La lenta magia del partire

Ovvero, il classico post “chiuso per ferie” visto che quest’anno, dopo le disgrazie del 2013, si parte!
E visti i tornado devastanti e le possibilità che insomma, mi ritrovo dall’altra parte del globo senza sapere come, magari un messaggio per la chiusura del blog, che penso andrà avanti fino a fine agosto, ci stava. Anche perché le ferie, che si viaggi o meno, sono sempre un punto di separazione, saranno i trascorsi sportivi ma agosto per me è una boa. Grossa, cicciotta, bianca a strisce rosse. O una lanterna di metà percorso per orientamento, se sapete di cosa parlo. Che ci arrivi, e sai che la metà è andata e, per quanto non sia mai vero “il resto è tutto in discesa”. Che insomma la prima metà di quest’anno è stata la più brutta che ricordi, almeno su certi fronti, ci ho rimesso di tutto, nei primi 3/4 mesi. Però alla fine intravedi la boa, c’è sempre la boa, sempre, bisogna solo sudare un attimo di più e le cose girano. E arrivi ad agosto che – diranno che porta sfiga, me ne frego – sei felice, e dall’altra parte della boa ci sono finalmente progetti positivi di quelli che magari farai notte per portarli a termine, ma hanno un senso.
E prima di girare del tutto e ripartire, ripensavo a quest’immagine, postata qualche giorno fa su Facebook, supponendo che lì sarebbe rimasta, senza nulla da aggiungerle.

200.000km con la Ford Fiesta
Siamo a (2)00.000

Poi però quel numero, 200.000, mi è tornato in mente e ho pensato va beh dai, giusto due parole.
Tanto perché si parte e anche se non si va lontano, è pur sempre un altro viaggio. Anche se, questa volta, non con lei, e un po’ mi spiace.
Perché ci sono stato, negli anni scorsi. Siamo stati anche lontano, abbiamo raggiunto perfino i 1600m di Les Deux Alpes, nove ore tra autostrada e statali e strade di montagna, per arrivarci, in pieno agosto. Senza aria condizionata, finestrini abbassati, musica a palla che l’ipod minacciava di fondere prima del motore, tante foto lungo il percorso.

E siamo andati fin in Toscana, l’anno successivo. Meno autostrada possibile, giri tra le colline, ore e ore per arrivare a vedere le cicciose mura di una stupenda Lucca autunnale. L’anno in cui facevo “l’espositore” e lei pesava anche di qualche sogno rimasto, che si sa mai che un certo libro riuscisse a piacere. E nonostante i chilometri, i diluvi serali che allagavano la città e la strada fino all’hotel a Montecatini, le colonne fumanti di clacson mattutini per tornare al banchetto dell’editore, lei mai una piega.

Ci hanno detto di tutto. Diversi si sono stancati a spiegare come fossero una assurdità (follia, cazzata,…), questi viaggi. Da solo. Lei che nemmeno conosce cose come l’abiesse, il tergicristallo posteriore da anni ridotto a un fossile immobile. Però ha gli air bag, sì ma se ti schianti con quella gli air bag ti servono solo come cuscino prima della tomba. Già, l’ottimismo di certa gente, e pensare che una volta si viaggiava di più e con molto meno.

La mia auto dell'epoca sarebbe stata questa, forse
La mia auto dell’epoca sarebbe stata questa, forse

Acquistata per una cifra inferiore a quella che molti pagano per un mese di affitto, ha resistito e resiste. Anche carica di scatoloni che irrimediabilmente da anni porto avanti e indietro, trasloco dopo trasloco, senza che riesca (lei, io,…) a fermarsi e riposare un attimo. Con il culo grattato dai pedali della mountain bike che le carico in schiena nei (rarissimi quest’anno) sabati di sole. Con la catena che le regala quel suono da Panzer alla carica e avvisa chiunque fin nei paesini limitrofi, del mio arrivo. E con le nuove fiammanti foderine, che bisognava premiare questo traguardo.

Dopo 200.000 chilometri (credo, io vedo solo 5 zeri, la prima cifra mi è sconosciuta) si viaggia ancora e bene. Almeno se non siete di quelli che hanno sempre fretta di arrivare, che il viaggio okay ma la meta, o che la pioggia e il traffico e il caldo e i camion. Se siete come me, finestrino perennemente giù, anche quando fa freddo, guida tranquilla, saprete quello che intendo.

E lei tra pochi mesi compie 20 anni, diventa “storica”, e si continuerà a viaggiare, a cambiare, a pensare che ci si riposerà, prima o poi. Lenti magari, ma inesorabili verso i propri traguardi, che ci scappa pure qualche sogno da realizzare ancora.
Nemmeno arrivati, già pronti per ripartire.

Le spiagge che piacciono a me :)
Le spiagge che piacciono a me 🙂
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