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	<description>vagando per le rovine di un blog</description>
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		<title>Interludio (The Secret of Lucas Arts)</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 07:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
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		<description><![CDATA[Breve post ché è domenica mattina, sto ancora sorseggiando una tisana preparata con la nuova teiera inglese ricevuta in regalo proprio ieri e alterno la lettura di un bel libro sull&#8217;andare in bici a qualche aggiornamento sul web. Giorno di riposo, a metà almeno, nel quale riesco a tirare un po&#8217; le fila delle ultime [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Breve post ché è domenica mattina, sto ancora sorseggiando una tisana preparata con la nuova teiera inglese ricevuta in regalo proprio ieri e alterno la lettura di <a href="http://giringirocreek.blogspot.it/2013/05/lo-zen-e-la-bicicletta.html" target="_blank">un bel libro sull&#8217;andare in bici</a> a qualche aggiornamento sul web.<br />
Giorno di riposo, a metà almeno, nel quale riesco a tirare un po&#8217; le fila delle ultime settimane, dedicate alla ripresa (1) &#8211; finalmente &#8211; dello sviluppo di un certo motore software Java per la gestione di testi meta narrativi, per la creazione di Libri Game digitali, e alla ripresa (2) dei play test di un gioco di carte scritto troppi anni fa e che vorrei proporre entro breve a un editore.<br />
<span id="more-290"></span><br />
Ma il post non è qua per parlarvi di ciò, ma come passatempo domenicale, dedicato soprattutto a chi ha amato i giochi LucasArts e non ha preso bene (con più o meno ironia) il suo smantellamento da parte della Disney, fatto di qualche settimana fa. Sulla rete sono esplose ogni tipo di reazioni da parte dei fan, tra i quali i più saggi si sono resi conto che la LA ormai non produceva nulla per il quale valesse la pena mantenerla in vita.</p>
<p>Tra questi però ho scoperto un filmato simpatico, <strong>The Secret of LucasArts</strong>, con un finale&#8230; inaspettato.</p>
<p><em>Buona visione e buona domenica!</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/FtHMkPmmeLA" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Alla ricerca del tempo (ditigale) perduto</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 12:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni non richieste]]></category>
		<category><![CDATA[abandoned games]]></category>
		<category><![CDATA[Commodore 64]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno di quei post estemporanei, se avessi una continuità da blogger. Una di quelle giornate campali che aspettavi da mesi se non anni e finalmente arrivano. E ti butti lì dove si cela l&#8217;impensabile, un luogo perso nella &#8220;zona industriale&#8221; e che per te, con tutto quello che ci hai stivato, ricorda il luogo segreto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uno di quei post estemporanei, se avessi una continuità da blogger. Una di quelle giornate campali che aspettavi da mesi se non anni e finalmente arrivano. E ti butti lì dove si cela l&#8217;impensabile, un luogo perso nella &#8220;zona industriale&#8221; e che per te, con tutto quello che ci hai stivato, ricorda il luogo segreto dove viene nascosta l&#8217;arca dell&#8217;alleanza alla fine del primo indimenticabile Indy. E dire che è solo un magazzino di una trentina di metri quadrati, eppure si vedono cose che voi umani&#8230;</p>
<p><span id="more-198"></span>Come dicevo su fb ad <a href="http://alessandrogirola.me/" target="_blank">Alex</a>, dei miei giochi originali, acquistati dall&#8217;età di &#8211; boh buttiamola &#8211; 10 anni, considerando che uso un computer dai 7, sono pochi quelli sopravvissuti ai miei undici traslochi. Tra alluvioni di cantine, interventi genitoriali non richiesti di pulizia ed eliminazione &#8220;cose vecchie e inutili&#8221; e scatoloni rovinati/dimenticati/persi, me ne rimangono una decina, la maggior parte dell&#8217;epica C=64. Perché poi di salvare giochi per la PS2 o PS3 non me ne frega nulla, a parte che rivendendoli qualche soldino me lo faccio, ma scatole tutte uguali, plastica, nessun manuale degno di tale nome. Che te li tieni a fare?</p>
<p>Insomma son lì che dopo un anno circa dall&#8217;ultimo Grande Evento (che stavolta non mi son spostato io ma lei e comunque alla fine ho traslocato io e insomma meglio se lasciamo stare&#8230;) risistemo con calma tutti gli scaffali. L&#8217;intento è, ora che i libri son finalmente a casa, ordinare i fumetti, affiancare i 245 <em>Nathan Never</em> che insomma li ho comprati da quando avevo&#8230; meno anni e non li ho mai visti tutti assieme. Riunire gli <em>Spawn</em>, gli albi di <em>Witchblade</em>, <em>Fathom</em> (eh, il bravo e compianto Michael Turner<em>)</em>, <em>Rat Man</em>, <em>Hellboy</em>, <em>Sandman</em> e altri sparsi tipo i <em>Conan</em> della Corno o Marvel pescati qui e lì in stazione quando il treno era in ritardo.</p>
<p>Poi c&#8217;è la zona giochi, con scatole dimenticate comprate a Lucca Comics quando la Nexus stava fallendo, roba che non è mai nemmeno stata aperta e spero sempre un giorno diventi rarissima di quelle che se le hai intonse te le vendi per centinaia di euro. Non succede, per ora, ma ci spero sempre. E a fianco, tra alcune espansioni vuote di Carcassonne, i Munchkin in inglese e la valigia delle miniature e dei colori, i videogame &#8220;vintage&#8221;.</p>
<p>Così ci scatto qualche foto, per condividerle su fb e millemila social dove so che gli altri amicinerd sono in agguato. Poi apro le scatole e scivolo dentro un mondo dimenticato. Ci sono <strong>manuali</strong> praticamente monocromatici, immagini a 8bit di mostri, elenchi di incantesimi. <strong>Ci sono code-wheel</strong>. Chi ha giocato non può dimenticarle, andavano alla grande in quegli anni, quasi ogni gioco ne aveva una. E tu invece avevi il gioco pirata e se ti andava bene questo ti chiedeva il codice subito tu non ce l&#8217;avevi e allora via a cercare di scopiazzarti la code-wheel dall&#8217;amico ricco che ci aveva sempre i giochi originali. Altrimenti erano quelle bastarde, che andavi avanti sconfiggevi il boss stavi sul portale pronto per e ZAC! per proseguire inserire il codice. E giù la versione giovanile dei bestemmioni.</p>
<p><strong>Nota per i titoli citati</strong>: molti di questi ora sono abandongame quindi liberamente scaricabili e giocabili un po&#8217; dappertutto. Vi basta la versione più recente di <a href="http://www.dosbox.com/" target="_blank"><strong>DosBox</strong> </a>e un PC o uno smartphone (anche se lì i controlli potrebbero risultare difficoltosi).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/eye-of-the-beholder.jpg" rel="lightbox[198]" title="Eye of the Beholder"><img class="size-full wp-image-199 aligncenter" title="Eye of the Beholder" alt="Eye of the Beholder" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/eye-of-the-beholder.jpg" width="500" height="500" /></a></p>
