Il Possessore del Vuoto

Ne abbiamo parlato ieri e così ecco qua il mio racconto per il Fun Cool. Una versione italianizzata e adattata degli Holder, una passeggiata in città (almeno io l’ho immaginata così e non ci fosse stato il vincolo del racconto in una frase mi sa che la gita durava parecchio di più).

Pur nella sua brevità contiene due riferimenti a cose già scritte: il mazzo di carte, direttamente dal racconto Polvere siete (ne Il silenzio dell’acqua), il personaggio con la testa a forma di Ibis, ricordo di un certo super umano.

Il possessore del Vuoto

Scendi in città, il terzo giorno del terzo mese, hai solo trentatre minuti dell’ora in cui incubi e sogni si danno il cambio nel sonno degli uomini, sii veloce e cauto, vestiti di bianco per confonderti con la nebbia, vestiti di nero e sarai inghiottito dal mangiatore d’anime; trova la chiesa che non noti mai, ha due campanili muti, il rosone spezzato e un unico muro di pietra rossa, controlla, c’è un mattone sbrecciato col tuo nome inciso; bussa tre volte, voltati e vai lungo la via che porta fuori città, sentirai una voce, non voltarti, sentirai una mano che ti sfiora i capelli, non gridare, sentirai un nome antico nell’urlo di una strega, girati; alla tua destra c’è una porta rossa, in una casa senza finestre; entra, una signora vestita di rovi ti offrirà fiori, ti dirà i loro nomi, non crederle; rifiuta i gladioli, respira il profumo degli ibis ma non toccarli, c’è una rosa viola dal gambo spezzato, raccoglila e la donna te la regalerà con una lacrima; prosegui nel corridoio, la prima porta conduce al dolore, gira a destra, la seconda porta conduce al pensiero, bussa e allontanati in fretta, la terza porta è aperta, la stanza nera con un tavolo di legno, una porta chiusa e in piedi un uomo sottile, dita sottili, collo lungo e la testa piumata con un lungo becco adunco, in mano un mazzo di carte; ti dirà di giocare con lui, ogni partita persa saranno anni gettati, vincine una e s’infurierà, negagli la rivincita, urla il nome della strega, diverrà cieco, corri verso la porta, ti inseguirà, appoggia la rosa sulla serratura e chiedi ciò che vuoi, apri la porta e gettati nel vuoto; ti sveglierai in una città senza una chiesa, senza una strega e senza una rosa; nelle mani dalle dita sottili stringerai una statua nera dalla testa di ibis.

 

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