Dwarf Fortress (PC)

Voi non lo sapete, ma uno dei miei interessi da giovine era la simulazione. Essì, nel campo dell’informatica ho sempre avuto un debole per i programmi capaci di imitare. Tentai anche, ma senza successo, di laurearmi con una tesi sugli algoritmi genetici (che non simulano in realtà, ma sfruttano similitudini con parte della biologia per produrre soluzioni mediante procedimenti euristici). Altri tempi, quando credevo che grande entusiasmo e idee “moderne” potessero stare alla base di una tesi di laurea, con la quale ci sarebbero stati professori ben che felici di collaborare. Non andò esattamente così (una delle risposte più cordiali fu “se vuole parlare di quelle cose lì si sogna che le faccia da relatore”). Ciò mi spinse a laurearmi con un’altra tesi comunque, ovviamente, fighissima, che mi portò a creare un software intelligente per le intrusioni informatiche, col quale diventare ricco in breve tempo.

Come disse un treno ai passeggeri, scusatemi ma sto deragliando.
Dwarf Fortress, si diceva.
Tutta colpa di Zeno, che in un commento al post sul gioco How To Host a Dungeon (apprò, Iguana, Paolo, gli altri, ci avete poi giocato?) citava questo simulatore di vita nanica.

Impossibile scrivere una recensione di questo “gioco”, ci vorrebbero molte più ore per approfondirne i lati più complessi, che sono riuscito solo a osservare da lontano. Però volevo presentarvelo, magari trova altri appassionati (chissà che ne dirà Mr Giobblin che si sta laureando proprio sui videogiochi, altri tempi!).
Delle tre varianti del gioco, con le quali è possibile affrontare l’esperienza (Dwarf Fortress, Adventurer, Legends) sono riuscito a provare soltanto la prima. La modalità Adventurer è simile a una partita a un gdr fantasy col proprio personaggio (nano, umano o elfo) che se ne va in giro a esplorare il mondo (da solo o con un gruppo di altri personaggi assoldati in qualche città), comprese eventuali costruzioni che noi abbiamo costruito col passare degli anni (giocando in modalità Dwaf Fortress). Con Legends ci si appoggia alla fase di storicizzazione del mondo creato, che non viene solo disegnato con gli elementi naturali, ma anche valorizzato di eventi storici, con intere civiltà che nascono e muoiono. Se nel caso dell’Adventurer questa storia viene scoperta esplorando il mondo, nella Legends viene invece permesso al giocatore di leggerla, navigando in modo testuale attraverso gli eventi.

Dwarf Fortress nasce per mano di Bay 12 Games nel 2002, come seguito di Slave to Armok: God of Blood. Da allora è in sviluppo costante ed è completamente gratuito (ma sono apprezzate le donazioni, dovute se vi ci siete appassionati, visto il lavoro davvero enorme che viene fatto per mantenere il gioco).

Siamo nel campo della simulazione “di vita”, quella alla tamagotchi se ve li ricordate. Solo che al posto di un qualche strano cucciolo da allevare ci sono sette nani (eh sì, è periodo di favole questo) da far sopravvivere felici in una fortezza nella montagna. Solo che la fortezza se la costruiranno da soli seguendo gli ordini del giocatore, e la montagna, così come tutto il mondo che le sta attorno, è generato casualmente così da rendere ogni sfida completamente diversa.

Dwarf Fortess parte infatti da un primo livello di simulazione per la generazione casuale del terreno di gioco, di dimensione variabile a seconda dei bisogni (e della potenza di calcolo) del giocatore. Ogni segmento di questo mondo conterrà elementi naturali che ne determinano la bontà per i successivi insediamenti (alberi da legna, terra facilmente “scavabile”, rocce per le costruzioni naniche, falde acquifere pericolose per gli scavi,…) così come la presenza di potenziali pericoli (animali ostili ma anche tribù feroci di goblin, coboldi,…).

