7DRL Challenge, sette giorni per un roguelike

È uno degli argomenti ricorrenti sul blog, da un anno a questa parte. E dire che il primo roguelike, Angband, me l’ha fatto conoscere un amico e compagno di avventure ruolistiche, e a suo tempo lo detestavo in modo viscerale. E lo detesto ancora, Angband, così come molti dei suoi successori di tipo ‘band. È stato lo scoprire il tipo ‘hack a farmi amare incondizionatamente questo genere di videogame, passando da Brogue a Pixel Dungeon a Dungeon of Slyn e da qualche giorno all’ibrido Crypt of the Necrodancer. Se posso fare un parallelo con quanto sta succedendo in altre sfere dell’esistenza, è la capacità di togliere orpelli e arrivare al dunque, che trovo stupefacente in questi giochi. Così come nei dungeon crawler più immediati, l’applicazione di quel “elimina ogni giorno qualcosa”, per arrivare all’essenza pura e scintillante dell’algoritmo.

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Italian Way of Cooking: ammazzato, non mescolato

Oggi scade il termine del Masterchef Contest indetto dal sito Letteratura Horror e dalla casa editrice Acheron Books, che mira a raccogliere ricette gastronomiche a base di mostri, le migliori delle quali finiranno nel libro Italian Way of Cooking, un romanzo horror di Marco Cardone.
Purtroppo me ne sono ricordato tardi e quando mi sono staccato dalla tastiera ho scoperto di essermi dilungato oltre il limite imposto dei 1800 caratteri (la situazione tipica di quando partecipavo a quel Minuti Contati nato in seno alle ormai leggendarie Edizioni XII).
Dal momento che da queste pari parlo spesso di cosacce come horror e weird e ci scappa occasionalmente un articolo di cucina, mi sembrava un delitto non pubblicarla.

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Fabled Lands, le mappe stampabili

Se avete giocato a Fabled Lands sapete che bisogna segnarsi una certa quantità di informazioni. Ci sono parole chiave, oggetti, quest, rotte mercantili da sfruttare e luoghi dove è meglio non tornare. In un mondo vasto 6 (a breve 7) libri non è semplice tener traccia di tutto. Per questo mi son messo alla ricerca di una mappa del secondo volume, che ho recentemente ripreso a leggere, e ho scoperto che ne esistono soltanto di colorate. Bellissime ma per nulla economiche da stampare e poco utili se ci si vuole scrivere.

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Feedburner? No grazie, preferisco senza

Richiesta indirizzata a chiunque segue il blog tramite feed reader (Feedly, ad esempio) o lo ha inserito in qualche blogroll (come quello di blogspot) sfruttando il link che c’era sulla versione vecchia, che puntava ai miei feed creati da Feedburner.
Il servizio di Google, che mi aveva già dato problemi in passato, sembra sia sulla buona strada per essere dismesso del tutto, quindi per i mei 5/6 lettori quotidiani, che sono interessati a ricevere i prossimi importantissimi articoli, la soluzione è quella di utilizzare i feed classici di WordPress.
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L’ultimo dell’anno

C’era un post, una volta, intitolato “l’ultimo dell’anno”, con vari elenchi e riassuntoni. C’era e l’ho bellamente che cancellato e ho deciso che quest’anno si sta leggeri (almeno fino a stasera, che prevedo un cenone di quelli letali). Piace, a chi scrive, il momento finale, l’ultimo sguardo all’agenda dell’anno andato, prima di buttarla e ricominciare. Quel minimo di “recap”, per dirla col linguaggio dei telefilm, che serve a capire se e quanta strada si è fatta.
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LibroGameCreator, le opere e gli scrittori

LGC - Libro Game CreatorE’ sabato mattina, ormai le feste si avvicinano e in barba a tutti gli haters, a quelli che il Natale gli mette depressione (come il capodanno, il compleanno, l’estate, l’inverno, insomma qualsiasi occasione è buona per lamentarsi, se sei italiano) io cucino biscotti al pan di zenzero (variante con farina di nocciole), completo l’installazione di Linux, che da oggi è l’unico Sistema Operativo sul mio PC, Microsoft Software no more, leggo libri game e aggiorno il sito. Sono riuscito a completare una paginetta che avevo promesso qualche settimana fa agli autori del sito Librogame’s Land (ma che è aperta a chiunque abbia usato Libro Game Creator e abbia diffuso l’opera) la più grande community di appassionati nonché ideale sponsor di LGC, che proprio in quel sito è nato.

