La maledizione dei Sette Link

Snoopy aviatore
Non c’entra nulla, ma non avevo ancora usato Snoopy nel blog, e ciò è male.

Manca poco ormai alle “solite” festività natalizie e al contrario degli anni scorsi non ho preparato un regalo per i lettori, nemmeno un post apposito. Quest’anno la vita fuori di qui è parecchio più intensa e il sito/blog ne ha ovviamente risentito. Non che la cosa mi infastidisca, anzi, ho cose da fare e poco tempo per parlarne, e va benissimo così. Intanto però gli amici del giro (o della Cricca, li chiama qualcuno) continuano a mandare segnali di vita e aprono connessioni, irrobustendo la ragnatela di collaborazioni della quale spesso faccio parte. Uno di questi, Gianluca “Redrum” Santini, del quale vi ho parlato ai tempi dell’eBook giocaruolistico silenthilliano cthuloide, qualche giorno fa (okay quasi due settimane fa…) mi ha citato coinvolgendomi in un “giochino” (o catena di sant’anonio o meme o come preferite chiamarlo) relativo al blog.

Il problema che mi ha trattenuto dal rispondere alla sua “chiamata” è stato semplicemente il mio ormai diverso rapporto col sito. Ricordo bene i tempi in cui avevo due o tre sistemi di statistica, controllavo e magari riportavo le chiavi di ricerca e pensavo che postare a una certa ora mi avrebbe portato più click che a un’ora diversa del giorno. Erano i tempi in cui sfioravo i 30 post mensili, tempi durati poco a dir la verità, e parecchio intensi. Ora il sito riguarda prevalentemente le attività editoriali o artistiche che svolgo, leggendo di meno e guardando meno tele e film ho molto meno da recensire. E mi chiedevo che senso avesse, sottoporre i miei 70 post di questo blogghe a una seppur semplificata analisi statistica.

Alla fine ho deciso di rispondere alle domande un po’ con questo sito e un po’ col vecchio, senza linkare niente che tanto se vi interessano i post li trovate in giro.

IL POST IL CUI SUCCESSO MI HA STUPITO – Ecco già partiamo male perché non so cosa rispondere. I miei post hanno mediamente lo stesso numero di commenti, sempre se sia questo che determina il “successo” del post. Concordo invece con chi dice che dipende dalla qualità dei commenti, dalle discussioni che nascono in seguito ai propri articoli, visti come non solo portatrici di nozioni ma capaci di stimolare nelle persone la voglia di discuterne. Credo che i post che farei entrare in questa categoria sono tutti quelli che sono riusciti a ottenere un risultato di questo tipo.

IL POST PIÙ POPOLARE – Se lo intendiamo come numero di visite, questo è più facile, le statistiche di Google mi dicono sia la recensione del remake de La Cosa. Un titolo parecchio criticato (eufemismo) e che aveva una solida base di fan sbavanti, speranzosi di aggiungere un capitolo all’unico girato dal buon vecchio zio Carpenter. Invece io direi che è un altro, che in sordina sta nell’elenco degli articoli più visti ancora dai tempi di SJ, cioè la recensione de La grammatica della fantasia di Rodari. Un testo che pochi sembrano conoscere ma moltissimi cercano sul web. Appena l’ho ripubblicata qua è tornata nella top five e da lì mai si è mossa. Ma lo volete leggere ‘sto libro sì o no?

IL POST PIÙ CONTROVERSO – Qua siamo davvero in una categoria limitatissima. Se nel vecchio blog avevo qualche volta dato origine a minime discussioni, quando ancora criticavo e mi lamentavo, cosa che sappiamo spesso porta più click e più discussioni di quando si parla di qualcosa che ci è piaciuto, nel nuovo sito non c’è nulla di ciò (se non una commentatrice che preferiva i PDF agli eBook, ma non è mai più tornata a perorare la sua causa, o aveva meglio da fare o le hanno spiegato come si usava il Kindle). Sul vecchio blog c’era stata la discussione sulla “recensione pre-pubblicazione” di un libro della mitica Strazzulla (ma è sparita o scrive ancora?) e qualcuno che aveva perfino difeso uno dei terrificanti film di Narnia del quale avevo provato a parlare male. Ma controversie, quelle vere, i flame magari, non ci sono stati.

IL POST PIÙ UTILE – A giudicare dal periodo e dagli argomenti di cui tratto è facile: la guida su come si leggono gli eBook sul PC. Ora che Amazon ha aperto in Italia ovviamente nessuno più sbaglia chiamando eBook un PDF o chiedendomi come si girano le pagine degli ePub, ma un tempo le cose erano diverse. Un tempo ci si lamentava perché gli eBook Reader non erano retro illuminati, quindi inutili, e i file ePub brutti perché senza numero di pagina.

IL POST CHE NON HA RICEVUTO LE GIUSTE ATTENZIONI – ahahahaha ma tutti ovviamente, dovevate leggere e commentare di più, osannarmi e condividere, inchinarvi alla bellezza delle mie foto anche se non ci sono cose fanta horror e i colori fighi sparati e contrastati o l’hdr e cose così. No? No?

IL POST PIÙ BELLO – Ma sono tutti belli eddai.

IL POST DI CUI VADO PIÙ FIERO – Eh, qua proprio non so cosa scrivere. Perché di scrittura parliamo altrimenti beh c’è altro di cui star fieri. C’è gente che dedica davvero sangue al proprio blog, scrittori (perché tali sono anche se poi si fanno chiamare altrimenti) che creano cartelle su cartelle capaci di catturare l’occhio e il cuore di chi legge, di affascinare e di insegnare, anche “solo” di divertire. Non dico che ‘ste cose non le so fare, ma stanno altrove, in certe lettere conservate in scatole o cassetti, in racconti o poesie rilette da occhi inumiditi dall’emozione, nel ricordo della prima persona che disse di un mio racconto horror che “aveva provato paura”.

E questo è tutto.

Non so bene se sia servita a qualcosa ‘sta cosa e perdonatemi ma non farò quella di rimbalzarla ad altri. La maggior parte dei bloggher che conosco l’ha già fatta, ognuno a suo personale modo, e questo credo sia il lato più interessante di questa “catena”. Non il dato statistico, non il post o l’argomento o l’utilità.

Ma come la persona, quella vera che gestisce il blog nel proprio tempo (che è per definizione libero, almeno quello) e investe qualcosa di sé in questi che dovevano essere semplici diari virtuali, come quella persona ha proposto il meglio di sé. E se fate un giro qua attorno scoprirete tante persone diverse. Che è la parte più vera di tutto questo.

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6 thoughts on “La maledizione dei Sette Link

  1. Bello, bravo Matteo. 🙂 Con le ultime frasi hai toccato uno degli aspetti più belli di bazzicare questo angolo di blogosfera, riuscire a vedere le persone dietro ai post e agli articoli!

    Ciao,
    Gianluca

      

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