Pathologic, Мор. Утопия (videogame)

Nel 2005 un gruppo di sviluppatori Russi, che vanno sotto il nome di Ice-Pick Lodge, pubblica Pathologic [1] un psychological horror survival role-playing game dai toni surreali, sospeso tra orrore e filosofia, tra misticismo e leggenda. Nella madre terra il videogame ottiene numerosi consensi e vince cinque tra i premi principali del settore. Non gli va altrettanto bene in occidente. La traduzione non è all’altezza dei contenuti, il gameplay è ormai troppo legnoso se confrontato con i suoi contemporanei. Però c’è chi lo gioca e lo apprezza, il passaparola al solito fa il suo e di Pathologic si inizia a parlare [2]. Da lì a diventare un piccolo “cult” la strada è breve.

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Dwarfest un gestionale di nani e barili di birra

Giocare bene, giocare spesso, come a camminare fuori da casa (mi) porta ad aver voglia di scriverne, di raccontare, come al tempo della rulescyclopedia e delle cronache del sottosuolo di Dungeons&Dragons. Giocare e scrivere come un atto liberatorio, di riscossione da impegni e progetti che dall’alto vincolano le poche ore di veglia che ogni giorno ci regala, attività senza voto e valutazione esterni, ma che mirano a esser fine a sé stesse, al vissuto di un momento ludico che è competitivo (ma non sempre) solo in se stesso.

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Kanagawa sulla Costola dei Barbari

Vi piace il nuovo stile del blog? Un bel bianco e poche immagini. Via l’header che non ci cliccava nessuno e spazio per le pulizie di primavera. Ho trovato il tema tra quelli nuovi del blog, che spulciavo nel corso di alcuni lavoretti di “webdesign” per associazioni di cui faccio parte. Le mie doti di “webdesigner” (sempre tra virgolette nel mio caso) sono minime, e c’è solo da ringraziare WordPress e i gentilissimi creatori di temi free. Il sito del Taiji Trieste non ha molti legami con questo blog (se non fate caso a un vecchio racconto su leggende e guerrieri orientali) mentre il più recente è proprio l’argomento centrale di questo post.

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Dark (Netflix)

In questi anni ho sviluppato una certa passione per i film di fantascienza che trattano di tempo, anomalie e dimensioni più o meno parallele. Quando ho sentito per la prima volta parlare di Dark pensavo si trattasse di una serie tv horror, e la locandina che mi ricordava in qualche modo il simbolo della strega di Blair non mi aveva preso per niente. Poi grazie al solito passaparola sui social ho scoperto che il vero tema era un altro. Seguono spoiler.

Nella piccola, perennemente assediata dalla pioggia e terribilmente noiosa cittadina di Winden si intrecciano le vite di quattro famiglie. La scomparsa di un bambino e misteriosi fenomeni apparentemente collegati alla centrale nucleare che alimenta il paese daranno inizio a una vicenda dai risvolti sovrannaturali. Continua…

Pomodori verdi fritti al caffé di Whistle Stop

A volte mi domando che cosa la gente usi al posto del cervello. Pensa a quei ragazzi: hanno paura di sedersi a mangiare vicino a un negro, ma divorano le uova che escono dal culo delle galline.
– Ninny

Dovrei preparare le cose per il bivacco di questo weekend, e trovare il modo per sopravvivere all’ondata infernale di domani. Ma volevo passare ancora qualche momento al PC. Ventilatore a turbina puntato addosso e l’asciugamano che si scalda come un sudario inutile. Volevo raccontare di questo libro, di cui tutti o quasi conoscono il film. Per cui finisco con le cose da fare e torno e scrivo una “recensione”.

Son passati quattro giorni. Di bivacco neanche l’ombra, ché domenica prevedevano (azzeccandolo) l’arrivo del nubifragio. Solo una gita in giornata, a correre su e giù per i monti attorno al lago. Ma dicevamo del libro. Anzi, del e-libro. Continua…

Reigns, come costruire un regno “a bivi”

Nelle pause tra le attività che riempiono fino a esplodere le sole 24 ore della giornata, tra libri e film e serie tv (ma quante ne fanno ormai?!) ogni tanto tornano a farsi sentire i videogame. Dopo un 2016 molto soddisfacente e parecchio action, sto giocando molto poco, godendomi qualche corsa sui ghiacci di Never Alone (Kisima Inŋitchuŋa) o con qualche gioco “indie” come questo Reigns.

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Frankenstein e la Fiamma Nera

Non si tratta di un team up (anche se sarebbe molto interessante vederlo realizzato) tra due personaggi del mondo di Hellboy. Il titolo è messo lì per avvisarvi di un aggiornamento delle pagine dedicate al Mignolaverse, la continuity nella saga creata da Mike Mignola. Nella sezione del blog Universo Hellboy trovate tutti gli articoli dedicati a “Red” e compagnia, compreso l’ordine di lettura e la cronologia interna alla saga.

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La parabola di Stanley, un “librogame 3D”

Anno nuovo, nuova stagione videoludica, iniziata benissimo completando il fantastico Middle Earth: Shadow of Mordor, capace di lasciarmi perfino una sorta di malinconica amarezza con quella conclusione “open” ormai indispensabile per questo genere di giochi. Restare in giro per le terre dell’Oscuro Signore, senza possibilità di pace e redenzione, tra orchi, Uruk e bestie ancora peggiori, non è il destino che avrei voluto per il povero ramingo, ma è probabilmente tra i finali più “eroici” capitati da qualche tempo a questa parte.

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Hellboy. Per chi suona la campana

Dopo un curioso problema alle consegne, che mi ha fatto attendere alcune settimane non previste, è arrivato un paio di giorni fa tra le mie mani l’ultimo numero di Hellboy. E di ciò parlerà il resto dell’articolo. La vedete la grande scritta luminosa lampeggiante, SPOILER? Siete stati avvisati. Hellboy è morto. Più volte, come forse ricorderete. È stato ucciso e “resuscitato” in Africa da uno sciamano. È stato privato del suo stesso cuore, nell’epico scontro con la reincarnazione del Drago, l’Ogdru-Jahad, ospite della regina di sangue, l’infernale Nimue. Nonostante avesse eliminato il Drago, come il cavaliere d’Inghilterra che si è rivelato essere, unico legittimo sovrano, erede dello stesso Artù, il suo cuore gli è stato strappato dallo spirito di Nimue, vittoriosa dove tanti hanno fallito.

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Quaderni e carta pietra Ogami

Post inatteso, scritto sull’onda dell’entusiasmo per un acquisto recente, mentre attendo un volume particolare per completare la prima fase del lavoro su Universo Hellboy. Tutto parte da un post sul blog del buon Alessandro Girola riguardo le “agendine” e i quaderni. Che può sembrare una cosa futile, se uno la dice così. Parliamo di quaderni. Quelle cose con righe e quadretti che ci inseguono fin da piccoli. Affamati di inchiostro, china, graffite. Ma come per tutto, c’è un mondo qui fuori, che può essere molto interessante. Se vi piacciono i quaderni ovviamente. Su quel post, che potete leggere qui, Andrea Sfiligoi (game designer & scrittore) consigliava i prodotti Ogami.

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