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	<description>vagando per le rovine di un blog</description>
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		<title>Felice asciugamano a tutti</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 06:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Douglas Adams]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo messaggio di speranza viene trasmesso a blog unificati. Avete un&#8217;ultima risorsa per lasciare questa palla di fango e viaggiare davvero. Pollice alzato e asciugamano pronto. Che si fotta il resto di questo mondo e via, oltre la galassia lontana lontana e oltre ancora, dove non riusciranno a trovarci. Io, nel caso, sono pronto. Ovviamente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questo messaggio di speranza viene trasmesso <a href="http://shaman74.wordpress.com/2013/05/25/happy-towel-to-everyone/" target="_blank">a blog unificati</a>.<br />
Avete un&#8217;ultima risorsa per lasciare questa palla di fango e viaggiare davvero.<br />
Pollice alzato e asciugamano pronto.<br />
Che si fotta il resto di questo mondo e via, oltre la galassia lontana lontana e oltre ancora, dove non riusciranno a trovarci.<br />
Io, nel caso, sono pronto.<br />
Ovviamente il gatto viene con me e ha il suo. Di asciugamano.</p>
<p><img src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/05/20120728_083110-768x1024.jpg" alt="20120728_083110" width="500" class="aligncenter size-large wp-image-345" /></p>
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		<title>Darkness on the Edge of Town di Brian Keene</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 06:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni non richieste]]></category>
		<category><![CDATA[Brian Keene]]></category>
		<category><![CDATA[eBook]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Shub Niggurath]]></category>

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		<description><![CDATA[“Nah. We’re animals, Robbie. Always have been. Always will be. If dolphins had opposable thumbs, they’d replace us as the dominant species in a heartbeat.” Ma quant&#8217;è che non recensisco qualcosa? Secoli sembrano, speriamo sia come con la bici che non ci si dimentica come si fa&#8230; Tenebra, disperazione e morte, okay, ma anche quel [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>“Nah. We’re animals, Robbie. Always have been. Always will be.</em><br />
<em> If dolphins had opposable thumbs, they’d replace us as the dominant species in a heartbeat.”</em></p>
<p>Ma quant&#8217;è che non recensisco qualcosa? Secoli sembrano, speriamo sia come con la bici che non ci si dimentica come si fa&#8230; Tenebra, disperazione e morte, okay, ma anche quel tocco di paranormale cosmico e parecchi personaggi alcuni perfino ironici. Tutto in questo libriccino che avevo trovato cartaceo per pochi euri sul solito ebay e invece poi è successo che mi son fatto regalare da Amazon nel formato eBook, per non so che occasione.</p>
<p><span id="more-317"></span><br />
<a href="http://www.amazon.it/gp/product/B0050JBMD0/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&#038;camp=3370&#038;creative=24114&#038;creativeASIN=B0050JBMD0&#038;linkCode=as2&#038;tag=mattporo-21"><img class="alignright size-medium wp-image-339" alt="darkness brian keene" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/05/darkness-brian-keene-186x300.jpg" width="186" height="300" /></a>Leggere in inglese Keene è stato più semplice di quanto pensassi ma il buon Kindle, fedele compagno di letture, si è rivelato importantissimo, col dizionario sempre pronto. Se continuo a preferire il libro cartaceo, per imprese che superano certe lunghezze, quando mi avventuro tra i testi in lingua originale non c&#8217;è paragone. Con i primi che ho affrontato quest&#8217;anno, <em>Red Nails</em> e <em>Queen of the Black Coast</em>, due testi di R.E. Howard, è stato addirittura fondamentale per non farmi sprofondare in un mare di termini ignoti. E dovendo consigliare direi che a chi ama il genere questo autore è consigliatissimo, la prosa semplice, i termini alla portata di chiunque, permettono di affrontare il romanzo in inglese senza eccessive difficoltà.</p>
<p>*** qua mi son visto il trailer dell&#8217;<a href="http://www.matteoporopat.com/opinioni-non-richieste/la-fine-di-dexter/">ottava stagione di Dexter</a>&#8230; fine dell&#8217;interruzione ***</p>
<p>Torniamo alla tenebra di <strong>Brian Keene</strong>, che i più ferrati in materia conosceranno, e molti sapranno anche che pur essendo amato nel resto del mondo e avendo vinto numerosi premi, noi italiani non lo traduciamo. A parte la gang di Edizioni XII, che ha regalato al pubblico quell&#8217;apocalittico volume de <em>I Vermi Conquistatori</em>, nessuno sembra altrettanto coraggioso.</p>
<p>La trama, in breve: <em>Una mattina gli abitanti di Walden, Virginia, si svegliano e scoprono che il resto del mondo sembra essere semplicemente&#8230; sparito.<br />
Ora ciò circonda la loro città è un muro di oscurità color inchiostro, che ha precipitato Walden in una sorta di notte perenne. Nulla può entrare – non luce, non la gente, ma nemmeno l’elettricità, i segnali radio, TV, internet, il cibo o l’acqua. Ma non è tutto: niente e nessuno può uscire. Nessuno di chi ha osato penetrare la barriera misteriosa è più tornato indietro. Le loro urla sono tutto ciò hanno lasciato dietro di sé.<br />
Ma per alcuni il buio non è il peggiore dei loro timori. Impazzire per la sete, la fame, e a causa della notte perpetua: questo è il rischio principale che corrono gli abitanti di Walden. Gli ultimi, pochi prigionieri sani di questa piccola città devono prepararsi al peggio.</em></p>
<p>Con questo libro, scritto nel 2008, Keene continua il suo percorso sul tema dell&#8217;apocalisse, che si diramar negli altri romanzi, legati tra loro da pochi elementi, in una riscrittura oscura e fantastica del nostro universo. In questo caso, dopo le creature vermiformi e acquatiche (e i riferimenti al Grande Antico più noto, <em>Cthulhu</em>) tocca a un avversario più complesso e meno &#8220;organico&#8221; (ma non manca il legame con la mitologia lovecraftiana, qui rappresentata dalla citazione a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Shub-Niggurath" target="_blank">Shub-Niggurath</a>).</p>
