Intervista a Riccardo Coltri

La corsa selvatica di Riccardo Coltri (Edizioni XII)

Come forse sapete recentemente il romanzo La corsa selvatica (Eclissi) è tornato a far parlare di sé, questa volta in una moderna veste digitale, un eBook disponibile in formato ePub e MobiPocket (Kindle) in tutti gli store.

Per chi non sapesse di cosa parla eccovi la sinossi ufficiale:

Primi anni del Regno d’Italia, al confine con il Tirolo. In un’epoca oscura, ma non poi così lontana dal nostro tempo, una strana ricerca coinvolge un gruppo di agenti segreti dell’Esercito Regio, formato da soldati, stregoni e medium.
Qualcosa è arrivato, nelle vecchie contrade tra il lago e i monti. O, forse, è tornato.
Tra armi da fuoco, amuleti e Stregheria, contrabbandieri che vagano nel buio di boschi innevati e briganti nascosti tra le pareti di case marchiate con croci, le diverse avventure convergeranno nella scoperta di luoghi proibiti, di fatti maledetti accaduti in passato, e ciò che di sanguinario e misterioso è sorto da tutto questo: la corsa selvatica.
Completa l’opera l’appendice di Dario Spada, tra i più noti e stimati saggisti su miti e folclore.

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Intervista a Andrea Giusto per il Cthulhu Day & Night 2010

Sabato 27 novembre 2010 si è tenuto a Milano l’evento Cthulhu Day and Night dedicato agli appassionati dello scrittore americano Howard Phillips Lovecraft e di tutte le novità ludiche sorte (strisciando) attorno ai suoi miti.
Dopo qualche mese e varie peripezie (tra le quali l’incontro a Lucca Comics and Games) sono riuscito a intervistare uno degli organizzatori della manifestazione, Andrea Giusto, e costringerlo a una amichevole chiacchierata.

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Intervista a Valerio Lonzi su La Tela Nera

Tornano le interviste! Questa volta è il turno di Valerio Lonzi, autore del saggio Liguria Misteriosa edito da Castelvecchi Editore.

Ciao Valerio e benvenuto. Presentati brevemente ai nostri lettori.

Naturalmente, è doveroso presentarsi! Dunque, mi chiamo Valerio Lonzi, sono nato a Genova il 29 febbraio del 1968. Vivo a Genova, nel centro storico, dove conduco una taverna medioevale (chiamata Alabardieri NdR).
Tra i miei interessi mi permetto di evidenziare la scherma storica, il moto turismo, i giochi di ruolo e il mistero in tutte le sue sfaccettature.

Da giugno di quest’anno è in libreria il tuo Liguria Misteriosa, un volume che esplora la tua regione, fin nei meandri più sconosciuti e misteriosi. Raccontaci il percorso che ti ha condotto fino a questo libro.

Più che percorso è stata una proposta tanto improvvisa quanto gradita. Dovete sapere che ho conosciuto Carlo Martigli, uno scrittore molto famoso (il suo ultimo lavoro, 999 L’ultimo custode ha venduto centinaia di migliaia di copie) che si è entusiasmato del mio modo di scrivere in relazione ad un romanzo di fanstascienza che gli sottoposi ormai tre anni fa. In cuor mio, in quanto autore esordiente, avevo sperato di fare il mio debutto grazie alla narrativa di fantascienza ma il destino ha deciso diversamente.
Carlo decise di farmi da agente letterario e un bel giorno mi propose il progetto di Liguria Misteriosa.
L’idea mi piacque pur intimorendomi al tempo stesso: trovarmi ad aprire la collana Cento Città per conto della Castelvecchi Editore in mezzo a scrittori giù affermati mi faceva tremare ma, come si suol dire, “chi non risica non rosica”. Così accettai la proposta considerandola intimamente come una specie di sfida, una sfida più che altro con me stesso.

Leggi l’intervista a Valerio Lonzi su La Tela Nera.

Alex Andreyev, orrori lovecraftiani nella metropolitana

Avete mai letto Orrore a Crouch End di Stephen King? È un racconto apparso nella raccolta Incubi e deliri e nell’antologia omonima, curata da Ramsey Campbell e pubblicata in Italia della Fanucci (1990), composta da omaggi alla mitologia creata da Howard Phillips Lovecraft. Ricordo che tra tutti emergeva, surclassando anche il Re, Il pozzo numero 247 (Shaft Number 247) di Basil Copper.

Lasciando ora da parte il terrore (giustificato?) per ciò che si cela oltre il Pozzo, era del racconto di King che volevo parlare, usandolo come introduzione a questa notizia.

 

Metronomicon

Metronomicon

Il legame è semplice: a un certo punto Doris, la protagonista, che col marito sta cercando l’abitazione di un amico a Londra nella zona di Crouch End Towen, legge la locandina di un giornale locale che recita sixty lost in underground horror. È solo un vago indizio di quello che succederà da lì a poco, tra bambini diabolici e orrori cosmici intrappolati nella terra, ma è sufficiente a farci alzare lo sguardo dal libro per controllare che, almeno qui, sia tutto normale.

Quando ho letto di queste fotografie, realizzate da Alex Andreyev, ho ripensato al racconto, a quella notizia inquietante.
Terrore nella metropolitana. Sessanta dispersi. L’orrore sotterraneo.

