La storia e la carne

geisha by robyn jane

Scritto per la raccolta 365 racconti erotici per un anno della Delos, questo racconto brevissimo è stata per ora la mia unica incursione nel mondo della narrativa erotica, e i primi freddi di questo autunno mi sembravano un momento ottimo per proporlo qua sul sito, anni dopo la pubblicazione della raccolta.

Come sempre si tratta di una singola immagine, attorno alla quale la storia è meno che accennata, visti anche i limiti imposti dalle selezioni (una cartella per racconto erotico).

Edit: andate a vedere questa immagine sul blog di Davide, postata qualche giorno fa, e poi rileggete il racconto (che no, non è ispirato a lei ma sarebbe davvero perfetta).

(La cover del post è di Robyn Jane)

La storia e la carne

La donna s’inchinò e attese sulla soglia. A un cenno dell’uomo s’infilò, diafana e incorporea come la nebbia, nel minuscolo locale, colorato dalle luci di piccole lampade di carta. In silenzio si volse alla finestra, facendo scivolare con voluttà il kimono, che finì attorcigliato ai suoi piedi come un cucciolo in attesa. Si sedette intrecciando le gambe, offrendo la schiena nuda all’uomo che la contemplava immobile, circondato da una decina di bacinelle colme d’inchiostro colorato.

Per un attimo tutto rimase sospeso, nella stanza immobile, poi l’uomo iniziò a raccontare.

Il vento accarezzava la casa immersa nel silenzio e i suoi versi accompagnavano i gesti del vecchio: intingere, colare l’eccesso, passare la punta irrigidita sulla pelle della donna. A ogni tratto la ragazza socchiudeva gli occhi, rapita dall’umida carezza del pennello, a ogni pausa tratteneva inconsapevole il respiro, nell’attesa del prossimo tocco. Le singole parole le strappavano gemiti, i paragrafi più lunghi erano una dolce tortura. Dall’alto verso il basso, mentre lui raccontava, la ragnatela di brividi la avvolgeva, costringendola a mordersi un labbro, per non proferire alcun suono. Sentiva le mani, appoggiate sulle ginocchia per sorreggersi, sudare e contrarsi, mentre la storia del vecchio si spiegava lentamente sulla sua schiena.

Quando ormai pensava di non poter reggere una frase ancora, l’uomo ripose il lungo pennello e si abbassò, finché le labbra screpolate non furono a pochi millimetri dalla pelle dipinta.

Quindi iniziò a soffiare.

Come l’inchiostro si asciugava, assorbito dalla pelle candida, la ragazza si sentiva avvolgere dal fiato tiepido dell’uomo. Il suo respiro la accarezzava e si mescolava con l’inebriante odore dell’inchiostro.

– Sei pronta. – La voce del pittore mozzò le sue sensazioni, lasciandola a metà di un sogno umido.

Dal buio emerse un uomo alto, ricoperto da vesti rosse intessute d’oro, al quale il vecchio s’inchinò profondamente sussurrando – Maestro, – mentre con una mano indicava il risultato del suo lavoro.

L’uomo rispose con un cenno della testa al pittore, quindi prese delicatamente la ragazza per mano, portandola con sé nel buio del corridoio, accingendosi, affamato, a gustare la nuova storia.

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11 thoughts on “La storia e la carne

  1. Eccolo, mi era spiaciuto non averlo trovato ne “Il silenzio dell’acqua”, ma immagino che tu l’abbia escluso perché troppo diverso dagli altri racconti.
    Molto bello, uno dei migliori della raccolta delos a mio parere, per quel suo essere delicato e privo di qualsiasi cliche del genere.

      

    1. Grazie! 🙂
      Effettivamente nella raccolta non ci azzeccava tantissimo e l’avevo lasciato fuori per metterlo in giro gratis.

        

    1. ahahahah decisamente! 😀
      La versione minimal dark di prima era terribile, e ben si adattava allo status di “blog in rovina”. Ora non è che abbia ripreso a “bloggare” come i veri, ma qualcosa si sta muovendo e avevo voglia di colorare un po’ questo posto 🙂

        

      1. Però ‘sto Sciamano dovrà decidersi, prima o poi, a raccontarci dei viaggi… 🙂

          

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