ePub3 e KF8, il futuro dell’editoria digitale?

Prendiamola larga, alla faccia del SEO e i suoi amici.

Recentemente mi è arrivata una mail che manco L’esorcista mi ha fatto un tale effetto. A breve una possibile intervista sul formato ePub3. E tralasciamo che io le interviste proprio no, è una cosa che non ci riesco a rispondere alle domande, e poi su un argomento così.
Perché già di eBook non se ne parla granché, in Italia. Cioè sì, se ne parla, ma si parla dei contenuti, li si usa per dare addosso all’editoria anziana, vecchia, megalitica, mastodontica, li si elegge a baluardi della nuova editoria, fonte possibile di libertà e guadagni per tutti. Ma poi se uno chiede “scusa ma l’ebook cos’è?” si sente dare ogni genere di risposta.

C’è chi confonde eBook con eBook reader. Come a dire che se vi mangiate una padella di amatriciana vi becco a sgranocchiare l’antiaderente.

C’è chi pensa al PDF, solo PDF, sempre PDF. E quando vede altri formati entra nel panico e non ne vuole sapere, anche se esistono molti software gratuiti per leggere gli eBook.

C’è chi ma lo devo leggere su quei cosi che lo schermo non è luminoso? alla faccia dei progressi con l’inchiostro elettronico.

C’è probabilmente chi il file con un estensione più lunga di tre lettere non è Windows quindi non lo posso usare. E c’è ormai che nessuno o quasi sa cosa vuol dire “estensione del file”.

E sappiamo dai, che ci piace dirlo, che c’è quello che se non profuma di carta e colla, quello che se non sente il ruvido sotto le dita,… cose anche giustificabili, io stesso lo ammetto sniffo i libri. Ho un magazzino polveroso dove tengo le centinaia di testi accumulati negli anni, ho vecchi Urania antecedenti la mia nascita, libri game imbarcati come la Perla Nera, una prima edizione de L’esorcista (appunto). Però ho pure un Kindle sul comodino e decine di testi elettronici, l’intera produzione lovecraftiana stipata nella sua bella cartellina, saggi di ogni tipo, gli eBook degli amici, i lavori che ho fatto,…

Dopo la premessa, che ha spiazzato Google facendogli pensare a un articolo di un blog technoemo da amante dei libri e quindi non mi si filerà mai nella ricerca di cose utili, torniamo ai formati degli eBook e alle novità in campo. Devo ancora rispondere a quella intervista di cui vi parlavo (per fortuna) e ho iniziato a documentarmi meglio su quanto è successo nelle ultime settimane.

 

Ma cos’è l’ePub? E il MobiPocket? E il KF8? E…

eBook reader
Anche le cose lovecraftiane si trovano in eBook, se non lo sapevate.

Andiamo con calma.
I principali formati degli eBook attualmente disponibili, gratuitamente o a pagamento, sono ePub e MobiPocket. Il famigerato “formato Amazon”, implementato nei file .azw, è un MobiPocket con qualche modifica (compressione del file al livello massimo, uno schema DRM diverso, codifica del numero seriale con caratteri diversi).
Senza scendere a un livello di dettaglio inutile (ci sono siti e libri che ne parlano approfonditamente) basta sapere che entrambi i file sono contenitori, scatoloni dove buttare roba in formati conosciuti e stabili. xHTML, CSS, XML, JPG,… [1] ecco cosa trovate se aprite un file ePub (basta rinominarlo in .zip e scompattarlo per fargli l’autopsia). I formati di questi file “interni” non sono però completi, come le loro versioni usate per altri scopi, il CSS degli eBook è un sottoinsieme di quello del web, ad esempio.
Quali le differenze tra i due “concorrenti”?
L’ePub è aperto, è standard ufficiale dell’IDPF (International Digital Publishing Forum) ed è attualmente il più diffuso. Tutti i lettori di eBook lo leggono. Tranne quelli di Amazon [2].
Il MobiPocket è chiuso, proprietà di Amazon dal 2005. Il formato azw può essere letto solo su prodotti Amazon (la famiglia Kindle, che però NON leggono il formato ePub). Il MobiPocket viene letto anche da altri eBook reader (come il CyBook, Kobo, Onyx,…).
Avrete già capito qual’è il problema di fondo. Se ho un Amazon Kindle non posso leggere ePub direttamente, ma li devo convertire. Se ho un CyBook non posso leggere gli eBook acquistati su Amazon [3].

