Pazuzu di Danilo Arona

Non è facile iniziare Pazuzu, l’impatto con lo stile di Yon Kasarai alias Danilo Arona disturba, ponendo il lettore davanti a un affresco misticheggiante, dominato da nomi difficilmente pronunciabili.
Ma leggiamo rapidi la trama e poi passiamo a parlare della storia e del modo in cui è scritta, punto saliente di questo romanzo.

In un tempo lontano, nel desertico regno di Hassan I Sabbah, domina lo spietato e inguardabile tiranno di Hakim, che terrorizza dall’alto del suo castello la pacifica gente delle dune. Un illusorio e precario equilibrio di paura e sottomissione, di colpo infranto dall’arrivo della Madre dell’Oscurità, la cui tenebra dilagante può significare la fine di ogni forma di vita: un potere smisurato e invincibile che l’ambizioso mago Hakim è in grado di sfruttare per i suoi occulti scopi. Ma contro tanta e perversa alleanza ecco levarsi la più impensabile delle alleanze: una giovane sciamana cieca, i minuscoli e timidi Figli delle Stelle e gli improvvisati guerrieri delle sabbie. Una tenzone senza storia fino a quando, dalle viscere della terra, non emerge la creatura più gigantesca e spaventosa dell’universo. L’immenso drago volante di cui nessuno osa pronunciare il nome…

Sicuramente questo romanzo breve non è rappresentativo della serie Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri della Delos.

I draghi sono più simili a simboli divini, creature sovrannaturali dalle forme bestiali, alle quali viene dato un nome leggendario ma riduttivo, sopratutto quando si tratta del drago dei draghi, l’enorme demone Pazuzu.

Non ci sono guerrieri, i componenti delle tribù di Coloro-che-camminano-tra-le-sabbie non percepiscono che una minima frazione di ciò che accade, si muovono in giro cerando di menare le spade contro mostruosità magiche, e alla fine non hanno nessun peso nella storia.

I maghi ci sono, anzi, c’è un mago, un unico essere che padroneggia un artefatto mistico, attraverso il quale manipola parte della stessa realtà.

Di questi presunti protagonisti solo l’immane Pazuzu ha un senso nella vicenda, attraverso il suo conflitto con la Madre dell’Oscurità il mondo stesso viene plasmato e i veri protagonisti si rivelano. La sciamana cieca, i piccoli figli delle stelle, le leggende del tempo passato.
Il libro di Arona non ha nulla a che fare col fantasy che ci si attende in una collana come questa, è un misto di fantascienza e teologia, tratta di poteri magici ed esseri stellari, intessendo una trama che va al di la dei possibili protagonisti umani.

Pazuzu non è di facile lettura, richiede attenzione, e l’editing terrificante della Delos, tra errori d’ortografia, sbagli di font, righe che escono dai bordi, non aiuta. Ma dopo qualche pagina si fa amicizia col ritmo e col vocabolario di quel nuovo mondo e diventa impossibile staccarsi, impossibile rimandare la scoperta di ciò che si cela nel Prisma, tra profezie e divinità demoniache, nello schiudersi di un futuro noto, ma non per questo meno terribile.

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