Dalla carne

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Era da un bel po’ che non postavo un racconto, e approfitto di questa piccola creazione horror, nata grazie al concorso di scheletri.com, 300 parole per un incubo, e al sempre grandissimo Luigi Musolino che mi ci ha tirato dentro. Con l’abile e barbuto autore abbiamo scritto come si suol dire “a quattro mani”, questo Dalla carne. Ci siamo ispirati al racconto Dal momento che sono un assassino di Arthur Williams, letto eoni or sono nella raccolta 25 racconti del terrore vietati alla tv (cioè dico ma non è una figata di titolone?!) ripubblicata in varie versione e che consiglio a tutti di leggere, contenitore nel quale si nascondono preziosi come Lukundoo di Edward Lucas White e The Voice in the Night di William Hope Hodgson.
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Due minuti a mezzanotte (ebook) – capitolo 20 di Matteo Poropat

Che ci posso fare, sto ancora ridendo perché insomma, me lo scrivo, me lo impagino, mi scrivo il post. Un uomo tutto fare, non concordate? Ma – al solito – divago. Siamo al 20° capitolo, poco più di una decina alla conclusione, ed è toccato al sottoscritto prendere quanto rimane di Admiral City e dei Super dopo l’assalto di Mezzanotte e i suoi sgherri. Ci sono state rivelazioni non da poco negli ultimi capitoli, e arrivato io ho deciso di… lo scoprirete leggendo, non vi anticipo nulla.
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L’era dei demoni

Per qualche strano motivo l’articolo sul gioco da tavolo di Tony Drowler, How to Host a Dungeon, ha ricevuto molto più interesse di quando lo pubblicai un paio d’anni fa sul vecchio blog, dove avevo più lettori e commentatori assidui. Meglio così direi, visto che lo reputo un interessantissimo, divertente e curioso passatempo, che (come Paolo ha fatto notare) riporta nelle nostre mani attrezzi quali penne e matite, facendoci abbandonare per qualche ora tablet, tastiere e pad, che cercano di farci dimenticare l’uso del pollice opponibile. Inoltre HtHaD ha il vantaggio di “costringere” a disegnare, percorrendo sul foglio tracciati che la mente associa a una storia appena iniziata, fatta di creature fantastiche in lotta nel sottosuolo, e a evolvere l’immagine seguendo semplici regole. Il risultato ovviamente dipenderà anche dalle abilità pittoriche di chi gioca, ma è sorprendente scoprire quante cose sappiano ancora fare le nostre dita.
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Il terzo giorno

eBook il terzo giorno

Il terzo giorno

Fa freddo, e questo ormai ce lo siamo detti in tutte le forme. C’è la neve, i disagi, le case che crollano, gli alberi che s’abbattono (da soli, poverini), i treni non vanno, la gente cerca catene come nemmeno i fantasmi ad Halloween, il ghiaccio si forma in luoghi dove le persone erano abituate a vederlo solo nel frigorifero, e via così. E il freddo fa pure paura, che magari noi che stiamo nelle case riscaldate e comode ce lo diciamo solo sottovoce e poi tutti a fare i bulli sui social network e lamentarsi dell’allarmismo o della sovraesposizione mediatica, però la paura c’è. E più ci si sposta verso zone meno dotate di infrastrutture, che sia la costa dove il mare gela sugli scogli battuti dalla bora a 140km/h o nei paesi dove l’acqua congela nelle tubature e costringe la gente a bere neve, la paura si avverte più intensa più selvaggia. Ecco, primitiva, è la paura che cercavo. Quando viene a mancare, un pezzo congelato alla volta, quel che ci distingue dai nostri antenati, scopriamo di aver ereditato da loro l’animale paura delle condizioni estreme, dalle quali possiamo difenderci solo fino a un certo punto.
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Fuga dall’Altrove, un libro game in formato eBook

