Chronicle of Innsmouth, intervista al team di sviluppo

Il gioco lovecraftiano più atteso da qualche anno a questa parte è probabilmente Call of Cthulhu recentemente rimbalzato dalla Frogwares alla francese Cyanide (quelli di Styx, se avete visto il recente e bellissimo Elle ne sapete qualcosa). L’originale è stato rinominato The Sinking City e uscirà “prima o poi”. Nel mentre si decidono le sorti di questi titoli anche nel nostro paese qualcosa si muove. Ed è qualcosa di viscido, che emerge dal passato di un’oscura cittadina del New England.
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Quanto è veloce la tua astronave?

Ve lo chiedono ogni volta. Vi sedete al tavolo di quel vecchio bar su Tatooine, sperando di passare inosservati, e invece eccolo lì. Passate indenni le cinte esterne di asteroidi, e atterrate nello spazioporto più lontano che umani e non abbiano mai creato. E non fate in tempo a poggiare la mano sulla maniglia che qualcuno, certamente invidioso di tanta potenza, non riesce a trattenersi. E ve lo chiede.
Quanto è veloce la tua astronave?

Parte da un’infografica di quelle che ti chiedi “ma quanto tempo libero ha la gente?” e poi ti ricordi, per fare un esempio, delle ore passate a mappare La corona dei re, e stai zitto e continui a leggere, un’infografica intravista su facebook, e ritrovata sul sito originale, FatWallet.
Uno schema dettagliato con accelerazioni e velocità delle principali navi spaziali, reali e inventate, con tantissimi ospiti illustri, dal Tardis alla SpaceBall 1 dal Voyager alla DeLorean di Ritorno al Futuro, fino alla nave più veloce di tutte, alla quale sinceramente non avevo proprio pensato.

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Mike Schley e la cartografia di Sortilegio

Dopo alcuni simpatici post promozionali in attesa dell’incombente fiera di Modena, torniamo a parlare delle terre selvagge che separano Cantopani da Mampang, quell’angolo del pianeta Titan dove moltissimi lettori, giovani degli anni ’80, hanno passato ore e ore a risolvere enigmi, lanciare incantesimi di tre lettere fingendo di aver imparato l’intero libro di magia di Kakhabad a memoria, combattere contro creature fantastiche come uomini mantide, gatti di Snatta, manticore, mangiatori di melma e serpenti elementali.

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Richard Luong e l’arte di Cthulhu Wars

Articolo rimasto in bozza per qualche settimana, in attesa del tempo di “scannare” le pagine del manuale e inserirle nel post. Torna quindi la rubrica The Art Of, dedicata ad artisti più o meno conosciuti nel campo del concept design, legato in genere al cinema o al mondo dei giochi, rubrica che questa volta si getta nel mondo degli orrori lovecraftiani, con uno dei protagonisti assoluti dei giochi di Cthulhu dell’anno in corso.
Parliamo di un boardgame davvero mostruoso, quel Cthulhu Wars creato da Sandy Petersen con Kickstarter e che viene ora distribuito da Green Eye Games alla misera cifra di 199$ (più divinità-espansione a una cinquantina di dollari l’una).

L’illustratore alla quale è dedicato il post si chiama Richard Luong che come molti altri artisti cercano visibilità e come lui lo fanno anche su DeviantArt dove lo stesso Richard (dal simpatico soprannome Tentacles and Teeth) cerca nuovi contatti e committenti per le sue opere.

Potete vedere altri suoi lavori visitando la pagina DeviantArt o quella Facebook.

Sul sito della GEG c’è il suo artbook, decine di pagini in un PDF scaricabile gratuitamente, cosa che vi consiglio di fare subito, prima che cambino idea. Le immagini che seguono sono tratte proprio da quel volume, un bel acquisto anche in cartaceo (esistesse), da mettere vicino al tomo Art of the Cthulhu Mythos (che fa bella figura di sé nella sezione “Cthulhu” della mia libreria) con le opere degli artisti della Fantasy Flight Games.

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

La cover dell’art book con i principali ritratti delle divinità lovecraftiane

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

Il Grande Cthulhu, poteva mancare?

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

I ragni giganti fanno sempre la loro mostruosa figura

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

I tecnologici Mi-Go, protagonisti del bellissimi racconto “Whisperer in Darkness”

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

Una mummia-zombie-qualcosa d’altro…

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

Yog Sothoth in una versione molto più “organica” di quanto si vede di solito

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

La soluzione aliena per l’immortalità, il cilindro cerebrale dei Mi-Go

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

Uno dei mille figli del Capro Oscuro

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

H.P. Lovecraft in una insolita veste “action”

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

Cthulhu raising…

Stjepan Sejic

Articolo, questo, che nasce da una vecchia passione fumettistica, ammazzata a colpi di storie pessime come spesso accade nella serialità portata agli estremi. Parlo della saga di Witchblade, la lama stregata, di per sé non un capolavoro agli inizi, ma godibile (inutile dirlo anche e molto per via della protagonista, Sara Pezzini, e delle sue miracolose forme che le donava il bravo e purtroppo prematuramente scomparso Michael Turner). La saga fu messa nel 2007 nelle mani di un disegnatore croato, che abita a un centinaio di chilometri da dove sto scrivendo. E se le storie non hanno guadagnato molto in quanto a sceneggiatura, il tratto di Stjepan Šejić non passava di certo inosservato. Iperdettagliato, vicino ai canoni di una pittura iper realistica nonostante i soggetti di natura fantastica, rendeva ogni tavola un dipinto da osservare a lungo, compensando spesso la scelta registica di eliminare scene d’intermezzo in favore di istantanee nelle quali evidenziare il soggetto su uno sfondo sfocato.