<p><iframe style="float: left; margin-right: 10px; width: 120px; height: 240px;" src="http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=mattporo-21&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=ss_til&amp;asins=193638356X" height="240" width="320" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=mattporo-21&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=ss_til&amp;asins=8895733304" height="240" width="320" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>Oltre alle vaghe citazioni di divinità dei Miti, non si possono non citare le atmosfere decisamente kinghiane. Dall&#8217;idea di una comunità bloccata in uno spazio ristretto (<em>The Dome</em>) ma soprattutto dalle visioni mostruose e nichiliste di <em>The Mist</em>. Anche qui c&#8217;è &#8220;qualcosa&#8221; che avvolge luoghi e persone e in questo qualcosa si annida un male sconosciuto e letale. E il legame con <em>The Mist</em> si fa più forte mano a mano che ci si avvicina alla fine, con una conclusione (parlo del racconto, non del film, peraltro molto bello, che ne è stato tratto) che si muove su binari paralleli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>&#8220;&#8230;what happened at the pet store shot it in the head six times</em><br />
<em>and then raped its bleeding corpse.&#8221;</em></p>
<p>Questo, come altri romanzi del genere apocalittico, mi spingono sempre a interrogarmi sui tempi, sull&#8217;effettiva resistenza dell&#8217;essere umano a atmosfere del genere. Quanti giorni ci vogliono prima che, in totale assenza di controllo e in una situazione di pericolo, i primi individui inizino a cedere agli impulsi che celavano sotto una maschera di normalità nella vita quotidiana? Pochissimo (e la cronaca di quello che succede durante i disastri naturali appoggia completamente queste teorie). Nel romanzo lo stesso protagonista si interroga sul fatto che sia stata la tenebra a trasformare le persone o, piuttosto, a liberare una parte di esse, tenuta completamente nascosta. L&#8217;analisi, attraverso gli occhi del protagonista, delle innumerevoli reazioni dei cittadini, delle loro trasformazioni interiori ed esteriori, è uno tra gli aspetti più interessanti del romanzo.</p>
<p>La discesa allo stato &#8220;selvaggio&#8221; dei cittadini di Walden richiama ancora molto di già letto, e ancora il paragone con <em>The Mist</em> è naturale, con il formarsi del gruppo, attorno al protagonista, di chi ancora spera nell&#8217;ordine naturale delle cose e chi invece torna a voler risolvere i problemi con gli antichi metodi (che sia un infante sgozzato o un uomo dato alle fiamme poco conta, almeno per &#8220;gli dei&#8221;).</p>
<p>I personaggi si muovono in questo contesto in modo naturale e riescono a far persino sorridere (per quanto lo slang di T e compagni era a tratti impossibile da capire) e il lungo discorso illuminante, se mi si concede il gioco di parole, con Dez riesce a essere una sorta di infodump mistico affascinante e ben realizzato.</p>
<p>Ultima nota aggiunta in extremis, come I Vermi anche questo è un racconto che si srotola partendo dalla fine, nella tradizione di molti racconti horror in cui il protagonista è a un passo dal compiere un &#8220;gesto finale&#8221; (omicidio, suicidio, fuga,&#8230;) e si prende il tempo che ha per raccontare cosa lo ha portato a quel punto. Per le solite ossessioni personali il primo incipit del genere che mi viene in mente è quel &#8220;I am the last . . . I will tell the audient void&#8221; tratto da <em><a href="http://en.wikisource.org/wiki/Nyarlathotep" target="_blank">Nyarlathotep</a></em>.</p>
<p>E ci sono visioni, tentacoli di tenebra e un bel po&#8217; di urban fantasy. Insomma, raccomandato senza dubbi.</p>
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		<title>La fine di Dexter</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 20:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stavo scrivendo la rece di Darkness on the edge of town di Keene (e lancio qualche occhiata al buon killer di Deathproof che ora tocca al pezzo con Jungle Julia&#8230;) quando mi è comparsa la mail di youtube, che in genere finisce subito nello spam. Ma stavolta c&#8217;era qualcosa di interessante così ho interrotto per [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stavo scrivendo la rece di <em>Darkness on the edge of town</em> di Keene (e lancio qualche occhiata al buon killer di <em>Deathproof</em> che ora tocca <a href="http://img3.imagebanana.com/img/6n6b31ol/jungle.gif" target="_blank">al pezzo con Jungle Julia</a>&#8230;) quando mi è comparsa la mail di youtube, che in genere finisce subito nello spam. Ma stavolta c&#8217;era qualcosa di interessante così ho interrotto per un post rapido rapido, di quelli sulle serie tv che nella vecchia incarnazione del sito avevano pure una loro categoria.<br />
<span id="more-328"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img alt="dexter ottava stagione" src="http://www.telefilmaddicted.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/Dexter-Season-8_1358878027.png" width="90%" /></p>
<p>Comunque si diceva <em>Dexter</em>, che magari recupero pure le recensioni degli unici due romanzi della serie di Jeff Lindsay che son riuscito a digerire. <em>Dexter </em>che è partito alla grande, personaggio e atmosfere. Che se guardi la prima serie e la settima ti sembrano proprio due film diversi, roba che han girato <a href="http://www.matteoporopat.com/opinioni-non-richieste/fringe-dove-finiscono-gli-universi/">uno nell&#8217;universo blu e uno in quello rosso</a>. Un serial che ha retto bene per tre serie dai, fino a quella scena lì che ci son rimasti tutti malissimo (pure perché lei insomma era un bel vedere meglio delle squinzie che han affiancato successivamente al serial killer).</p>
<p>E dopo che lo han scoperto praticamente tutti, quello che fa la notte coi sacchi della spazzatura (insomma qualcuno si sarà insospettito eh che andava a buttarla sempre via con la barca?), dopo il tentativo di discesa nella libido incestuosa, per fortuna frenata in tempo, siamo rimasti con una LaGuerta di meno (ed era anche ora) e un&#8217;ultima serie da raccontare.</p>
