Intervista a Andrea Giusto per il Cthulhu Day & Night 2010

Sabato 27 novembre 2010 si è tenuto a Milano l’evento Cthulhu Day and Night dedicato agli appassionati dello scrittore americano Howard Phillips Lovecraft e di tutte le novità ludiche sorte (strisciando) attorno ai suoi miti.
Dopo qualche mese e varie peripezie (tra le quali l’incontro a Lucca Comics and Games) sono riuscito a intervistare uno degli organizzatori della manifestazione, Andrea Giusto, e costringerlo a una amichevole chiacchierata.

Ciao Andrea e ben tornato su queste pagine. Dopo aver parlato ormai quattro mesi fa (in questa intervista per La Tela Nera) della tua casa editrice, Hypnos, ci ritroviamo dopo un evento particolare che ti ha visto tra gli organizzatori: il Cthulhu Day (and Night), tenutosi a Milano il 27 novembre.
Dal programma della manifestazione ho visto che le attività ludiche erano presenti con tutti i prodotti più noti, dai giochi di carte all’ormai mitico gioco di ruolo Call of Cthulhu della Chaosium. Cosa ti ha spinto a partecipare a un evento di questo tipo?

Ciao Matteo! Come nella maggior parte delle iniziative di questo tipo, la spinta principale è stata la passione, dettata da un’esperienza ultraventennale di giocatore (di ruolo, ma non solo) e di lettore delle opere Lovecraft. Inoltre, come tu ben sai, il mondo letterario creato da Lovecraft e il mondo ludico si sono incrociati più volte, e l’idea alla base della manifestazione è stata di cercare di far incontrare “lettori” e “giocatori”. Durate la giornata era presente un banchetto con volumi dedicati al Lovecraft e in genere alla letteratura weird, così da fornire all’appassionato di giochi un punto di riferimento per un mercato che purtroppo è sempre più di nicchia. Allo stesso modo, c’è stato anche qualche appassionato di Lovecraft scrittore, che ha avuto l’opportunità di conoscere nuovi giochi. Questo incontro di mondi credo che possa far bene a tutti, anche perché, nel nostro caso, la gran parte dei giochi d’ispirazione lovecraftiana sono di ottimo livello, ben curati e prodotti da veri appassionati. Per fare un esempio, personalmente ho conosciuto per la prima volta lo scrittore Thomas Ligotti (che personalmente ritengo il più grande autore weird vivente) grazie all’avventura per il gioco di ruolo Il Richiamo di Cthulhu, “Orrore sull’Orient Express”, all’interno della quale un intero capitolo è ispirato al racconto (in gran parte citato) “The Journal of J. P. Drapeau” [1]. Alcune opere letterarie, anche non lovecraftiane, come per esempio Il Re in Giallo di Chambers, sono note a molti ragazzi più per le continue citazioni all’interno dei vari giochi, di carte, da tavolo e soprattutto di ruolo, che per le opere in sé, che in Italia spesso faticano non solo a circolare, ma a volte anche a essere pubblicate. Credo che approfondire il rapporto tra mondo ludico e mondo letterario lovecraftiano, sia una strada molto interessante da percorrere [2].

In Italia il mercato dei giochi non è mai stato florido come in altri paesi e la nicchia lovecraftiana nella nicchia horror godeva di maggior salute qualche decennio fa. Anche la Stratelibri, che importa e traduce il materiale Chaosium, ha ridotto le uscite ormai a una all’anno, a fronte invece di una produzione d’oltre oceano decisamente superiore.
Come valuti la risposta del pubblico a una manifestazione così particolare, dedicata a un tipo esclusivo di ambientazione nei giochi?

Siamo di fronte a due nicchie che s’incontrano, il mondo dei giochi e quello della letteratura di genere. Il mondo del gioco in Italia ha sempre più problemi, anche perché il nostro paese non ha una vera e propria cultura del gioco, visto spesso come una “cosa da ragazzi”. Pur tuttavia direi che c’è stata una buona risposta da parte del pubblico e la maggior parte dei partecipanti ha apprezzato questa amalgama dei due mondi, quello ludico e quello letterario. Sono convinto che ci siano comunque le potenzialità per far crescere eventi di questo tipo. Abbiamo avuto sia appassionati dei racconti di Lovecraft che si sono cimentati per la prima volta in giochi come Il Richiamo di Cthulhu o Lo stregone di Salem, e giocatori che hanno avuto la possibilità di conoscere e acquistare testi difficilmente reperibili altrove. Un’ambientazione può aiutare a sdoganare in parte il mercato del gioco, altrimenti sempre più chiuso in se stesso (soprattutto in Italia, se si esclude il fenomeno Magic, i pochi successi di giochi, per lo più di carte, sono legati ad ambientazioni note al grande pubblico grazie al cinema o alla televisione).

