Halo The Great Journey – The Art of Building Worlds

Nuova puntata della rubrica dedicata all’arte dietro l’arte, tocca oggi a un videogame che pochi non conosceranno, Halo. Per questi pochi sfortunati due parole sulla saga di sparatutto destinati alla console Xbox (e al PC per i primi due capitoli).

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Halo nasce dalle menti degli sviluppatori del team Bungie Studios, nel 2001. In un futuro remoto l’impero interstellare è difeso da soldati geneticamente modificati, figli del progetto SPARTAN II, destinati però a scendere in battaglia contro le orde aliene chiamate Covenant decise a eliminare la specie umana in quanto non degna di compiere “il grande viaggio” (the great journey, appunto). Tra gli SPARTAN II pochi sopravvivono ai terrificanti scontri sul pianeta Reach, e tra questi Master Chief (mister ceffo per gli amici, vero Cyb?) che sull’astronave Pillar of Autumn fugge nello spazio profondo, per dirottare la flotta Covenant dalla rotta verso la Terra. Tutto inizia con questa fuga, destinata a portare umani e covenant al cospetto di un enorme pianeta artificiale, dalla forma ad anello. Halo. Durante lo svolgersi del primo titolo della saga, Halo: Combat evolved, Master Chief scoprirà che gli Halo sono stati costruiti da un’antichissima razza ormai scomparsa, i Precursori, delle vere divinità per i Covenant. I Precursori avevano costruito gli Halo per studiare i Flood, parassiti capaci di infettare l’intero sistema stellare controllati da un’unica mente suprema centrale.

Per avere un’idea di quanto sia enorme il successo della saga, non bastassero le cifre di vendita, pensate che esistono sette videogiochi, otto romanzi, una graphic novel, una serie animata. Era stato messo in cantiere pure un lungometraggio, sospeso a quanto sembra per i costi eccessivi di produzione.

E dopo questa introduzione (scarna rispetto all’enorme quantità di materiale esistente) alla saga di Halo, torniamo a parlare del libro che ho tra le mani da qualche mese, sfogliato più volte con enorme soddisfazione. Ad Halo, venduta l’Xbox per la PS3, non ci gioco da un bel po’, e ammetto che è uno dei pochi rimpianti del cambio di console.

Halo: The Great Journey: The Art of Building Worlds, uno dei pochi o forse l’unico titolo di un libro con doppi due punti nel titolo, consta di quasi 200 pagine dense di illustrazioni, alcune a pagina doppia. Encomiabile il tentativo di includere materiale sull’intera saga, con sketch, storyboard e artwork tratti da quasi ogni capitolo, anche se primeggiano quelli relativi ad Halo 3 e Halo Wars. Il tutto, come vedete nel box sopra, per una ventina circa di euro, su Amazon (e come sempre se lo acquistate da qua fate un favore al vostro amico blogger).

Ottima anche la scelta di seguire la storia narrata, partendo proprio dai Precursori e i loro artefatti, con inserti di testo tra le immagini che aiutano a collegarle a quanto visto nei videogame (ma anche nella graphic novel e nella serie animata). Questi piccoli “dietro le quinte” aggiungono molto al comparto visivo, ed è la qualità che più apprezzo in un libro di questo genere. Scoprire quanto lavoro ci sia stato, quante scelte fatte per arrivare all’incredibile risultato finale, quante astronavi sono state scartate, alieni ridisegnati, armi ripensate. Il tutto nell’enfasi del massacro videoludico si amalgama, rendendo il gioco il capolavoro che è, e testi come questo permettono di fermarsi e tornare ad analizzare il dettaglio, che era sfuggito perché coperto dal sangue verdastro di qualche mutante flood giustamente fatto esplodere.

Ma abbiamo parlato abbastanza mi sembra, sotto con le immagini di autori come Isaac Hannaford, Shi Kai Wang, Frank Capezzuto e Jaime Jones.

Art of Halo

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