Pomodori verdi fritti al caffé di Whistle Stop

A volte mi domando che cosa la gente usi al posto del cervello. Pensa a quei ragazzi: hanno paura di sedersi a mangiare vicino a un negro, ma divorano le uova che escono dal culo delle galline.
– Ninny

Dovrei preparare le cose per il bivacco di questo weekend, e trovare il modo per sopravvivere all’ondata infernale di domani. Ma volevo passare ancora qualche momento al PC. Ventilatore a turbina puntato addosso e l’asciugamano che si scalda come un sudario inutile. Volevo raccontare di questo libro, di cui tutti o quasi conoscono il film. Per cui finisco con le cose da fare e torno e scrivo una “recensione”.

Son passati quattro giorni. Di bivacco neanche l’ombra, ché domenica prevedevano (azzeccandolo) l’arrivo del nubifragio. Solo una gita in giornata, a correre su e giù per i monti attorno al lago. Ma dicevamo del libro. Anzi, del e-libro.

Pomodori verdi fritti al caffé di Whistle Stop se ne stava tranquillo sulla mensola degli ebook , di quelli che talvolta regalano e che stipo nel Kindle in attesa che mi venga voglia di leggere in digitale. Qualche settimana mi son ritrovato reduce da una serie di titoli piuttosto feroci (tra i quali The Ritual di Nevill e il trittico weird dell’ultimo – in tutti i sensi – Urania Horror) e scorrendo la libreria del Kindle ho deciso di dargli una chance.

pomodori verdi frittiE più che una lettura si è trattato di un lungo viaggio in ottima compagnia. Il libro, che eleva allo stato dell’arte il concetto di coralità, vive attraverso decenni di vita e innumerevoli piccoli e grandi eventi. Ci sono tante Grandi Cose Brutte, nel libro, di quelle che noi a viverne solo una daremmo già di testa. Il KKK. La Grande Guerra. La Grande Depressione. Incombono come giganti idioti, lasciando la loro scia di vittime. In mezzo, nelle intersezioni tra i denti e le ferite di terre intere, le piccole cose della piccola gente.

Di donne ce ne sono, e tante. E vivono e muoiono, e subiscono e uccideno, e accudiscono figli e mariti. E ci sono uomini, giusti e sbagliati, che vivono e muoiono, amano, odiano, difendono e vengono difesi. Tutti che tentano con le loro forze di trovare un senso allo sputar sangue giornaliero, al sopravvivere al cambiamento, a quello scherzo chiamato vita che sembra regalare comprensione solo quando è ormai troppo tardi.

È buffo come da bambini si pensi che il tempo non passerà mai; poi, dal momento in cui si raggiungono i vent’anni passa svelto come il rapido per Memphis. Io credo che succeda a tutti: la vita ti scivola addosso. Di sicuro è successo a me. Un giorno ero una bambina e il giorno dopo ero una donna adulta, con il petto e i peli non dico dove. E nel frattempo non mi ero accorta di nulla. Ma io non sono mai stata troppo brava a scuola…

Fannie Flagg ci trascina a Whistle Stop, dove passa il treno e talvolta scendono e talvolta salgono le storie. E non c’è racconto di Ruth che non valga quella del silenzioso vagabondo Smokey, di Big George o di Evelyn. O di Dot Weene, la cui presenza è suggerita e pur non comparendo direttamente in nessun evento narrato, finiamo per conoscere attraverso le pagine del suo “giornale di Whistle Stop” che distribuisce al piccolo ufficio postale dove lavora.

Non c’è figlio, o nipote, del quale le piccole e insignificanti gesta non si incastrino nel quadro complessivo. Ed eventi accennati all’inizio del libro trovano spiegazione pagine più tardi. Intensi e incisivi, per quanto piccoli rimangono incastrati tra i ricordi e quando la Flagg ne rivela i retroscena tutto si ricollega alla perfezione. Ci si sente sempre in compagnia, leggendo. Si intrecciano i narratori, si viaggia avanti e indietro nel tempo. Si aspetta con pazienza che torni Idgie con la nostra ordinazione, al caffé di Whistle Stop…

Se qualcuno non c’è ancora stato, Idgie dice che la colazione viene servita dalle 5.30 alle 7.30 e il menù prevede uova, farina di granturco, biscotti, pancetta affumicata, salsiccia, prosciutto, sugo di carne e caffè, il tutto per 25 centesimi. Per pranzo e cena: pollo fritto, braciole di maiale al sugo, pescegatto, pollo e gnocchi o barbecue e tre verdure a scelta, gallette o pane di granturco, bevande e dessert per 35 centesimi. Fra le verdure Idgie elenca: granturco alla panna, pomodori verdi fritti, rombo fritto, cavolo riccio, barbabietole, fagioli dell’occhio, patate dolci e fagioli di Lima.

ricetta pomodori verdi fritti

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