Quella volta che Cthulhu tornò a Silent Hill

Ogni tanto da queste parti ci sono ondate di download in sezioni del sito altrimenti dimenticate, luoghi che immagino abbandonati e deserti che in confronto la città morta di Sarnath è una discoteca in pieno sabato notte. Eppure qualche marea strana, comandata da lune a noi invisibili, porta su queste spiagge lettori e giocatori, che si ritrovano tra le mani avventure e materiale scritto molti anni fa, ma non per questo meno interessante.

È il caso dei moduli che scrissi con (o impaginai per) Gianluca Santini. Al tempo eravamo entrambi ferventi cultisti che cercavano di produrre avventure per Il richiamo di Cthulhu, e proprio Gianluca diede alle stampe digitali un’ambientazione particolare che univa gli orrori cosmici del sempre apprezzato Maestro di Providence alle nebbiose e malate atmosfere della città di Silent Hill.

Questo connubio diede origine a un modulo d’ambientazione, Welcome to Silent Hill e a un’avventura, La follia del peccato, la cui trama è per certi versi simile a quella di Silent Hill: Downpour (almeno nelle parti iniziali) uscito alcuni anni più tardi.

silent hill downpour

Grazie a un fantastico plugin che scandaglia le profondità del blog e riporta a galla i corpi morti ma intenti ancora ad agitarsi, ho scoperto un numero considerevole di link rotti, tra i quali quello per scaricare proprio La follia del peccato, che realizzammo in formato ebook (e che per questo venne schifato non poco dalla community di giocatori).

Se vi può interessare tutto il materiale lo trovate nella sezione download / avventure del sito, mentre La follia del peccato, al quale partecipai in gran parte come impaginatore, lo potete scaricare da qua.

silent hill

L’ultima parola

Questo “L’ultima parola” è nato ormai sei mesi fa, durante un periodo di transizione. Come una di quelle scene da film con la donna che partorisce in automobile (o in condizioni più estreme e singolari, come capita in quel vecchio racconto nel racconto, di Stephen King). In questo caso è venuto alla luce sotto un cavalcavia, mentre aspettavo fermo a un semaforo di raggiungere non ricordo quale destinazione.
Il seme della storia è l’idea di parola e il potere ad essa associato. Idea incontrata molte volte in molte forme. Ricordo un racconto di Raffaele o Simone a un concorso di quelli che si faceva da giovini, un Minuti Contati, dove arrivava una sorta di apocalisse, con enormi parole di pietra che fluttuavano nel cielo. O il misconosciuto Pontypool, dove la parola è addirittura al centro di una follia pandemica.
La parola ha potere da sempre, nel mito e nella religione, dai mantra ai canti sciamanici, dalla magia dei nomi delle strighe alle parole di potere usate dagli incantatori in Dungeons & Dragons.

Continua…

I conigli mutanti uccidono (ancora)

Era il 2011 credo, ai tempi in cui ancora creavo con una certa frequenza e passione, quando per la mitica Royal Rumble di Edizioni XII scrissi Lagomorpha. C’era da inventarsi una storia con al centro un’arma “non convenzionale”. Tra i vari racconti ancora oggi ricordo un certo arpione per la bella storia scritta dall’amico Luigi Musolino. Io mi dedicai a qualcosa di meno acquatico ma ugualmente inusuale, sfruttai una manciata di feromoni per trasformare la specie più puccettosa del mondo, i coniglietti, in un’arma di sterminio e vendetta.

ebook gratuito Lagomorpha Matteo Poropat

I conigli mutanti giganti assassini ebbero un certo successo, e la copertina che l’amica Giorgia disegnò per l’ebook era un piccolo capolavoro.
Revisionai il racconto e lo inserii tra le quattordici storie della raccolta Il silenzio dell’acqua.

Continua…

Il Possessore del Vuoto

Ne abbiamo parlato ieri e così ecco qua il mio racconto per il Fun Cool. Una versione italianizzata e adattata degli Holder, una passeggiata in città (almeno io l’ho immaginata così e non ci fosse stato il vincolo del racconto in una frase mi sa che la gita durava parecchio di più).

Pur nella sua brevità contiene due riferimenti a cose già scritte: il mazzo di carte, direttamente dal racconto Polvere siete (ne Il silenzio dell’acqua), il personaggio con la testa a forma di Ibis, ricordo di un certo super umano.

