Buona Apocalisse a tutti! – Neil Gaiman e Terry Pratchett

Ecco un libretto che volevo tanto leggere. Terry Pratchett, ora dirò cosa che per molti è bestemmia, non lo leggo volentieri. Ecco, l’ho detto. Ci ho provato, anni fa, e non lo digerisco bene. Però c’era Neil Gaiman, che invece amo. Insomma ha fatto Sandman, ha quel tocco che sembra una via di mezzo tra un Bradbury d’annata e un King rilassato.
E ci ho provato.

Prima di scrivere la rece qui presente sono andato a sfogliarne qualcuna in rete, già sapendo cosa avrei trovato. Commenti gioiosi e sperticate dichiarazioni d’amore per questo romanzo. Essì sì sì.
Io l’ho letto pure in fretta e in un periodo incasinato, forse non apprezzo Pratchett, e… insomma a me non ha convinto.

C’è Gaiman, e immagino dove non ci sia Gaiman c’è quell’altro che non mi piace tanto, e ci sono un diavolo e un angelo che non vogliono perdere il lavoro per l’Apocalisse che tutto distruggerà, e c’è il figlio del diavolo che sembra nato proprio vicino ai Barrens, non so se avete presente, e ha pure la banda di losers che lo seguono e pendono dalle sue labbra, e la streghetta.
Ecco quel che c’è è che c’è troppo, almeno per metà libro, ci son troppe cose, che s’interrompono a vicenda.
Leggo del diavolo e dell’angelo e dico, ben dai, mi ci sto proprio affezionando e ZADAN! Cambia registro e cambia personaggi e so che si usa nei romanzi eh, ma qua mi ha spesso infastidito.

Ci sono pezzi esilaranti, nel romanzo, brani che fanno sorridere, personaggi interessanti, che se ne escono forse un po’ troppo verso la fine, come l’allievo cacciatore di streghe. E c’è il finale, molto, anche troppo gaimaniano. Bello eh, giusto ecco, il finale giusto, con le cose giuste, né troppo comiche né però drammatiche, che il libro era giusto finisse così.

E magari voi che leggete mica avete capito se mi è piaciuto.
Ecco, la cosa grave è che devo deciderlo ancora pure io.

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