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Cambio di stagione

Arrivato finalmente un autunno come Cthulhu comanda, anche il blog ha cambiato faccia. Cosa che, chi mi segue lo sa, da queste parti succede piuttosto frequentemente. Quindi via, verso lidi più luminosi, più vasti, che ho bisogno di aria e spazio per muovermi. Con qualche aggiustamento nel menu, rubriche nuove, importate da siti vecchi, e un restyle generale che mi ha convinto dal primo momento. Il “vecchio” (quanto sarà durato? un anno?) aspetto del blog non mi soddisfaceva da tempo, tutto quel nero che faceva tanto sito horror anni ’90, spreco di spazio su questi schermi sempre più grandi.

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La sublime leggerezza delle cose morte

Questo post nasce qualche settimana fa, da un acquisto in una agraria.
O addirittura prima, anni fa, con la passione per le piante e i fiori che scorre potente nelle vene della mia famiglia. Proprio fiori sì, una di quelle cose che alla visita di leva (eh già, son stato tra gli ultimi a doverla fare) ti dicono che la puoi usare per evitare “la naja” ma che ancora adesso, 20 anni dopo, c’è chi ti sorride un po’ incredulo, chi ti chiede “fiori, veramente?” come avessi detto che stupri le pecore nei weekend, chi immancabilmente sghignazza e fa la battutina. Siamo avanti, avanti proprio.
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La lenta magia del partire

Ovvero, il classico post “chiuso per ferie” visto che quest’anno, dopo le disgrazie del 2013, si parte!
E visti i tornado devastanti e le possibilità che insomma, mi ritrovo dall’altra parte del globo senza sapere come, magari un messaggio per la chiusura del blog, che penso andrà avanti fino a fine agosto, ci stava. Anche perché le ferie, che si viaggi o meno, sono sempre un punto di separazione, saranno i trascorsi sportivi ma agosto per me è una boa. Grossa, cicciotta, bianca a strisce rosse. O una lanterna di metà percorso per orientamento, se sapete di cosa parlo. Che ci arrivi, e sai che la metà è andata e, per quanto non sia mai vero “il resto è tutto in discesa”. Che insomma la prima metà di quest’anno è stata la più brutta che ricordi, almeno su certi fronti, ci ho rimesso di tutto, nei primi 3/4 mesi. Però alla fine intravedi la boa, c’è sempre la boa, sempre, bisogna solo sudare un attimo di più e le cose girano. E arrivi ad agosto che – diranno che porta sfiga, me ne frego – sei felice, e dall’altra parte della boa ci sono finalmente progetti positivi di quelli che magari farai notte per portarli a termine, ma hanno un senso.
E prima di girare del tutto e ripartire, ripensavo a quest’immagine, postata qualche giorno fa su Facebook, supponendo che lì sarebbe rimasta, senza nulla da aggiungerle.

200.000km con la Ford Fiesta

Siamo a (2)00.000

Poi però quel numero, 200.000, mi è tornato in mente e ho pensato va beh dai, giusto due parole.
Tanto perché si parte e anche se non si va lontano, è pur sempre un altro viaggio. Anche se, questa volta, non con lei, e un po’ mi spiace.
Perché ci sono stato, negli anni scorsi. Siamo stati anche lontano, abbiamo raggiunto perfino i 1600m di Les Deux Alpes, nove ore tra autostrada e statali e strade di montagna, per arrivarci, in pieno agosto. Senza aria condizionata, finestrini abbassati, musica a palla che l’ipod minacciava di fondere prima del motore, tante foto lungo il percorso.
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