Annotazioni a margine di Providence #12 “The Book” di Alan Moore e Jacen Burrows

My memories are very confused. There is even much doubt as to where they begin; for at times I feel appalling vistas of years stretching behind me, while at other times it seems as if the present moment were an isolated point in a grey, formless infinity. I am not even certain how I am communicating this message. While I know I am speaking, I have a vague impression that some strange and perhaps terrible mediation will be needed to bear what I say to the points where I wish to be heard. My identity, too, is bewilderingly cloudy. I seem to have suffered a great shock—perhaps from some utterly monstrous outgrowth of my cycles of unique, incredible experience.

The Book – Howard Phillips Lovecraft

È finita. E non finira mai. A ogni lettura le cose cambiano e rimangono le stesse. A cambiare è la percezione, aperta su visioni magnifiche e terribili. Su ipotesi, su storie alternative. Sulla tragedia dell’esistenza umana e su futuri possibili e inconcepibili.

Providence è stata tra la migliore avventura fumettistica di questi ultimi anni, un lavoro così denso da richiedere numerose riletture. Le note andrebbero costantemente aggiornate. I collegamenti tra i 12 numeri sono da integrare. Gli appunti su questa America alternativa e il parallelo con la nostra realtà sono da rivedere. Olocausto, persecuzioni, emarginazione, omosessualità. La violenza della parola e la sua capacità di alterare il mondo.

providence-12

Le citazioni e i riferimenti di questo albo sono nelle note tradotte (mentre eravate in spiaggia) da Zeno e dal sottoscritto. I due testi lovecraftiani sono legati al titolo di questa dodicesima parte della graphic novel, The Book. In testa al post c’è il primo paragrafo di un frammento mai completato datato 1933. Più sotto invece il primo dei trentasei sonetti che formano la raccolta Fungi From Yuggoth, più volte citata nel fumetto.

 

Fungi From Yuggoth - The Book
Fungi From Yuggoth – copertina di Jason Eckhart

The place was dark and dusty and half-lost
In tangles of old alleys near the quays,
Reeking of strange things brought in from the seas,
And with queer curls of fog that west winds tossed.
Small lozenge panes, obscured by smoke and frost,
Just shewed the books, in piles like twisted trees,
Rotting from floor to roof—congeries
Of crumbling elder lore at little cost.

I entered, charmed, and from a cobwebbed heap
Took up the nearest tome and thumbed it through,
Trembling at curious words that seemed to keep
Some secret, monstrous if one only knew.
Then, looking for some seller old in craft,
I could find nothing but a voice that laughed.

Howard Phillips Lovecraft

 

Le note tradotte dei Facts in The Case of Alan Moore’s Providence vi aspettano come sempre sul blog Cronache Bizantine.

Su questo sito c’è invece l’elenco dei personaggi di Providence.

Buona lettura…

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