<p>Cioè in questa scatola avevo lasciato le mappe. Sì quelle a mano, carta quadrettata 5mm, matita che poi si correggevano passaggi segreti e magari teletrasporti (come nel dannato <em>Pool of Radiance</em>) o mettevi le indicazioni di mostri e tesori. Il primo <em>Eye of the Beholder</em> non sono mai riuscito a trovarlo (che era pure quello con la trama più ehm semplice &#8220;scendi ennemila livelli sottoterra e ammazza il cattivo finale&#8221;). Ma secondo e terzo capitolo li ho finiti più volte, con <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cUV9my1Ul48" target="_blank">la loro grafica &#8220;a 90°&#8221;</a> e i mostri che ora han pixel grandi come pugni ma quella volta stavi davanti al monitor a dire <em>minchia oh, l&#8217;effetto che anima la Wraith è troppa roba!</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/necronomicon.jpg" rel="lightbox[198]" title="Necronomicon: Dawn of Darkness"><img class="size-full wp-image-200 aligncenter" title="Necronomicon: Dawn of Darkness" alt="Necronomicon: Dawn of Darkness" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/necronomicon.jpg" width="500" height="500" /></a></p>
<p>Questo è moderno, <em>Necronomicon: The Dawning to Darkness</em> della Wanadoo, citato nel più autorevole <a href="http://giochicthulhu.blogspot.it/p/il-libro.html" target="_blank">saggio sui giochi lovecraftiani</a>, risale a soli 13 anni fa. Grafica tridimensionale, enigmi interessanti, ottimo score musicale e locazioni aperte che comprendono una (non euclidea) città dei Grandi Antichi. Da rigiocare assolutamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/war-in-the-middle-earth.jpg" rel="lightbox[198]" title="War in the middle earth (Commodore 64)"><img class="size-full wp-image-201 aligncenter" title="War in the middle earth (Commodore 64)" alt="War in the middle earth" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/war-in-the-middle-earth.jpg" width="500" height="500" /></a></p>
<p>Se ne parlava con un amico su FB, appassionato di Tolkien in ogni forma. Videogame impossibile, di quelli che li hai provati e riprovati perché beh c&#8217;è Frodo, l&#8217;anello unico, i Nazgul (e la copertina è uno schianto), ma nulla da fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/923233_10201044849508451_1564177672_n.jpg" rel="lightbox[198]" title="Neuromancer"><img class="size-full wp-image-202 aligncenter" title="Neuromancer" alt="Neuromancer" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/923233_10201044849508451_1564177672_n.jpg" width="500" height="500" /></a></p>
<p>E chiudiamo con quello che per me è stato un piccolo capolavoro, un&#8217;avventura grafica con intermezzi &#8220;in 3D&#8221; ispirata al capolavoro di William Gibson, <em>Neuromante</em> (<em>Neuromancer</em>, 1984). Connessi alla rete si dovevano hackerare sistemi (difesi dal black ICE posso immaginare) a suon di software pirata acquistato in sordidi negozietti, lanciando letteralmente gli attacchi alle IA di difesa, entità albine e pericolosissime, sospese su griglie nel nulla della mente che è il cyberspazio.</p>
<p>Inutile dire che molti di questi giochi hanno controlli che ora risultano inutilmente complicati e un comparto audio/video a dir poco antico. Eppure, sarà l&#8217;età del sottoscritto, o averli giocati quando avevo l&#8217;età giusta, so che a rivederli torna a scattare qualcosa. Come se l&#8217;assenza di certi particolari invitasse la mente del giocatore a lavorare di suo, completando quello che un tempo non si riusciva a fare con la tecnologia. Non sono di quelli che dice &#8220;si stava meglio quando si stava peggio&#8221;, figuriamoci, ho una PS3 e so di cosa è capace, anche quando i programmatori si mettono di impegno per essere artisti e sfornano delizie come <em>Flower</em> o <em>Journey</em>. Eppure sembra che lo sforzo necessario per regalare le emozioni di un tempo sia molto maggiore. Per questo servono computer sempre più potenti, il lavoro lo devono fare tutto loro, mentre la mente di chi assiste è passiva a livello di impegno creativo, subisce e assorbe, in silenzio.</p>
<p>Vi lascio con un filmato che probabilmente farà inorridire &#8220;i giovani all&#8217;ascolto&#8221; e se volete qua potete ascoltare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ib8IYfcOnWU" target="_blank">la colonna sonora originale dei DEVO</a> <img src='http://www.matteoporopat.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Degli altri titoli (tra i quali <em>B.A.T.</em>, <em>Prisoner of Ice</em>, <em>Bard&#8217;s Tale</em>, <em>Heroes of the Lance</em>,&#8230;) magari parliamo un&#8217;altra volta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/d0-oDSD-o1M" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Le poesie nel legno</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 14:06:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Primo post dopo l&#8217;apocalittica ristrutturazione, che al solito continua un po&#8217; qua e un po&#8217; là (la ristrutturazione, ma pure l&#8217;apocalisse a guardar bene fuori dalla finestra). Ormai lo sapete che &#8216;sto blog non rimane uguale per più di qualche settimana, e se siete qui magari pure vi piace. Comunque domani sono a Milano, che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Primo post dopo l&#8217;<em>apocalittica ristrutturazione</em>, che al solito continua un po&#8217; qua e un po&#8217; là (la ristrutturazione, ma pure l&#8217;apocalisse a guardar bene fuori dalla finestra). Ormai lo sapete che &#8216;sto blog non rimane uguale per più di qualche settimana, e se siete qui magari pure vi piace.<br />
Comunque <strong>domani sono a Milano</strong>, che non c&#8217;entra niente col post ma è una data storica perché ci torno a incontrare amici coi quali è iniziato tutto, fanzine, siti horror, roba weird e via dicendo, Alessio, Elvezio, Gigi, Gabriele e altri ancora e insomma ci sarà più birra che libri (e niente pipistrelli di plastica e <em>goth girl</em> che leggono racconti splatter) e per dire, molto meglio così.</p>
<p><span id="more-143"></span>E sempre di amici parlo qua, e di poesie e di scultura, e di foto, certamente, perché ogni tanto capita che rispolvero la reflex su commissione, e come per tutti i lavori non ce ne sono due che si somigliano, ogni volta c&#8217;è tanto da provare e imparare. In questo caso si trattava di ritrarre qualche decina di opere, sculture astratte e figurative, per <a href="http://www.antonellozanet.it/opere/" target="_blank">il catalogo virtuale</a> che stiamo andando a definire sul nuovo sito.<br />
Di scultura non ne capisco, ma ho sempre avuto un debole per le sue donne (di legno, s&#8217;intende) per le curve, lisce o grezze, i capelli bruciati, le pose altère, lo sguardo tutto da indovinare, facendosi ispirare dalle vene del legno stesso, respirando i profumi intensi della materia che sembra ancora pregna di vita.</p>
<p>Ve ne propongo un paio. Alcuni sono sguardi &#8220;di gruppo&#8221; dove l&#8217;insieme genera storie, la vicinanza stabilisce rapporti e compromessi, di spazio e carattere. Altre invece sono figure singole o dettagli.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-4.jpg" rel=”lightbox" title="Sculture di Antonello Zanet"><img class="size-medium wp-image-147 aligncenter" title="Sculture di Antonello Zanet" alt="Sculture di Antonello Zanet" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-4-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-3.jpg" rel=”lightbox" title="Sculture di Antonello Zanet"><img class="size-medium wp-image-146 aligncenter" title="Sculture di Antonello Zanet" alt="Sculture di Antonello Zanet" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-3-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-1.jpg" rel=”lightbox" title="Sculture di Antonello Zanet"><img class="size-medium wp-image-144 aligncenter" title="Sculture di Antonello Zanet" alt="Sculture di Antonello Zanet" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-1-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.antonellozanet.it/"  rel=”lightbox" target="_blank">Il sito di Antonello</a> è in fase di ultimazione, ma già potete far scorrere lo sguardo sulle sculture completate e, se siete curiosi, sugli eventi alle quali hanno partecipato, come protagoniste immobili, silenziose e profumate.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-2.jpg" rel="lightbox[143]" title="Sculture di Antonello Zanet"><img class="size-medium wp-image-145 aligncenter" title="Sculture di Antonello Zanet" alt="Sculture di Antonello Zanet" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-2-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a></p>
