Blooper di Davide Mana (ebook)

Fiction was invented the day Jonah arrived home and told his wife that he was three days late because he had been swallowed by a whale…”
Gabriel Garcí­a Márquez

Ultimamente visto il carico di progetti pendenti il tempo per leggere si è ahimé ridotto drasticamente, le solite dannate 24 ore che non bastano mai. Sto cercando quindi di sfruttare tutti gli interstizi spazio temporali disponibili, dedicandomi alla pila (virtuale) di ebook che attendono sul tavolo tablet.
Quest’estate mi son gustato due testi “marittimi” di Davide Mana, entrambi rivelatisi ottime letture che meritano un post, per consigliarle a chi ancora non le conoscesse. Si tratta di Palmyra l’atollo maledetto e Blooper. Oggi parleremo di quest’ultimo.

Blooper ebook Davide Mana
Ma quanto sono spettacolari gli animali degli abissi?

Sinossi: Da sessant’anni, il Blooper, la Grande Balena Anomala dell’Atlantico Meridionale, gioca a rimpiattino con sottomarini, flotte di pescherecci, vascelli da ricerca, satelliti e sistemi di monitoraggio.
Nessuno l’ha mai visto.
Pochi l’hanno sentito.
Ray Gordon è un vecchio astronauta morto.
Ed è la persona più adatta per affrontare il Blooper nel suo elemento, e scoprirne i segreti.
Ma là sotto la superficie dell’Atlantico, lontano dalla luce del sole, la partita rischia di di diventare molto pericolosa.
E forse il Blooper non è il mostro più spietato che Ray dovrà affrontare.

L’ebook è disponibile a 0.99€ sul Kindle Store

Davide, chi segue il suo blog lo saprà bene, è uno scienziato, un termine che in questo caso vale nella sua accezione più ampia. Non parlo quindi della specializzazione scelta, di studi o curriculum, ma di un atteggiamento mentale, di un certo rapporto con la ricerca e – appunto – la scienza. Tutto materiale che, in un testo come Blooper, viene messo completamente a disposizione della storia.
L’effetto è una resa in generale molto realistica della vicenda, al punto da non poter facilmente distinguere quando si parla di tecnologie già esistenti o invece di creazioni futuristiche completamente inventate.
Inutile dirlo forse, ma trattasi di pregio enorme per un’opera di fanta/scienza. Ammorbidisce la transizione tra questo mondo e quello Altro, raccontato nel libro, evita il distacco dalle “tecnobubbole” (mi vengono in mente certi dialoghi di un film d’animazione visto l’anno scorso, impossibile da criticare perché al solito “tanto è un cartone” che fa il paio con “tanto è fantasy” e finisce appunto a volte col “è fantascienza, ci ficco dentro quello che voglio senza dare la minima giustificazione basta trovargli un bel nome complicato”).

Quello che invece Blooper è in grado di dimostrare è il controllo dell’autore sul testo, controllo che gli evita esagerazioni e sbavature, controllo che si trasferisce sul lettore, al quale vengono dati tutti i mezzi per visualizzare ogni dettaglio delle scene. La tecnologia in Blooper non è geek, non è nerd, non è cool per dimostrare quanto si è bravi. È invece parte di una realtà (in)tangibile fatta di ricerche oceaniche e virtualizzazioni parecchio spinte, che riescono a dare origine a non invadenti analisi del nostro presente e delle conseguenze di certe scelte, e a ben congegnati momenti ironici.

Rimane infine il soggetto ultimo del racconto, la Balena Anomala, la cui natura complessa è frutto della passione di Davide per l’oceanografia, passione che gli permette di dipingere un vivido istante di pulsante vita sottomarina, vista attraverso gli “occhi” di un protagonista che si spera torni in qualche nuova storia.

balena
Non è enorme né anomala, ma sempre bellissima
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