<p>Che alla fine aspetto comunque con una certa voglia di vederla, un po&#8217; perché a lui è andata bene, non come al povero collega Andy &#8220;Spartacus&#8221; Whitfield, e già prima mi stava simpatico, un po&#8217; perché sembra che almeno vogliano chiudere senza l&#8217;ennesima inutile presenza femminile (mio dio <a href="https://www.google.it/search?q=yvonne+strahovski&amp;source=lnms&amp;tbm=isch&amp;sa=X&amp;ei=byWdUZu3PM7APIj0gJAL&amp;ved=0CAoQ_AUoAQ&amp;biw=1680&amp;bih=935#imgrc=wSXAzj3ZdX9ITM%3A%3BRAY4OSZjpCf_eM%3Bhttp%253A%252F%252F3.bp.blogspot.com%252F-XXky66Y-i5E%252FTwnYBk3pgkI%252FAAAAAAAAF7A%252FTGSu8tLAR98%252Fs1600%252FYvonne_Strahovski_2.jpg%3Bhttp%253A%252F%252Ffatbuddhastore.blogspot.com%252F2012%252F01%252Fhottie-of-week.html%3B827%3B1277" target="_blank">Yvonne Strahovski</a> gran pezzo di figliola eh ma recitava con la scioltezza di un tronco secolare).</p>
<p>E magari chiudono anche bene, non ci sarà quell&#8217;atmosfera da tequila e sangue, la colonna sonora l&#8217;hanno ammazzata stagioni fa, ma qualcosa ancora si può fare e scommettere sul finale del finale, su chi sarà ucciso alla fine.</p>
<p>Io torno a recensire, vi lascio col trailer&#8230;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/6ckzE5vT0wc" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Interludio (The Secret of Lucas Arts)</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 07:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Disney]]></category>
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		<description><![CDATA[Breve post ché è domenica mattina, sto ancora sorseggiando una tisana preparata con la nuova teiera inglese ricevuta in regalo proprio ieri e alterno la lettura di un bel libro sull&#8217;andare in bici a qualche aggiornamento sul web. Giorno di riposo, a metà almeno, nel quale riesco a tirare un po&#8217; le fila delle ultime [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Breve post ché è domenica mattina, sto ancora sorseggiando una tisana preparata con la nuova teiera inglese ricevuta in regalo proprio ieri e alterno la lettura di <a href="http://giringirocreek.blogspot.it/2013/05/lo-zen-e-la-bicicletta.html" target="_blank">un bel libro sull&#8217;andare in bici</a> a qualche aggiornamento sul web.<br />
Giorno di riposo, a metà almeno, nel quale riesco a tirare un po&#8217; le fila delle ultime settimane, dedicate alla ripresa (1) &#8211; finalmente &#8211; dello sviluppo di un certo motore software Java per la gestione di testi meta narrativi, per la creazione di Libri Game digitali, e alla ripresa (2) dei play test di un gioco di carte scritto troppi anni fa e che vorrei proporre entro breve a un editore.<br />
<span id="more-290"></span><br />
Ma il post non è qua per parlarvi di ciò, ma come passatempo domenicale, dedicato soprattutto a chi ha amato i giochi LucasArts e non ha preso bene (con più o meno ironia) il suo smantellamento da parte della Disney, fatto di qualche settimana fa. Sulla rete sono esplose ogni tipo di reazioni da parte dei fan, tra i quali i più saggi si sono resi conto che la LA ormai non produceva nulla per il quale valesse la pena mantenerla in vita.</p>
<p>Tra questi però ho scoperto un filmato simpatico, <strong>The Secret of LucasArts</strong>, con un finale&#8230; inaspettato.</p>
<p><em>Buona visione e buona domenica!</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/FtHMkPmmeLA" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alla ricerca del tempo (ditigale) perduto</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 12:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno di quei post estemporanei, se avessi una continuità da blogger. Una di quelle giornate campali che aspettavi da mesi se non anni e finalmente arrivano. E ti butti lì dove si cela l&#8217;impensabile, un luogo perso nella &#8220;zona industriale&#8221; e che per te, con tutto quello che ci hai stivato, ricorda il luogo segreto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uno di quei post estemporanei, se avessi una continuità da blogger. Una di quelle giornate campali che aspettavi da mesi se non anni e finalmente arrivano. E ti butti lì dove si cela l&#8217;impensabile, un luogo perso nella &#8220;zona industriale&#8221; e che per te, con tutto quello che ci hai stivato, ricorda il luogo segreto dove viene nascosta l&#8217;arca dell&#8217;alleanza alla fine del primo indimenticabile Indy. E dire che è solo un magazzino di una trentina di metri quadrati, eppure si vedono cose che voi umani&#8230;</p>
<p><span id="more-198"></span>Come dicevo su fb ad <a href="http://alessandrogirola.me/" target="_blank">Alex</a>, dei miei giochi originali, acquistati dall&#8217;età di &#8211; boh buttiamola &#8211; 10 anni, considerando che uso un computer dai 7, sono pochi quelli sopravvissuti ai miei undici traslochi. Tra alluvioni di cantine, interventi genitoriali non richiesti di pulizia ed eliminazione &#8220;cose vecchie e inutili&#8221; e scatoloni rovinati/dimenticati/persi, me ne rimangono una decina, la maggior parte dell&#8217;epica C=64. Perché poi di salvare giochi per la PS2 o PS3 non me ne frega nulla, a parte che rivendendoli qualche soldino me lo faccio, ma scatole tutte uguali, plastica, nessun manuale degno di tale nome. Che te li tieni a fare?</p>
<p>Insomma son lì che dopo un anno circa dall&#8217;ultimo Grande Evento (che stavolta non mi son spostato io ma lei e comunque alla fine ho traslocato io e insomma meglio se lasciamo stare&#8230;) risistemo con calma tutti gli scaffali. L&#8217;intento è, ora che i libri son finalmente a casa, ordinare i fumetti, affiancare i 245 <em>Nathan Never</em> che insomma li ho comprati da quando avevo&#8230; meno anni e non li ho mai visti tutti assieme. Riunire gli <em>Spawn</em>, gli albi di <em>Witchblade</em>, <em>Fathom</em> (eh, il bravo e compianto Michael Turner<em>)</em>, <em>Rat Man</em>, <em>Hellboy</em>, <em>Sandman</em> e altri sparsi tipo i <em>Conan</em> della Corno o Marvel pescati qui e lì in stazione quando il treno era in ritardo.</p>