 

E ora che succede?

L’autunno è ben iniziato con questi due annunci:

Il giorno 11 ottobre 2011 il formato ePub3 è stato accettato dalla IDPF come nuovo standard ufficiale.

Il giorno 25 ottobre 2011 Amazon ha rilasciato ufficialmente il formato KF8 (Kindle Format 8), che va a sostituire il MobiPocket (versione 7, ecco il perché dell’otto).

E quindi? direte voi.
E quindi è cambiato un bel po’ di roba, dal momento che entrambi i nuovi formati sono diretti a un ampliamento dei possibili testi digitalizzabili. Se qualcuno sperava di vedere filmati e musica è (per fortuna) rimasto deluso (e a fronte dei nuovi scherzi SIAE sarebbe stato da capire cosa succedeva se inserivo un trailer in un eBook a pagamento, probabilmente mi venivano a cercare i Carabinieri; comunque non si può, per ora).
Se come me credete che i libri digitali abbiano ancora della strada da fare, per essere veramente libri e veramente digitali, prima di diventare scatolotti con video e musica e tramutarsi in piccole televisioni ambulanti, capite perché è una fortuna che non ci sia stata quella svolta.

Cosa hanno aggiunto quindi?
Allora qua faccio una cosa che non si dovrebbe: non vi vengo a dire cosa hanno aggiunto su uno e/o sull’altro, ma cerco di vedere la cosa nel suo complesso, dal momento che l’intento sembra essere uno e comune (per quanto si sia ancora in piena guerra dei formati).
Un’infrastruttura tecnica capace di portare sugli eBook reader immagini ad alta risoluzione, testo “pop up”, grafica vettoriale, in quanto ePub e Mobi non sono, a oggi, capaci di gestire più di qualche immagine col testo attorno. Tecnicamente parlando si passa a XHTML5 e CSS3, per entrambi i tipi di eBook, mentre alcune cose rimangono fuori dalle innovazioni del KF8, come i miglioramenti per i “libri parlanti” sul versante text-to-speech (sicuramente per ora poco o nulla apprezzato nel nostro paese). Ci vorrebbe una bella tabella comparativa delle novità, e se la trovo (non ho le competenze sufficienti a farla) ve la proporrò.

Quali “nuove cose” si potranno quindi realizzare?
Riviste, non costrette alla doppia distribuzione ePub/PDF.
Manualistica tecnica, con grafici ridimensionabili, schemi ben leggibili, strutture complesse.
Graphic novel, con testo (nei baloons e non) scalabile, grafica vettoriale che non sgrana se ridimensioni la pagina.
Libri illustrati.
Ricettari di ogni forma e colore, più appetibili di qualche grigio elenco di ingredienti come fatti fino a ora.
– Altro che non mi viene in mente…

Quel che resta da fare, ora, sarà adeguare l’intero parco software disponibile a chi crea eBook. Programmi come Sygil e ADE, le macro per creare ePub con OpenOffice e tutti i firmware degli eReader.
E non tutti esultano per il cambiamento, anche perché, a basso livello, le novità espresse con l’ePub3 non sembrano tutte rosee, come riporta Strahinja Markovic creatore dell’editor per eBook, Sigil, a partire dalla possibilità (opzionale) di inserire JavaScript (e quindi parti interattive) negli eBook.

 

La parte in cui vendete l’anima

Stephen King with Kindle
Anche Stephen King usa un Kindle. Rosa!

Come avete visto l’articolo non approfondisce le tematiche quali “Amazon è il profeta degli eBook” o “Amazon è il demonio, se comprate un Kindle perdete l’anima” e via dicendo. E’ chiaro che in un momento in cui un sito, negozio, entità come Amazon diventa anche editore, l’intero mondo editoriale ne è scosso.
E’ anche vero che quello stesso mondo ha dimostrato a più riprese di non sapersi muovere con la stessa rapidità (forze e forse quel pizzico di anticipazione e cattiveria) che ha dimostrato Amazon.
Ora tutti a gridare contro il demonio americano, e si può scommettere su qualche nuova legge italiana, che protegga i nostri poveri editori, che limiti gli sconti, che esilii Amazon dal territorio (vi ricordo che ora la pubblicazione di eBook in formato Kindle è possibile anche per gli italiani, su amazon.it, cosa che fino a qualche settimana fa non era possibile) [4].