Post vintage, roba di altri tempi. Ormai, cinque anni. Cinque anni dalla prima e per ora unica gita nell’Altrove, cinque anni dal primo mini libro game che ho scritto. A tanto tempo da quel racconto-gioco, creato per testare il mio software Libro Game Creator, qualcuno dentro Librogame’s Land (dove stanno cercando di convincermi a fare anche Obscura Genesi in eBook…) ha pensato di recensirlo, creando una scheda nell’apposita sezione del sito.
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Survival Blog (2): La piccola Berlino

Questo post lo scrivo per Alex. In passato, ogni volta che accennavo a questa parte di Trieste so di aver solleticato lo storico che c’era in lui.
Ora che la realtà del nostro mondo è diversa forse il suo interesse per il passato è scomparso, divorato dall’ansia per costruirsi un futuro. Ma credo che pochi come lui sappiano l’importanza della conoscenza, soprattutto quando tutto il resto viene meno.
Spero sia ancora sul suo orlo del mondo, in ascolto.
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Survival Blog (1): Resistenza

Io mica credevo di aver scritto tutta ‘sta roba, me n’ero completamente scordato.
Dopo il post sul nuovo concorso survivalista sono andato sul vecchio blog a cercare quanto avevo fatto per la mia fetta del Survival Blog. Ho trovato intanto due capitoli e non uno solo e pure belli lunghetti, per i miei standard. Ho deciso quindi di riproporveli in sequenza (chiederò agli addetti ai lavori di far puntare il Sacro Elenco del SB a questi articoli e non a quelli sul vecchio blog).
Ci sono ancora vari link a capitoli di altri survivalisti, magari così chi non li conosce troverà la strada per altre interessanti storie di questa realtà alternativa.
Buona lettura!

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Visioni di Morte (Sine Requie)

Sine Requie 4° Reich - Elisa Ferrotto

Sine Requie 4° Reich – Immagine di Elisa Ferrotto

In questa tranquilla domenica di novembre, mentre sto preparando un buon ragù fatto in casa, con la calma e la dovizia che richiede, vi ripropongo un raccontino nato anni or sono, per il concorso Visione di morte, che raccoglieva contributi per l’ambientazione IV° Reich di Sine Requie. Una storia breve, dedicato alla vita e alla morte del viscido Viktor von Bock. L’immagine l’ho rubata ai lavori della brava illustratrice Elisa Ferrotto.

Buona lettura e buona domenica!

[box type=”shadow”]Ho poco tempo e troppo da raccontare.

Ben presto saranno qui, per prendermi, per condannarmi, e i minuti che rimangono li voglio dedicare all’uomo, la cui morte il Reich non perdonerà. Spero che queste righe servano a ripulire almeno in parte la memoria delle mie gesta, a dare loro una valida motivazione.

Mi chiamo Hans Wiermacht, Standartenführer di una delle divisioni distaccate di stanza a Berlino est, per il controllo ed il pattugliamento dei confini. Molti anni fa, prima che la guerra tra gli uomini si tramutasse nello sterminio dei morti, operavo nel nord est della penisola italiana, come ufficiale nell’Adriatisches Küstenland, il Supremo Commissariato per il Litorale Adriatico, controllato dall’Oberste Kommissar austriaco Friedrich Rainer.

