Annotazioni a margine di Providence #11 “The Unnamable” di Alan Moore e Jacen Burrows

We were sitting on a dilapidated seventeenth-century tomb in the late afternoon of an autumn day at the old burying-ground in Arkham, and speculating about the unnamable.
H.P. Lovecraft

Penultimo capitolo. Rush finale verso una nuova era. Moore accelera e attraversa un secolo di storia, mescolando la nostra realtà con quella dei racconti di H.P. Lovecraft, rimescolando con cura a quanto letto in Neonomicon e la mitologia di Providence.

Un numero densissimo di rimandi, l’undicesimo, che ripercorre tutto il viaggio del nostro Robert Black nel New England alternativo creato da Moore, a sua volta una versione rivisitata della Lovecraft country con le sue cittadine incantate e maledette come Arkham, Dunwich e Innsmouth. Tema ricorrente: il cerchio, il ritorno al punto di partenza, la ciclicità. La storia si chiude ad anello in modo struggente sull’inizio e da lì riparte e rinasce. Moore ci ha raccontato un passato e un presente sottilmente alternativi, con i suoi giardini d’uscita e le enormi cupole cittadine, ora ci guida verso la definizione di un nuovo futuro.

Non manca di ironia neanche “The Unnamable” con alcune immagini davvero riuscite, come la “gita in treno” degli orrori lovecraftiani, dove in una carrozza qualsiasi siedono fianco a fianco cannibali, terribili vecchi, entità antichissime in corpi rubati, streghe, ghoul, medici rianimatori di cadaveri e controllori che ricordano una delle mille maschere del caos strisciante.

providence-11

Il lavoro da sarto di Moore nel ricucire tutto è perfetto e le soluzioni visive regalano un viaggio realmente cinematografico nell’orrore e nella meraviglia del suo mondo. Come detto altrove, dopo aver letto questa versione di Alan Moore della mitologia e della poetica dell’orrore lovecraftiani, sarà difficile trovare qualcos’altro da leggere.

Bibliografia essenziale

Il titolo richiama un breve racconto di Lovecraft, L’innominabile (The Unnamable) [1]. Protagonista del racconto è uno scrittore, Carver, la cui figura verrà dettagliata in storie successive, arrivando a essere una sorta di alter ego dello stesso Lovecraft. Randolph Carter, alla ricerca dei sogni perduti, rubati dagli antichi dei, ha il suo doppio in Providence nel personaggio di Randall Carver. Nella finzione lovecraftiana Carter accennerà all’incidente narrato ne L’innominabile durante gli eventi de La chiave d’argento, “sequel” del racconto lungo Alla ricerca dello sconosciuto Kadath. Dal racconto The Unnamable nel 1988 è stato tratto il (dimenticabile) film omonimo, in Italia conosciuto come La creatura [2].

L'innominabile di H.P. Lovecraft
La creatura “innominabile”

NeonomiconUtilissimo da qua in poi aver letto Neonomicon e il suo capitolo introduttivo Il cortile [3]. Rivediamo l’agente Sax prima e dopo il suo incontro con Johnny Carcosa e il linguaggio Aklo, ma soprattutto ritroviamo l’agente Brears, pedina fondamentale nel cambiamento a venire.

Per le note al solito dovete rivolgervi all’amico Zeno del blog Cronache Bizantine, mentre su questo sito trovate la lista dei personaggi e delle loro relative controparti lovecraftiane. I facts originali sono qua.

Buona lettura! (ovviamente ascoltando You Made Me Love You di Al Jolson)

Note

[1] L’innominabile, Howard Phillips Lovecraft, in Tutti i racconti 1923-1926, a cura di Giuseppe Lippi, Mondadori, Milano

[2] per i film lovecraftiani si può sempre far riferimento al volume Lurker in the Lobby: The Guide to The Cinema Of H. P. Lovecraft.

[3] l’edizione di Neonomicon li contiene entrambi (Amazon)

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