<p>Poi c&#8217;è la zona giochi, con scatole dimenticate comprate a Lucca Comics quando la Nexus stava fallendo, roba che non è mai nemmeno stata aperta e spero sempre un giorno diventi rarissima di quelle che se le hai intonse te le vendi per centinaia di euro. Non succede, per ora, ma ci spero sempre. E a fianco, tra alcune espansioni vuote di Carcassonne, i Munchkin in inglese e la valigia delle miniature e dei colori, i videogame &#8220;vintage&#8221;.</p>
<p>Così ci scatto qualche foto, per condividerle su fb e millemila social dove so che gli altri amicinerd sono in agguato. Poi apro le scatole e scivolo dentro un mondo dimenticato. Ci sono <strong>manuali</strong> praticamente monocromatici, immagini a 8bit di mostri, elenchi di incantesimi. <strong>Ci sono code-wheel</strong>. Chi ha giocato non può dimenticarle, andavano alla grande in quegli anni, quasi ogni gioco ne aveva una. E tu invece avevi il gioco pirata e se ti andava bene questo ti chiedeva il codice subito tu non ce l&#8217;avevi e allora via a cercare di scopiazzarti la code-wheel dall&#8217;amico ricco che ci aveva sempre i giochi originali. Altrimenti erano quelle bastarde, che andavi avanti sconfiggevi il boss stavi sul portale pronto per e ZAC! per proseguire inserire il codice. E giù la versione giovanile dei bestemmioni.</p>
<p><strong>Nota per i titoli citati</strong>: molti di questi ora sono abandongame quindi liberamente scaricabili e giocabili un po&#8217; dappertutto. Vi basta la versione più recente di <a href="http://www.dosbox.com/" target="_blank"><strong>DosBox</strong> </a>e un PC o uno smartphone (anche se lì i controlli potrebbero risultare difficoltosi).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/eye-of-the-beholder.jpg" rel="lightbox[198]" title="Eye of the Beholder"><img class="size-full wp-image-199 aligncenter" title="Eye of the Beholder" alt="Eye of the Beholder" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/eye-of-the-beholder.jpg" width="500" height="500" /></a></p>
<p>Cioè in questa scatola avevo lasciato le mappe. Sì quelle a mano, carta quadrettata 5mm, matita che poi si correggevano passaggi segreti e magari teletrasporti (come nel dannato <em>Pool of Radiance</em>) o mettevi le indicazioni di mostri e tesori. Il primo <em>Eye of the Beholder</em> non sono mai riuscito a trovarlo (che era pure quello con la trama più ehm semplice &#8220;scendi ennemila livelli sottoterra e ammazza il cattivo finale&#8221;). Ma secondo e terzo capitolo li ho finiti più volte, con <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cUV9my1Ul48" target="_blank">la loro grafica &#8220;a 90°&#8221;</a> e i mostri che ora han pixel grandi come pugni ma quella volta stavi davanti al monitor a dire <em>minchia oh, l&#8217;effetto che anima la Wraith è troppa roba!</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/necronomicon.jpg" rel="lightbox[198]" title="Necronomicon: Dawn of Darkness"><img class="size-full wp-image-200 aligncenter" title="Necronomicon: Dawn of Darkness" alt="Necronomicon: Dawn of Darkness" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/necronomicon.jpg" width="500" height="500" /></a></p>
<p>Questo è moderno, <em>Necronomicon: The Dawning to Darkness</em> della Wanadoo, citato nel più autorevole <a href="http://giochicthulhu.blogspot.it/p/il-libro.html" target="_blank">saggio sui giochi lovecraftiani</a>, risale a soli 13 anni fa. Grafica tridimensionale, enigmi interessanti, ottimo score musicale e locazioni aperte che comprendono una (non euclidea) città dei Grandi Antichi. Da rigiocare assolutamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/war-in-the-middle-earth.jpg" rel="lightbox[198]" title="War in the middle earth (Commodore 64)"><img class="size-full wp-image-201 aligncenter" title="War in the middle earth (Commodore 64)" alt="War in the middle earth" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/war-in-the-middle-earth.jpg" width="500" height="500" /></a></p>
<p>Se ne parlava con un amico su FB, appassionato di Tolkien in ogni forma. Videogame impossibile, di quelli che li hai provati e riprovati perché beh c&#8217;è Frodo, l&#8217;anello unico, i Nazgul (e la copertina è uno schianto), ma nulla da fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/923233_10201044849508451_1564177672_n.jpg" rel="lightbox[198]" title="Neuromancer"><img class="size-full wp-image-202 aligncenter" title="Neuromancer" alt="Neuromancer" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/923233_10201044849508451_1564177672_n.jpg" width="500" height="500" /></a></p>
<p>E chiudiamo con quello che per me è stato un piccolo capolavoro, un&#8217;avventura grafica con intermezzi &#8220;in 3D&#8221; ispirata al capolavoro di William Gibson, <em>Neuromante</em> (<em>Neuromancer</em>, 1984). Connessi alla rete si dovevano hackerare sistemi (difesi dal black ICE posso immaginare) a suon di software pirata acquistato in sordidi negozietti, lanciando letteralmente gli attacchi alle IA di difesa, entità albine e pericolosissime, sospese su griglie nel nulla della mente che è il cyberspazio.</p>
<p>Inutile dire che molti di questi giochi hanno controlli che ora risultano inutilmente complicati e un comparto audio/video a dir poco antico. Eppure, sarà l&#8217;età del sottoscritto, o averli giocati quando avevo l&#8217;età giusta, so che a rivederli torna a scattare qualcosa. Come se l&#8217;assenza di certi particolari invitasse la mente del giocatore a lavorare di suo, completando quello che un tempo non si riusciva a fare con la tecnologia. Non sono di quelli che dice &#8220;si stava meglio quando si stava peggio&#8221;, figuriamoci, ho una PS3 e so di cosa è capace, anche quando i programmatori si mettono di impegno per essere artisti e sfornano delizie come <em>Flower</em> o <em>Journey</em>. Eppure sembra che lo sforzo necessario per regalare le emozioni di un tempo sia molto maggiore. Per questo servono computer sempre più potenti, il lavoro lo devono fare tutto loro, mentre la mente di chi assiste è passiva a livello di impegno creativo, subisce e assorbe, in silenzio.</p>
