Gioco vecchio, Darksiders, ormai già il seguito è vecchio. Però il sottoscritto come sempre se li compra quando raggiungono prezzi accettabili su ebay e ci mette un tempo quasi infinito a completarli. Darksiders mi ci son volute una trentina di ore. Sparse su sette mesi. E siccome alla fine mi ci son divertito un sacco ed è uno di quei pochi giochi che quasi quasi lo ricominciavo a difficoltà apocalittica, due parole le spendo (e vedendo ora la lunghezza del post direi qualcuna più di due, ecco).
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Era da un bel po’ che non postavo un racconto, e approfitto di questa piccola creazione horror, nata grazie al concorso di scheletri.com, 300 parole per un incubo, e al sempre grandissimo Luigi Musolino che mi ci ha tirato dentro. Con l’abile e barbuto autore abbiamo scritto come si suol dire “a quattro mani”, questo Dalla carne. Ci siamo ispirati al racconto Dal momento che sono un assassino di Arthur Williams, letto eoni or sono nella raccolta 25 racconti del terrore vietati alla tv (cioè dico ma non è una figata di titolone?!) ripubblicata in varie versione e che consiglio a tutti di leggere, contenitore nel quale si nascondono preziosi come Lukundoo di Edward Lucas White e The Voice in the Night di William Hope Hodgson.
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Sì, siamo tornati. E ne scrivo ora perché da domani l’immersione nel real world sarà totale e annichilente quindi mi restano poche ore per raccontare com’è andata. E ho già speso tempo ad aggiornare il sito di Cthulhu e il sito segreto del quale vi racconterò tra qualche settimana. Passiamo quindi a questo weekend toscano che è andato a dir poco benissimo.
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Quella dei making of, come sapete, è una passione da queste parti. Insomma chi più chi meno, tra artigiani (che dire artisti suona pomposo e ingombrante) e scienziati, quello che si cerca è il come, il meccanismo che regge la scenografia, l’affascinante groviglio di pulegge e tiranti capaci di costruire qualcosa che prima non c’era.
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Che ci posso fare, sto ancora ridendo perché insomma, me lo scrivo, me lo impagino, mi scrivo il post. Un uomo tutto fare, non concordate? Ma – al solito – divago. Siamo al 20° capitolo, poco più di una decina alla conclusione, ed è toccato al sottoscritto prendere quanto rimane di Admiral City e dei Super dopo l’assalto di Mezzanotte e i suoi sgherri. Ci sono state rivelazioni non da poco negli ultimi capitoli, e arrivato io ho deciso di… lo scoprirete leggendo, non vi anticipo nulla.
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Il Guardiasabbia sollevò appena il cappello e si passò le dita sul cranio lucido. I lunghi tergicristalli neri spazzolavano adagio il vetrogel della plancia alimentandolo con un composto di alcali e sali minerali. Il primo giorno del quarto mese di viaggio era un mercoledì nuvoloso, che prometteva pioggia entro sera. Avevano avuto grane la notte precedente e quella prima ancora: piccoli inconvenienti in manovra, dovuti a improvvisi cali di regime dei motori, abbastanza rognosi, però, da far scattare gli allarmi e innervosire l’equipaggio.
Da oltre sei settimane non vedevano altro che dune e terra arsa dal sole: una sterminata monotonia di gialli, interrotta soltanto dal rotolare indolente dei grossi cespugli a palla, entro i quali – protetti da una cellula ricavata tra le spine – viaggiavano qualche volta gli Ghmor, i nomadi del vento che abitavano le aree subtropicali di MondoNove.
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Nuova puntata della rubrica dedicata all’arte dietro l’arte, tocca oggi a un videogame che pochi non conosceranno, Halo. Per questi pochi sfortunati due parole sulla saga di sparatutto destinati alla console Xbox (e al PC per i primi due capitoli).

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Ed eccoci con un bel vantaggio sugli italiani tutti alla recensione del film Prometheus, già già, quello che in Italia esce tra mesi. Quello che segue è un insieme di opinioni di qualcuno che ha visto un film, ha assistito uno spettacolo, e intende condividere i suoi pensieri e i suoi dubbi. Non c’è niente del mestiere di critico cinematografico. Non ci ho messo neppure recensione, così non vi vengono i dubbi. Ma non c’è neanche, nonostante qualcuno mi abbia fatto osservare il contrario, un accanimento personale verso i film, visto che, da un po’, difficilmente trovo qualcosa che mi soddisfi.
Intendiamoci, a me piace il cinema, è sempre piaciuto. E proprio per questo motivo spendere sempre più soldi per vedere film realizzati male (spesso dalla parte della sceneggiatura) lo trovo piuttosto fastidioso.
Eppure non credo che esigere coerenza e rispetto in uno spettacolo sia troppo. Perché tanto – ma lo sappiamo vero? – è fantasy, è fantascienza, sono supereroi, è solo intrattenimento e via dicendo. Ha ragione chi dice che così rischio di rovinarmi la serata. A essere troppo pigneinculo (termine rubato all’amico gelostellato) rischi in lettura, cinema e immagino (non essendo un usufruttore di questi media) teatro, musica, pittura e avanti così. Meglio quindi non accorgersi, non chiedersi nulla? Non dico proprio staccare il cervello e divertirsi (a meno che non si tratti di Bitch Slap o Mega Shark vs Crocosaurus, ma almeno lasciarlo riposare un po’? Non ci riesco.
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Nuovo articolo per la categoria “non li legge nessuno” e nuova infrazione al codice del blogger “tieniti su pochi argomenti per fidelizzare i lettori”, nuovo post di tipo giocoso e dungeonandragonesco. Rieccoci a parlare di sotterranei e mostri. Lo avevamo già fatto ai tempi del simpatico How to host a dungeon, con relativo post meta-ludico sull’era dei demoni, così come con l’incontro tra dungeon, sette nani e un computer nel perennemente in sviluppo Dwarf Fortress (al quale recentemente hanno aggiunto le miniere con tanto di rotaie e binari per far trasportare ai nani il materiale estratto).
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No, fermi, non ci ho messo mano recentemente e no, non ho corretto alcuni dei bug che tanto speravate. Mi spiace. L’ultima modifica risale a molti mesi fa, fatta su richiesta di uno dei fan del software per la scrittura di libri interattivi. Me ne sono ricordato in questi giorni dopo aver ricevuto una inattesa donazione da un gruppo di scrittori che gestisce un piccolo sito e intende darsi alla narrativa a bivi. Ho pensato quindi di rendere nota questa versione, così da indirizzare sul sito dove scaricarla, assieme alle precedenti parecchio vintage, tutte ormai ospitate da Google Code.
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