Crawl, il dungeon crawler “à trois”

Erano mesi che qua non si parlava di roguelike, anche se un titolo “in canna” c’era già a inizio estate (grazie saldi di Steam!) ma non trovavo mai il tempo di giocarci e scriverne. Assolutamente da evitare se si è fan del gioco a turni (lo ammetto, sono tra quelli), Crawl mi ha affascinato proprio perché come Crypt of the Necrodancer sfrutta un genere che sembra intramontabile aggiungendoci qualche vera novità. Qua non c’è rythm game, nessuno schema da seguire, ma un flusso di azione continua, frenetica, condita da una musica elettronica martellante che ricorda i pezzi dei coin-op da bar.

Ma la componente più interessante (e ahimé l’unica che non sono riuscito a testare) è la modalità multiplayer. Crawl vede tre avventurieri scontrarsi alle porte di un dungeon, scontro dal quale solo uno ne uscirà vivo mentre gli altri due lo seguiranno sotto forma di spettri. Nelle (non troppo) numerose stanze da visitare troveremo quindi dei pentacoli, grazie ai quali le anime dei compagni potranno incarnarsi in uno dei mostri disponibili, per cercare vendetta. Se uno dei mostri dovesse avere la meglio, si avrebbe uno “soul shift” tra lui e il guerriero morente (gli scambi di anime vanno forte quest’anno, Elspeth anyone?). Chi controllava lo spettro/mostro s’impossesserà del corpo del guerriero, lasciando la sua anima a vagare per il dungeon a ripetere il ciclo di eliminazione-incarnazione.

Crawl dungeon crawler

Lo scambio tra i tre personaggi è continuo, garantito dal fatto che se il guerriero può acquistare nuove armi, incantesimi e ammenicoli vari, gli spettri possono spendere i punti wrath guadagnati per potenziare le creature nelle quali si incarneranno, dando origine a nuove mostruosità in pixel art, ognuna dotata di qualche attacco speciale sempre più devastante. Lo spettro può anche possedere oggetti apparentemente inanimati, capaci di trasformarsi in torrette che lanciano frecce, attivano trappole, se ne vanno in giro affettando e colpendo, oppure rianimare dei golem, con l’abilità di lanciare enormi massi addosso al guerriero di turno.

Crawl roguelike

Scopo del tutto, arrivare almeno al 10° livello di “potere”, così da sfidare la divinità infernale che si annida nel dungeon, la quale sarà controllata in parte dai due personaggi “spettrali”. L’eventuale sconfitta non sarà un game over ma ci riporterà in gioco, per continuare a esplorare, potenziarsi acquistando ogni sorta di oggetto magico dal negoziante di turno (non mancano mai nei sotterranei) tornare al cospetto del “boss finale”, come in ogni crawler che si rispetti.

Crawl shopper
Uno dei negozianti che abitano i dungeon di Crawl

Il gioco è ancora in accesso anticipato, e gli update non mancano. Manca purtroppo una varietà sufficiente a renderlo appassionante in solo, quando ci si scontra con gli avversari controllati dal computer. I dungeon sono tutti identici, le location non hanno alcuna caratterizzazione, e la frenesia non compensa la continua sensazione di ripetizione. Gli schemi d’attacco sono molteplici, e la strategia serve pur non facendola da padrone. Completando una partita, che richiede di vincere lo scontro con la “divinità finale”, sblocca nuove armi e potenziamenti.

 

 

Sicuramente il multiplayer dev’essere divertente, anche se la mancanza dell’online richiede di sedersi in tre attorno al PC con dei controller (o controller + tastiera + mouse) situazione non sempre agevole. Tutto sommato Crawl ha dalle sue innumerevoli potenzialità, l’aggiunta di uno strato di lore e di nuove ambientazioni gli sarebbe immensamente d’aiuto nell’aumentare la longevità. Staremo a vedere cosa riescono a fare gli sviluppatori della Powerhoof.

 

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