<p>Vi lascio con un filmato che probabilmente farà inorridire &#8220;i giovani all&#8217;ascolto&#8221; e se volete qua potete ascoltare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ib8IYfcOnWU" target="_blank">la colonna sonora originale dei DEVO</a> <img src='http://www.matteoporopat.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Degli altri titoli (tra i quali <em>B.A.T.</em>, <em>Prisoner of Ice</em>, <em>Bard&#8217;s Tale</em>, <em>Heroes of the Lance</em>,&#8230;) magari parliamo un&#8217;altra volta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/d0-oDSD-o1M" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Le poesie nel legno</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 14:06:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Antonello Zanet]]></category>
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		<description><![CDATA[Primo post dopo l&#8217;apocalittica ristrutturazione, che al solito continua un po&#8217; qua e un po&#8217; là (la ristrutturazione, ma pure l&#8217;apocalisse a guardar bene fuori dalla finestra). Ormai lo sapete che &#8216;sto blog non rimane uguale per più di qualche settimana, e se siete qui magari pure vi piace. Comunque domani sono a Milano, che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Primo post dopo l&#8217;<em>apocalittica ristrutturazione</em>, che al solito continua un po&#8217; qua e un po&#8217; là (la ristrutturazione, ma pure l&#8217;apocalisse a guardar bene fuori dalla finestra). Ormai lo sapete che &#8216;sto blog non rimane uguale per più di qualche settimana, e se siete qui magari pure vi piace.<br />
Comunque <strong>domani sono a Milano</strong>, che non c&#8217;entra niente col post ma è una data storica perché ci torno a incontrare amici coi quali è iniziato tutto, fanzine, siti horror, roba weird e via dicendo, Alessio, Elvezio, Gigi, Gabriele e altri ancora e insomma ci sarà più birra che libri (e niente pipistrelli di plastica e <em>goth girl</em> che leggono racconti splatter) e per dire, molto meglio così.</p>
<p><span id="more-143"></span>E sempre di amici parlo qua, e di poesie e di scultura, e di foto, certamente, perché ogni tanto capita che rispolvero la reflex su commissione, e come per tutti i lavori non ce ne sono due che si somigliano, ogni volta c&#8217;è tanto da provare e imparare. In questo caso si trattava di ritrarre qualche decina di opere, sculture astratte e figurative, per <a href="http://www.antonellozanet.it/opere/" target="_blank">il catalogo virtuale</a> che stiamo andando a definire sul nuovo sito.<br />
Di scultura non ne capisco, ma ho sempre avuto un debole per le sue donne (di legno, s&#8217;intende) per le curve, lisce o grezze, i capelli bruciati, le pose altère, lo sguardo tutto da indovinare, facendosi ispirare dalle vene del legno stesso, respirando i profumi intensi della materia che sembra ancora pregna di vita.</p>
<p>Ve ne propongo un paio. Alcuni sono sguardi &#8220;di gruppo&#8221; dove l&#8217;insieme genera storie, la vicinanza stabilisce rapporti e compromessi, di spazio e carattere. Altre invece sono figure singole o dettagli.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-4.jpg" rel=”lightbox" title="Sculture di Antonello Zanet"><img class="size-medium wp-image-147 aligncenter" title="Sculture di Antonello Zanet" alt="Sculture di Antonello Zanet" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-4-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-3.jpg" rel=”lightbox" title="Sculture di Antonello Zanet"><img class="size-medium wp-image-146 aligncenter" title="Sculture di Antonello Zanet" alt="Sculture di Antonello Zanet" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-3-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-1.jpg" rel=”lightbox" title="Sculture di Antonello Zanet"><img class="size-medium wp-image-144 aligncenter" title="Sculture di Antonello Zanet" alt="Sculture di Antonello Zanet" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-1-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.antonellozanet.it/"  rel=”lightbox" target="_blank">Il sito di Antonello</a> è in fase di ultimazione, ma già potete far scorrere lo sguardo sulle sculture completate e, se siete curiosi, sugli eventi alle quali hanno partecipato, come protagoniste immobili, silenziose e profumate.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-2.jpg" rel="lightbox[143]" title="Sculture di Antonello Zanet"><img class="size-medium wp-image-145 aligncenter" title="Sculture di Antonello Zanet" alt="Sculture di Antonello Zanet" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/antonello-zanet-sculture-2-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a></p>
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		<title>Fai facile a dire import export</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 08:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualcosa nel processo di &#8220;esporto i dati dal blog e li reimporto in quello nuovo&#8221; non è andato esattamente come doveva andare. E dopo aver cambiato provider mi trovo con 200mb di file zip apparentemente inutile e un nuovo sito così vuoto che se avvicino l&#8217;orecchio al monitor sento l&#8217;eco degli insondabili abissi del tempo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcosa nel processo di &#8220;esporto i dati dal blog e li reimporto in quello nuovo&#8221; non è andato esattamente come doveva andare. E dopo aver cambiato provider mi trovo con 200mb di file zip apparentemente inutile e un nuovo sito così vuoto che se avvicino l&#8217;orecchio al monitor sento l&#8217;eco degli insondabili abissi del tempo e dello spazio (cit.).<br />
<span id="more-4"></span></p>
<div id="attachment_5" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-5" alt="come sempre l'ho presa con calma, dignità e classe..." src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/Raiders-of-the-Lost-Ark-indiana-jones-3700641-1280-720-1024x576.jpg" width="500" /><p class="wp-caption-text">come sempre l&#8217;ho presa con calma, dignità e classe&#8230;</p></div>
