1920+ di Jakub Rózalski

Un mese fa all’incirca ho acquistato il boardgame Scythe. La spinta è arrivata dall’aver provato un altro “german”, più astratto e dall’ambientazione fantasy, Terra Mystica. Le meccaniche di conquista e costruzione mi hanno incantato, convincendomi che un titolo come Scythe potesse piacermi. Anche il fatto che avesse una bella componente in solitario ha avuto il suo peso. Ma sono stati gli artwork e il design ad attirarmi. I lavori dell’artista polacco Jakub Różalski, appartenenti a una serie denominata 1920+.

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Chronicle of Innsmouth, intervista al team di sviluppo

Il gioco lovecraftiano più atteso da qualche anno a questa parte è probabilmente Call of Cthulhu recentemente rimbalzato dalla Frogwares alla francese Cyanide (quelli di Styx, se avete visto il recente e bellissimo Elle ne sapete qualcosa). L’originale è stato rinominato The Sinking City e uscirà “prima o poi”. Nel mentre si decidono le sorti di questi titoli anche nel nostro paese qualcosa si muove. Ed è qualcosa di viscido, che emerge dal passato di un’oscura cittadina del New England.
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David Dunstan: quanto è veloce la tua astronave?

Ve lo chiedono ogni volta. Vi sedete al tavolo di quel vecchio bar su Tatooine, sperando di passare inosservati, e invece eccolo lì. Passate indenni le cinte esterne di asteroidi, e atterrate nello spazioporto più lontano che umani e non abbiano mai creato. E non fate in tempo a poggiare la mano sulla maniglia che qualcuno, certamente invidioso di tanta potenza, non riesce a trattenersi. E ve lo chiede.
Quanto è veloce la tua astronave?

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Mike Schley e la cartografia di Sortilegio

Dopo alcuni simpatici post promozionali in attesa dell’incombente fiera di Modena, torniamo a parlare delle terre selvagge che separano Cantopani da Mampang, quell’angolo del pianeta Titan dove moltissimi lettori, giovani degli anni ’80, hanno passato ore e ore a risolvere enigmi, lanciare incantesimi di tre lettere fingendo di aver imparato l’intero libro di magia di Kakhabad a memoria, combattere contro creature fantastiche come uomini mantide, gatti di Snatta, manticore, mangiatori di melma e serpenti elementali.

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Richard Luong e l’arte di Cthulhu Wars

Articolo rimasto in bozza per qualche settimana, in attesa del tempo di “scannare” le pagine del manuale e inserirle nel post. Torna quindi la rubrica The Art Of, dedicata ad artisti più o meno conosciuti nel campo del concept design, legato in genere al cinema o al mondo dei giochi, rubrica che questa volta si getta nel mondo degli orrori lovecraftiani, con uno dei protagonisti assoluti dei giochi di Cthulhu dell’anno in corso.
Parliamo di un boardgame davvero mostruoso, quel Cthulhu Wars creato da Sandy Petersen con Kickstarter e che viene ora distribuito da Green Eye Games alla misera cifra di 199$ (più divinità-espansione a una cinquantina di dollari l’una).

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L’arte fantastica di Stjepan Sejic

Articolo, questo, che nasce da una vecchia passione fumettistica, ammazzata a colpi di storie pessime come spesso accade nella serialità portata agli estremi. Parlo della saga di Witchblade, la lama stregata, di per sé non un capolavoro agli inizi, ma godibile (inutile dirlo anche e molto per via della protagonista, Sara Pezzini, e delle sue miracolose forme che le donava il bravo e purtroppo prematuramente scomparso Michael Turner). La saga fu messa nel 2007 nelle mani di un disegnatore croato, che abita a un centinaio di chilometri da dove sto scrivendo. E se le storie non hanno guadagnato molto in quanto a sceneggiatura, il tratto di Stjepan Šejić non passava di certo inosservato. Iperdettagliato, vicino ai canoni di una pittura iper realistica nonostante i soggetti di natura fantastica, rendeva ogni tavola un dipinto da osservare a lungo, compensando spesso la scelta registica di eliminare scene d’intermezzo in favore di istantanee nelle quali evidenziare il soggetto su uno sfondo sfocato.

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Jonas De Ro e le apocalissi di fine anno

L’articolo doveva intitolarsi “L’ultimo dell’anno”, quasi un classico del blog che come da tradizione mia, non è mai diventato una vera tradizione del blog. L’ultimo e il primo, la fine e l’inizio, qualche anno fa contenevano ringraziamenti per il passato e progetti per il futuro. Forse anche qualcuna di quelle liste puntate. Ecco di quelle una almeno la vorrei fare, ma magari ne parliamo domani.

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Josh Atack e il suo World of Warcraft “vintage”

La rubrica The Art Of è nata qualche tempo fa (sulla vecchia versione del blog) proprio perché, prima o poi, volevo parlare dei volumi dedicati all’arte di World of Warcraft. Supponendo sappiate tutti di cosa si tratta (altrimenti google vi sarà parecchio d’aiuto), diciamo soltanto che come spesso accade le cose sono andate diversamente, io ho scritto articoli dedicati ad altri artisti e di WoW nemmeno l’ombra.

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Alex Andreyev, tra meraviglia e orrori lovecraftiani

Dopo quattro post su produzioni locali, e dopo più di un anno (dai tempi de Halo: The Great Journey – The Art of Building Worlds), torna l’angolo del blog dedicato all’arte, con la rubrica The Art Of, dove parlare di creazioni fantastiche, dagli artworks per cinema e videogame a dipinti di pittori sconosciuti da queste parti e sculture di artisti locali. L’arte che, per un motivo o per l’altro, riesce a farmi meravigliare, che permette a volte di gettare lo sguardo su mondi diversi, fantastici.

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Antonello Zanet, le poesie nel legno

Primo post dopo l’apocalittica ristrutturazione, che al solito continua un po’ qua e un po’ là (la ristrutturazione, ma pure l’apocalisse a guardar bene fuori dalla finestra). Ormai lo sapete che ‘sto blog non rimane uguale per più di qualche settimana, e se siete qui magari pure vi piace.
Comunque domani sono a Milano, che non c’entra niente col post ma è una data storica perché ci torno a incontrare amici coi quali è iniziato tutto, fanzine, siti horror, roba weird e via dicendo, Alessio, Elvezio, Gigi, Gabriele e altri ancora e insomma ci sarà più birra che libri (e niente pipistrelli di plastica e goth girl che leggono racconti splatter) e per dire, molto meglio così.

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