Manuale per sopravvivere agli zombie di Max Brooks

Parlare oggi di questo manuale, che tutti definiscono un lavoro preparatorio al più esteso e fantasioso World War Z (che ho recensito un anno fa, qui), potrebbe sembrare superfluo e probabilmente lo è. Ma visto che questo libro me lo son letto tutto, parti noiose e parti eccitanti, liste di armi e diari di assalti degli zombi, e ci ho fatto pure qualche pensierino, la recensione ve la beccate comunque.

Intanto, per togliere ogni dubbio a chi vorrebbe comprarlo, questo è un manuale. Cioè sì, lo so che c’è scritto bene in grande sulla copertina ma magari potreste pensare che è un pretesto curioso per spacciare un romanzo horror.
No.
C’è scritto manuale, sarà un manuale, okay?
Bene.
Quindi non ci si può aspettare narrazione da un manuale, personaggi, ambientazioni, non parliamo di dialoghi o approfondimento psicologico.
Parliamo di spunti.
A prescindere dall’ovvia necessita che spinge una persona a leggere un certo manuale, quanti spunti possono nascere da un bel libro, mettiamo, di falegnameria? Così come dall’osservare un maestro che lavora un pezzo di abete trasformandolo nella bella copia della vostra libreria IKEA, direi che si impara molto.
Questo è il primo. Il primo pensiero, la prima parola che assocerei a questo manuale, del quale effettivamente non ho ancora iniziato a parlare. Spunti.

Torniamo indietro.
Max Brooks, in questo volume, analizza in maniera scientifica e precisa non il fenomeno zombi in sé, quanto l’atto di sopravvivere ai diversi livelli di invasione che potremmo avere (o che già abbiamo avuto in passato, a suo dire). Quindi armi, protezioni, rifugi, ma anche mezzi di trasporto, sopravvivenza e tecniche di massacro dei noiosi non morti che cingono d’assedio la vostra casa iper attrezzata.
A questa parte tecnica, che occupa la buona parte del libro, l’autore fa seguire un elenco a dir poco nutrito di casi reali, documentati con date e nomi, spesso così ben scritti da spingere il lettore, anche chi ha un livello inesistente di sospensione dell’incredulità, a chiedersi se davvero qualcosa di simile non sia già accaduto.

Torniamo avanti.
Cosa spinge a leggere un libro del genere? Principalmente la curiosità, che però scema ben presto stemperata dal ripetersi di argomenti quali “la katana è meglio del fioretto” o “qual’è la durezza della scatola cranica umana”. A questo primo rapporto con il manuale segue però un fattore di comprensione più profonda di quanto si sta leggendo. E allora ci si può trovare la critica non celata alla società umana, in generale, e a quella americana. Può essere una prima avvisaglia che nel libro c’è dell’altro, ben oltre gli elenchi di approvvigionamenti e di tipi di terreno.
Il complotto, la paranoia, i governi che tengono segreto tutto fino all’ultimo, la natura umana che condanna sé stessa, anche all’interno del recinto fortificato che avete esteso ed eletto a insormontabile barriera per il Male che contamina il mondo.
Senza nulla togliere all’utilità di sapere quale fucile sia più leggero o efficace nel penetrare un cranio, o che mezzo sia meglio scegliere per superare una zona popolata da infetti bavosi.

Si diceva, infatti, degli spunti. Brooks pesca a piene mani nell’immaginario collettivo che la figura dello zombi si trascina dietro da sempre, amplificata da libri e saghe cinematografiche, e come lo stesso personaggio sembra destinata talvolta a scomparire per poi risorgere inarrestabile. E se la contaminazione non bastasse l’autore tenta ogni variante, lasciandosi andare nel settimo capitolo, dove molti dei casi “veri”, raccontati da testimonianze, diari e leggende, potrebbero essere delle buone trame per nuove storie a sfondo zombesco.
I vichinghi divorati nei fiordi antichi, il forte nel deserto della legione straniera, gli attacchi agli esploratori di ogni parte del mondo,… gli zombi sono ovunque, gli avvertimenti sono chiari, non resta che attrezzarsi a dovere e attendere, perché la guerra inizierà, forse è già alle porte.

E solo se avete letto il manuale, come dice in conclusione Brooks, questa sarà una guerra per la quale adesso siete pronti.

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