Elder Sign: Omens, il boardgame digitale targato Fantasy Flight Games

La Fantasy Flight Games è diventata da qualche anno uno dei punti di riferimento per l’intrattenimento ludico “lovecraftiano”. Nella sua produzione, davvero sconfinata, i giochi di Cthulhu si sono conquistati una bella fetta, con titoli ormai già ripubblicati come il boardgame Arkham Horror e il flusso inarrestabile di nuovi deck per il live card game (gioco di carte non collezionabili) di Call of Cthulhu.
Tra questi titoli ne troviamo altri di dimensione più ridotta ma che mantengono le ottime caratteristiche di qualità produttiva e giocabilità, pur con qualche furbata come lo sfruttare parti della grafica per ammortizzare i costi.

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Elder Sign è tra questi giochi, costola datata 2011 di Arkham Horror (qualcuno lo ha definitoun AH “tascabile”) senza però plancia di gioco e dalla durata molto ridotta (un’ora circa rispetto le 3/4 ore di AH).
Però non è della versione cartacea che parleremo ora: la FFG come altre case editrici (estere, intendiamoci) si è affacciata al mondo delle applicazioni per smartphone. Così come la Steve Jackson Games ha partorito qualche gadget informatico per il suo Munchkin (del quale parleremo presto nella sua inclinazione Cthulesca), così la FFG ha deciso di rilasciare la versione mobile di questo gioco da tavolo, col nome di Elder Sign: Omens (disponibile sul Kindle Store e sul Play Store) Questo articolo intende essere parte recensione parte guida, per chi tenterà come il sottoscritto di avvicinarsi al gioco per smartphone, reperibile sia nella versione iPhone che Android a 3€ circa, senza aver mai letto le regole del boardgame.

Elder Sign ha un antefatto che ricorda molto l’espansione The Curse of the Dark Pharoa di Arkham Horror. Nel museo cittadino arriva un’esposizione di manufatti più antichi dell’uomo, alcuni dei quali capaci di portare con sé magie e creature di altri mondi. Queste forze oscure aprono portali su dimensioni lontane, dalle quali filtrano mostruosità senza nome. Tra queste, quando ci saranno abbastanza cultisti da completare un oscuro rito, giungerà fino al nostro mondo uno degli esseri dei quali scrisse Lovecraft, Grandi Antichi, divinità immortali capaci di spazzare la vita senza curarsi di nulla.
Per evitare tutta questa antipatica trafila di eventi apocalittici, un gruppo di detective dell’occulto si inoltra nel museo, sfidando ciò che striscia nell’oscurità. Il tempo è limitato e se non riusciranno a sigillare col segno degli antichi il luogo ormai infestato l’evocazione finale avrà luogo.

 

Setup

All’inizio si dovrà decidere quale è il Grande Antico da sconfiggere. Nella versione base non c’è proprio l’imbarazzo della scelta: abbiamo soltanto tre mostruosità stellari quali Yig (il dio serpente), Azathoth (il nulla informe che gorgoglia al centro dell’universo) e Tsatthogua (l’oscuro dio di N’Kai). I livelli di difficoltà selezionabili sono normale e difficile, e dipendono dal numero di sigilli necessari a vincere e la velocità con la quale il dio oscuro viene evocato.

Per adempiere a tale mortale compito si dovrà quindi assemblare una squadra di quattro invidui fuori dalla norma, una sorta di A-Team del sovrannaturale, scegliendoli tra un nutrito gruppo di studiosi, esoteristi, gangster e pupe affascinanti quanto letali. Per chi ha giocato ad Arkham Horror sarà come una bella reunion, in quanto si tratta degli stessi personaggi del boardgame.

Anche la simbologia per gli attributi dei personaggi è derivata da AH. Dai valori di stamina (resistenza fisica, simboleggiata da un cuore) e sanità mentale (caratteristica fondamentale dei giochi lovecraftiani, simboleggiata da un cervello) alle “carte” che rappresentano oggetti e incantesimi dei vari personaggi.
Punto cardine del gioco, in alto a sinistra di due indicatori, quello dei segni degli Antichi accumulati, che arrivato a 10 determina la vittoria del giocatore, e quello dei cultisti presenti, che arrivato a un valore dipendente dal Grande Antico scelto, decreta la fine dell’umanità.