<p>Consapevole che mi ci vorrà un po&#8217; per risistemare il tutto, pianto questo cartello davanti alle rovine della casetta, che è pericolosa e pericolante tipo &#8220;attenzione caduta byte&#8221;. Prima o poi risistemo tutto eh, intanto google, panda e pinguino mi mangeranno quei pochi link buoni che mi dava in ingresso e tornerò sotto i dieci visitatori al giorno, probabilmente.</p>
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		<title>Quello di marzo</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 07:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Conan]]></category>
		<category><![CDATA[giochi Conan]]></category>
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		<description><![CDATA[Giornata glaciale, nel senso metereologico del termine, passata in gran parte come quella di ieri, barricato in casa, a scaldarmi con gli ultimi ciocchi di legno asciutto, aspettando che la neve sciolga in primavera. A parte che ovviamente ho il riscaldamento a gas e che la primavera &#8211; dicono &#8211; è arrivata una settimana fa, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata glaciale, nel senso metereologico del termine, passata in gran parte come quella di ieri, barricato in casa, a scaldarmi con gli ultimi ciocchi di legno asciutto, aspettando che la neve sciolga in primavera. A parte che ovviamente ho il riscaldamento a gas e che la primavera &#8211; dicono &#8211; è arrivata una settimana fa, il resto è veritiero.<br />
Quindi home working, la bellezza del nuovo lavoro porta anche con sé l&#8217;assenza di concetti come weekend, &#8220;giorno di festa&#8221;, ferie pagate,&#8230; e un po&#8217; di blogging, ché c&#8217;è da recuperare il vuoto di qualche settimana di assenza.<br />
Quello di marzo perché non ce ne saranno altri, tutto qua, e vado rapidamente a riassumere le cose interessanti.</p>
<p><span id="more-168"></span>Non vi dico che <strong>questo sito cambierà</strong> perché ci sarebbe gente che mi segue &#8211; grandissimi! &#8211; da tempo e che verrebbe colta da attacco epilettico all&#8217;ennesimo ribaltone del blog. Però devo migrare server, ché su wordpress.it mi fanno pagare troppo per darmi di meno, quindi si trasloca. Ci potrebbe essere &#8220;qualche disguido&#8221;, per gli ormai 10 visitatori che rimangono ferocemente attaccati al blog, cercando per lo più le pagine sugli eBook. Che io ho però spostato su <a href="http://www.ebookandbook.it/" target="_blank">eBookAndBook</a>.</p>
<p>Invece vi dico che <strong>ho scritto un gran bell&#8217;articolo</strong>, l&#8217;han detto gli altri e chi sono io per contraddirli, di argomento (altro coro di gente che rantola e vomita parole blasfeme in lingue dimenticate) lovecraftiano. Eh già, ossessione per ossessione, come dice il buon Germano per il quale ho fatto il lavoretto, sempre lì finisco. Si tratta di un pezzo &#8220;saggistico&#8221; su un racconto fuori mitologia classica, <em>Aria fredda</em> (<em>Cool Air</em>) contornato da considerazioni varie sul rapporto di Lovecraft con la (non)morte. L&#8217;articolo si intitola <a href="http://www.bookandnegative.com/libri/lovecraft-aria-fredda-la-vita-nei-corpi-morti/" target="_blank">Aria Fredda &#8211; la vita nei corpi morti</a>, e per leggerlo basta cliccare. <em>Giuro</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/CoolAir565.png" rel="lightbox[168]" title="Aria Fredda (Cool Air) Lovecraft"><img class="size-medium wp-image-170 aligncenter" title="Aria Fredda (Cool Air) Lovecraft" alt="Aria Fredda (Cool Air) Lovecraft" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/CoolAir565-300x300.png" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Poi ci sarebbe da annunciare un cambiamento fatto più di un mese fa ormai che ha veramente dato i frutti sperati (risata ironica). Ho messo gli eBook in download condizionato dalla condivisione su Twitter o Facebook. Che non è nulla di doloroso, uno vuole leggere l&#8217;<a href="http://matteoporopat.com/creazioni/libreria-ebook-gratis-libri-matteo-poropat/">eBook</a> e con questo <strong>Pay with a tweet</strong> semplicemente per poterlo <a href="http://matteoporopat.com/creazioni/libreria-ebook-gratis-libri-matteo-poropat/">scaricare GRATIS</a>, e poi poterlo leggere GRATUITAMENTE, godendoselo a casa SENZA PAGARE NULLA, condivide su Twitter o Facebook l&#8217;avvenuto download.<br />
Ora io lo so, è EVIDENTE, che tutti quelli che prima scaricavano una decina di copie al mese avevano account sui social network mentre improvvisamente NESSUNO ce l&#8217;ha, lo so. <em>Non credo serva dirvi com&#8217;è andato l&#8217;esperimento</em>.</p>
<p>Tornando a cose più interessanti, ho intrapreso pur&#8217;io l&#8217;esperimento di bloggare in una lingua che non conosco. Okay forse questa dicitura vale solo per me, anyway (azz già suona benissimo), con <a href="http://shaman74.wordpress.com/" target="_blank">The Long Way Home</a> c&#8217;è la possibilità di vedermi all&#8217;opera col tentativo di scrivere in inglese. Che già dite &#8220;eh manco l&#8217;italiano ti riusciva proprio benissimo&#8221;. Lo so, ma ora almeno ho la scusa. Argomento del blog? Indeterminato, per ora. Qualunque cosa mi venga in mente e sia capace di scrivere. <em>Punto</em>.</p>
<div id="attachment_169" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/conan-commodore-64.png" rel="lightbox[168]" title="Conan per Commodore 64"><img class="size-medium wp-image-169" title="Conan per Commodore 64" alt="Conan per Commodore 64" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/conan-commodore-64-300x185.png" width="300" height="185" /></a><p class="wp-caption-text">quando bastavano 16 colori</p></div>
<p>Volevo mettere qualche bella foto di roba ghiacciata e sarebbe stato ORIGINALISSIMO. Ma io di ghiacciato ho visto solo il vialetto di casa quindi ho virato per la schermata mi ha accompagnato qualche tempo fa, mentre finivo un gioco che avevo giustamente dimenticato e per colpa di <a href="http://maurolongo.wordpress.com/2013/01/16/conan-il-barbaro-avventure-italiane-3/" target="_blank">Mauro</a> mi son trovato a riprovare e finire. <strong>Conan</strong> per Commodore 64, giocato sull&#8217;emulatore per Android. Che a voi ve ne frega meno che nulla, ma dopo 30 anni a me ha fatto una certa impressione. Ché mica l&#8217;avevo mai finito, da giovane.</p>