Anni dopo quelle letture mi sono ritrovato a fare acquisti su Amazon e per caso ho scoperto il nuovo ciclo di avventure di un altro personaggio ipertrofico femminile, nato sulle pagine degli albi Top Cow, Aphrodite IX anch’esso ora nelle mani abilissime di Stjepan, trentaquattrenne ex fruttivendolo, ex guardia notturna, ex studente di legge, ex colorista e ora illustratore. Considerando che la sua carriera professionale è iniziata circa 7 anni fa la lista dei lavori (e dei datori di lavoro) è davvero notevole (come del resto il suo talento e la sua crescente popolarità) basta citare nomi quali Marvel (She Hulk, X-Men) e Image/Top Cow (Angelus, Darkness, Witchblade, Aphrodite IX, Ravine,…), per avere un’idea.

Il modo migliore per conoscere la sua arte, che vedrete poco sotto in alcune immagini scelte apposta, è seguire la sua pagina personale su DeviantArt ricca di estratti dai fumetti e di illustrazioni ad hoc, alla quale si affianca la pagina dedicata a un fumetto che orbita nel mondo del BDSM, Sunstone (che a suo tempo gestiva in modo anonimo) e un canale youtube dove ha postato qualche incredibile video di se stesso all’opera.

Nei prossimi giorni dovrei riuscire a recensire il primo volume del nuovo arco narrativo di Aphrodite IX, per ora beccatevi una preview dei lavori di Stjepan.

Eccone uno nel quale si cimenta con una donna, “forse” Daenerys Stormborn…

e questo in cui disegna uno Smaug tanto per e tu che guardi resti incollato con la mascella a terra…

E ora qualche illustrazione…

Conan (Stjepan Sejic)

Conan (Stjepan Sejic)

sketch (Stjepan Sejic)

sketch (Stjepan Sejic)

Witchblade (Stjepan Sejic)

Witchblade (Stjepan Sejic)

The Darkness (Stjepan Sejic)

The Darkness (Stjepan Sejic)

The Darkness (Stjepan Sejic)

Witchblade/The Darkness (Stjepan Sejic)

Aphrodite 9 (Stjepan Sejic)

Aphrodite 9 (Stjepan Sejic)

Ravine (Stjepan Šejić)

Ravine (Stjepan Šejić)

Jonas De Ro e le apocalissi di fine anno

L’articolo doveva intitolarsi “L’ultimo dell’anno”, quasi un classico del blog che come da tradizione mia, non è mai diventato una vera tradizione del blog. L’ultimo e il primo, la fine e l’inizio, qualche anno fa contenevano ringraziamenti per il passato e progetti per il futuro. Forse anche qualcuna di quelle liste puntate. Ecco di quelle una almeno la vorrei fare, ma magari ne parliamo domani.

Oggi, come ultimo post dell’anno, ci sollazziamo, brindando alle apocalissi scampate e quelle incombenti, con qualche immagine di un artista che seguo da un bel po’ di tempo (e che spesso uso per gli header di facebook, cosa che lui stesso spinge a fare). Come spesso accade da queste parti, si tratta di un concept artisti, giovane ma già ben che lanciato, che annovera tra i suoi clienti importanti studi cinematografici, editori e software house tra i più noti (Fox, Warner Bros, Wizard of the Coast, Square Enyx, per citarne solo alcuni).

Delle sue opere ho scelto alcune immagini, inerenti principalmente quanto si diceva già nel titolo. L’immagine in copertina, dite? Be’ se fuori divampano le fiamme finali dell’Apocalisse, ho pensato, chi non vorrebbe bruciare in un caos di vestiti sparsi, gettato su un futon con una bella donna?
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Sidi Larbi Milonga

Continuiamo con i post estemporanei, almeno a quella che poteva essere l’anima originale di questo blog. Tra narrativa interattiva, racconti weird e eBook horror, mi sa che c’è bisogno di trovare lo spazio per infilare qualche parola su altri miei interessi. Delle arti marziali qualche volta abbiamo parlato, cenni vaghi qui e lì, Tao e Chi, un vecchio racconto su samurai e creature fantastiche del mito, magari.