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		<title>Fai facile a dire import export</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 08:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualcosa nel processo di &#8220;esporto i dati dal blog e li reimporto in quello nuovo&#8221; non è andato esattamente come doveva andare. E dopo aver cambiato provider mi trovo con 200mb di file zip apparentemente inutile e un nuovo sito così vuoto che se avvicino l&#8217;orecchio al monitor sento l&#8217;eco degli insondabili abissi del tempo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcosa nel processo di &#8220;esporto i dati dal blog e li reimporto in quello nuovo&#8221; non è andato esattamente come doveva andare. E dopo aver cambiato provider mi trovo con 200mb di file zip apparentemente inutile e un nuovo sito così vuoto che se avvicino l&#8217;orecchio al monitor sento l&#8217;eco degli insondabili abissi del tempo e dello spazio (cit.).<br />
<span id="more-4"></span></p>
<div id="attachment_5" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-5" alt="come sempre l'ho presa con calma, dignità e classe..." src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/Raiders-of-the-Lost-Ark-indiana-jones-3700641-1280-720-1024x576.jpg" width="500" /><p class="wp-caption-text">come sempre l&#8217;ho presa con calma, dignità e classe&#8230;</p></div>
<p>Consapevole che mi ci vorrà un po&#8217; per risistemare il tutto, pianto questo cartello davanti alle rovine della casetta, che è pericolosa e pericolante tipo &#8220;attenzione caduta byte&#8221;. Prima o poi risistemo tutto eh, intanto google, panda e pinguino mi mangeranno quei pochi link buoni che mi dava in ingresso e tornerò sotto i dieci visitatori al giorno, probabilmente.</p>
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		<title>Quello di marzo</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 07:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Conan]]></category>
		<category><![CDATA[giochi Conan]]></category>
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		<category><![CDATA[Howard Phillips Lovecraft]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornata glaciale, nel senso metereologico del termine, passata in gran parte come quella di ieri, barricato in casa, a scaldarmi con gli ultimi ciocchi di legno asciutto, aspettando che la neve sciolga in primavera. A parte che ovviamente ho il riscaldamento a gas e che la primavera &#8211; dicono &#8211; è arrivata una settimana fa, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata glaciale, nel senso metereologico del termine, passata in gran parte come quella di ieri, barricato in casa, a scaldarmi con gli ultimi ciocchi di legno asciutto, aspettando che la neve sciolga in primavera. A parte che ovviamente ho il riscaldamento a gas e che la primavera &#8211; dicono &#8211; è arrivata una settimana fa, il resto è veritiero.<br />
Quindi home working, la bellezza del nuovo lavoro porta anche con sé l&#8217;assenza di concetti come weekend, &#8220;giorno di festa&#8221;, ferie pagate,&#8230; e un po&#8217; di blogging, ché c&#8217;è da recuperare il vuoto di qualche settimana di assenza.<br />
Quello di marzo perché non ce ne saranno altri, tutto qua, e vado rapidamente a riassumere le cose interessanti.</p>
<p><span id="more-168"></span>Non vi dico che <strong>questo sito cambierà</strong> perché ci sarebbe gente che mi segue &#8211; grandissimi! &#8211; da tempo e che verrebbe colta da attacco epilettico all&#8217;ennesimo ribaltone del blog. Però devo migrare server, ché su wordpress.it mi fanno pagare troppo per darmi di meno, quindi si trasloca. Ci potrebbe essere &#8220;qualche disguido&#8221;, per gli ormai 10 visitatori che rimangono ferocemente attaccati al blog, cercando per lo più le pagine sugli eBook. Che io ho però spostato su <a href="http://www.ebookandbook.it/" target="_blank">eBookAndBook</a>.</p>
<p>Invece vi dico che <strong>ho scritto un gran bell&#8217;articolo</strong>, l&#8217;han detto gli altri e chi sono io per contraddirli, di argomento (altro coro di gente che rantola e vomita parole blasfeme in lingue dimenticate) lovecraftiano. Eh già, ossessione per ossessione, come dice il buon Germano per il quale ho fatto il lavoretto, sempre lì finisco. Si tratta di un pezzo &#8220;saggistico&#8221; su un racconto fuori mitologia classica, <em>Aria fredda</em> (<em>Cool Air</em>) contornato da considerazioni varie sul rapporto di Lovecraft con la (non)morte. L&#8217;articolo si intitola <a href="http://www.bookandnegative.com/libri/lovecraft-aria-fredda-la-vita-nei-corpi-morti/" target="_blank">Aria Fredda &#8211; la vita nei corpi morti</a>, e per leggerlo basta cliccare. <em>Giuro</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/CoolAir565.png" rel="lightbox[168]" title="Aria Fredda (Cool Air) Lovecraft"><img class="size-medium wp-image-170 aligncenter" title="Aria Fredda (Cool Air) Lovecraft" alt="Aria Fredda (Cool Air) Lovecraft" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/CoolAir565-300x300.png" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Poi ci sarebbe da annunciare un cambiamento fatto più di un mese fa ormai che ha veramente dato i frutti sperati (risata ironica). Ho messo gli eBook in download condizionato dalla condivisione su Twitter o Facebook. Che non è nulla di doloroso, uno vuole leggere l&#8217;<a href="http://matteoporopat.com/creazioni/libreria-ebook-gratis-libri-matteo-poropat/">eBook</a> e con questo <strong>Pay with a tweet</strong> semplicemente per poterlo <a href="http://matteoporopat.com/creazioni/libreria-ebook-gratis-libri-matteo-poropat/">scaricare GRATIS</a>, e poi poterlo leggere GRATUITAMENTE, godendoselo a casa SENZA PAGARE NULLA, condivide su Twitter o Facebook l&#8217;avvenuto download.<br />
Ora io lo so, è EVIDENTE, che tutti quelli che prima scaricavano una decina di copie al mese avevano account sui social network mentre improvvisamente NESSUNO ce l&#8217;ha, lo so. <em>Non credo serva dirvi com&#8217;è andato l&#8217;esperimento</em>.</p>
<p>Tornando a cose più interessanti, ho intrapreso pur&#8217;io l&#8217;esperimento di bloggare in una lingua che non conosco. Okay forse questa dicitura vale solo per me, anyway (azz già suona benissimo), con <a href="http://shaman74.wordpress.com/" target="_blank">The Long Way Home</a> c&#8217;è la possibilità di vedermi all&#8217;opera col tentativo di scrivere in inglese. Che già dite &#8220;eh manco l&#8217;italiano ti riusciva proprio benissimo&#8221;. Lo so, ma ora almeno ho la scusa. Argomento del blog? Indeterminato, per ora. Qualunque cosa mi venga in mente e sia capace di scrivere. <em>Punto</em>.</p>
