Universo Hellboy #2 – l’ordine di lettura

Eccoci al secondo articolo di Universo Hellboy, oggi tocca all’ordine di lettura degli albi per i quali mi sono basato sulla rilettura dell’intera saga (ecco cosa ho fatto nell’ultimo mese e mezzo) e su alcuni post trovati in rete.

Note:

edit 29/12/2018: l’elenco è stato aggiornato a Hellboy presenta B.P.R.D. Inferno sulla Terra #15;

– gli albi sono esclusivamente quelli usciti in Italia, quindi mancano le pubblicazioni più recenti (soprattutto per le collane spin-off come Abe Sapien o Witchfinder);

– edizioni successive hanno modificato la distribuzione di alcune storie; per quanto ne so ne è stato affetto solo il numero #4, Hellboy: La mano destra del destino, la cui seconda edizione contiene alcune storie mancanti in quella che possiedo io, mentre ne ha altre successivamente incluse in Hellboy presenta B.P.R.D. Terra cava e altre storie;

– per ogni albo sono elencati i titoli delle storie contenute; i titoli in ROSSO sono tasselli fondamentali della continuity, i titoli in NERO si riferiscono a storie connesse a quella principale, ma che possono venir lette in qualsiasi ordine; i titoli GRIGI, infine, si riferiscono a storie fuori continuità. Nell’elenco non sono inclusi i volumi completamente estranei alla storia principale quali ad esempio i due Storie dall’insolito e i crossover di Maschere e Mostri.

– legenda della nomenclatura:

Hxx – Hellboy Vol. xx
Bxx – Hellboy presenta: B.P.R.D. Vol. xx
BHxx – Hellboy presenta: B.P.R.D. Inferno sulla Terra Vol. xx

HSxx – Hellboy speciale
HBxx – Hellboy & B.P.R.D. 1952,…
Fx – Hellboy presenta: Frankenstein Underground
Axx – Hellboy presenta: Abe Sapien Vol. xx
Wxx – Hellboy presenta: Witchfinder Vol. xx
Lxx – Hellboy presenta: Lobster Johnson Vol. xx

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Bruti FAQ 1.2 versione stampabile

Un anno fa, all’incirca, ho partecipato a un evento di crowdfunding su Ulule. L’oggetto era Bruti. Un gioco di carte di mazzate da orbi in un’arena per guerrieri che l’amico Mauro Longo chiamerebbe “terza scelta”. Un fight club medioevale tra ex soldati, invasati, avanzi di galera. Personaggi che vestono armature raffazonate, assemblate con pezzi rubati o strappati dalle mani insanguinate degli avversari sconfitti. Metteteci i disegni di Gipi, alias Gianni Pacinotti. Aggiungete la versione “deluxe”, combattenti non morti, interventi divini e un fumetto introduttivo. Non si poteva resistergli.

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Annotazioni a margine di Providence #8 “The Key” di Alan Moore e Jacen Burrows

Siamo all’ultimo numero della graphic novel Providence, almeno per quel che riguarda la distribuzione italiana. Ultimo post dedicato alle traduzioni dei facts, le centinaia di note sviscerate dagli appassionati lettori di tutto il mondo (compresa l’Italia, dove ci siamo almeno Zeno e il sottoscritto a far numero). Da oltre oceano continuano ad arrivare rumors sui due episodi mancanti, e si possono leggere ipotesi piuttosto corpose sulla possibile conclusione della vicenda (come in questo post che mette in relazione Providence e True Detective, il serial tv legato ai miti della Carcosa di R.W. Chambers, del quale abbiamo parlato qui e qui).

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Universo Hellboy #1

Se c’è un fumetto che non ha mai davvero smesso di affascinarmi, questo è Hellboy di Mike Mignola. Passato il periodo Bonelli, le varie quanto brevi incursioni in territorio super eroistico, lui è rimasto lì, sulla mensola dedicata, letto e riletto più volte. Ha avuto i suoi alti (tantissimi) e bassi (pochi e spesso identificabili nelle raccolte di storie più brevi). Ha offerto punti di vista diametralmente opposti, dalla solitudine mistica del ragazzo infernale alla guerra apocalittica dell’ufficio per la ricerca e la difesa del paranormale.

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Annotazioni a margine di Providence #7 “The Picture” di Alan Moore e Jacen Burrows

Ma quanto è bella l’ennesima cover di Jacen Burrows per Providence? Anche la sola infarinatura dei Miti lovecraftiani è sufficiente ad apprezzare la semplicità con la quale riporta in vita il pittore realista Richard Upton Pickman. Uno sguardo, e ci si sofferma su quella fotografia, inchiodata alla tela quasi per sbaglio. E la voce che recita “Ma perdio, Eliot, era la fotografia di un essere vivente!“.

