1920+ di Jakub Rózalski

Un mese fa all’incirca ho acquistato il boardgame Scythe. La spinta è arrivata dall’aver provato un altro “german”, più astratto e dall’ambientazione fantasy, Terra Mystica. Le meccaniche di conquista e costruzione mi hanno incantato, convincendomi che un titolo come Scythe potesse piacermi. Anche il fatto che avesse una bella componente in solitario ha avuto il suo peso. Ma sono stati gli artwork e il design ad attirarmi. I lavori dell’artista polacco Jakub Różalski, appartenenti a una serie denominata 1920+.

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Chronicle of Innsmouth, intervista al team di sviluppo

Il gioco lovecraftiano più atteso da qualche anno a questa parte è probabilmente Call of Cthulhu recentemente rimbalzato dalla Frogwares alla francese Cyanide (quelli di Styx, se avete visto il recente e bellissimo Elle ne sapete qualcosa). L’originale è stato rinominato The Sinking City e uscirà “prima o poi”. Nel mentre si decidono le sorti di questi titoli anche nel nostro paese qualcosa si muove. Ed è qualcosa di viscido, che emerge dal passato di un’oscura cittadina del New England.
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Mike Schley e la cartografia di Sortilegio

Dopo alcuni simpatici post promozionali in attesa dell’incombente fiera di Modena, torniamo a parlare delle terre selvagge che separano Cantopani da Mampang, quell’angolo del pianeta Titan dove moltissimi lettori, giovani degli anni ’80, hanno passato ore e ore a risolvere enigmi, lanciare incantesimi di tre lettere fingendo di aver imparato l’intero libro di magia di Kakhabad a memoria, combattere contro creature fantastiche come uomini mantide, gatti di Snatta, manticore, mangiatori di melma e serpenti elementali.

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Richard Luong e l’arte di Cthulhu Wars

Articolo rimasto in bozza per qualche settimana, in attesa del tempo di “scannare” le pagine del manuale e inserirle nel post. Torna quindi la rubrica The Art Of, dedicata ad artisti più o meno conosciuti nel campo del concept design, legato in genere al cinema o al mondo dei giochi, rubrica che questa volta si getta nel mondo degli orrori lovecraftiani, con uno dei protagonisti assoluti dei giochi di Cthulhu dell’anno in corso.
Parliamo di un boardgame davvero mostruoso, quel Cthulhu Wars creato da Sandy Petersen con Kickstarter e che viene ora distribuito da Green Eye Games alla misera cifra di 199$ (più divinità-espansione a una cinquantina di dollari l’una).

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L’arte fantastica di Stjepan Sejic

Articolo, questo, che nasce da una vecchia passione fumettistica, ammazzata a colpi di storie pessime come spesso accade nella serialità portata agli estremi. Parlo della saga di Witchblade, la lama stregata, di per sé non un capolavoro agli inizi, ma godibile (inutile dirlo anche e molto per via della protagonista, Sara Pezzini, e delle sue miracolose forme che le donava il bravo e purtroppo prematuramente scomparso Michael Turner). La saga fu messa nel 2007 nelle mani di un disegnatore croato, che abita a un centinaio di chilometri da dove sto scrivendo. E se le storie non hanno guadagnato molto in quanto a sceneggiatura, il tratto di Stjepan Šejić non passava di certo inosservato. Iperdettagliato, vicino ai canoni di una pittura iper realistica nonostante i soggetti di natura fantastica, rendeva ogni tavola un dipinto da osservare a lungo, compensando spesso la scelta registica di eliminare scene d’intermezzo in favore di istantanee nelle quali evidenziare il soggetto su uno sfondo sfocato.

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Jonas De Ro e le apocalissi di fine anno

L’articolo doveva intitolarsi “L’ultimo dell’anno”, quasi un classico del blog che come da tradizione mia, non è mai diventato una vera tradizione del blog. L’ultimo e il primo, la fine e l’inizio, qualche anno fa contenevano ringraziamenti per il passato e progetti per il futuro. Forse anche qualcuna di quelle liste puntate. Ecco di quelle una almeno la vorrei fare, ma magari ne parliamo domani.

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Josh Atack e il suo World of Warcraft “vintage”

La rubrica The Art Of è nata qualche tempo fa (sulla vecchia versione del blog) proprio perché, prima o poi, volevo parlare dei volumi dedicati all’arte di World of Warcraft. Supponendo sappiate tutti di cosa si tratta (altrimenti google vi sarà parecchio d’aiuto), diciamo soltanto che come spesso accade le cose sono andate diversamente, io ho scritto articoli dedicati ad altri artisti e di WoW nemmeno l’ombra.

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Alex Andreyev, tra meraviglia e orrori lovecraftiani

Dopo quattro post su produzioni locali, e dopo più di un anno (dai tempi de Halo: The Great Journey – The Art of Building Worlds), torna l’angolo del blog dedicato all’arte, con la rubrica The Art Of, dove parlare di creazioni fantastiche, dagli artworks per cinema e videogame a dipinti di pittori sconosciuti da queste parti e sculture di artisti locali. L’arte che, per un motivo o per l’altro, riesce a farmi meravigliare, che permette a volte di gettare lo sguardo su mondi diversi, fantastici.

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Davy Levy e i concept art del film Prometheus

Uscito finalmente anche nelle sale italiane, possiamo ancora parlare di Prometheus, recensito in anteprima per voi qualche mese fa. Degli alieni di Prometheus abbiamo già parlato ai tempi dell’articolo su Ivan Manzella, nella rubrica The Art Of.

Oggi tocca invece a David Levy, omonimo dell’astronomo canadese co-scopritore della cometa Shoemaker-Levy 9 che cadde su Giove (interessante omonimia spaziale, non credete?). Il “nostro” David è invece un concept artist che ha studiato design industriale e architettura in Francia e Olanda. In California, a Los Angeles, lavora invece da anni nel campo dei videogiochi con collaborazioni a titoli quali Prince of Persia 3 e Assassin’s Creed e nel mondo del cinema, dove ha dato corpo a creature e scenografie per Tron Legacy, The Thing, Prometheus ed Ender’s Game (in uscita nel 2013).

Dal 2006 David Levy è a capo del suo studio personale, Steambot Studios, col quale ha ulteriormente ampliato la sua influenza artistica, lavorando anche su comics e art books e producendo un cortometraggio, Plug, in uscita nel 2012 del quale vi condivido qui sotto il secondo teaser.
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Alessandro Baldasseroni

Dimora: Los Angeles. Credo sia stato questo a incuriosirmi di più e a far saltare la puntata dedicata a Prometheus, rimandandola alla prossima settimana. Inizialmente pensavo a qualche discendenza italica, come una delle pittrici di cui ho parlato recentemente. Invece no, Alessandro Baldasseroni ha lasciato l’Italia per più ridenti (lavorativamente almeno) lidi. Anche nel suo caso è molto difficile reperire i dati, e le poche interviste nella nostra lingua che qualche sito gli ha dedicato sembrano essere misteriosamente svanite dal web. Mi affido quindi a siti esteri (come quello di autodesk), dove scopro che è nato a Milano, ha 35 anni e dopo un lavoro come operatore CAD decide di dedicarsi a tempo perso alla modellazione 3D.

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