiche, non tutti riescono a brillare, per idee e realizzazione.
Un po’ troppe storie “autostradali”, che riecheggiano gli stessi concetti e, alla lunga, fanno scemare la tensione che la presenza della “imperatrice del Male Assoluto” dovrebbe far provare.
Non ho digerito proprio il pezzo di Alan D. Altieri, dialogo serrato di guerriglieri futuristici, che speravo si dedicasse più a lasciar trapelare le sensazioni e la visione del mondo distrutto dalla guerra, piuttosto che concentrarsi tanto sui vari insulti tra comilitoni e pacche sulle spalle tra chi ha il fucile più grosso.
Allo stesso modo non ho trovato essenziali le altre parti “fantascientifiche”, come l’entrata nel cyberspazio e la missione spaziale verso Marte, dove Melissa sembra cacciata a forza, elemento estraneo e non necessario.

E veniamo quindi a cosa funziona.
I capitoli della storia che ho preferito sono quelli che, pur facendo parte del continuum di fondo, chiudono quanto aprono, permettendo un’occhiata affascinante e cupa a ciò che Melissa potrebbe essere e a quanto si lascia alle spalle.
Tra i vari capitoli mi sono rimasti veramente impressi il caso della Vienna che stilla acqua marcia di Alessandro Defilippi, della riuscitissima e agghiacciante gita sulle dolomiti di Andrea G. Colombo (tra l’altro leggere l’antologia a qualche chilometro dal paese dove inizia la sua storia, Moso, sortiva una certa inquietudine) e del regno sotterraneo e dimenticato, dove si erge un trono fatto di ossa e rifiuti, di Gian Maria Panizza.

In conclusione
Qualcuno ha parlato di pietra miliare nell’horror italiano, antologia epica di narrativa meta gotica e altro ancora. Non entro nel merito di tali affermazioni, in quanto sicuramente non ne ho le basi, e sinceramente nemmeno capisco bene che cosa vogliano dire (meta gotica proprio non so cosa sia, magari segnalatemi qualche altro libro meta gotico, le pietre miliari, a mio avviso, si vedono sulla distanza, quando ci si è sopra è difficile valutarne oggettivamente le dimensioni e l’utilità).
Quello che posso dire io è che questo è sicuramente un libro da avere, per un pasto (finalmente) saporito, che non è horror, se non in alcuni bocconi ma ha (e secondo me per fortuna) il sapore malinconico delle storie delle valli, dei segreti nascosti nelle cantine umide, e delle forme più strane che assumono le nostre colpe.
Come una ragazzina che passeggia sulla strada, bionda, sola, i vestiti gocciolanti acqua e sangue, il cui sguardo vuoto è capace di gelare ogni anima.

L’elenco completo dei racconti.

  • Una storia di genesi di Yon Kasarai (Monte Herat, 4000 anni prima dell’avvento dell’Egira)
  • Kitsune, la donna volpe (Giappone, 1601) di Stefano Di Marino
  • La scomparsa di Melissa Prigione (Italia, Bassavilla, 1925) di Danilo Arona (snodo)
  • Berggasse 19 (Austria, Vienna, 1925) di Alessandro Defilippi
  • La buca del settimino (Italia, Bassavilla, 1948) di Danilo Arona (snodo)
  • Il passato è davanti a noi (Italia, Bassavilla, 1948) di Giorgio Bona (Italia, Bassavilla, 1948)
  • L’ultimo colpo di pistola (Italia, tra le provincie di Pavia e Bassavilla, 1967) di Angelo Marenzana
  • La settima notte (Italia, Bassavilla, 1976) di Bob Orsetti
  • Le bambole non uccidono (Modena, 1987) di Barbara Baraldi
  • Le bambole uccidono (Bassa romagnola, 1989) di Gianfranco Nerozzi
  • Il tratto nero (Italia, Palermo, 1993) di Giacomo Cacciatore
  • La fiammiferaia (Italia, Bassavilla, 1998) di Giuliano Fiocco
  • 29 dicembre 1999 h. 5, 20 (snodo) di Danilo Arona
  • Dalla nebbia (Italia, nel triangolo di Melissa, 1999) di Mauro Smocovich (snodo)
  • La forcella del diavolo (Val Pusteria, Bolzano, 2007) di Andrea G. Colombo
  • M3li$$@ (Cyberspazio, 2007) di Alessio Lazzati
  • La decima arcata (Italia, Bassavilla, 2008) di Gian Maria Panizza
  • Melissa’s Syndrome (Italia, nel triangolo di Melissa, oggi – è l’oggi del lettore…) di Edoardo Rosati
  • Melissa Project di Novelli e Zarini
  • Zona Zero (Iraq) di Alan D. Altieri
  • L’ultima fine d’estate (Monastero di Thule, nord del mondo, nell’ultimo giorno dell’umanità) di Claudia Salvatori
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