Tra i vari tipi di prodotti presenti, giochi di carte (c’era anche Mythos!), di ruolo, boardgame, quali hanno suscitato maggior interesse ai tavoli?

Grande interesse ha suscitato il gioco di ruolo Sulle tracce di Cthulhu (Trail of Cthulhu), della piccola casa editrice americana Pelgrame Press, e recentemente edito da Stratelibri. Tra i boardgame, Lo stregone di Salem, un divertente gioco collaborativo, sulla scia del ben più complesso Arkham Horror, in cui un gruppo di investigatori cercano di evitare che si apra il solito portale, e Stars Are Right, un gioco di posizionamento tessere, in cui bisogna ottenere il giusto allineamento delle stelle per poter evocare servitori e grandi antichi. Entrambi i giochi hanno la caratteristica di essere piuttosto semplici e veloci e quindi facilmente spiegabili a tutti, appassionati e non, oltre a essere decisamente divertenti. Purtroppo un gioco come Mythos non è facilmente spiegabile e giocabile per un neofita, ma mi è sembrato giusto almeno mostrarlo: chissà, in futuro forse riuscirò a convincere qualcuno anche a giocarci!

Tu hai partecipato direttamente a qualcuna delle sessioni di gioco? E quali sono i tuoi giochi preferiti, in questo ambito?

Essendo lì in qualità di dimostratore, ho avuto l’occasione di spiegare diversi giochi, tra cui, oltre a quelli citati, il gioco di parole Unspeakable Words, Munchkin Cthulhu e il gioco di carte Call of Cthulhu. The Card Game, di cui si è disputato anche un bel torneo, con giocatori provenienti da Milano, Novara e Genova. Personalmente gioco da diversi anni al gioco di ruolo Il Richiamo di Cthulhu, che trovo affascinante sotto molti aspetti, sia da un punto di vista narrativo (diversi moduli e ambientazioni hanno moltissimi riferimenti letterari, iconografici, e sono molto ricchi anche a livello narrativo), sia da un punto di vista dell’atmosfera che riesce a creare tra i giocatori. L’altro gioco che seguo con assiduità è Call of Cthulhu. The Card Game, il gioco di carte che ora sta trovando nuova linfa vitale con la formula del Living Card Game (LCG) [3], ottimo nella meccanica, ben illustrato (le stesse illustrazioni che fanno da base al ben più noto gioco da tavolo Arkham Horror) e con molteplici richiami e citazioni alle opere non solo di Lovecraft ma anche dei suoi predecessori e dei suoi epigoni.

Dopo questa prima occasione d’incontro e gioco la domanda che rimane è piuttosto scontata: pensi di organizzare altre manifestazioni del genere?

Mi piace pensare a questo Cthulhu Day (and Night) come a una sorta di prova generale. Credo che il pubblico abbia apprezzato e sono convinto che ci possa essere attorno a manifestazioni di questo tipo non solo curiosità, ma vivo interesse. Su questa base si possono aumentare gli sforzi e, speriamo, anche i risultati. Quindi non mi resta che ringraziarti e aspettare te e molti amici lettori alla Cthulhu Day (and Night) del 2011!

Note

[1] Racconto pubblicato anche in Italia col titolo “Il diario di J.P. Drapeau” in I canti di un sognatore morto, Elara, 2008, con la traduzione di Armando Corridore.

[2] Punto di partenza di tale discussione è l’unico volume pubblicato in Italia sull’argomento, I giochi di Cthulhu dello stesso autore dell’intervista.

[3] La formula del LCG, adottata recentemente dalla Fantasy Flight Games, mantiene l’essenza del gioco di carte collezionabile nella composizione del mazzo da gioco e nelle meccaniche correlate, eliminando però il fattore di “randomizzazione” del contenuto dei mazzi, ognuno dei quali, a mo’ di espansione di un normale gioco di carte o da tavolo, contiene una serie di carte fisse, che vanno a crescere il numero di carte impiegabili presente nel Set Base (Core Set) del gioco. Attualmente la Fantasy Flight Games produce tre LCG: Call of Cthulhu, A Game of Thrones (ispirato a “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” di George R.R.Martin) e Warhammer Invasion (quest’ultimo disponibile anche in lingua italiana). In uscita nel 2011 è The Lord of the Rings, ispirato alla trilogia di J.R.R. Tolkien.

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