A quel tempo ero sposato felicemente, e, nonostante il servizio al Reich mi impegnasse di continuo, cercavo di tornare spesso a casa, per assistere ai primi anni di vita della nostra unica figlia. Ricordo ancora la sua gioia nel rivedermi rientrare, la sua energia, la vita che splendeva nei suoi occhi del colore dell’ambra, mentre la malattia consumava inesorabile la mia amata. Agatha… E quando avrei voluto esserle più vicino, i cadaveri si risvegliarono nel mondo intero… Mia moglie morì poco dopo quel giorno, mentre io ero lontano, a cercare di gestire come potevo la situazione.
Da subito i nostri migliori scienziati si attivarono, compiendo analisi sui morti, catturati da divisioni militari create per lo scopo.
Tra questi uomini si distinse il freddo e cinico Viktor von Bock, già noto al Comando per le notevoli doti tattiche e una certa inclinazione a perdere facilmente il controllo.
Von Bock aveva una mente lucida, piegata alla legge del raziocinio più totale. Questo finché la rabbia non esplodeva, diretta spesso senza motivo verso chi gli stava attorno. Si diceva avesse ucciso con le sue stesse mani un cameriere del Circolo Ufficiali, colpevole di non averlo servito come si confaceva al suo grado. Lo scienziato fu uno dei primi a proporre di usare nemici vivi per determinare il tempo e la modalità con le quali tornavano dalla morte. E proprio per tali esigenze venni convocato, nella principale sede di Berlino.
Mi spiegarono che, operando nelle zone periferiche, avevo modo di coordinare tali “recuperi”, e a seconda di quello che serviva al suo gruppo di scienziati dovevo riportare non morti, nemici vivi, animali e quant’altro. Pur riluttante a servire il Reich in questo modo, ubbidii.

Ricordo… era di nuovo inverno… la neve scendeva dal cielo come secchi di vernice, dipingendo la città e i pochi coraggiosi che uscivano nelle strade. Me ne stavo ad aspettare il ritorno di mia figlia, che studiava al collegio Waimairmacht, quando il comando della Gestapo mi passò una chiamata dello stesso von Bock. Farfugliava eccitato che l’ultimo caso sottoposto, una giovane polacca dalla pelle bianca come il manto che soffocava la città, aveva dato origine ad interessanti sviluppi nei suoi studi, e voleva che quanto prima ci muovessimo per portargli un altro esemplare dello stesso tipo. La chiamata e la richiesta mi provocarono un’ondata di fastidio, gli studi sui morti non avevano per me alcuno scopo e questi recuperi nelle zone infestate per procurargli cavie vive erano frustranti.
Ovviamente chinai la testa e obbedii al mio superiore. Nei giorni seguenti cercai e trovai quanto richiesto. Ricevetti numerose chiamate dello scienziato, sia durante la ricerca, ansiose e inutili chiacchierate sui miei progressi, che dopo, noiosi elogi sull’operato della mia squadra. Per le ricerche, mi spiegò von Bock in una di queste telefonate, non tutti gli esseri umani davano eguali risultati. Aveva scoperto che nelle donne, soprattutto quelle più giovani, si nascondevano certi segreti, capaci di spiegare forse lo stesso fenomeno del ritorno alla vita dei morti e intendeva continuare con maggior lena i suoi studi in tale senso. Dal canto mio invece provavo a contattare il Comando, sperando che il mio stato di servizio fosse sufficiente a farmi allontanare da quel compito, ma nulla servì a tale scopo.

Fu all’incirca sei mesi fa che iniziarono a circolare le voci tra gli uomini del gruppo per gli esami scientifici della Kripo. Mi ero recato nei quartieri dove aveva sede il loro quartiere generale, per un incontro con lo stesso von Bock, quando udii per caso i racconti, accompagnati dalle risate di alcuni sotto ufficiali, sulle insane e orribili nuove passioni dello scienziato. Decisi di approfittare dell’anticipo che avevo per entrare nel suo laboratorio personale e parlarne con lui. Lo spettacolo che mi accolse fu terrificante. Von Bock era completamente nudo, disteso sul tavolo del laboratorio. Tra lui e il freddo metallo c’era una delle ultime donne che avevo consegnato nelle sue mani, che si agitava e gemeva.
Sul momento credetti di aver interrotto un inappropriato ma normale rapporto, e feci per uscire e dare il tempo all’uomo di sistemarsi, quando, mentre questi si rialzava e indossava barcollando un camice sporco, notai lo sguardo vitreo della donna. Aveva gli occhi completamente sbiancati, un filo di bava colava dai bordi della bocca violacea, mentre tra le mascelle era serrato un morso di cuoio, legatole strettamente dietro la nuca. Von Bock si avvicinò sorridendo, ma scusandosi per lo spettacolo, una sua passione nata dalla vicinanza con quelle creature incredibili disse.
Così mansuete, docili… ne parlava come di pubescenti vergini che uscissero nelle candide divise del conservatorio… mentre quella creatura continuava a contorcersi debolmente, sibilando, senza poter serrare le mascelle.

