Il silenzio dell’acqua

Il silenzio dell'acqua di Matteo PoropatNo, non è un post che ora vi dico che sto al mare, figuriamoci, anche se nel silenzio invece, immerso completamente, in quella sua surreale versione estiva. Vicini andati, immagino qualche lungomare locale o oltreconfine, macchine non ne passano nemmeno a pagarle, bimbi ammutoliti dalle ondate di caldo, anche gli insetti se ne stanno rintanati tra le piante rinsecchite. Attendono qualche ora per far sentire il loro richiamo. E il silenzio dell’acqua? Sicuramente non è quello estivo, trattasi invece di titolo di raccolta cartacea dei miei racconti.

Notizia vecchia, in realtà, la raccolta esiste da mesi. Però mi spiaceva non avere un post per luglio e mentre scrivevo quello su una certa campagna di gdr, ho deciso di divulgarne l’esistenza.

Il silenzio dell’acqua è di carta. Lo so che magari avevate già capito ma lo ribadisco perché ormai l’eBook domina e le solite cose. Però a me, che sul web ho presenza a dir poco minima, capita ogni tanto di sentirmi chiedere delle mie storie da chi non macina di robe di byte. E invece di insultarli, come sembra sia costume da un po’ di tempo, io stampo un libro, così ci scappa magari la dedica e ogni tanto funziona pure quella cosa che diceva Jimi Hendrix della chitarra.

Che ci volete fare, a me quando qualcuno chiede “come posso leggere le cose che hai scritto?” dare un URL pare ancora un po’ squallido, sarà l’età. O i chilometri. E allora ecco qua, la raccolta che si trova in giro grazie al servizio CreateSpace di Amazon, che con due click mi ha permesso di produrre questa versione cartacea a un prezzo vantaggiosissimo e con una stampa di ottima qualità. La cover davvero incisiva è una mia vecchia foto, scelta in fretta per l’occasione. Il titolo tratto da uno dei racconti, su una certa casa stregata che si trova sulle colline di Trieste.

Il resto sono storie tra horror e fantasia, tra conigli assassini e possessioni aliene, bambine con amici molto speciali e pistoleri mistici, morti incapaci di starsene al loro posto, spettri glaciali che invadono la terra, attività domestiche mortali e visioni metalliche di un possibile futuro. Non tutto insieme eh, un po’ per racconto.

Il libro lo trovate sullo store di Amazon (e anche da altre parti, online) e costa 5.15€.

I racconti che troverete sono per la metà circa già disponibili su eBook, gli altri sono inediti e usciti negli anni passati su varie antologie di editori come specificato nel seguito.

  • Ago e filo (in 365 racconti horror, Delos Books, 2011)
  • Fame chimica (ne Il magazzino dei mondi della Delos Books, 2011)
  • Il giorno sbagliato
  • Il silenzio dell’acqua (nell’eBook Lagomorpha)
  • Il suono nell’erba (nell’eBook I suoni nell’erba)
  • La piuma e la catena
  • L’urlo che spense il mondo (nell’eBook L’ultimo grido del mondo)
  • Non nel mio nome (in Minuti Contati, ed Nero Press, 2012)
  • Piece(s) of my heart (nell’eBook Lagomorpha)
  • Polvere siete
  • Quando ritornano (in Uomini e spettri, ed Bel Ami, 2011)
  • Tre giorni di vento (nell’eBook Tre giorni di vento)
  • Un vestito nuovo (in Sussurri, ed Il cerchio capovolto, 2011)
  • Lagomorpha (nell’eBook Lagomorpha)

 

E anche a luglio sono riuscito a scrivere un post su questo blog, giusto un mesetto prima del suo compleanno…

IL SILENZIO DELL’ACQUA
Brossura: 108 pagine
Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform; 1 edizione (18 febbraio 2013)
ISBN: 978-1482580952

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6 thoughts on “Il silenzio dell’acqua

    1. E’ un servizio ottimo, tra l’altro ti propongono anche la trasformazione in eBook del testo, anche se bisognerebbe capire quale sia la qualità di una conversione automatica.

        

  1. Arrivato! 🙂

    Non l’ho ancora letto ma molti – ovviamente – già li conosco.
    Ah, non ti ho detto che penso la scelta del titolo sia azzeccatissima: incuriosice e inquieta, e poi Il silenzio dell’acqua è una storia molto suggestiva, una delle migliori che tu abbia scritto

      

    1. Grazie! Penso tu li abbia letti più o meno tutti, tra raccolte e concorsi sono comunque racconti risalenti a qualche anno fa.
      Contento che il titolo ti piaccia, l’ho usato proprio per il motivo che citi. Prima o poi troverò anche un’illustratore che renda giustizia 🙂

        

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