Non è musica per il lunedì mattina

Vikki Carr
Vikki Carr

Però io ve la metto comunque. Un post di passaggio, scritto in un’afosa domenica sera, dedicato completamente alla voce imperiosa di questa ennesima estate. Che è come tutte le altre, anche se ci vogliono far credere il contrario, è calda e un po’ puttana, ti fa sudare e pagare.

Ma c’è pur sempre la musica che ci salva, anche a quelli come me che di musica non capiscono nulla, che ballavano boogie quando andava di moda la salsa e preferiva il mambo alla noiosa sequenza di sculettamenti di altri balli latini o come si dice. Quindi musica di quelle rubate ai film, Confessioni di una mente pericolosa in questo caso. Musica per organi caldi, si potrebbe dire se non fosse il titolo di qualche porno. Ma è di quella musica che è calda, che ricorda il caldo e non ce lo fa passare né scuotere via dalla pelle appicicaticcia. Anzi, è di quelle che ti si struscia addosso e ti dice suda amico, che può solo andare peggio.

E talvolta piace, sudare.

E quindi questa è Vikki Carr che a guardarla nella foto mica ci credi che ha sta voce e invece. Ah, prima quattro parole che ho scritto quando l’ho condivisa su FB, che mi piacevano e le volevo fissare in un tempo più stabile del mio “wall”.

È una notte decisa e definita, densa, di quelle da tagliare col coltellaccio usato per ammansire le bistecche della cena. E una coperta senza bordi avvolge ogni cosa nella promessa di una notte più sudata delle altre. Ma dall’ultimo locale aperto scivola liquida la sua voce, e tutto il resto svanisce col ronzio del lampione che si spegne. È buio, e canta Florencia Bisenta de Casillas Martinez Cardona, in arte Vikki Carr.

Print Friendly, PDF & Email

Vuoi rispondere?