Le chiamava crisalidi, diceva che contenevano ancora l’essenza delle persone ma erano prigioniere di un corpo morto. E lui, con i suoi studi, intendeva liberarle. Purtroppo i rapidi processi di putrefazione della carne, non nutrita regolarmente, contrastavano il suo lavoro. Per questo necessitava di nuovi corpi sui quali eseguire i suoi test. Uscii nauseato, farfugliando una scusa e rimandando l’incontro, per il quale avrei atteso una sua nuova convocazione.

Stamattina, dopo settimane passate senza nessuna richiesta di von Bock, attendevo il ritorno di mia figlia dalla scuola sfogliando il giornale. La notizia di un omicidio in un quartiere vicino mi mise addosso uno strano stato di angoscia. Una giovane donna era stata trovata in un vicolo, completamente nuda, legata mani e piedi, mentre un uomo era stato visto scappare dal luogo del fatto. Sono uscito di casa senza nemmeno indossare il soprabito mentre la neve mulinava attorno a me. Ho guidato senza badare a nulla fino ai laboratori entrando di corsa nelle stanze private di von Bock.

L’ho trovato seduto sul ciglio del letto, nudo, sporco di fango, soddisfatto e orribile come un avvoltoio dopo il pasto. Aveva i pugni serrati e da uno di questi pendeva qualcosa che scintillava debolmente nella poca luce della stanza.
Mi parlò, voleva spiegarmi qualcosa sulla percentuale di successo nell’ottenere una crisalide dalla larva e su una certa soglia, oltre la quale invece si otteneva qualcosa di diverso. Lo aggredii chiedendo spiegazioni. Tornato improvvisamente lucido fece leva sul grado, intimandomi di tacere. Quelli, disse, erano i voleri del IV° Reich. Era vero, ammise, qualcosa non aveva funzionato e c’erano da fare ulteriori studi. E mentre lo diceva i suoi occhi brillavano di una luce malata, lo sguardo si piegava in un lubrico susseguirsi di desideri morbosi. Gli chiesi dov’era stato, cosa lo aveva spinto ad agire in quel modo. Ma in lui vidi che ormai la follia aveva travalicato ogni possibile argine, la motivazione scientifica aveva da tempo lasciato spazio ad una fame avida che non trovava più soddisfazione e lo aveva spinto a cercare da solo le proprie prede.

Schifato da tutto questo mi allontanai, arretrando verso la porta. Von Bock, l’essere bianchiccio e sbavante che era stato uno scienziato, balzò nella mia direzione, insultandomi, minacciandomi. Se avessi raccontato qualcosa, sibilò, la mia carriera nell’esercito sarebbe finita. Forse anche la mia stessa vita. Gli dissi che non m’importava, che non potevo sopportare di portare avanti quel traffico infernale. Afferrai i suoi polsi per spingerlo lontano e nell’arretrare lasciò cadere l’oggetto che impugnava con tanta avidità durante la discussione. Vidi cos’era e tornai a spostare lo sguardo su di lui. Rabbia, soddisfazione, una sorta di diabolico compiacimento s’intrecciavano su quel volto devastato dai suoi indescrivibili desideri. Fu allora che gli crollai addosso, subissandolo di pugni, senza lasciarlo respirare. Colpivo, animato da una furia cieca, e solo quando mi resi conto che quel corpo stava per esalare l’ultimo respiro raccolsi in fretta l’oggetto dorato da terra e fuggii.