Il gioco

Elder Sign: Omens è diviso in turni, ognuno dei quali dura una frazione di tempo della giornata. Questo è importante perché allo scadere di ogni mezzanotte accadono eventi nefasti e a volte mortali.
Ogni turno vede in azione uno dei personaggi. Questi sceglie una delle location visitabili del museo, ognuna simboleggiata da un pin che indica anche se ci sono effetti particolari ai quali si andrà incontro.
Cliccando una volta sul segnalino si sposterà la lente, a quel punto se si clicca sul nome della locazione, in alto, si avrà accesso a un pannellino che indica quale grado di sfida essa rappresenta. Cliccando una seconda volta sulla lente si accederà a quella zona e il vero gioco avrà inizio.

Scopo di Elder Sign: Omens, come già detto, è accumulare i segni degli Antichi. Questi vengono dati in premio alla “risoluzione” di una avventura, cioè quando si libera dal male una particolare zona. Per fare questo, una volta strisciati nell’ombra fino al punto in cui il male si sta manifestando, si andrà ad estrarre il proprio grimorio sul quale appariranno una sequenza di simboli.
Nella parte superiore si vedranno “i capitoli dell’avventura” da completare facendo combaciare i simboli posseduti con quelli richiesti in quel momento. Si potrà sfogliare ancora il libro, ottenendo una nuova sequenza di simboli, solo pagando il prezzo di una di questi glifi. Ovviamente a ogni “sfogliata” le probabilità di accedere ai glifi che servono è sempre minore.

Su questa fase del gioco intervengono le capacità dei singoli personaggi, tra spell che permettono di ottenere altri glifi senza pagarne il prezzo, quelli che ne aggiungono altri a quelli visualizzati, quelli che le trasformano, e così via. Non sempre il prezzo del fallimento è solo la perdita (per quel turno di quel personaggio) dei glifi, ma ci possono essere danni fisici o una perdita di sanità mentale, ad esempio se c’è un mostro nella “stanza”.

Se invece si completano correttamente le sequenze richieste si accede alla ricompensa, che consta in varie combinazioni di oggetti, incantesimi, token, e ovviamente i tanto ambiti segni degli Antichi.
Se oggetti e incantesimi si sfruttano durante le avventure (ma alcuni potenti anche prima, al di fuori di esse), i token sono una moneta spendibile nella locazione iniziale, per guarire dalle ferite fisiche e mentali o acquistare risorse (ancora incantesimi, oggetti,…).

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Chiudendo “la scatola”

I meccanismi del gioco sono (ma non di molto) più complessi di quanto raccontato in questo breve escursus. Tra i tanti c’è la possibilità di eseguire un lock dei glifi, affidandoli ad altri del gruppo (presenti nella stessa locazione) oppure utilizzando un oggetto speciale o un incantesimo, impedendo al glifo di mutare da una pagina all’altra del grimorio (tenendoselo buono per la successiva fase dell’avventura). Ci sono inoltre particolari sezioni che devono essere superate in sequenza, altre che “feriscono” il personaggio anche quando questi ha successo con i glifi.

Capirete quindi che anche in questo caso, come nella maggior parte dei giochi FFG, c’è molto da capire e imparare, con svantaggi per la versione elettronica come la dimensione dei simboli di gioco, abbastanza piccoli e difficili da decifrare sul mio Galaxy S2. Per questo posso immaginare che chi abbia giocato la versione boardgame ne esca facilitato, soprattutto nelle prime, confusionarie, partite.

Altra caratteristica negativa (oltre alla ruffianaggine di riutilizzare per questi giochi grafica di “seconda mano”), almeno per chi scrive, è l’eccessiva dipendenza dalla botta di Cthulhu, detta anche fortuna, o caso. Attrezzare i giusti investigatori con i migliori spell ritrovati in qualche antico sarcofago non basterà a salvarvi dagli strali dell’avversa sorte. Se il simbolo che serve non vuole saperne di uscire, non esce, e vi ritrovate dopo un paio di lanci mal riusciti con un investigatore defunto o che biascica formule senza senso sbavando contro i muri dell’Arkham Sanitarium.

Se riuscite ad andare oltre queste caratteristiche, e alle prime partite e godervi i mille riferimenti al folclore lovecraftiano di cui è intriso ogni angolo del gioco compresi quelli meno euclidei, con le belle illustrazioni realizzate (per altri giochi magari…) dagli artisti FFG, ne avrete per delle ore.

Espansioni

Al gioco base sono state aggiunte due espansioni, disponibili ciascuna a 2.99€, le quali aggiungono un grande antico, nuovi investigatori, spell, oggetti e avventure. Potete scegliere tra l’immancabile Call of Cthulhu (inutile aggiungere nulla) con un meccanismo che suddivide il gioco in due parti e una seconda dove fronteggerete il terrore artico Ithaqua.

Elder Sign: Omens è disponibile sul Kindle Store e sul Play Store.

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