<div id="attachment_169" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/conan-commodore-64.png" rel="lightbox[168]" title="Conan per Commodore 64"><img class="size-medium wp-image-169" title="Conan per Commodore 64" alt="Conan per Commodore 64" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/conan-commodore-64-300x185.png" width="300" height="185" /></a><p class="wp-caption-text">quando bastavano 16 colori</p></div>
<p>Volevo mettere qualche bella foto di roba ghiacciata e sarebbe stato ORIGINALISSIMO. Ma io di ghiacciato ho visto solo il vialetto di casa quindi ho virato per la schermata mi ha accompagnato qualche tempo fa, mentre finivo un gioco che avevo giustamente dimenticato e per colpa di <a href="http://maurolongo.wordpress.com/2013/01/16/conan-il-barbaro-avventure-italiane-3/" target="_blank">Mauro</a> mi son trovato a riprovare e finire. <strong>Conan</strong> per Commodore 64, giocato sull&#8217;emulatore per Android. Che a voi ve ne frega meno che nulla, ma dopo 30 anni a me ha fatto una certa impressione. Ché mica l&#8217;avevo mai finito, da giovane.</p>
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		<title>Lo sciamano col bastone di tuono</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 08:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[boomstick award]]></category>
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		<description><![CDATA[Perché senza, diciamocelo, che sciamano sarebbe? No tranquilli, non è un post sui poteri degli sciamani siberiani (che però mi piacerebbe scrivere un giorno) né un qualche doppio senso a sfondo sessuale. È che da &#8216;ste parti si usa una volta l&#8217;anno scambiarsi boomstick tra bloggers, un modo simpatico, inaugurato nel 2012 da Germano, per [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Perché senza, diciamocelo, che sciamano sarebbe? No tranquilli, non è un post sui poteri degli sciamani siberiani (che però mi piacerebbe scrivere un giorno) né un qualche doppio senso a sfondo sessuale. È che da &#8216;ste parti si usa una volta l&#8217;anno scambiarsi boomstick tra bloggers, un modo simpatico, inaugurato nel 2012 da <a href="http://bookandnegative.altervista.org/blog/" target="_blank">Germano</a>, per citare le proprie letture e le persone dietro i blog.<br />
<span id="more-174"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/Boomstickaward2013.jpg" rel="lightbox[174]" title="Boomstick Award 2013"><img class="size-medium wp-image-176 aligncenter" title="Boomstick Award 2013" alt="Boomstick Award 2013" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/Boomstickaward2013-206x300.jpg" width="206" height="300" /></a></p>
<p>Nel 2012 questo Award mi era stato assegnato dal buon <a href="http://gianlucasantini.blogspot.it/2012/01/this-is-my-boomstick-award.html" target="_blank">Gianluca &#8220;Redrum&#8221;</a>, compagno di mille (quasi) avventure ruolistiche nel mondo di Cthulhu e altrettanti scazzi nel tentare inutilmente di diffondere formati più moderni dei PDF tra le ludiche genti. Gian è uno di quelli che ci si andrebbe spessissimo in montagna a far escursioni, se solo non abitasse letteralmente dall&#8217;altra parte del paese.<br />
Quest&#8217;anno è stato invece Il Nick, quello che avrete già visto da queste parti, sul post che testimonia la nostra gita in quel di Remanzacco e la scoperta di <a href="http://matteoporopat.com/2012/04/13/metti-un-nick-a-caso/" target="_blank">antichi culti devoti al grande Cthulhu</a> (che ci è pure venuto a salutare).</p>
<p>Tralascio le motivazioni che hanno spinto i due loschi figuri a premiarmi, se volete le trovate nei loro siti, linkati sopra ad hoc. Veniamo invece alle regole del gioco.</p>
<div id="attachment_175" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/shaman-boom-stick.jpg" rel="lightbox[174]" title="Sciamano, c'è, tuono, c'è. Il bastone? Se guardate bene..."><img class="size-medium wp-image-175" title="Sciamano, c'è, tuono, c'è. Il bastone? Se guardate bene..." alt="Sciamano, c'è, tuono, c'è. Il bastone? Se guardate bene..." src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/shaman-boom-stick-300x151.jpg" width="300" height="151" /></a><p class="wp-caption-text">Sciamano, c&#8217;è, tuono, c&#8217;è. Il bastone? Se guardate bene&#8230;</p></div>
<p><em>Regola n° 1: i premiati sono 7, non uno di più ne uno di meno. E nessuna menzione d&#8217;onore.</em></p>
<p>Regola n° 2: il post in cui viene presentato il premio non deve contenere giustificazioni di sorta dedicate agli esclusi.</p>
<p>Regola n° 3: I premi vanno motivati. Niente di estroso, ne lavori da dottorato. Solo un pretesto con cui far valere la nomination.</p>
<p>Avvertenza: ai sublimi vincitori andrà la gloria di poter vantarsi con il banner creato da Hell in persona.<br />
Tutti fortunati potranno citare altri 7 blogger (ma non è obbligatorio farlo) seguendo le regole sopracitate. Se per qualche motivo anche solo una delle regole venisse meno, il premio verrà ritirato d&#8217;ufficio e sostituito con il <strong>Bitch, please Award</strong></p>
<p>Ammetto di aver pensato di non seguire le regole, per non dover scegliere 7 blog tra la settantina che ho in elenco nel reader. Poi però, sarà che avevo tempo mentre i biscotti cuocevano, ho deciso di rivedere proprio la lista di siti. Un esercizio utile, ne ho scremati quasi una quindicina che, effettivamente, non leggevo più. Di quelli che quando avevano news nel reader cliccavo su &#8220;segna come già letto&#8221; e avanti con la banda. Ce n&#8217;erano alcuni ormai chiusi o che avevano cambiato casa, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rc4D8YUCWQ4" target="_blank">taaaaaaac</a>, via di pulizie.<br />
Tra l&#8217;altro sistemando ho scoperto che i blog in inglese che seguo son passati da praticamente nessuno di un paio d&#8217;anni fa a più di una decina, un quinto del totale circa.</p>
<p>E le nomination dite?<br />
Andiamo dai che s&#8217;è fatta sera ormai&#8230;</p>
<p><a href="http://maurolongo.wordpress.com" target="_blank">Caponata Meccanica</a> &#8211; mi ha recensito, citato e ha scritto un dossier sui mille volti di Conan che mi ha fatto riscoprire un videogame addirittura per il C64;</p>
<p><a href="http://leortola.wordpress.com" target="_blank">Come non detto</a> &#8211; non riesco a non leggere Ortolani, anche se Rat Man ho smesso di seguirlo anni fa; nel blog tanti articoli divertenti e intelligenti, con quella punta di malinconica creatività che è uno dei suoi tratti caratteristici;</p>
<p><a href="http://davidecassia.blogspot.it" target="_blank">Davide Cassia</a> &#8211; era un concorrente ai tempi in cui lavoravo per l&#8217;intelligence (mah!), era un collega ai tempi in cui Edizioni XII mostrava all&#8217;Italia cosa voleva dire fare bei libri, è un blogger e uno scrittore che non molla mai;</p>
<p><a href="http://docmanhattan.blogspot.it" target="_blank">Doc. Manhattan</a> &#8211; non ho apprezzato il suo eBook, ma il blog è una fonte di articoli scritti in maniera originale e spesso divertenti, soprattutto quando si stacca dai suoi filoni più riusciti e naviga per altre destinazioni;</p>
<p><a href="http://malpertuis.org" target="_blank">Elvezio Sciallis</a> &#8211; lo conosco da una vita e ha cambiato più volte, vita, almeno quella digitale e ogni volta è rimasto tra le voci che più apprezzo; altro blogger che non imita ma cerca un suo stile, quando gli altri accorciano lui allunga, quando gli altri recensiscono ormai è già stufo di farlo e cambia tipologia di scrittura;</p>
