Fire*Wolf #2. Le Cripte del Terrore di James Herbert Brennan

Ultimo post dell’anno, scritto con un certo anticipo, prima di levare le ancore e partire dai lidi informatici per immergermi negli ultimi giorni di atmosfera natalizia. Nel lasciarvi alla bellezza delle abbuffate tra amici e parenti, manteniamo la tradizione del Natale e leggiamoci un libro(game). Un anno fa eravamo in giro per il mondo di Fighting Fantasy, nei sotterranei della montagna infuocata in compagnia dei mitici Steve Jackson e Ian Livingstone. Quest’anno facciamo ritorno ai primi anni ’80, dove ci attende un altro autore molto amato (e che per poco non ho incontrato al Lucca Comics & Games 2015) James Herbert Brennan, e affrontiamo un capitolo del suo ciclo di Fire*Wolf, noto in originale come Sagas of the Demonspawn.

Può suonare strano, alle orecchie di chi se ne intende, decidere di impiegare del tempo a scrivere di quelli che sono tra i librogame più detestati della storia, un cumulo di occasioni perse che sono molto diverse dai cicli più famosi di questo autore, siano essi gli Horror Classics (citati tra i librogame horror) o la saga dedicata al Pip seguace di Merlino ed eroe arturiano.

Fire*Wolf ha però dalla sua un potenziale enorme, che soprattutto nel primo volume riesce ad attrarre e condurre il lettore, che riesca a dimenticarsi dell’impianto biblico di regole, in un regno oscuro, più vicino ai canoni dello sword & sorcery che del più classico fantasy tolkeniano.

Nonostante non ci si discosti dalla manichea visione che contrappone un eroe alle forze del male, ci sono dettagli che sfumano questo quadro, donandogli una profondità insospettabile. L’ambientazione cupa, fatta di castelli abbandonati, armi vampiriche e paludi mortali, viene vissuta attraverso gli occhi di un barbaro che si scoprirà suo malgrado capace di oscuri sortilegi, indispensabili (se le regole fossero state calibrate decentemente) per sopravvivere in quella che diverrà la sua unica missione. Contro di lui si schiererà la potenza inumana dei Demoni, e dei loro seguaci umani.

Il ciclo di Fire*Wolf è composto da quattro volumi, pubblicati in Italia dalla solita Edizioni EL.

  • Fire*Wolf #1 – Il barbaro ribelle (Fire*Wolf, 1984)
  • Fire*Wolf #2 – Le cripte del terrore (The Crypts of Terror, 1984)
  • Fire*Wolf #3 – Nel regno dei demoni (Demondoom, 1985)
  • Fire*Wolf #4 – Le radici del male (Ancient Evil, 1985)

E tanto per gradire ecco le quattro copertine originali, nell’edizione della Fontana Paperbacks. I primi due, usciti nel 1984, erano illustrati da Geoff Taylor, che dagli anni ’70 ha lavorato sulle cover di testi di autori quali Philip K. Dick, David Eddings, Jack Vance, J. R. R. Tolkien, Roger Zelazny, collaborando con la Games Workshop per il materiale legato al mondo di Warhammer.
Gli ultimi due sono curati invece dal grandissimo John Blanche, del quale abbiamo già parlato ai tempi del libro di magia di Kakhabad.

demonspawn

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fire-wolf-appUna curiosità: nel 2014 la benemerita Tin Man Games si è prodigata per portare su smartphone e tablet una versione digitale di questa saga, dopo aver rivisitato il sistema di combattimento. La App è disponibile per iOS, Android e anche sul Kindle Store di Amazon.

Tutto questo preambolo per parlarvi della recensione, pubblicata oggi su Librogame’s Land, la quale tratta del secondo dei quattro libri. L’impressione (dalle prime pagine del primo libro) è che l’autore abbia dedicato pochissimo tempo a curare la parte ludica di questa saga, e che dopo un inizio sfolgorante in quanto a stile narrativo si sia accontentato di completare il lavoro, lasciando da parte tutti quei dettagli che potevano farne un piccolo capolavoro del genere.

brennan librogame fire wolf Le cripte del terrore

Fire*Wolf – Le Cripte del Terrore

Nel primo capitolo della saga di Fire*Wolf abbiamo svelato la nostra vera discendenza, tra castelli dimenticati, paludi e demoni. Andiamo a scoprire cosa accade nel seguito, Le cripte del terrore, dove continueremo la nostra quest che ci vedrà combattere nel tentativo di ostacolare l’avanzata della stirpe demoniaca.

L’incontro col nostro vero padre, lord Xandine, ci ha aperto le vie della magia e resi partecipi ai poteri della spada-vampiro Doombringer.
Purtroppo fin da subito ci renderemo conto che per arrivare alla fine del testo bisognerà, come nel predecessore, chiudere entrambi gli occhi sugli scontri e barare.

Questa necessità, già palesatasi nel volume precedente, è dovuta a due motivi:

  • una mole di regole considerevole, che trasforma ogni scontro in una lunghissima sequenza di calcoli matematici;
  • la mancanza di equilibrio, probabilmente imputabile alla totale assenza di beta test del libro: ne Le cripte del terrore i nostri avversari avranno punteggi molto elevati, e saranno anche dotati di abilità speciali. Ne è un esempio la nefasta regola del “tiro per colpire”, il valore da superare tirando 2D6, pari a 7-ABILITA/10. Noi potremo avere circa una decina di punti di ABILITA, mentre troveremo avversari con 30 o 50 punti (50 punti vuol dire 7-5=2, con 2D6 ci colpiscono al 100%, se ho ben interpretato le regole).

Ma torniamo alla storia, che riprende da dove avevamo lasciato il barbaro Fire*Wolf alla fine del libro precedente.

Leggi il resto della recensione su Librogame’s Land!

 

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