Il possessore del Vuoto

Scendi in città, il terzo giorno del terzo mese, hai solo trentatre minuti dell’ora in cui incubi e sogni si danno il cambio nel sonno degli uomini, sii veloce e cauto, vestiti di bianco per confonderti con la nebbia, vestiti di nero e sarai inghiottito dal mangiatore d’anime; trova la chiesa che non noti mai, ha due campanili muti, il rosone spezzato e un unico muro di pietra rossa, controlla, c’è un mattone sbrecciato col tuo nome inciso; bussa tre volte, voltati e vai lungo la via che porta fuori città, sentirai una voce, non voltarti, sentirai una mano che ti sfiora i capelli, non gridare, sentirai un nome antico nell’urlo di una strega, girati; alla tua destra c’è una porta rossa, in una casa senza finestre; entra, una signora vestita di rovi ti offrirà fiori, ti dirà i loro nomi, non crederle; rifiuta i gladioli, respira il profumo degli ibis ma non toccarli, c’è una rosa viola dal gambo spezzato, raccoglila e la donna te la regalerà con una lacrima; prosegui nel corridoio, la prima porta conduce al dolore, gira a destra, la seconda porta conduce al pensiero, bussa e allontanati in fretta, la terza porta è aperta, la stanza nera con un tavolo di legno, una porta chiusa e in piedi un uomo sottile, dita sottili, collo lungo e la testa piumata con un lungo becco adunco, in mano un mazzo di carte; ti dirà di giocare con lui, ogni partita persa saranno anni gettati, vincine una e s’infurierà, negagli la rivincita, urla il nome della strega, diverrà cieco, corri verso la porta, ti inseguirà, appoggia la rosa sulla serratura e chiedi ciò che vuoi, apri la porta e gettati nel vuoto; ti sveglierai in una città senza una chiesa, senza una strega e senza una rosa; nelle mani dalle dita sottili stringerai una statua nera dalla testa di ibis.

 

Creepypasta, un primo passo tra i meme dell’orrore

These days, instead of the campfire, we are gathered around the flickering light of our computer monitors, and such is the internet’s hunger for creepy stories that the stock of ‘authentic’ urban legends was exhausted long ago; now they must be manufactured, in bulk. The uncanny has been crowdsourced.
Will Wiles

Ho qualcosa come 15 bozze di articoli, alcune risalenti a una diversa era geologica, ho ancora 40 recensioni dal vecchio blog da recuperare e ogni tanto tutto questo torna utile. Come oggi, che a due giorni dalla chiusura del concorso Fun Cool del solito folle Raffaele non sapevo proprio che cosa mandare e mi son trovato per le mani la bozza su Creepypasta e tutto è stato chiaro.

Ma andiamo per ordine. Creepypasta l’ho conosciuto tramite un link su fb, credo del solito Elvezio, dove si spiegava il fenomeno dietro questo strano sito di “leggende urbane”. Si trattava di questo articolo, che vi consiglio di andare a leggere, With a flood of dark memes and viral horror stories, the internet is mapping the contours of modern fear. Si parla di meme, orrore virale e paure moderne, materiale interessantissimo e fonte di numerose ispirazioni.

Come spiegato nell’articolo il Creepypasta deriva da copypasta, vocabolo coniato a indicare tutti quei brevi estratti di testo o video che vengono copiaincollati (diremo noi italiani) in giro per il web, tra forum, siti e social network. Il sito Creepypasta, con la sua wiki, conta più di 15.000 voci di questo tipo, voci che hanno in comune l’essere una eco di altre storie, come se tutte fossero state sentite e raccontate ancora e ancora. In inglese c’è addirittura un termine per indicare questo genere di racconti: FOAFlore, friend-of-a-friend lore, della serie un amico di un amico ha detto che suo cugino…

Tema a dir poco affascinante, la diffusione virale di un meme horror, la nascita delle moderne leggende urbane (dove urbano è cyberspaziale, sottintende vie di accesso e mezzi di comunicazione virtuali, che ricalcano e amplificano il “racconto attorno al fuoco” in maniera esponenziale).

Tra tutto questo materiale ho estratto una parte minore e molto particolare, la sezione dedicata a The Holders.