<p><a href="http://strategieevolutive.wordpress.com" target="_blank">Strategie Evolutive</a> &#8211; blogger di lungo corso, scrittore, autore capace di rendere frizzante e accattivante qualsiasi testo, dalle ricette agli articoli sulla musica, da un discorso su esploratori sconosciuti ai più alle recensioni di libri che in Italia non vedremo mai; il suo blog è davvero uno sguardo su un mondo lontano e affascinante;</p>
<p><a href="http://www.zerocalcare.it" target="_blank">Zero Calcare</a> &#8211; lo conoscete quasi tutti qua &#8220;nel giro&#8221; e in caso contrario vi direi di armarvi di un po&#8217; di pazienza e recuperare qualcuna delle sue strisce (se non almeno uno dei suoi libri); peccato solo pubblichi poco sul web, ma le avventure del suo alter ego sono sempre divertenti e caustiche al punto giusto.</p>
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		<title>Fringe: dove finiscono gli universi</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 13:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni non richieste]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Fringe]]></category>
		<category><![CDATA[Serial TV]]></category>

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		<description><![CDATA[E così si va a finire. Guardatevi il trailer poi vediamo se resta qualcosa da dire. Fatto? Dai su, che un brivido vi è rimbalzato lungo la colonna vertebrale fino al dispositivo di inibizione emozionale. È che volevo parlarne e non l&#8217;ho mai fatto e a una puntata dalla fine, con un trailer del genere, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>E così si va a finire.</em><br />
Guardatevi il trailer poi vediamo se resta qualcosa da dire.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/x4jptm7Yedo" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Fatto?<br />
Dai su, che un brivido vi è rimbalzato lungo la colonna vertebrale <strong>fino al dispositivo di inibizione emozionale</strong>.<br />
<span id="more-183"></span><br />
È che volevo parlarne e non l&#8217;ho mai fatto e a una puntata dalla fine, con un trailer del genere, Waltercentrico come doveva essere, non si può non salutare quello che è stato uno dei migliori serial di fantascienza di questi anni.</p>
<p>Eh lo so, molto dramma, tanti sentimenti e poche risate. E i <em>filleroni</em> delle prime serie, i &#8220;casi del giorno&#8221; a volte totalmente inutili e pure la voglia di mollare tutto fino a quella &#8220;Peter&#8221; che ha cambiato le carte in tavola. E da allora amore totale, per un serial che ha sbagliato tanto ma ne ha azzeccate parecchie, con i suoi universi paralleli e il tentativo di riscrivere tutto da capo, con la puntata cartone animato, quella con la fatina lisergica e quella con le campane dell&#8217;anima che grazieacthulhu se le son dimenticate in un armadio. Ma anche con l&#8217;universo <em>Altro</em>, i dirigibili e l&#8217;ambra, mille piccolissime differenze (citate anche da <a href="http://cyberluke2008.blogspot.it/2013/01/alternative.html" target="_blank">Luke in un bel post</a>) che ti tenevano incollato allo schermo.E con William Bell, che qualcuno lo voleva rivedere nell&#8217;ultima puntata e io spero di no, che <strong>Leonard Nimoy</strong> bravo eh, anche con la dentiera e quella voce da vecchietto lascivo nel parco, ma il suo l&#8217;ha fatto e lasciamo, visto che i premi non glieli vogliono proprio dare, il palco a<strong> John Noble</strong>.</p>
<p>Sulla storia rimane pochissimo tempo per dire qualcosa, dopo la VHS-quest e l&#8217;incontro con September con i capelli, che ha ribaltato del tutto quello che era il nucleo della serie stessa, l&#8217;identificazione del bambino sacro, della persona fondamentale per la salvezza degli universi. Un cambiamento solo formale, in quanto il concetto di sacrificio all&#8217;interno del rapporto padre figlio si è semplicemente traslato da Walter/Peter a September/Michael. Inatteso ma ben giocato, spiazzante ma coerente.<br />
A quanto pare potrebbe valere, alla fine dei giochi, che le colpe dei padri ricadano sui figli ma che questi, a loro volta, le rigettino ai loro genitori. E chiudendo un cerchio infinito tra i mondi del multiverso chi potrebbe porre fine alla guerra con gli Osservatori (che tali abbiamo scoperto non sono) se non l&#8217;uomo che è stato capace di portare quella guerra e tanta distruzione, per salvare il proprio figlio?</p>
<p>Dispiacerà veder sparire dalla tv un personaggio come Walter Bishop, scienziato pazzo tra droghe e manie, in bilico tra tempi e mondi, capace di farsi staccare parti del cervello pur di allontanare l&#8217;ombra della propria &#8220;metà oscura&#8221;.<br />
Mancherà anche <strong>Anna Torv</strong>, Olivia Dunham, che insomma era la bella e brava del gruppo e nella contrapposizione con l&#8217;Altolivia di qualche serie fa aveva dato forse il suo meglio (aiutata fin alla fine da una gran capacità di recitare solo con lo sguardo, senza bisogno di mille dialoghi <em>spiegosi</em>).<br />
E un brava (e pure bella) anche a<strong> Jasika Nicole</strong>, Astrid, che ho apprezzato moltissimo pur nel ristretto spazio pellicola che le veniva concesso, e soprattutto nella puntata che le han dedicato, con l&#8217;incontro col suo doppio.</p>
<p>Alla fine, al contrario di casi ormai entrati nel mito come <em>Firefly</em>, sono convinto che doveva finire senza dilungarsi, ed è stato un bene sia stata concessa un&#8217;ultima serie (per quanto, giusto qualche episodio in più non avrebbe ammazzato nessuno eh, magari fuori dallo slot della morte del venerdì americano). Come per gli episodi conclusivi &#8211; gli Epitaph &#8211; di <em>Dollhouse</em>, certe idee non possono e non devono venir troppo dilatate, perdono consistenza e incisività, alla mercé di puntate lontane dalla trama orizzontale che tutti hanno bisogno di veder svolgere.</p>
<p>Ora non rimane che attraversare il portale tra i mondi un&#8217;ultima volta, e vedere dove ci condurrà.</p>
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		<title>Darksiders: l&#8217;ira di Guerra</title>
		<link>http://www.matteoporopat.com/opinioni-non-richieste/recensione-darksiders/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 13:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni non richieste]]></category>
		<category><![CDATA[Angeli]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalieri dell'Apocalisse]]></category>
		<category><![CDATA[Darksiders]]></category>
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		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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		<category><![CDATA[videogame]]></category>

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		<description><![CDATA[Gioco vecchio, Darksiders, ormai già il seguito è vecchio. Però il sottoscritto come sempre se li compra quando raggiungono prezzi accettabili su ebay e ci mette un tempo quasi infinito a completarli. Darksiders mi ci son volute una trentina di ore. Sparse su sette mesi. E siccome alla fine mi ci son divertito un sacco [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gioco vecchio, <strong>Darksiders</strong>, ormai già il seguito è vecchio. Però il sottoscritto come sempre se li compra quando raggiungono prezzi accettabili su ebay e ci mette un tempo quasi infinito a completarli. <strong>Darksiders </strong>mi ci son volute una trentina di ore. <em>Sparse su sette mesi</em>. E siccome alla fine mi ci son divertito un sacco ed è uno di quei pochi giochi che quasi quasi lo ricominciavo a difficoltà apocalittica, due parole le spendo (e vedendo ora la lunghezza del post direi qualcuna più di due, ecco).<br />
