Metti un Nick a caso

Sì perché è venerdì 13 e già scrivere post di venerdì 13 porta sfiga che poi ti si blocca il compiuter con quelle scherme lì blu che dicono dellamorte che già uno si tocca solo a sentirne parlare e fuori piove e sono sveglio dalle 5 di questa mattina tra le speranze per Mary Poppins che lei ha l’ombrello e io il mio era blu come il fondo dell’auto che non trovo, l’ombrello non l’auto, quella l’ho sbattuta scendendo da un gradino alto come un canyon a due piani dopo aver accompagnato la suddetta Mary che speriamo sia così a una cinquantina di chilometri da qua, proprio guarda caso mentre l’alba si sforzava d’uscire da un cuscino di nuvole grigie ma così grigie che sembravano i pensieri di un lunedì mattina e non ce l’ha fatta, l’alba, le ha scrollate ma solo acqua ne è scesa e mi sa che s’è arresa, l’alba, Mary no che lei è in viaggio e io nel frattempo benzina in un altro Paese lì dove non ci credereste quanto costa e poi caffè in questo Paese, che costa di più pure ma il fagottino al cioccolato quello sì, che è mattina, l’alba è grigia e la bici fa quel rumore di catena stufa e ruote stanche di star ferme, avete presente, credo, e quindi tra poco esco e ci provo lo stesso, a fischiettare via le nuvole e godermi la mattinata di ferie proprio a pochi giorni da quando, camminando cioè no che ero in auto ma si dice comunque, tanto la strada è strada e va bene ci sta, ho incontrato un Nick a caso, di quelli che incontri per pasquetta o giù di lì lungo le strade del friuli, dai che lo sapete, sono creature di cui si parla poco ma che val sempre la pena fermarsi a osservare, simpatiche e piuttosto matte, di quelle che commentano sui siti altrui come non ci fosse un domani, aprono un blog di fantascienza e tutti commentano sul suo nick-blog, come non ci fosse un domani, perché ci si sente un po’ a casa, soprattutto se si è di quell’angolo di sfera che chiamano “di genere”, e poi ci bevi un caffè, o un tè per quelli reduci (e reduci male) dal pranzo pasquettale, airish coffi per il Nick, e insomma fa piacere perché era solo una voce di lettere fin una settimana fa, ora invece è proprio voce voce, e quando poi leggi il blog te lo senti in testa quel suo vocione da Nick e lo riconosci e magari hai coraggio di condividere foto come questa, giusto prima di prendere la bici per andare a salutare la valle devastata, che il fiume tanto se ne fotte e il mondo rotolerà ancora quando avremo finito noi e magari se qualcosa resterà sarà proprio il fungo, che nella foto non si vede, dove ci siamo seduti noi.

cthulhu, nick and me
“Tranquillo Nick, va tutto bene!”

Eh sì, nella foto io sono quello pallido di destra, Nick è quello con la faccia da blogger a sinistra e dietro c’era il classico friulano che s’è imbucato nella foto. Giuro, a Remanzacco si vedono di continuo!

Buon venerdì 13 a tutti!

Print Friendly, PDF & Email

10 thoughts on “Metti un Nick a caso

  1. !!!
    C’ho il fiatone io, immagino voi! 🙂

    (Simpatico il tipico friulano sullo sfondo, ma non gli manca il tipico bicchiere in man… ‘azz, si beve voi!)

      

  2. Quoto in toto Iguana…maremma…a parte il fiatone, ha ho gli occhi lacrimanti per la fatica di leggere e non perdere il segno, e poi tornare indietro e rileggere perchè avevo perso il segno…il tutto de nascosto da boss…quindi, doppio fiatone!
    Belliiiiiii!!!

      

  3. Ahhh ahhh ahhhh ahhhhh! 🙂
    Bellissimo! 😉
    In realtà il tipico friulano dietro di noi è scappato subito dopo perchè non voleva pagare l’airish cooffee!
    Bellissima, questa me la riposto su Nocturnia.

      

  4. Bellissimi, non c’è che dire. Se mi fossi aggiunto io i pittori avrebbero avuto ispirazione per mille anni. 😀 Coi ritratti apocalittici. 😀
    Mi fa piacere, bravi. ^^

      

  5. Ahhhhh, che post sfiancante!
    Viva la punteggiatura e chissenefrega del resto, mi vien da dire… 😀

    PS: lunedì recensisco il tuo libercolo su Lovecraft, così saprai che ne penso… 🙂

      

Vuoi rispondere?