Quello che io vedo sono tante, nuove, opportunità.
Ma le opportunità bisogna sfruttarle e per farlo si deve investire, spendere, creare.
C’è da chiedersi, a parte “nel piccolo” (piccole case editrici, piccoli artigiani, piccoli…), noi italiani ne siamo ancora capaci?

 

Note:

[1] Non essendo un esperto di linguaggi web, ho cercato di rimanere all’interno delle cose che capisco e posso spiegare. Altre rimangono a me misteriose (ad. esempio perché si è passati da XHTML 2 a XHTML 5). Se ci sono palesi errori in quanto scritto mi fa piacere se li segnalate.

[2] Esiste almeno un firmware non ufficiale col quale gli ePub vengono letti dal Kindle, il Duokan. Però a oggi è pieno di bug fastidiosi, per questo non è ancora da considerare.

[3] Il che non è completamente esatto. Se compro un eBook su Amazon e gli tolgo il DRM (hackerandolo) lo posso convertire (essendo un file in formato MobiPocket) con un programmino come MobiPerl. Ovviamente è una procedura che richiede conoscenze non comuni a quello che dovrebbe essere un semplice lettore.

un lungo articolo del Duca che devo ancora rileggere e metabolizzare.

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8 thoughts on “ePub3 e KF8, il futuro dell’editoria digitale?

  1. Beh, grazie del post Matteo! 🙂 Mi sembrano novità interessanti quelle in vista, soprattutto per le implicazioni grafiche che comportano. In effetti così si spalancano un mare di possibili nuove applicazioni oltre al semplice romanzo/saggio.

    Ciao,
    Gianluca

      

  2. Ti ringrazio anch’io che sono un grafico che lavora per la stampa, ma che sto iniziando a guardarmi in giro per iniziare a darmi da fare col digitale.
    Il tuo post è molto molto utile.

    Grazie!

      

  3. Solo con me, quando ho osato pubblicare in PDF, s’è scatenata la rivolta popolare? Com’è ‘sta storia? 😀

    Scherzi a parte, articolo interessanterrimo, anche perché va ad analizzare evoluzioni che in qualche modo erano già nell’aria, circa l’eBook e la sua interattività, il “libro elettronico” (cit. Gianluca Santini) che prevede un’esperienza di lettura immersiva.
    Anche per me la prospettiva è molto, molto interessante e ricca di potenzialità, sempre che il mezzo eBook, come già sta avvenendo, non venga penalizzato da una politica cieca e oscurantista.

      

  4. Il discorso nuove versioni è piuttosto complesso, molte delle novità interessano chi andrà a sviluppare software per conversione e impaginazione di testi digitali.
    Immagino solo il delirio nel tentare di convertire grafici Word, Latex e così via, nuovi programmi per scrivere graphic novel che siano impaginate direttamente con grafica vettoriale, e altro ancora.

    E su queste si giocherà tanto nei prossimi lavori, conversioni di manualistica soprattutto. Passare dai PDF di oggi a un manuale interattivo con grafici espandibili e link attivi è davvero buttare uno sguardo nel futuro.

      

  5. A proposito della cit. che mi attribuisce Hell, mi sa che torno sull’argomento domani, sul mio blog. Con considerazioni del tutto prive dell’acume tecnico che si respira qui, ma con parole al vento prive di particolare contenuto… 🙂

    Ciao,
    Gianluca

    PS: ovviamente ti citerò, Matteo, eh, che te credi!

      

  6. Ottima cosa, l’argomento si presta sicuramente a svisceramenti sanguigni, cosa nella quale tu e soprattutto Germano “The Lament Configuration” Hell, siete agguerriti.

    Sono curioso di vedere come declinerai il discorso “libro elettronico”, che si presta a moltissime interpretazioni e anche (soprattutto) a molte proiezioni per il futuro (alcune volute, altre meno).

      

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