Slenderman (DeviantArt di vonanthonythefirst)

Figura dell’orrore nata su Creepypasta, Slenderman (DeviantArt di vonanthonythefirst)

Gli Holders, i possessori, sono 538 oggetti come The Holder of Pain, The Holder of Sorrow e così via. Sono dei creepypasta creati seguendo un modello di fondo che è di certo assimilabile alla quest. E che mi ha ricordato molto il racconto breve Instructions di Neil Gaiman. Ognuno di questi frammenti contiene una sequenza di istruzioni per diventare il nuovo possessore di un certo artefatto, evocare o contrastare creature sovrannaturali, con la consapevolezza che mai i 538 Holders dovranno essere raggruppati assieme (da annotare vicino a non incrociate i flussi e gli effetti degli oggetti rubati alla camera perduta).
Nella versione originale la maggior parte degli Holders inizia con una frase di rito

In any city, in any country, go to any mental institution or halfway house you can get yourself to

frase che non ho utilizzato, non essendo il mio un Holder ufficiale.

Se l’argomento vi interessa c’è la wiki dei Creepypasta da visitare che non contiene più uno dei racconti considerato tra i migliori, lo trovate a questo link. Nella sua narrazione composta da frammenti di post su forum e il costruire in questo modo una storia di storie, contiene tutti gli elementi del tipo di narrazione di cui parlavamo in precedenza.

L’immagine di copertina è tratta da un breve filmato (in italiano) che potete trovare su Youtube dedicato a Slenderman, figura dell’horror nata proprio su Creepypasta.

Se volete cimentarvi in effetti esiste anche una Wiki italiana http://it.creepypasta.wikia.com/wiki/Creepypasta_Italia_Wiki con tanto di App Android per leggere le storie o visualizzare le immagini postate dagli utenti.

Ma di siti come Creppypasta, una volta entrati nel gorgo, se ne trovano altri, anche di più peculiari, come SCP che lo ammetto devo ancora riuscire a capire bene.

Di materiale ce n’è tanto, a tratti anche troppo, e di sicuro di tutto questo tornerò a parlare prima o poi.
Ora però Il possessore del Vuoto mi aspetta…

Il silenzio dell’acqua in eBook e su carta

Il silenzio dell acqua ebookBreve post per annunciare la versione digitale della mia raccolta di racconti horror, Il silenzio dell’acqua, uscita fin’ora solo nella veste cartacea, tramite il servizio CreateSpace (che ha riservato diverse sorprese in quanto a qualità della stampa e costi). Da ieri questa è stata affiancata, sempre via Amazon, dall’eBook in formato mobipocket, per Kindle e affini con una cover leggermente diversa, nel lettering del titolo.

L’eBook è disponibile sul Kindle Store per la modica somma di 1.95€ e verrà di sicuro fatto oggetto dell’offerta che KDP Select permette di impostare, come già accaduto durante Halloween per il saggio sui giochi di Cthulhu.

Il silenzio dell’acqua
Formato Kindle
Lunghezza: 100 pagine circa
Prezzo: 1.95€

Acquista l’ebook sul Kindle Store

Acquista la versione cartacea (5€)

Sinossi

Case infestate, amicizie inumane, artefatti magici che regalano la vita, pistoleri che vengono da un passato lontanissimo, angeli affamati, bambine dedite a strani lavori di casa, i suoni che si spargono per l’erba e quel silenzioso ma penetrante gocciolare d’acqua. Quattordici racconti, storie fantastiche nella tradizione del fantastico e dell’orrore, ambientate in quella zona dell’esistenza dove la realtà lentamente scivola via, lasciando spazio a misteriose entità.
La raccolta contiene racconti inediti e già pubblicati, rieditati per l’occasione: Ago e filo, Fame chimica, Il giorno sbagliato, Il silenzio dell’acqua, Il suono nell’erba, La piuma e la catena, L’urlo che spense il mondo, Non nel mio nome, Piece(s) of my heart, Polvere siete, Quando ritornano, Tre giorni di vento, Un vestito nuovo, Lagomorpha.