Dwarf Fortress World Map

La scelta della zona di gioco è fondamentale, andare troppo sul difficile (presenza di sola acqua salata, niente alberi, poche rocce o zone a livello di pericolosità “hunted”) può compromettere l’intera partita, soprattutto se si è alle (è il caso di dirlo) prime armi. Per imbarcarsi nell’impresa è necessario dotare ognuno dei sette nani di qualità fondamentali (minatore, tagliaboschi, contadino, leader,…) da scegliere in una lista lunghissima. Ci vogliono un po’ di partite (e qualche lettura delle numerose guide online) per capire quali siano i parametri da privilegiare. Poiché se il minatore esperto è indispensabile, si scopre che ogni nano avrà un certo livello di umore e per migliorarlo niente è meglio che riuscire quanto prima a fabbricare… della birra, oltre che cucinare cibi di qualità. Ecco quindi che il birraio assume un’importanza paragonabile a quella del nano che manderemo in giro a disboscare la collina.

Imbarcati e giunti a destinazione, la prima cosa da fare è iniziare a costruire la propria dimora. La complessità del gioco inizia a farsi sentire, potendo designare ogni stanza a uno specifico scopo, cambiando così le abitudini dei nani controllati dal computer. Entro il primo autunno c’è da procurarsi almeno una stanza da letto, per non farli dormire a terra, e una meeting room dove bere birra e mangiare quanto siamo riusciti a procurarci attraverso allevamento (piuttosto difficile), coltivazione (dove si dovrà scegliere accuratamente che seme piantare per ogni stagione, fertilizzare,…), caccia, raccolta di erbe selvatiche, pesca. Se l’umore dei nani sarà buono capiteranno cose come queste:

dwarf-fortress-party

dwarf-fortress-infant

Per poter arrivare a questo punto si passa però attraverso tutta una serie di fasi di gestione della nostra fortezza, dal costruire i vari workshop necessari ad assemblare mobili o trattare il cibo, all’assegnare i nani migliori per i vari lavori. C’è sotto un meccanismo di apprendimento, per cui più un nano esegue una certa operazione più diventa skilled in tal senso e meglio (e più velocemente) eseguirà quel determinato compito.

Già il fattore birra può aver dato un indizio sulla presenza di lati meno seriosi, che però vanno gestiti con la stessa rapidità degli altri. Non c’è birra e i nani diventano tristi. Quelli tristi o colpiti da uno shock (perché un ladro coboldo è entrato nella fortezza e ha rapito il loro figlio) sono probabili candidati per stati mentali alterati, capaci di diventare rabbiosi e violenti, oppure di chiudersi in uno dei workshop per lavorare a qualche misterioso progetto. Ma anche una volta (purtroppo) defunti i nani non sono semplici da gestire e spesso, se non vengono rapidamente sepolti, il loro spirito torna a tormentare i vivi e soltanto una bella lapide con tanto di iscrizione eroica potrà placarli. Ogni nano ha infatti una storia a sé, riempita di eventi notevoli mano a mano che si distingue nelle proprie attività.

E questo come si usa dire è solo l’inizio.
Ogni autunno una carovana passa a barattare i propri beni ed è necessario avere un mercante bravo nel compito e merci da scambiare. Periodicamente giungeranno alla fortezza gruppi di nani in cerca di un riparo, ingrossando le fila dei sette iniziali. Ci saranno animali da allevare, gemme da intagliare, interi sistemi idrici da costruire (per alimentare pozzi, irrigare campi, mantenere attivi i bacini di pesca), riuscire finalmente a creare la fornace (senza una fornace, che fortezza nanica è!).
Le gallerie nel sottosuolo potrebbero terminare in ampie caverne, da una parte fonte di metalli preziosi da riutilizzare, dall’altra possibile ingresso nella fortezza di creature feroci come troll e ragni giganti. Dopo qualche “anno di gioco” infatti la necessità di una milizia addestrata, anche se si è scelta una zona tranquilla, inizierà a farsi sentire. Bisognerà quindi procedere a formare squadre, determinare turni di addestramento e costruire le infrastrutture necessarie, nonché dotare la fortezza di sistemi meccanici di difesa, come trappole e ponti levatoi.

dwarf-fortress

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Credo, seppure con un articolo breve rispetto al materiale disponibile, di essere riuscito nell’intento di dare un’idea della complessità del progetto del quale, ripeto, ho visto solo una piccolissima parte a causa del poco tempo disponibile. Mi è sembrato un lavoro davvero solido e ben realizzato, aperto ai MOD dei giocatori che hanno creato nuove versioni della grafica e software collaterali per l’analisi del mondo creato.

Il gioco è scaricabile dal sito ufficiale della Bay 12 Games. Se volete provarlo evitando le frustrazioni iniziali dovute alla massa di cose da sapere, vi consiglio i video tutorial su youtube.

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