Orphan Black (serie 1 e 2)

Oggi è andata così, che pioveva (strano eh) e quindi ho saltato brutalmente la lezione di tai chi per restarmene con Fred, la cartella di musica classica (rubata a Irene) su Spotify sul Kindle e l’ultimo bicchiere di Tazzelenghe della Tenuta Beltrame, un posto che sta proprio lì, al confine tra l’inferno dell’eterno alcolista e il paradiso dei sapori perduti. E si sa, che alla fine tutto finisce e separarsi è sempre difficile. Ti riprometti che questa volta sarà diverso, che hai imparato. E quando te lo versi, quell’ultimo, invece.
E tra la conclusione dell’ottimo L’armée furieuse (che per altro mi ha fatto passare quasi un’oretta sul web a rileggere testi sulla masnada di Hellequin) e la cena da inventare, ho chiuso la seconda serie di Orphan Black, serial suggerito da Eddy (a cui devo anche la spinta per scrivere Le guide che a breve si ingrosseranno di un nuovo capitolo).

E mentre penso che dovrei recensire il libro, raccontarvi dei conigli assassini che sono arrivati belli impaginati sul sito di Savage Worlds e di altri progetti che stanno trovando ognuno il loro bel porto, qualche parola sul telefilm ce la scambiamo, prima di cena. Orphan Black è stata una bella scoperta, in un periodo in cui niente sembrava davvero soddisfarmi (dopo l’abbandono di Helix e Penny Dreadful stavo quasi per rivedermi tutta Breaking Bad). Siamo sinceri, non è niente più che puro intrattenimento, con pseudo scienza/fantascienza a tema clonazione che raggiunge epici momenti di LOL in alcuni discorsi tra “scienziati”.

(quasi) tutti i cloni di Orphan Black
(quasi) tutti i cloni di Orphan Black

La trama si riassume in una ragazza, orfana, scopre di avere cloni sparsi per il mondo dei quali lei sembra essere l’unico fertile, avendo dato alla luce anni prima una bambina, che diventa presto il centro di una ricerca da parte di spietate organizzazioni segrete tra la scienza e la religione. La ragazza, Sarah Manning, ha la fortuna di essere interpretata, come le sue cloni, da una bravissima Tatiana Maslany (che ho scoperto ha recitato Ginger Snaps 2: Unleashed l’unico dei tre capitoli se non erro a essere arrivato nei nostri cinema, col titolo storpiato in Licantropia Apocalypse). La serie è lei, il resto le ruota vorticosamente attorno. Lei è Sarah, sbandata alla perenne ricerca di una figlia che tutti si contendono, Helena, la sorella psicopatica, Alison Hendrix, la casalinga frustrata, Cosima Niehaus, la scienziata frichettona lesbica coi dreadlock e – per una probabile sbronza degli sceneggiatori – un certo clone transessuale che compare solo di sfuggita e riesce, in un momento follemente WTF della seconda stagione, a strappare un bacio a Felix, fratello adottivo (gay) di Sarah.

La serie è canadese e la differenza col solito prodotto ammeregano si avverte. Lì dove riesce a dare il meglio, quando si abbandona e regala qualche scena più forte – stavo per scrivere gore ma no, siamo lontani – come l’inseminazione contro natura in By Means Which Have Never Yet Been Tried, e in generale dovunque appaia la killer Helena, il cui lato psicopatico riesce a diventare un’adorabile parte di ogni episodio. Alison, la casalinga frustrata e l’omosessuale Felix, per quanto inizialmente relegati a schemi banalissimi, sono invece protagonisti di un certo sviluppo (inaspettato per la prima, più ovvio per Felix) e del comic relief della serie. La Maslany riesce nell’incredibile compito di costruire personaggi diversi (e tutti piuttosto interessanti, tranne la pallosissima Cosima) e, nel gioco degli equivoci che spesso lo scambio tra i cloni va a creare, trova la via per recitare nella parte di un personaggio che interpreta un altro personaggio, trasmettendo le incertezze nell’imitare le caratteristiche altrui. Di contorno il granitico Art, la sua collega perennemente con l’aria di chi dovrebbe scopare di più per rilassarsi, gli scienziati/soldati/figlididio ai quali è concesso troppo poco per il ruolo che dovrebbero avere nelle vicende.

Serie consigliata, estiva e spensierata, che potrebbe regalare dei bei sviluppi, magari accelerando nello scontro tra le parti, ora che si è scoperto cosa hanno fatto alla “altra metà del cielo”.

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