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		<title>Lo sciamano col bastone di tuono</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 08:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché senza, diciamocelo, che sciamano sarebbe? No tranquilli, non è un post sui poteri degli sciamani siberiani (che però mi piacerebbe scrivere un giorno) né un qualche doppio senso a sfondo sessuale. È che da &#8216;ste parti si usa una volta l&#8217;anno scambiarsi boomstick tra bloggers, un modo simpatico, inaugurato nel 2012 da Germano, per [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Perché senza, diciamocelo, che sciamano sarebbe? No tranquilli, non è un post sui poteri degli sciamani siberiani (che però mi piacerebbe scrivere un giorno) né un qualche doppio senso a sfondo sessuale. È che da &#8216;ste parti si usa una volta l&#8217;anno scambiarsi boomstick tra bloggers, un modo simpatico, inaugurato nel 2012 da <a href="http://bookandnegative.altervista.org/blog/" target="_blank">Germano</a>, per citare le proprie letture e le persone dietro i blog.<br />
<span id="more-174"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/Boomstickaward2013.jpg" rel="lightbox[174]" title="Boomstick Award 2013"><img class="size-medium wp-image-176 aligncenter" title="Boomstick Award 2013" alt="Boomstick Award 2013" src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/Boomstickaward2013-206x300.jpg" width="206" height="300" /></a></p>
<p>Nel 2012 questo Award mi era stato assegnato dal buon <a href="http://gianlucasantini.blogspot.it/2012/01/this-is-my-boomstick-award.html" target="_blank">Gianluca &#8220;Redrum&#8221;</a>, compagno di mille (quasi) avventure ruolistiche nel mondo di Cthulhu e altrettanti scazzi nel tentare inutilmente di diffondere formati più moderni dei PDF tra le ludiche genti. Gian è uno di quelli che ci si andrebbe spessissimo in montagna a far escursioni, se solo non abitasse letteralmente dall&#8217;altra parte del paese.<br />
Quest&#8217;anno è stato invece Il Nick, quello che avrete già visto da queste parti, sul post che testimonia la nostra gita in quel di Remanzacco e la scoperta di <a href="http://matteoporopat.com/2012/04/13/metti-un-nick-a-caso/" target="_blank">antichi culti devoti al grande Cthulhu</a> (che ci è pure venuto a salutare).</p>
<p>Tralascio le motivazioni che hanno spinto i due loschi figuri a premiarmi, se volete le trovate nei loro siti, linkati sopra ad hoc. Veniamo invece alle regole del gioco.</p>
<div id="attachment_175" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/shaman-boom-stick.jpg" rel="lightbox[174]" title="Sciamano, c'è, tuono, c'è. Il bastone? Se guardate bene..."><img class="size-medium wp-image-175" title="Sciamano, c'è, tuono, c'è. Il bastone? Se guardate bene..." alt="Sciamano, c'è, tuono, c'è. Il bastone? Se guardate bene..." src="http://www.matteoporopat.com/wp-content/uploads/2013/04/shaman-boom-stick-300x151.jpg" width="300" height="151" /></a><p class="wp-caption-text">Sciamano, c&#8217;è, tuono, c&#8217;è. Il bastone? Se guardate bene&#8230;</p></div>
<p><em>Regola n° 1: i premiati sono 7, non uno di più ne uno di meno. E nessuna menzione d&#8217;onore.</em></p>
<p>Regola n° 2: il post in cui viene presentato il premio non deve contenere giustificazioni di sorta dedicate agli esclusi.</p>
<p>Regola n° 3: I premi vanno motivati. Niente di estroso, ne lavori da dottorato. Solo un pretesto con cui far valere la nomination.</p>
<p>Avvertenza: ai sublimi vincitori andrà la gloria di poter vantarsi con il banner creato da Hell in persona.<br />
Tutti fortunati potranno citare altri 7 blogger (ma non è obbligatorio farlo) seguendo le regole sopracitate. Se per qualche motivo anche solo una delle regole venisse meno, il premio verrà ritirato d&#8217;ufficio e sostituito con il <strong>Bitch, please Award</strong></p>
<p>Ammetto di aver pensato di non seguire le regole, per non dover scegliere 7 blog tra la settantina che ho in elenco nel reader. Poi però, sarà che avevo tempo mentre i biscotti cuocevano, ho deciso di rivedere proprio la lista di siti. Un esercizio utile, ne ho scremati quasi una quindicina che, effettivamente, non leggevo più. Di quelli che quando avevano news nel reader cliccavo su &#8220;segna come già letto&#8221; e avanti con la banda. Ce n&#8217;erano alcuni ormai chiusi o che avevano cambiato casa, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rc4D8YUCWQ4" target="_blank">taaaaaaac</a>, via di pulizie.<br />
Tra l&#8217;altro sistemando ho scoperto che i blog in inglese che seguo son passati da praticamente nessuno di un paio d&#8217;anni fa a più di una decina, un quinto del totale circa.</p>
<p>E le nomination dite?<br />
Andiamo dai che s&#8217;è fatta sera ormai&#8230;</p>
<p><a href="http://maurolongo.wordpress.com" target="_blank">Caponata Meccanica</a> &#8211; mi ha recensito, citato e ha scritto un dossier sui mille volti di Conan che mi ha fatto riscoprire un videogame addirittura per il C64;</p>
<p><a href="http://leortola.wordpress.com" target="_blank">Come non detto</a> &#8211; non riesco a non leggere Ortolani, anche se Rat Man ho smesso di seguirlo anni fa; nel blog tanti articoli divertenti e intelligenti, con quella punta di malinconica creatività che è uno dei suoi tratti caratteristici;</p>
<p><a href="http://davidecassia.blogspot.it" target="_blank">Davide Cassia</a> &#8211; era un concorrente ai tempi in cui lavoravo per l&#8217;intelligence (mah!), era un collega ai tempi in cui Edizioni XII mostrava all&#8217;Italia cosa voleva dire fare bei libri, è un blogger e uno scrittore che non molla mai;</p>
<p><a href="http://docmanhattan.blogspot.it" target="_blank">Doc. Manhattan</a> &#8211; non ho apprezzato il suo eBook, ma il blog è una fonte di articoli scritti in maniera originale e spesso divertenti, soprattutto quando si stacca dai suoi filoni più riusciti e naviga per altre destinazioni;</p>
<p><a href="http://malpertuis.org" target="_blank">Elvezio Sciallis</a> &#8211; lo conosco da una vita e ha cambiato più volte, vita, almeno quella digitale e ogni volta è rimasto tra le voci che più apprezzo; altro blogger che non imita ma cerca un suo stile, quando gli altri accorciano lui allunga, quando gli altri recensiscono ormai è già stufo di farlo e cambia tipologia di scrittura;</p>
