Intervista sul Lovecraft videoludico

Call of Cthulhu CCGRapido intervento per segnalarvi l’articolo comparso qualche giorno fa sul sito Critica Videoludica, dedicato – ma vah? – al lato video e… ludico dell’intrattenimento lovecraftiano.

Del saggio ormai ve ne ho parlato fino alla nausea (e forse un po’ oltre), qua il bravo Marco mi ha posto delle domande incentrate sulla trasposizione delle opere in videogiochi.

S’è parlato un po’ di show don’t tell, versione da joystick (ma si usano ancora?), trasmissione dell’orrore cosmico, il MMORPG del buon Robert Howard, la rappresentazione della paura e robetta del genere.

Se a sentirne parlare ancora non vi viene un crampo alle budella, leggetevi l’intervista.

E se vi serve uno stimolo (a leggerla) vi dico che c’è (almeno) un errore. Riuscite a scovarlo? C’era un errore ed è stato scovato e mi dicono verrà corretto.

Buona lettura!

 

 

 

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7 thoughts on “Intervista sul Lovecraft videoludico

  1. Guarda, io l’intervista l’ho letta, ma sarà a causa della mia tarda età o della fuga all’Estero dei miei neuroni non ho fatto caso a nessun errore di sorta.
    Ritenterò quando troverò la Fontana dell’Eterna Giovinezza. XD XD XD

      

  2. Letto e apprezzato l’intervista! 🙂 L’errore mi sfugge, ma del resto non sono né ferrato in materia né uno che si concentra sull’aspetto “visivo”. Indizio che mi fa pensare che l’errore sia nelle foto, ma non posso azzardare di più. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

      

  3. La cosa della quale mi rendo conto è di aver scritto un saggio su una materia praticamente sconosciuta 🙂 sarà per questo che vende poco o nulla! 🙂

    Ma nessuno ha mai giocato ad Alone in The Dark…?

      

  4. Ciao Matteo, mi chiamo Mauro e dopo qualche tempo di lurking ho deciso di emergere con un commento.
    Letto l’intervista davvero interessante. Sono un estimatore di Lovecraft (non dico un esperto dopo aver letto quanto ne sai…). E sono un gamer di vecchia data, ho giocato ad Alone in the dark, DCotE e vari alti giochi ispirati alle opere di HPL, tipo Necronomicon. Ne parli anche tu nel tuo saggio.
    Riguardo all’errore la butto li, lo zombie col fucile? Anche se mi sembra che in Alone in the Dark gli zombie fossero armati.

      

  5. Ciao Mauro e benvenuto!

    Fa piacere sapere che fan di Lovecraft girino da queste parti, sto pensando di dedicare più spazio a queste tematiche, ampliando gli articoli tipo “Un pizzico di Cthulhu” trasformandoli in una rubrica a cadenza fissa.

    L’errore è abbastanza marginale ed era più una scusa per far leggere con attenzione l’articolo 🙂 Comunque essendo un articolo sui giochi lovecraftiani il riferimento videoludico è Alone in the Dark, primo capitolo e unico a essere davvero legato alla cosmogonia del “ciclo di Cthulhu”. Lo screenshot è invece tratto dal secondo capitolo, che non era quasi un horror, tra pirati e gangster, e sicuramente non era legato a Lovecraft.
    Tutto qua, direi che ci avevi quasi azzeccato! 🙂

      

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