<span id="more-186"></span><em>Tanto si parla di storie post apocalittiche, e finalmente eccoci qua. Qualcuno l&#8217;ha portata sulla Terra. Proprio quella, niente Maya-voglio-ma-non-posso.</em><br />
<em>L&#8217;Armageddon, l&#8217;Ultimo dei giorni.</em><br />
<em>Chiunque sia stato l&#8217;ha fatto senza seguire le istruzioni del caso. Scatenato il Distruttore, annullata la vita come la conosciamo, ha dato inizio a una guerra nel bel mezzo di quello che veniva definito l&#8217;equilibrio, senza però rompere l&#8217;ultimo sigillo, che avrebbe scatenato i quattro Cavalieri preposti a operare il volere Supremo.</em><br />
<em> Liberato senza apparente ragione, uno dei quattro, Guerra, altera con la sua sola presenza la lotta tra angeli e demoni, e viene accusato dal Consiglio di essere parte del piano del Distruttore.</em><br />
<em> Il cavaliere, per potersi redimere, viene quindi inviato dal Consiglio sulla Terra, a indagare e, se possibile, a porre rimedio a quanto accaduto.</em></p>
<p><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/darksiders-forces-of-heaven-and-hell.jpg" rel="lightbox[186]" title="Darksiders: l'ira di Guerra"><img class="aligncenter size-full wp-image-187" alt="darksiders-forces-of-heaven-and-hell" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/darksiders-forces-of-heaven-and-hell.jpg" width="500" /></a></p>
<p>Mai stato fan dei giochi in cui si deve saltare e aggrapparsi in giro, a causa di una certa incapacità nello stimare ritmo e distanze necessari a finire il livello, con Darksiders, che del genere non è sicuramente il più complesso, mi son parecchio ricreduto.<br />
Attirato dalla storia che coinvolge angeli, demoni caduti, emissari divini e quanto altro ha il genere da fornire e da un&#8217;estetica che se pur non originale (e realizzata in modo a volte approssimativo) è semplice e cattura lo sguardo, devo ammettere di essermi divertito lungo quasi tutto l&#8217;arco della storia.</p>
<p>Per chi l&#8217;avesse visto, okay, il gioco è derivativo in modo (ehm) apocalittico. Gameplay a là <em>Devil May Cry</em> (mai troppo compianto, morto per me col terzo capitolo), del quale rubacchia anche la truzzagine del protagonista (ma Dante è Dante, irraggiungibile). La scelta di design è una via di mezzo tra quanto ha sfornato negli ultimi anni mamma Blizzard (in alcuni casi le armature sembrano tier di <em>World of Warcraft</em> (ah il profumo di metallo magico dell&#8217;<span style="color: #9900ff; font-weight: bold;">[Earthshatterer]</span>), certi fumetti Top Cow (su tutti <em>Darkness</em> e il suo Angelus) e l&#8217;estetica di <em>Warhammer 40.000</em> con le sue armature ipertrofiche e gli innesti biomeccanici di potenziamento. Non per nulla dietro il design c&#8217;è quel <strong>Joe &#8220;Mad!&#8221; Madureira</strong> che ha collaborato in passato con la Marvel <em>(Avenging Spider-Man</em>,<em> Ultimates 3</em>).</p>
<p>Tutto questo è ben mescolato, con una struttura lineare a quest piuttosto classica e un tradimento di fondo che permette di confrontarsi con angeli e demoni in egual misura. Nei combattimenti avremo a disposizione, via via che il gioco avanza, tre armi potenziabili (più un paio accessorie e alcuni strumenti particolari come l&#8217;Abyssal Chain) e fino a quattro poteri dell&#8217;Ira. Gli avversari, soprattutto dopo metà gioco, sono poco vari e una volta imparata la tecnica migliore per ciascuno si prosegue abbastanza tranquilli.<br />
Le sezioni <em>platform</em>, che pensavo avrei odiato con tutte le forze, sono state divertenti diversivi. E completare alcune serie di salti sfruttando catene abissali, ali demoniache e ammenicoli magici (compreso il guanto rubato al protagonista di <em>Portal</em>) dà parecchia soddisfazione.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ArHzEGeiMbg" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p><strong>Le vere pecche del gioco sono poche.</strong></p>
<p>1) la poca mobilità di Guerra, Cavaliere dell&#8217;Apocalisse, portatore di armi incantate dall&#8217;altissimo potere distruttivo, che non può saltare oltre a certi muretti e per arrampicarsi deve scegliere il sentiero indicato dagli sviluppatori. Allo stesso modo i combat sono frenetici per quanto semplificati dall&#8217;assenza di combo particolari che permettano di sfruttare appieno la supposta potenza di fuoco del personaggio.</p>
<p>2) la curva di esaltazione regalata dal gioco. C&#8217;è una parte iniziale in cui ci si trova a indicare con un sonoro &#8220;uè che figata&#8221; il comparire di creature enormi, la distruzione di un intero mondo, il massacro di orde di demoni, seguita da una fase di 5/6 ore di gioco più lento e noioso, nel quale sembra di procedere molto poco, in quanto a storia e potenziamento del personaggio.<br />
Superata questa parte il ritmo torna ad accelerare, i nuovi power up si rivelano azzeccatissimi (il destriero di Guerra, Rovina, regala scontri inattesi e divertenti) e si corre diretti verso la sfida finale, magari con una capatina a posti già visitati per raccogliere vari oggetti collezionabili.</p>
<p>3) la quasi totale assenza di uno score musicale degno di nome. A parte qualche effetto occasionale, non c&#8217;è colonna sonora durante i combattimenti o le <em>cut scene</em> (graficamente ben realizzate, soprattutto la drammatica introduzione).</p>
<p>4) il boss finale. <strong>[spoiler?]</strong> Dopo ragni giganti (e dove non ci sono? pure in un certo libro game&#8230;), vermi delle sabbie (no, <em>niente Spezia</em>), enormi demoni antropomorfi&#8230; il boss finale è un drago. Per un attimo ho pensato di aver caricato il blue ray di Reckoning. Un altro drago. Okay che demoni, ali, corna&#8211;. sempre lì siamo. Però la sensazione che al reparto creativi si fosse un po&#8217; in stanca in quanto a design di boss è forte. Soprattutto quando un drago enorme chiamato il Distruttore cammina per l&#8217;area di gioco come un gatto e si ricorda di usare le ali solo per dei salti con relativa scossa sismica (attacco piuttosto comune ai vari boss di Darksiders) <strong>[/spoiler]</strong><br />
Nel mio caso, giunto fin lì seguendo una guida per rintracciare i potenziamenti cool (chi non vorrebbe indossare l&#8217;<em>Abyssal Armor</em> una volta nella vita?) non ce voluto molto per avere la meglio sul rettile e sulla sua controparte angelica.</p>
<p><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/AbyssalArmor.jpg" rel="lightbox[186]" title="Darksiders: l'ira di Guerra"><img class="aligncenter size-full wp-image-188" alt="AbyssalArmor" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/AbyssalArmor.jpg" width="500" /></a></p>
<p>E ora c&#8217;è il seguito, che in realtà non è un sequel né un prequel, ambientato durante la prigionia di Guerra, e che sembra non abbia i pregi dell&#8217;originale.<br />
Ma ho da mettere la parola fine a <em>Uncharted 3</em>, <em>Bioshock 2</em> provare qualche partita tra amici a <em>Soul Calibur V</em> e ci sarebbe l&#8217;espansione di <em>Trine 2</em>, con tutto il suo carico di orchi, maghi e <s>hobbit</s> goblin.<br />
Ma quella è un&#8217;altra storia.</p>
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		<title>Dalla carne</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 21:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[300 parole per un incubo]]></category>
		<category><![CDATA[Arthur Williams]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Musolino]]></category>
		<category><![CDATA[racconti horror]]></category>