<p><a href="http://strategieevolutive.wordpress.com" target="_blank">Strategie Evolutive</a> &#8211; blogger di lungo corso, scrittore, autore capace di rendere frizzante e accattivante qualsiasi testo, dalle ricette agli articoli sulla musica, da un discorso su esploratori sconosciuti ai più alle recensioni di libri che in Italia non vedremo mai; il suo blog è davvero uno sguardo su un mondo lontano e affascinante;</p>
<p><a href="http://www.zerocalcare.it" target="_blank">Zero Calcare</a> &#8211; lo conoscete quasi tutti qua &#8220;nel giro&#8221; e in caso contrario vi direi di armarvi di un po&#8217; di pazienza e recuperare qualcuna delle sue strisce (se non almeno uno dei suoi libri); peccato solo pubblichi poco sul web, ma le avventure del suo alter ego sono sempre divertenti e caustiche al punto giusto.</p>
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		<title>Fringe: dove finiscono gli universi</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 13:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni non richieste]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Fringe]]></category>
		<category><![CDATA[Serial TV]]></category>

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		<description><![CDATA[E così si va a finire. Guardatevi il trailer poi vediamo se resta qualcosa da dire. Fatto? Dai su, che un brivido vi è rimbalzato lungo la colonna vertebrale fino al dispositivo di inibizione emozionale. È che volevo parlarne e non l&#8217;ho mai fatto e a una puntata dalla fine, con un trailer del genere, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>E così si va a finire.</em><br />
Guardatevi il trailer poi vediamo se resta qualcosa da dire.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/x4jptm7Yedo" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Fatto?<br />
Dai su, che un brivido vi è rimbalzato lungo la colonna vertebrale <strong>fino al dispositivo di inibizione emozionale</strong>.<br />
<span id="more-183"></span><br />
È che volevo parlarne e non l&#8217;ho mai fatto e a una puntata dalla fine, con un trailer del genere, Waltercentrico come doveva essere, non si può non salutare quello che è stato uno dei migliori serial di fantascienza di questi anni.</p>
<p>Eh lo so, molto dramma, tanti sentimenti e poche risate. E i <em>filleroni</em> delle prime serie, i &#8220;casi del giorno&#8221; a volte totalmente inutili e pure la voglia di mollare tutto fino a quella &#8220;Peter&#8221; che ha cambiato le carte in tavola. E da allora amore totale, per un serial che ha sbagliato tanto ma ne ha azzeccate parecchie, con i suoi universi paralleli e il tentativo di riscrivere tutto da capo, con la puntata cartone animato, quella con la fatina lisergica e quella con le campane dell&#8217;anima che grazieacthulhu se le son dimenticate in un armadio. Ma anche con l&#8217;universo <em>Altro</em>, i dirigibili e l&#8217;ambra, mille piccolissime differenze (citate anche da <a href="http://cyberluke2008.blogspot.it/2013/01/alternative.html" target="_blank">Luke in un bel post</a>) che ti tenevano incollato allo schermo.E con William Bell, che qualcuno lo voleva rivedere nell&#8217;ultima puntata e io spero di no, che <strong>Leonard Nimoy</strong> bravo eh, anche con la dentiera e quella voce da vecchietto lascivo nel parco, ma il suo l&#8217;ha fatto e lasciamo, visto che i premi non glieli vogliono proprio dare, il palco a<strong> John Noble</strong>.</p>
<p>Sulla storia rimane pochissimo tempo per dire qualcosa, dopo la VHS-quest e l&#8217;incontro con September con i capelli, che ha ribaltato del tutto quello che era il nucleo della serie stessa, l&#8217;identificazione del bambino sacro, della persona fondamentale per la salvezza degli universi. Un cambiamento solo formale, in quanto il concetto di sacrificio all&#8217;interno del rapporto padre figlio si è semplicemente traslato da Walter/Peter a September/Michael. Inatteso ma ben giocato, spiazzante ma coerente.<br />
A quanto pare potrebbe valere, alla fine dei giochi, che le colpe dei padri ricadano sui figli ma che questi, a loro volta, le rigettino ai loro genitori. E chiudendo un cerchio infinito tra i mondi del multiverso chi potrebbe porre fine alla guerra con gli Osservatori (che tali abbiamo scoperto non sono) se non l&#8217;uomo che è stato capace di portare quella guerra e tanta distruzione, per salvare il proprio figlio?</p>
<p>Dispiacerà veder sparire dalla tv un personaggio come Walter Bishop, scienziato pazzo tra droghe e manie, in bilico tra tempi e mondi, capace di farsi staccare parti del cervello pur di allontanare l&#8217;ombra della propria &#8220;metà oscura&#8221;.<br />
Mancherà anche <strong>Anna Torv</strong>, Olivia Dunham, che insomma era la bella e brava del gruppo e nella contrapposizione con l&#8217;Altolivia di qualche serie fa aveva dato forse il suo meglio (aiutata fin alla fine da una gran capacità di recitare solo con lo sguardo, senza bisogno di mille dialoghi <em>spiegosi</em>).<br />
E un brava (e pure bella) anche a<strong> Jasika Nicole</strong>, Astrid, che ho apprezzato moltissimo pur nel ristretto spazio pellicola che le veniva concesso, e soprattutto nella puntata che le han dedicato, con l&#8217;incontro col suo doppio.</p>
<p>Alla fine, al contrario di casi ormai entrati nel mito come <em>Firefly</em>, sono convinto che doveva finire senza dilungarsi, ed è stato un bene sia stata concessa un&#8217;ultima serie (per quanto, giusto qualche episodio in più non avrebbe ammazzato nessuno eh, magari fuori dallo slot della morte del venerdì americano). Come per gli episodi conclusivi &#8211; gli Epitaph &#8211; di <em>Dollhouse</em>, certe idee non possono e non devono venir troppo dilatate, perdono consistenza e incisività, alla mercé di puntate lontane dalla trama orizzontale che tutti hanno bisogno di veder svolgere.</p>
<p>Ora non rimane che attraversare il portale tra i mondi un&#8217;ultima volta, e vedere dove ci condurrà.</p>
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