Pronto per la partenza

No, di punta non ho mai vogato, ma la foto meritava

Ci sono diverse particolarità nel canottaggio – ve l’avevo detto che l’ho praticato per una decina d’anni da giovine? – e forse la principale sta nell’intensa preparazione, fino a una dozzina d’allenamenti settimanali. Per una competizione che invece dura solo qualche minuto. Tutto si svolge rapido, pur nella sua comprensione di tecniche e tattiche. E c’è quell’istante – quello di cui volevo parlare – di assoluto nulla.
È un attimo, un respiro.

Ci si prepara alla partenza, confidando in qualche divinità tentacolare affinché il mare sia più quieto possibile. A due chilometri dall’arrivo ci si trova immobili, in un equilibrio precario su un asse di fibra di carbonio, che galleggia per qualche legge fisica al momento troppo lontana dai pensieri. I remi “piantati” nell’acqua, le pale pronte per accogliere la prima spinta. E a un istante solo dalla partenza tutto si congela.

Lo sapete come si voga? Con la schiena volta all’arrivo. In quanti altri sport ci si muove all’indietro, arretrando, senza poter vedere né il traguardo né gli avversari che precedono?
È un volo quasi alla cieca, un percorso di minuti che sembra dilatarsi, da quell’ultimo respiro prima della partenza.
Ma a pensarci è così che va sempre, si può guardare ciò che è stato, ed è spesso poco utile, e si può percepire solo brevemente ciò che arriva.
Il resto è allenamento.

E insomma sono qua, col respiro fermo. Come molti di voi già sanno il 21 dicembre, apocalypse day, mi sono licenziato, rinunciando a un buon posto di lavoro sicuro per tornare a lavorare in proprio. Qualcuno mi ha praticamente insultato per questa scelta, qualcun altro (molti altri) mi hanno appoggiato. Io non l’ho mai vista come una scelta, lo è stata in passato quando ho deciso altrimenti, per una serie di motivi ormai lontani. Questa volta era l’unica vera possibilità.

Che lo dico a fare qua?
Beh perché c’era un tempo in cui un po’ di cavoli miei ve li raccontavo. E c’è che nel 2012 ha chiuso Edizioni XII e a me, che la cosa insomma la si sapeva da un po’, ancora dispiace togliere quel “responsabile publishing”. E nel 2012 ha chiuso eBookAndBook perché col lavoro che avevo non riuscivo a star dietro a impaginazioni notturne. E nel 2012 ho smesso di scrivere, gestire il sito. C’è stato un vuoto, utilissimo a capire cosa andava fatto.

Ed è ora di ricominciare, ma in modo intelligente.
Edizioni XII è andata, ma molti sono rimasti in giro e nel giro, e qualcosa si sta già muovendo.
eBookAndBook sta ripartendo; il servizio di impaginazione, digitale e tradizionale, ha un nuovo sito, decente stavolta, e avrà una nuova realtà alle spalle.
A questo si è aggiunto come hobby, passatempo, passione, ma anche esperimento che mi permette di esplorare nuovi mondi, il sito di ricette veloci e gustose. Se lo “piacete”, linkate e divulgate non può che farmi piacere.
Per chi è appassionato c’è il blog dedicato al saggio I giochi di Cthulhu, presentato allo scorso Lucca Comics and Games, pubblicato dalla Edizione WildBoar.
E c’è il lavoro “vero”, quello su cui conto per mangiare e pagare l’affitto, che dopo quattordici anni di lavoro dipendente torna a essere qualcosa di totalmente mio, del quale vi racconterò magari più avanti.

Perché ora si va a dormire, che domattina sveglia alle 6 e poi all’alba, sul mare.
Pronto per la partenza.

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