Un dungeon in una pagina

Nuovo articolo per la categoria “non li legge nessuno” e nuova infrazione al codice del blogger “tieniti su pochi argomenti per fidelizzare i lettori”, nuovo post di tipo giocoso e dungeonandragonesco. Rieccoci a parlare di sotterranei e mostri. Lo avevamo già fatto ai tempi del simpatico How to host a dungeon, con relativo post meta-ludico sull’era dei demoni, così come con l’incontro tra dungeon, sette nani e un computer nel perennemente in sviluppo Dwarf Fortress (al quale recentemente hanno aggiunto le miniere con tanto di rotaie e binari per far trasportare ai nani il materiale estratto).

a-rough-night-at-the-dog-and-bastard

Dopo aver disseminato di retro-link l’intro dell’articolo, contro qualsiasi buona norma di scrittura, eccoci a questa segnalazione. One Page Dungeon Contest, il concorso annuale sui sotterranei (ma detto così fa pena, dungeon è molto più evocativo) evolutosi dalla prima versione del 2009 e chiuso nell’ultima edizione giusto agli inizi di giugno.

In tre anni il “concorsino” si è guadagnato un bel po’ di sponsor, attestandosi sul centinaio di partecipanti e inventandosi gustosissime categorie per i premi. Si va dai più comuni Best Dungeon Generator, Best Science Fiction,… agli interessanti Best Relationship Map, Best FungoidMost Bountiful per arrivare a chicche come il premio Best Integration of Art and Story assegnato all’avventura Deep in the Purple Worm. Un enorme creatura vermiforme viene paralizzata dalla magia dello stregone Hi Xaphon, salvando così la popolazione dagli oscuri desideri della bestia. Il corpo della stessa però verrà eletto a dimora da un mago oscuro (con evidenti problemi nel trovare una casa a buon prezzo), del quale i nostri eroi dovranno occuparsi nel migliore dei modi.

Rejec_One_page_dungeon

Tutti i PDF delle avventure sono liberamente scaricabili e i premiati valgono tutti il tempo passato a leggerli. Le idee spaziano ben oltre il concetto di “sotterraneo”. Ci sono mappe di relazione in un gruppo di personaggi bloccati dalla tempesta in una sinistra locanda (A Rough Night at the Dog & Bastard di Kelvin Green, ottimo punto di partenza per un murder party, ad esempio), mercati delle fate di gaimaniana memoria da esplorare (in The Faerie Market di Leslie Furlong) o mappe generiche lasciate in gestione al lettore/giocatore (in Seven Spindles and a McGuffin di Lester Ward, premiato come Best Modifiable Map).

Personalmente ho apprezzato tantissimo il layout di The Monastery at Dor Amon di Dale Horstman premiato come Best Library, la cui resa grafica, oltre alla storia affascinante, è superiore agli altri moduli presentati.

the-monastery-of-dor-amon

Print Friendly
« »

Post comment

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: