Luna Coyote, un ebook “weird west” di Samuel Marolla

Lo so, che ho appena recensito un altro Marolla. Mi sto preparando per le ferie, dove attendo di leggere con più tempo e dedicarmi a storie più lunghe, così spulcio la lista degli ebook comprati e rimasti a far polvere. Uno alla sera questi vanno giù veloci e, nel caso di Samuel, sempre parecchio piacevoli. Stavolta niente horror metropolitano. Siamo nel regno del weird western, del quale ammetto m’intendo meno del solito (c’è molto da leggere a tal proposito sul sito di Alex, se vi va). In italiano si dovrebbe dire Fantawestern. Che pertuttiglideiantichi è una delle parole più brutte della nostra lingua. Uird uestern, quanto suona meglio? Persino pronunciato da me che manco clamorosamente di una delle consonanti fondamentali.
Insomma, cosa si aspetta uno, da questo genere? Avete visto il film con Will Smith? No? Giocato a Darkwatch (molto bello, sulla vecchia PS2), o Alone in the Dark 3? Cos’è, dite? Eh, altra generazione, altri ricordi. Magari in un prossimo post parliamo di giochi WW, che ne dite?

Comunque.
Dimenticate il Fantawestern, che parla di vecchio west e fantascienza (Firefly? Serenity? Ma che cosa avete guardato negli ultimi 20 anni, solo il Tg5?) qua con Samuel stiamo decisamente dalle parti del weird. La magia, navajo o messicana che sia, bianca o nera che la si voglia chiamare, c’è, ed è dannatamente pericolosa. L’inferno non è un capitolo di un vecchio libretto in rima, è una realtà tangibile che sputa sulla terra le sue peggiori creazioni. Ma ci sono anche quelli capaci di picchiare i demoni e sbatterli di nuovo al loro posto, anche se non parliamo di uomini normali, amici miei, ma di gente che pare vomitata dalle tenebre di qualche oscura storia dei tempi andati.

Il weird western è questo e molto più ed è, lo avrete capito, un luogo schifosamente bello da vivere, se amate l’avventura.

Luna Coyote ebook weird western di Samuel Marolla
La strepitosa cover di Luna Coyote

California, selvaggio (e weird) West. Le avventure del pistolero maledetto Dirk Blackfull sono una leggenda e il solo nominare il suo nome incute assoluto terrore nei peggiori pendagli da forca a ovest del Pecos. Alcune Dime Novel in odore di zolfo ne raccontano le misteriose avventure, come quella delle miniere abbandonate di Silverado, nel 1880, preda del maleficio di una defunta bruja messicana e della sua diabolica creatura: Remero, il Cavallo dell’Inferno.

Così si presenta Luna Coyote, ebook che trovate sul Kindle Store per meno di 1€, con le sue due storie, le sue miniere maledette, le bruje, i cinesi che costruiscono ferrovie, i negri, le puttane da saloon, le praterie e le montagne solo apparentemente disabitate. E le ghost town, i cowboy, gli indiani. Un mondo immenso, che Samuel immagino abbia imparato a conoscere bene anche attraverso il suo lavoro di sceneggiatore bonelliano. Si sente, tutto questo lavoro. Nella ricchezza di dettagli, nell’uso di termini appropriati (che spesso richiedono un dizionario, ma ben venga, qualcuno potrebbe scoprire che anche la lettura “d’intrattenimento” può insegnare qualcosa), nella costruzione di un’atmosfera perfetta, realistica quanto basta a rendere gustosissimo l’irrompere del mostruoso e del non naturale, come in questo passaggio (che mi ha riportato alla mente un altro orrore sotterraneo, di kinghiana memoria):

Blackfull rantolava dietro di me e, in un paio di occasioni, credetti di sentirlo bisbigliare in una lingua che non avevo mai udito prima, diversa certamente dalle lingue dei cristiani ma anche da quelle indiane; infine, oltre un arco naturale di roccia incastonato nella montagna, si distese di fronte a noi una piana di terra battuta, bruna, scoscesa, alla cui estrema propaggine meridionale era infilato un cartello sbilenco:

miniere d’argento di Silverado

su cui qualcuno, in vernice rossa, aveva scritto successivamente:

argento finito, l’orrore attende nelle miniere

Per concludere, menzione doverosa alle cover degli eBook di Samuel, curate dal duo Diramazioni (già autori delle stupende copertine dei libri della – ahimé – defunta Edizioni XII) che regalano un tocco visivo speciale al prodotto digitale.

Come per La galaverna, anche stavolta non posso che consigliare l’acquisto e la lettura di questo lavoro di Samuel. Personalmente gli preferisco le incursioni nell’orrore metropolitano, più ragionate e avvinghianti, più peculiari, soprattutto nel panorama horror italiano. Però di non sola malarazza muore vive l’uomo, e anche nel selvaggio west lo scrittore milanese ha dimostrato di sapersela cavare egregiamente, costruendo un personaggio, Dirk Blackfull, che, sicuramente, tornerà a raccontarcene ancora. Vivo o morto che sia.

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