I giochi di Cthulhu, ovvero le influenze tentacolari di Howard Phillips Lovecraft

Post che esce quasi in contemporanea su questo blog e su quello ufficiale, e che serve banalmente a far un po’ di marketing per l’ultimo eBook realizzato, vale a dire la versione digitale del saggio I giochi di Cthulhu. Dopo il cartaceo (disponibile in alcune ludoteche a Trieste e sul sito dell’editore Wild Boar) il saggio arriva nei formati più diffusi per la lettura su PC, tablet, smartphon, eBook reader,… direi ovunque.

E con questo, abbiamo finito. Mi ero ripromesso di dare al saggio una veste grafica, di sistemarne i contenuti, aggiornandoli, e realizzarlo cartaceo e digitale. I riscontri della precedente versione, uscita con un titolo bislacco e una copertina più cupa e confusa, sono stati comunque buoni e fanno ben sperare, soprattutto alle porte di Lucca 2013 dove sarà di nuovo presente allo stand della Wild Boar (la cui ubicazione è per ora tenuta segreta ma conto di rivelarla quanto prima).

I giochi di Cthulhu di Matteo Poropat

Per chi non lo conoscesse ancora vi ricopio la sinossi e vi incollo alcuni screenshot realizzati con l’emulatore KindlePreviewer.

I giochi di Cthulhu è un viaggio avventuroso tra i passatempi ispirati agli scritti di Howard Phillips Lovecraft. Dai giochi di carte come Munchkin Cthulhu al più noto gioco di ruolo horror, Call of Cthulhu, dal boardgame Arkham Horror a videogame terrificanti come Dark Corners of the Earth, passando per titoli sconosciuti e autoproduzioni affascinanti.

I giochi di Cthulhu
Matteo Poropat

Il libro non è più disponibile per l’acquisto.

 

 

I giochi di Cthulhu

 

I giochi di Cthulhu

 

I giochi di Cthulhu

 

I giochi di Cthulhu

La storia e la carne

geisha by robyn jane

Scritto per la raccolta 365 racconti erotici per un anno della Delos, questo racconto brevissimo è stata per ora la mia unica incursione nel mondo della narrativa erotica, e i primi freddi di questo autunno mi sembravano un momento ottimo per proporlo qua sul sito, anni dopo la pubblicazione della raccolta.

Come sempre si tratta di una singola immagine, attorno alla quale la storia è meno che accennata, visti anche i limiti imposti dalle selezioni (una cartella per racconto erotico).

Edit: andate a vedere questa immagine sul blog di Davide, postata qualche giorno fa, e poi rileggete il racconto (che no, non è ispirato a lei ma sarebbe davvero perfetta).

(La cover del post è di Robyn Jane)

La storia e la carne

La donna s’inchinò e attese sulla soglia. A un cenno dell’uomo s’infilò, diafana e incorporea come la nebbia, nel minuscolo locale, colorato dalle luci di piccole lampade di carta. In silenzio si volse alla finestra, facendo scivolare con voluttà il kimono, che finì attorcigliato ai suoi piedi come un cucciolo in attesa. Si sedette intrecciando le gambe, offrendo la schiena nuda all’uomo che la contemplava immobile, circondato da una decina di bacinelle colme d’inchiostro colorato.

Per un attimo tutto rimase sospeso, nella stanza immobile, poi l’uomo iniziò a raccontare.

Il vento accarezzava la casa immersa nel silenzio e i suoi versi accompagnavano i gesti del vecchio: intingere, colare l’eccesso, passare la punta irrigidita sulla pelle della donna. A ogni tratto la ragazza socchiudeva gli occhi, rapita dall’umida carezza del pennello, a ogni pausa tratteneva inconsapevole il respiro, nell’attesa del prossimo tocco. Le singole parole le strappavano gemiti, i paragrafi più lunghi erano una dolce tortura. Dall’alto verso il basso, mentre lui raccontava, la ragnatela di brividi la avvolgeva, costringendola a mordersi un labbro, per non proferire alcun suono. Sentiva le mani, appoggiate sulle ginocchia per sorreggersi, sudare e contrarsi, mentre la storia del vecchio si spiegava lentamente sulla sua schiena.

Quando ormai pensava di non poter reggere una frase ancora, l’uomo ripose il lungo pennello e si abbassò, finché le labbra screpolate non furono a pochi millimetri dalla pelle dipinta.

Quindi iniziò a soffiare.