Andreev estrae elementi provenienti da panorami diversi (il bozzolo, le pinze, le torce) e crea una disturbante versione di ambienti comuni che, da sempre, toccano le paure primeve dell’uomo. Le gallerie, il sottosuolo, lì dove si celano le tenebre.
Alex Andreyev ha visto l’orrore nella metropolitana, e come un moderno Pickman l’ha fotografato per raccontarcelo.

Intervista a Andrea Giusto

Dopo Luigi Musolino, navigando nelle torbide acque del weird, ho incontrato per La Tela Nera Andrea Giusto, col quale si è parlato della fanzine Hypnos e di nuovi interessanti progetti.

Parliamo di Hypnos, la tua fanzine, cominciando con una certa curiosità sul nome, che lego sicuramente a un racconto di H.P. Lovecraft, non tra i più conosciuti, Hypnos appunto. Cosa ti ha spinto a sceglierlo per la tua pubblicazione?

In realtà la scelta del nome non è legata direttamente al racconto di Lovecraft, che pure ho incluso nel primo numero, bensì al fascino che il mondo onirico ha sempre suscitato nei miei confronti. Un mondo con delle leggi proprie, altrettanto reale del mondo della veglia, un po’ come il fantastico e il weird, che sono qualcosa di più di un semplice genere letterario, ma un modo diverso di sperimentare la realtà (non a caso la dicitura è “rivista di letteratura e fantastico”). Poi da amante della cultura e della lingua greca, la scelta del nome non poteva essere altrimenti.

Continua a leggere l’intervista ad Andrea Giusto su La Tela Nera.

Intervista a Luigi Musolino

Proseguono le mie incursioni tra i personaggi che animano a vari livelli il mondo del fantastico italiano e dopo il Coltri e il Marolla è giunto il tempo di “Gigi” Musolino, già segnalato per il suo lavoro su Studi Lovecraftiani (edita dalla Dagon Press), dedicato a Carl Jacobi.

Luigi, persona simpatica e anche ottimo scrittore in diffusione virale sul web e oltre, si è prestato a rispondere alle mie weird-questioni.
Come sempre vi presento un estratto dell’intervista:

[La Tela Nera]: Ciao Luigi e benvenuto. Tu hai recentemente curato per la Dagon Press, piccola ma tenace realtà italiana dedita alla divulgazione della narrativa weird, una raccolta di racconti di Carl Jacobi. Quali sono le ragioni che vi hanno spinto a scegliere questo autore per inaugurare la collana “I Giganti del Weird”?

[Luigi Musolino]: Ciao Matteo, e grazie. Be’, l’idea di realizzare un volume dedicato a Carl Jacobi è nata un paio d’anni fa; avevo acquistato la sua ultima antologia edita dalla Arkham House, Disclosures in Scarlet, contenente un racconto di ispirazione lovecraftiana davvero notevole, The Aquarium. Tradussi il testo nel tempo libero, poi lo inviai a Pietro Guarriello, direttore della Dagon Press, con cui corrispondo da tempo; Pietro mi comunicò la sua intenzione di dar vita a una nuova collana dedicata ai maestri del fantastico e Jacobi ci parve subito perfetto per questo tipo di iniziativa.
La nostra volontà è stata quella di rendere giustizia a un grande scrittore finito nel dimenticatoio, colui che alcuni critici americani hanno definito “il quarto moschettiere di Weird Tales” insieme a Lovecraft, Howard e Smith.

Intervista che continua su La Tela Nera

Intervista a Samuel Marolla

Talmente sfuggente che nemmeno me n’ero accorto, il buon Alessio Valsecchi ha pubblicato sul sito La Tela Nera la mia intervista, fatta qualche tempo fa, a Samuel Marolla.

Chi frequenta questo blog o è semplicemente appassionato lettore di (ottima) narrativa horror sicuramente avrà scorto più volte questo nome, apparso in quanto autore del racconto Sirene, nella raccolta Archetipi di Edizioni XII e della bella antologia Malarazza, uscita in tutte le edicole nella collana Epix di Mondadori.

Ecco la prima domanda dell’intervista, per incuriosirvi, dopo la quale troverete il link alla chiacchierata completa…

Ciao Samuel e benvenuto! Iniziamo subito parlando del tuo lavoro. Tu sei scrittore e sceneggiatore di fumetti. Raccontaci come riesci a gestire i due diversi impegni creativi e che influenze questi ruoli hanno l’uno sull’altro.

Sono due attività molto diverse fra loro, che però possono creare una sinergia interessante. Questo duplice impegno mi permette di crescere sempre di più prendendo il buono di uno e dell’altro.
Nella narrativa c’è, entro certi limiti, maggiore libertà creativa. Questo è positivo, ma si rischia di strafare, di non avere un controllo contenutistico, e quindi di commettere errori anche gravi nella psicologia dei personaggi, nell’intreccio, eccetera.
Invece nel fumetto seriale italiano c’è un maggiore controllo e, di conseguenza, c’è più attenzione alle regole tecniche e narrative (spesso di triplice natura: quelle narrative di base, quelle specifiche del personaggio seriale, e quelle generali della casa editrice). Questo ti dà una forma mentis di un certo tipo, che poi ti permette di affrontare la narrativa con maggiore autocontrollo.
Viceversa è stimolante fare il contrario, cioè cercare di introdurre idee e stimoli più personali nel contesto di una storia a fumetti seriale, che per sua natura è invece maggiormente “ingabbiata”.
Magari anche solo un dettaglio, ma che personalizzi di più quella singola storia (rispettando ovviamente le regole e la filosofia del personaggio di cui si sta scrivendo).

La chiacchierata con Samuel Marolla continua a questo link…