Italian Way of Cooking: ammazzato, non mescolato

Oggi scade il termine del Masterchef Contest indetto dal sito Letteratura Horror e dalla casa editrice Acheron Books, che mira a raccogliere ricette gastronomiche a base di mostri, le migliori delle quali finiranno nel libro Italian Way of Cooking, un romanzo horror di Marco Cardone.
Purtroppo me ne sono ricordato tardi e quando mi sono staccato dalla tastiera ho scoperto di essermi dilungato oltre il limite imposto dei 1800 caratteri (la situazione tipica di quando partecipavo a quel Minuti Contati nato in seno alle ormai leggendarie Edizioni XII).
Dal momento che da queste pari parlo spesso di cosacce come horror e weird e ci scappa occasionalmente un articolo di cucina, mi sembrava un delitto non pubblicarla.

COCKTAIL DELL’ULTIMO GIORNO

Il sangue di spettro, conosciuto in certi paesi del nord est come scaldanima, era un toccasana tipico del periodo invernale da degustare davanti al fuoco, che scalda le ossa e allontana il gelo e le fiere. La ricetta, tramandata nell’ultimo secolo solo dalle congreghe sopravvissute di benandanti, ha origini che si perdono nella notte dei tempi ed è ormai utilizzata da pochissimi ben informati, a causa delle capacità non comuni necessarie a raccogliere il suo ingrediente base, l’essenza spettrale. Il costo, considerato da molti proibitivo, e l’estinguersi della figura professionale del cacciatore di ectoplasma, ha lasciato che questa ricetta finisse tra le storie raccontate dai nonni. Un vero peccato, se si considera che agisce allontanando il freddo della morte, risana l’animo impaurito e conferisce visioni di quelli che furono. Senza dimenticare quell’aroma speciale che mescola il sentore della terra umida, smossa all’ultimo sole d’autunno, con intensi effluvi di crisantemo, ortica e cerfoglio.

Perduta questa buona abitudine, solo recentemente, in pochissimi locali sparsi per il globo, una versione più aggressiva e alla moda di questa bevanda si è fatta strada nelle abitudini di chi se lo può permettere. In piccolissimi club dai nomi impronunciabili, le cui finestre cieche danno su vie senza lampioni, baristi dalla pelle olivastra servono quello che ora va sotto il nome di cocktail dell’ultimo giorno. Se volete qualche indicazione potete chiedere al Lao Che di Shangai, e si dice in giro che al club Alhazred di Calcutta potrete trovarne uno tra i migliori. Ma se avete paura di viaggiare e preferite sorseggiarlo comodamente a casa vostra, ecco cosa dovete fare.

ammazzato non mescolato

Per riuscire a raccogliere una buona dose di essenza si dovrà scegliere una terra di morti grassi, preferendo quindi cimiteri privati, di famiglie ricche, dove giacciono nobili defunti nel pieno della loro estrosa pinguedine.

Al tramonto di ogni giorno dispari del nono mese dovremo trovare una chiesa abbandonata, recando con noi un osso di mano di strega (mano sinistra, si badi bene). Lì giunti, al riparo delle ombre, reciteremo il nostro intento. Accenderemo una candela rossa e ne raccoglieremo la cera sciolta, usando una ciotola di legno di palissandro. Ne terremo un cucchiaio da parte, mentre il resto lo pesteremo con polvere d’aglio e l’osso sbriciolato, amalgamando il tutto con una tazza di acqua di fiume.
Troveremo quindi il crocicchio più prossimo al luogo dell’estrazione, pregheremo Ecate e quando il verso del Gelido si farà sentire, tra gli alberi e le case senza luce, gli daremo in dono uno dei nostri giorni a venire.
Penetrati nell’ultima dimora, entro il rintocco che annuncia la mezzanotte, dovremo procedere senza indugi a raggiungere quanto rimane del corpo, tapparci le orecchie con la cera messa da parte e spalmare il teschio (o il volto, se trattasi di un defunto recente) con il composto preparato.
Se avremo agito bene, l’urlo dell’anima non riuscirà a privarci della vita, e potremo assistere alla consunzione di tutto ciò che era organico, e al brillare dell’immagine ultima del trapassato. La riduzione d’ectoplasma richiederà l’attesa silenziosa dell’alba, al giungere della quale, nella ciotola cranica, troveremo le polveri che ci servono.

cripta
Il luogo ideale dove reperire la polvere di spettro

Mescolato un cucchiaino da te di scaldanima con un pizzico di spezie e fiori di campo, lo lasceremo in infusione cinque minuti almeno, per far sì che perda la maggior parte delle sue qualità allucinatorie. Rimarranno gli effetti benefici, il retrogusto d’autunno e quel senso di estasi che solo il contatto con l’altro mondo può regalare.

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