Quello che accomuna tutto, dal mio punto di vista, è il comunicare qualcosa, storie, sensazioni, energie. Muovere. Spostare.
Chiunque abbia praticato, ad esempio, il Tai Chi, abbastanza a lungo (in qualità, non quantità) saprà quanto è importante il sentire. Non vi è cambiamento, non vi è movimento, non c’è vita, senza la scintilla, la sensazione primeva che dà origine al tutto.

Ecco il motivo per cui mi ha tanto affascinato questa breve intervista a Sidi Larbi Cherkaoui, belga del ’76, un curriculum artistico lunghissimo e una passione per la fusione tra stili e culture.

Milonga at Sadler's Wells, Sidi Larbi Cherkaoui

Le sue idee le trovate molto ben espresso in questa intervista (in italiano) e nel video più sotto. Proprio da quel video è nato questo post. Mentre cercavo materiale per l’articolo su Blam! ho scoperto lo spettacolo sul tango.
E – chissà come mai – dalla primavera scorsa tutto quello che ha a che fare col tango mi attrae. La danza, la musica, il dialogo tra i corpi. E ho ritrovato tutto questo nelle frasi di Cherkaoui. E mi è piaciuta tanto quella considerazione su come il tango sia un continuo comunicare tra due persone, incarnato in movimenti che rendono comprensibile il dialogo anche a chi solamente guarda.

Più sotto, una bonus track, uno tra i miei tanghi preferiti, Watashi, del compositore giapponese Taro Hakase. Giusto che è sera e ci vuole buona musica per accompagnare i sogni che arrivano.

Buona notte…

Josh Atack e il suo World of Warcraft “vintage”

La rubrica The Art Of è nata qualche tempo fa (sulla vecchia versione del blog) proprio perché, prima o poi, volevo parlare dei volumi dedicati all’arte di World of Warcraft. Supponendo sappiate tutti di cosa si tratta (altrimenti google vi sarà parecchio d’aiuto), diciamo soltanto che come spesso accade le cose sono andate diversamente, io ho scritto articoli dedicati ad altri artisti e di WoW nemmeno l’ombra.

Capita quindi a fagiolo questo fortuito incontro, su DeviantArt, con l’artista inglese Josh Atack, che si ha realizzato dei poster “vintage”, dedicati ad alcuni tra i molteplici angoli suggestivi che costellano il mondo di Azeroth.
Artista professionista nell’industria del cinema e dei videogame, J. Atack ha lavorato su serie televisive come Doctor Who e per software house del calibro di Square Enix, EA e Bethesda.

Per ammirare alcune delle sue opere c’è il sito ufficiale che vi invito a visitare.

Ora spazio alle immagini. La mia preferita, anche per biechi motivi di “nascita”, è quella che riproduce la città sospesa di Thunder Bluff. Peccato manchi Orgrimmar (e qualche immagine di Azeroth post Cataclisma).

zangarmash vintage

dalaran vintage

thunder bluff vintage

undercity vintage

ironforge vintage

Alex Andreyev

Crossing by Alex Andreev

Dopo quattro post su produzioni locali, e dopo più di un anno (dai tempi de Halo: The Great Journey – The Art of Building Worlds), torna l’angolo del blog dedicato all’arte, con la rubrica The Art Of, dove parlare di creazioni fantastiche, dagli artworks per cinema e videogame a dipinti di pittori sconosciuti da queste parti e sculture di artisti locali. L’arte che, per un motivo o per l’altro, riesce a farmi meravigliare, che permette a volte di gettare lo sguardo su mondi diversi, fantastici.

Questa volta parliamo di un pittore che già aveva fatto capolino sul sito, ai tempi di Metronomicon, una serie di opere dedicate agli orrori alieni della metropolitana di Mosca, tra insetti antropomorfi, larve ciclopiche e strane connessioni tra uomini e macchine.

Metronomicon

Alex Andreyev, classe 1972, vive a San Pietroburgo e si dedica all’illustrazione da ormai più di vent’anni (questo il sito personale aggiornato fino ai primi mesi dell’anno). Dei suoi quadri ho sempre apprezzato l’accostamento morbido tra irreale e reale, senza fratture, né di spazio né di tempo, senza forzature o violente commistioni dei due mondi.

Le immagini proposte arrivano dalla sua pagina personale su DeviantArt.

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Antonello Zanet, le poesie nel legno

Primo post dopo l’apocalittica ristrutturazione, che al solito continua un po’ qua e un po’ là (la ristrutturazione, ma pure l’apocalisse a guardar bene fuori dalla finestra). Ormai lo sapete che ‘sto blog non rimane uguale per più di qualche settimana, e se siete qui magari pure vi piace.
Comunque domani sono a Milano, che non c’entra niente col post ma è una data storica perché ci torno a incontrare amici coi quali è iniziato tutto, fanzine, siti horror, roba weird e via dicendo, Alessio, Elvezio, Gigi, Gabriele e altri ancora e insomma ci sarà più birra che libri (e niente pipistrelli di plastica e goth girl che leggono racconti splatter) e per dire, molto meglio così.

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