Sono riuscito ad uscire dalla città e ora mi nascondo qui. Sento i cani, le urla… so che stanno arrivando… non avrebbero potuto fare altrimenti, in fin dei conti ho assassinato senza apparente motivo un brillante ufficiale del IV° Reich… un ufficiale, un folle assassino necrofilo…
Battono alla porta… i maledetti cani a tre teste ringhiano… sbavano artigliando il legno che mi separa dalla fine… stringo tra le dita la collana… un regalo di tanti anni fa con inciso il nome di mia figlia, che non rivedrò più… imbraccio con quelle stesse mani il mio fucile…
Che entrino pure a prendermi…[/box]

Obscura Genesi, una presentazione e l’estratto giocabile del libro game

Approfitto di questa casualità. Cercando di capire che fine ha fatto un vecchio blog scopro che la demo giocabile del mio libro game è stata messa online su scribd, leggibile e scaricabile. Il che mi fa felice visto che il vecchio sito dedicato al libro game è morto diverso tempo fa.
Quindi non c’è occasione migliore per presentarvelo, aggiungendo un tassello a questo nuovo sito, che pesca nel mio passato di scrittore di libri gioco.

[box type=”shadow”]Terra, il futuro.
La devastazione lasciata dagli insetti senzienti di Plutone.
Una fonte di energia alternativa, proveniente dalla misteriosa intercapedine tra le dimensioni.
Entità disumane che filtrano nel nostro mondo.

Terra, un futuro dominato dalla tecnologia, dalle mutazioni.
Un destino che sembra inevitabile.
E un’unica possibilità, nelle mani di un uomo coraggioso e senza scrupoli, armato fino ai denti e pronto a dare filo da torcere alle creature che strisciano nei meandri dell’Assimilatore.

Quell’uomo sei tu! Una matita e una gomma, non ti serve altro per tuffarti in questa avventura interattiva.
Il tuo compito non sarà semplice: assaporando lentamente il tuo ultimo sigaro dovrai sopravvivere agli orrori che ti attendono, sopprimere ogni forma di vita aliena, mutante o tecno organica che ti si parerà davanti e scoprire il vero, letale significato del progetto Genesis of Dharma.

In questo libro il protagonista sei tu.
Sopravviverai abbastanza da poterlo raccontare?[/box]

OG, amichevolmente chiamato, è un libro game complesso, con un bel po’ di regole e combattimenti lunghi dove gli scontri con “i boss” danno luogo a spettacolari battaglie con numerose possibilità di scelta.

Obscura Genesi è disponibile su IBS.com.

L’estratto giocabile del libro game Obscura Genesi è disponibile sulla piattaforma scribd.

Cover libro game Obscura Genesi

Cover libro game Obscura Genesi

Obscura Genesi
Ed. Boopen
2010, 196 p., brossura
10€

Nota: esiste ancora online il blog “ufficiale” del progetto Obscura Genesi, che riassume tutte le tappe essenziali della scrittura, correzione, test e pubblicazione del libro game.

Seconda fase del test

La scorsa settimana si è concluso il primo giro di test, che ha evidenziato alcuni piccoli bug nel libro e ha spinto a migliorare le regole, come chiarezza e struttura nonché ad aggiungere piccole varianti nelle abilità.
E’ stata aumentata la presenza di alcuni componenti di gioco che aiutano nei combattimenti (Medikit, Mentalkit, Sieri di potenziamento) ed introdotte alcune migliorie in genere in favore del giocatore (come i Colpi Critici). Il bilanciamento sembra per ora il problema principale, con combattimenti troppo duri, soprattutto se si sceglie il “giro sbagliato”.

Ieri ho preparato la seconda versione completa del libro da 440 paragrafi che oggi distribuirò ai vari testers. Vacanze a parte spero di riuscire a finire il secondo giro entro l’inizio di settembre, poi vedremo cosa sarà rimasto da sistemare ed eventualmente allertare i testers rimasti che tornano in azione in quel periodo.