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I personaggi dei Miti di Lovecraft nella Providence di Alan Moore

Cover di Jacen Burrows per Providence #3

Copertina di Jacen Burrows per l’edizione originale di Providence #3

Nuovo aggiornamento del materiale relativo all’opera di Alan Moore, Providence. Lavorando sulla traduzione dei facts capita spesso di incontrare le versioni di Alan Moore dei personaggi e dei luoghi del mito lovecraftiano. Sono numerosi e interagiscono tra loro all’interno e all’esterno delle storie originali, con curiosi e azzeccati “inside joke” che solo una profonda conoscenza del materiale originale può permettere di comprendere a pieno.

Per tener traccia di tutti questi riferimenti ho deciso di costruire capitolo dopo capitolo una tabella riassuntiva, che permetta di recuperare le informazioni sui personaggi e che funga da collegamento alla loro fonte letteraria. I racconti di H.P. Lovecraft sono linkati alle loro versioni originali, disponibili (il materiale è ormai fuori copyright) sul sito The H.P. Lovecraft Archive, per altro una miniera di materiale sul Solitario di Providence.

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Annotazioni a margine di Providence #6 “Out of Time” di Alan Moore e Jacen Burrows

Articolo ferragostano, consuetudine di questo blog, nato sul web assieme a libro game creator ben nove anni fa, proprio nel giorno preferito dagli italiani. In questi ultimi mesi di stanchezza totale in quanto a web, blog, scrittura & C, resiste la voglia di partecipare al progetto di traduzione dell’amico Zeno Saracino, col quale siamo alla seconda puntata delle note sulla graphic novel Providence di Alan Moore e Jacen Burrows. Vi incollo qua qualche riga dell’introduzione all’articolo, il resto lo potete leggere sul suo sito.

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Annotazioni a margine di Providence #5 “In the Walls” di Alan Moore e Jacen Burrows

Sono stato ospite del blog dell’amico Zeno Saracino, per il quale ho tradotto una parte dei Facts in the Case of Alan Moore’s Providence. Zeno, che bazzica la mia stessa città, l’ho conosciuto proprio grazie a Lovecraft e sempre sul suo blog ho scoperto questa miniera di informazioni che è il sito dedicato a quella parte dell’opera di Alan Moore dove l’autore ha incrociato le strade del solitario di Providence, dal primo racconto The Courtyard, comparso nella vecchia antologia The Starry Wisdom (che ho scoperto di aver acquistato quasi 20 anni fa) a Neonomicon (nel volume che contiene anche l’adattamento a fumetti di The Courtyard) e alla serie Providence.

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Verso la città del sogno

Tre volte Randolph Carter sognò la città meravigliosa e tre volte ne fu rapito mentre l’ammirava dalla terrazza panoramica. Magnifica e splendente come oro ai raggi del tramonto, la città era ricca di mura, templi, colonne, ponti ricurvi di marmo venato, fontane d’argento che mandavano zampilli nelle grandi piazze, giardini profumati, larghe strade che si snodavano fra filari di alberi delicati, urne ornate di fiori e una teoria scintillante di statue d’oro; e a nord, sui fianchi ripidi delle colline, s’arrampicavano file di tetti rossi e vecchi abbaini aggobbiti che proteggevano le strade più piccole, dove l’erba cresceva in mezzo ai ciottoli. Era una visione degna della febbre d’un dio: un concerto di strumenti sovrannaturali, un tuono di cimbali senza tempo.

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Cavescape, il diario di bordo

Ho scritto questo post quasi due mesi fa. Sono riuscito a rimandarne la pubblicazione promettendomi di farlo solo quando avrei avuto per le mani qualcosa di concreto di cui parlare. Cavescape, nome che sostituisce il precedente Caves & Creatures, è il mio primo, basilare, motore per lo sviluppo di un roguelike. Parlo di motore o engine (parecchio più cool) perché l’obiettivo del progetto è imparare e sviluppare un framework, più che tendere a un prodotto finito. Come è già stato per Adventurescape, l’engine per librogame digitali, del quale abbiamo parlato un bel po’ di tempo fa. Il codice Java/Android in quel caso è bello che pronto nell’hard disk, con tanto di una versione giocabile di Fuga dall’Altrove. Sta bene lì e vi saluta tutti.

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