Come l’inchiostro si asciugava, assorbito dalla pelle candida, la ragazza si sentiva avvolgere dal fiato tiepido dell’uomo. Il suo respiro la accarezzava e si mescolava con l’inebriante odore dell’inchiostro.

– Sei pronta. – La voce del pittore mozzò le sue sensazioni, lasciandola a metà di un sogno umido.

Dal buio emerse un uomo alto, ricoperto da vesti rosse intessute d’oro, al quale il vecchio s’inchinò profondamente sussurrando – Maestro, – mentre con una mano indicava il risultato del suo lavoro.

L’uomo rispose con un cenno della testa al pittore, quindi prese delicatamente la ragazza per mano, portandola con sé nel buio del corridoio, accingendosi, affamato, a gustare la nuova storia.

La soffitta dimenticata

La soffittaEra un’estate di tanti tanti anni fa, quando questa gita nella soffitta nasceva, come molte altre mie storie, da una semplice immagine. Essendo di base uno che detesta documentarsi, non ha grande amore per la creazione dei personaggi o del worldbuilding, ho sempre visto la mia scrittura più simile a una sequenza di istantanee su carta, descrivo una fotografia, ci metto quel po’ di movimento che serve, passo ad altro.

Nonostante gli anni La soffitta mi piace ancora, così dopo averlo ritrovato per caso su un sito horror dimenticato, lo metto qua tra gli altri racconti online.
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Il silenzio dell’acqua

Il silenzio dell'acqua di Matteo PoropatNo, non è un post che ora vi dico che sto al mare, figuriamoci, anche se nel silenzio invece, immerso completamente, in quella sua surreale versione estiva. Vicini andati, immagino qualche lungomare locale o oltreconfine, macchine non ne passano nemmeno a pagarle, bimbi ammutoliti dalle ondate di caldo, anche gli insetti se ne stanno rintanati tra le piante rinsecchite. Attendono qualche ora per far sentire il loro richiamo. E il silenzio dell’acqua? Sicuramente non è quello estivo, trattasi invece di titolo di raccolta cartacea dei miei racconti.

Notizia vecchia, in realtà, la raccolta esiste da mesi. Però mi spiaceva non avere un post per luglio e mentre scrivevo quello su una certa campagna di gdr, ho deciso di divulgarne l’esistenza.

Il silenzio dell’acqua è di carta. Lo so che magari avevate già capito ma lo ribadisco perché ormai l’eBook domina e le solite cose. Però a me, che sul web ho presenza a dir poco minima, capita ogni tanto di sentirmi chiedere delle mie storie da chi non macina di robe di byte. E invece di insultarli, come sembra sia costume da un po’ di tempo, io stampo un libro, così ci scappa magari la dedica e ogni tanto funziona pure quella cosa che diceva Jimi Hendrix della chitarra.
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Dalla carne

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Era da un bel po’ che non postavo un racconto, e approfitto di questa piccola creazione horror, nata grazie al concorso di scheletri.com, 300 parole per un incubo, e al sempre grandissimo Luigi Musolino che mi ci ha tirato dentro. Con l’abile e barbuto autore abbiamo scritto come si suol dire “a quattro mani”, questo Dalla carne. Ci siamo ispirati al racconto Dal momento che sono un assassino di Arthur Williams, letto eoni or sono nella raccolta 25 racconti del terrore vietati alla tv (cioè dico ma non è una figata di titolone?!) ripubblicata in varie versione e che consiglio a tutti di leggere, contenitore nel quale si nascondono preziosi come Lukundoo di Edward Lucas White e The Voice in the Night di William Hope Hodgson.
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Due minuti a mezzanotte (ebook) – capitolo 20 di Matteo Poropat

Che ci posso fare, sto ancora ridendo perché insomma, me lo scrivo, me lo impagino, mi scrivo il post. Un uomo tutto fare, non concordate? Ma – al solito – divago. Siamo al 20° capitolo, poco più di una decina alla conclusione, ed è toccato al sottoscritto prendere quanto rimane di Admiral City e dei Super dopo l’assalto di Mezzanotte e i suoi sgherri. Ci sono state rivelazioni non da poco negli ultimi capitoli, e arrivato io ho deciso di… lo scoprirete leggendo, non vi anticipo nulla.
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