Il sangue non è acqua di Paolo Agaraff

Ultimamente leggo poco. Voi starete pensando che non ve ne frega niente, ma io continuerò, seguitemi che vi spiego. Dicevo, è da tempo che leggo poco, fatico a trovare nelle storie qualcosa che mi faccia sperare di arrivare presto alla fine, non per l’avversione ispirata dal testo, ma per conoscere la conclusione di una storia appassionante. Ed in questo mare di noia e nausa mi sono aggrappato con speranza ai due libri inviatimi dall’amico Paolo Agaraff, dotato di più cervelli e tante mani, che per nostra fortuna sono capaci di dare vita alle storie di cui parlavo prima (quelle appassionanti, non la nausea, era chiaro, no?).

A mollo nell’acqua salmastra che circonda l’isola Mortorio, tra rapporti familiari di ogni genere e tipo, si scorge un utilizzo interessante e saggio del materiale che il buon vecchio Howard Phillips Lovecraft ci ha tramandato. Le sue creature emergono ancora una volta in questa opera agaraffiana, ma sono strumenti, che incidono e modellano la storia, i cui veri protagonisti sono personaggi che si muovono su uno sfondo nostrano, e per questo forse più intrigante delle affollatissime cittadine americane e tutti ben dotati di un passato, un movente e un’arma del “delitto” (che sia il fascino, la pistola o la spada).

E di sangue ne scorre parecchio in queste pagine, mescolato all’acqua del mare, in un letale incontro di una famiglia che nasconde più segreti di quelli che i suoi stessi componenti potevano temere. Leggendo alcuni passaggi mi sono guardato alle spalle, inquieto. Poi ho pensato da quanto tempo questo non succedeva, così ho continuato fino a notte inoltrata, per sapere chi sopravviveva.

La mescolanza d’ironia, rapporti umani e orrori cosmici farà probabilmente rovesciare nella sua bara quel che resta del povero Lovecraft eppure non si può fare a meno di pensare che questo modo di trattare certe materie sia, oltre che originale e fresco, il più efficace per permettere a certe creature di liberarsi dal mare di racconti tutti uguali nel quale sono state sepolte in questi anni.

Se volete sapere che fine hanno fatto i mostri di Lovecraft, se vi piacciono le storie di “problemi famigliari”, se volete girare lo sguardo inquietati dalle parole mentre scivolate ancora tra le righe o se avete dubbi sulla vostra discendenza, allora leggete “il sangue non è acqua”, di Paolo Agaraff.

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