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		<description><![CDATA[Era da un bel po&#8217; che non postavo un racconto, e approfitto di questa piccola creazione horror, nata grazie al concorso di scheletri.com, 300 parole per un incubo, e al sempre grandissimo Luigi Musolino che mi ci ha tirato dentro. Con l&#8217;abile e barbuto autore abbiamo scritto come si suol dire &#8220;a quattro mani&#8221;, questo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span class="capolettera">E</span>ra da un bel po&#8217; che non postavo un racconto, e approfitto di questa piccola creazione horror, nata grazie al concorso di scheletri.com, <a href="http://www.scheletri.com/" target="_blank">300 parole per un incubo</a>, e al sempre grandissimo <strong>Luigi Musolino</strong> che mi ci ha tirato dentro. Con l&#8217;abile e barbuto autore abbiamo scritto come si suol dire &#8220;a quattro mani&#8221;, questo <em>Dalla carne</em>. Ci siamo ispirati al racconto <em>Dal momento che sono un assassino</em> di Arthur Williams, letto eoni or sono nella raccolta <em>25 racconti del terrore vietati alla tv</em> (cioè dico ma non è una figata di titolone?!) ripubblicata in varie versione e che consiglio a tutti di leggere, contenitore nel quale si nascondono preziosi come <em>Lukundoo </em>di Edward Lucas White e <em>The Voice in the Night</em> di William Hope Hodgson.<br />
<span id="more-89"></span><br />
Da quanto ho visto in rete sembra che poi un episodio del suo show, ispirato a questo racconto, <a href="http://www.bbc.co.uk/programmes/b00tr6np" target="_blank">glielo fecero fare anche se postumo</a>. Proverò a procurarmelo ma nel frattempo poco importa, riesumato l&#8217;assassino reo confesso l&#8217;abbiamo calato in una storia parzialmente simile all&#8217;originale, dalla quale però ne esce molto meno bene.</p>
<p>300 parole sono poche, per riuscire a evocare un incubo, ma al concorso ci siamo pure piazzati bene anche se abbiamo visto sfuggire la vittoria e il relativo viaggio in Transilvania dove ci saremmo spaccati di birra e vampire, sarà per la prossima volta.</p>
<p>Vi lascio al racconto altrimenti è più lunga l&#8217;intro della storia&#8230;</p>
<p><em>Buona lettura.</em></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Dalla carne</strong></h2>
<p style="text-align: center;">di Luigi Musolino e Matteo Poropat</p>
<p><strong>Il rumore delle ossa sotto la macina per granaglie.<br />
Riesco ancora a sentirlo. Quanto tempo è passato? Un anno?</strong></p>
<p><strong>Nessuno avrebbe dovuto sapere. Tra trent’anni, forse, colto dal rimorso o smanioso di condividere il mio piano perfetto, avrei confessato.</strong><br />
<strong> Magari al maresciallo Bandelli – quel cane che sbavava dietro mia moglie da sempre – snocciolando dettagli su com’era stato soffocarla nel sonno e trascinarne il corpo magro giù al mulino. Il suono della macina che divorava quella vita dedita ad ammorbare da troppo tempo la mia. Il mangime per maiali che si colorava di rosso.</strong><br />
<strong> Mi sarei soffermato sulle abitudini disgustose di Aja, a giustificare il mio gesto. La sua passione per i luoghi abbandonati della nostra Val Pellice, le notti in cantina, dalla quale si levavano miasmi malsani e un terrificante salmodiare. L’odio che mi scaricava addosso, additandomi come “l&#8217;inutile contadino che l’aveva ingannata”.</strong></p>
<p><strong>Ieri sera, la cena. Organizzata per stare con gli amici che non avevano mai visto di buon occhio la straniera, riportata in Italia dalla guerra in Africa. Gli stessi che, come buona parte del paese, si toccavano o facevano le corna contro il malocchio quando la scorgevano arrancare con quella sua andatura zoppicante per i vicoli umidi.</strong><br />
<strong> Un’ordalia di carne alla brace. Tagli freschi e sugosi ottenuti macellando i miei maiali, quelli nutriti col prelibato mangime prodotto al mulino.</strong><br />
<strong> Brindammo con gioia alla misteriosa scomparsa di Aja.</strong><br />
<strong> Quando la combriccola si accomiatò, satolla e ubriaca, pensai che si sarebbero ricordati a lungo di quella cena.</strong></p>
<p><strong>Solo io, invece, ricordo il silenzio dell&#8217;alba seguente. Il doloroso istante in cui le grida lo frantumarono, squassando il paese.</strong><br />
<strong> Biascicanti, urlanti, vendicativi figli della strega, rinati vomitando quella carne, infetta della sua carne.</strong><br />
<strong> Portano il suo odio.</strong><br />
<strong> Salgono la collina, circondano la casa.</strong><br />
<strong> Unghie spezzate alla porta.</strong><br />
<strong> Arrivano.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questa. E&#8217;. Lucca!</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 08:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[comics]]></category>
		<category><![CDATA[Due minuti a mezzanotte]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Hellboy]]></category>
		<category><![CDATA[I giochi di Cthulhu]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca Comics And Games]]></category>
		<category><![CDATA[Sine Requie]]></category>
		<category><![CDATA[Wild Boar]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì, siamo tornati. E ne scrivo ora perché da domani l&#8217;immersione nel real world sarà totale e annichilente quindi mi restano poche ore per raccontare com&#8217;è andata. E ho già speso tempo ad aggiornare il sito di Cthulhu e il sito segreto del quale vi racconterò tra qualche settimana. Passiamo quindi a questo weekend toscano che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sì, siamo tornati</em>. E ne scrivo ora perché da domani l&#8217;immersione nel real world sarà totale e annichilente quindi mi restano poche ore per raccontare com&#8217;è andata. E ho già speso tempo ad aggiornare il sito di <a href="http://giochicthulhu.blogspot.it/p/il-libro.html" target="_blank">Cthulhu</a> e il sito segreto del quale vi racconterò tra qualche settimana. Passiamo quindi a questo weekend toscano che è andato a dir poco benissimo.<br />
<span id="more-178"></span><br />
C&#8217;è stata <strong>Lucca</strong>, che si è mostrata inondata da piogge torrenziali e riscaldata da un bel sole autunnale, perennemente percorsa da migliaia di cosplayer (perché a Lucca siamo tutti cosplayer in un modo o nell&#8217;altro) e dicono cose tipo 100.000 presenze nei primi due giorni.<br />
Inutile parlare di file, sbraitare per i posteggi introvabili o elencare le difficoltà a reperire generi di conforto.<br />
Inutile lamentarsi.</p>
<div id="attachment_179" class="wp-caption aligncenter" style="width: 452px"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/questa-e-lucca.jpg" rel="lightbox[178]" title="Questa. E'. Lucca!"><img class="size-full wp-image-179" alt="Questa è Lucca!" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/questa-e-lucca.jpg" width="442" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">Questa è Lucca!</p></div>
<p>E lo dico sinceramente soddisfatto, delle solite &#8220;piccole&#8221; cose. Di aver incontrato amici, tra i tanti il buon <strong>Davide </strong>e la bravissima <strong>Simona</strong>, copertinista il primo, editor la seconda, <a href="http://giochicthulhu.blogspot.it/p/il-libro.html" target="_blank">ovviamente del saggio cthuloide</a>. Quindi <strong>Massimo</strong>, il primo unico vero ufficiale <strong>cosplayer di Stakanov</strong>.<br />
E se non sapete cos&#8217;è correte a leggere <a href="http://2minutiamezzanotte.blogspot.it/" target="_blank">2 Minuti a mezzanotte</a> e poi tornate, da bravi.</p>
<p>Immancabili i signori del <em>Sine Requie</em>, <strong>Leonardo </strong>e <strong>Matteo</strong>, e <strong>Mr. Petrillo</strong>, che come alcuni degli altri si è gustato <em>il dolce di Cthulhu</em> preparato appositamente per l&#8217;occasione, ma anche <strong>Andrea</strong> di <em>Hypnos Edizioni</em> col quale si è discusso di libri <em>ueird</em> e progetti a venire e molti nuovi autori coi quali mi è piaciuto &#8220;perder tempo&#8221; a sentire le loro storie.</p>
<div id="attachment_180" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/espositore-lucca.jpg" rel="lightbox[178]" title="Questa. E'. Lucca!"><img class="size-full wp-image-180" alt="Espositore. Prima. Ciack!" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/espositore-lucca.jpg" width="500" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">Espositore. Prima. Ciack!</p></div>
<p>Una delle migliori &#8220;lucche&#8221; di sempre, nonostante le difficoltà di spostamento, la pioggia che ha imperversato il primo e l&#8217;ultimo giorno, a livelli biblici, le persone che uscivano dalle fott##e pareti di ogni cavolo di angolo, che anche se vai a chilometri dal games trovi gente in costume a ogni ora del giorno e della notte. Ma che posso dirvi, mangiare si mangiava, i bagni chimici sono in numero spropositato e pure decenti, vista la quantità di giovini consumatori di junk food pseudo giappo presenti nei paraggi, posteggio si trovava &#8211; a meno di non arrivare a mezzogiorno &#8211; e lo spaccetto dietro la stazione aveva finito il pane ma santo Cthulhu una riserva di salumi toscani roba da sopravvivere all&#8217;apocalisse (ma non al colesterolo probabilmente) e un ottimo san giovese col quale allo stand Wild Boar&#8230;</p>
<p><em>Dicevamo</em>.</p>
<div id="attachment_181" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/IMG_7304.jpg" rel="lightbox[178]" title="Questa. E'. Lucca!"><img class="size-full wp-image-181" alt="Il dolce di Cthulhu" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/IMG_7304.jpg" width="500" /></a><p class="wp-caption-text">Il dolce di Cthulhu</p></div>
<p>Ah questo sopra <strong>è lo strudel di Cthulhu</strong> che detto così sembra un pessimo titolo porno horror, ma è il dolce che ho preparato la mattina prima di partire, per mantenere la promessa fatta a Luca. Dolce che &#8211; fatemelo dire &#8211; ha avuto un successo che nemmeno tutti i miei eBook messi assieme&#8230; Già, lo so, meno saggi lovecraftiani e più dolci, è uno dei proposito per il 2013. A breve ne saprete di più (e no, <em>non sto scherzando</em>&#8230;).</p>
<p><em>Dicevamo</em>.</p>
<p>Un saluto va a <strong>Luca Volpino</strong> di<strong> WildBoar</strong>, che ha retto alle bordate in quattro lunghissimi giorni di fiera (e che con gli amici allo stand vicino ha custodito la mia reflex che avevo dimenticato, stendiamo un velo pietoso su quell&#8217;ora di agonia e disperazione &#8211; grazie Simona! &#8211; pensando di averla persa!). Ma di WildBoar e dei giochi di Cthulhu vi parlerò a tempo e in luogo debito. Parliamo di altro ora.</p>
<p>Come a ogni Lucca che si rispetti si è speso, che altrimenti cosa ci si va a fare?</p>
<p><strong>Anime e Sangue di Matteo &#8220;Curte&#8221; Cortini</strong>, il suo nuovo lavoro, niente horror ma una sorta di magico, fantastico, complesso e affascinante mondo, tutto da esplorare. Sinceramente non vedo l&#8217;ora di iniziare a leggerlo poi magari è pure veramente figo come sembra e dovrò fare i complimenti al Curte (che si è pappato metà dello strudel suddetto, confessiamolo!). Il ciondolo non l&#8217;ho comprato ma le chiacchierate lampo con Matteo sono sempre di quelle che ti rimangono impresse.</p>
<p><strong>Sine Requie &#8211; Il regno di Osiride</strong>. E questa è casualità, forse, ma sapete che il mio Super di <em>Due minuti a mezzanotte</em> viene proprio dall&#8217;egitto, con la sua donna divora teleforce, etc etc&#8230; sommate questo alle qualità solite dei prodotti del Sine, dei quali abbiamo già parlato in passato (<a href="http://matteoporopat.com/?p=1622" target="_blank">qui</a> e <a href="http://matteoporopat.com/?p=1619" target="_blank">qui</a>) e otterrete l&#8217;ennesimo bel lavoro dei due toscanacci. Nonostante la febbre devastante del Leo che a solo sfiorarlo ti ustionavi, e le corse del Curte tra gli stand tra i quali si divideva (Asterion e Raven) sono riuscito a farmi autografare con tanto di disegno originale il volume che già da solo valeva la gita a Lucca.</p>
<p><strong>Hellboy </strong><strong>#12</strong>, <strong>B.P.R.D. #13</strong>, <strong>#14</strong>, <strong>#15</strong> e finalmente <strong>B.P.R.D. Inferno sulla terra #1</strong>. Una scorpacciata di miti, leggende, mostruosità lovecraftiane, guerre infernali, antiche divinità e scienza pulp e weird. Ho da leggere per molto, molto tempo. Il divario con la produzione americana è sempre elevato (sbaglio o c&#8217;è un Lobster #2 che da noi non si è ancora visto?) ma ormai sono affezionato alle uscite Magic Press. Ho scoperto &#8211; ARGH! &#8211; al ritorno che mi mancava anche Hellboy #11, dovrà rimediare. Intanto il #12 è&#8230; beh è il 12, la tempesta e la furia, è proprio QUEL albo, del quale non posso parlarvi senza spoilerare l&#8217;Evento.</p>
<p><strong>Hellblazer &#8211; Il trench del diavolo</strong>. Con un titolo così era impossibile non comprarlo. Inoltre non ho mai letto nulla di Constantine e ne ero incuriosito da un bel po&#8217;. Non so se questo era l&#8217;albo adatto per incominciare, ve lo saprò dire.</p>
<p><strong>Una riproduzione dei &#8220;mostri&#8221; che circondano il paese nel film The Village</strong>, realizzato da <a href="https://www.facebook.com/lalbero.nero" target="_blank">L&#8217;Albero Nero Produzioni</a>, nome dietro il quale si nascondono Mirko ed Elisa Benedetti, bravissimi nel ricreare queste deformi versioni dei mostri moderni e antichi. Visitate la pagina facebook e vedete se in giro trovate qualcosa che vi piace.</p>
<p><strong>Una stampa del grande Milo Manara</strong>, per la quale ho fatto una certa fila per l&#8217;autografo a fine giornata, di straforo. Niente di troppo esplicito, la bellissima Miele di schiena, come una Venere che torni alle acque.</p>
<p><strong>Locke and Key benvenuti a Lovecraft</strong>, di Joe Hill e Gabriel Rodriguez. Ne ho sentito tanto parlare che ho dovuto prenderlo, e con quel nome nel titolo, non c&#8217;era speranza.</p>
<p><strong>Ciacio al Polo</strong> e<strong> Ciacio e il mare</strong> di Sarah Khoury, libri illustrati per il figlio che non avrò mai e che non lo sa ma è solo il parto di un&#8217;idea sognata e ha già bella roba da leggere. Acquistati mentre aspettavo uno sketch caldo caldo da uno dei fumettisti di Italian Job Studio, <strong>Riccardo Burchielli</strong> (<em>John Doe</em>, <em>DMZ</em>, <em>Vertigo</em>,&#8230;) che tra una fetta di salame e qualche saluto è riuscito nell&#8217;intento. Lo sketch è bello e i due libri sono di una fantastica dolcezza da aprire in due i polmoni. Entrambi ottimi acquisti.</p>
<p>E direi che è tutto, a parte regalini per famigliari (che mi tengono la gatta quando vado via, grandissimi!) e amici, quest&#8217;anno mi sono parecchio trattenuto. Rimane comunque una delle migliori fiere alle quali sono stato, e fumetti e libri non possono competere con l&#8217;incontrarsi e scambiarsi dediche e portarsi a casa un ricordo originale e unico di quell&#8217;esperienza.</p>
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