Quaderni e carta pietra Ogami

Post inatteso, scritto sull’onda dell’entusiasmo per un acquisto recente, mentre attendo un volume particolare per completare la prima fase del lavoro su Universo Hellboy. Tutto parte da un post sul blog del buon Alessandro Girola riguardo le “agendine” e i quaderni. Che può sembrare una cosa futile, se uno la dice così. Parliamo di quaderni. Quelle cose con righe e quadretti che ci inseguono fin da piccoli. Affamati di inchiostro, china, graffite. Ma come per tutto, c’è un mondo qui fuori, che può essere molto interessante. Se vi piacciono i quaderni ovviamente. Su quel post, che potete leggere qui, Andrea Sfiligoi (game designer & scrittore) consigliava i prodotti Ogami.

Qualche colpo di Google, un giretto sul sito dell’amico Bessos e l’ordine era piazzato. Pur non essendo un feticista di questi oggetti, ho sempre avuto con me un quaderno o un’agenda. Per buttarci dentro appunti, idee, progetti, talvolta schemi per sistemare gli armadi di casa. Diagrammi di flusso per la prossima versione di Libro Game Creator. Guide strategiche a librogame. Perfino ricette.

Devono essere grandi ma non troppo. Devono entrare comodamente nella borsa con cui giro. Devono essere resistenti. Il quadernone appena dismesso era in uso da maggio 2014. È un inote colortouch 17.5cm x 24cm, spiralato, con 90 fogli da 80 gr, a quadretti (che per renderlo più “tablet like” è stato ingrandito a 18.5×24 nelle nuove versioni). L’avevo acquistato in un’enorme “cartoleria”, un negozio storico di Trieste. Una sorta di paradiso della brugola, ma per artisti. E come troppi dei negozi storici di questa città, ha recentemente abbassato le serrande.

Ogami professional notebook
Ogami Professional Notebook

Ero intenzionato a prenderne un altro, ma quel che ho letto sugli Ogami mi ha fatto cambiare idea, anche a fronte di un costo superiore (si parla, acquistandoli su Amazon, di una spesa di circa 10€ per 64 fogli). “Ogami è un brand del Gruppo Cartorama dedicato al mondo del design, nato con lo scopo di produrre oggetti di uso comune caratterizzati da uno stile originale e da un’elevata funzionalità garantita dall’utilizzo di materiali e soluzioni tecnologiche innovative.” Parole di OFFICEMILANO, che cura l’immagine delle due linee di prodotti. Ci sono gli OGAMI QUOTES NOTEBOOKS, con copertine che mi ricordano certi stili grafici degli anni ’70, e gli OGAMI PROFESSIONAL NOTEBOOKS, con cover sobrie e minimaliste (personalizzabili sul web).

ogami-quotes-2

Oltre a un design che mi ha colpito da subito (quello più lisergico, ovviamente), la differenza la fa la carta Repap™. Questa non è effettivamente “carta”, non ha alcun rapporto con la cellulosa. È prodotta partendo dal carbonato di calcio, un sottoprodotto del calcare. Questo è ottenuto dalla lavorazione di materiali di riciclo, scarti di lavorazione di cave e rifiuti editili. Non vengono impiegati acidi o cloro e il laminato prodotto non necessita di essere sbiancato, essendo naturalmente bianco. Chi li produce assicura che si degradano facilmente, se esposti alla luce solare, in 14-18 mesi.

Ma alla fine com’è usare il notebook Ogami? Perché visti i materiali, i colori e il resto, quel che conta davvero si riassume in pochi aspetti. Dev’essere comodo, deve calzare come qualcosa che si indossa spesso (nel mio caso anche per anni!). Deve rendere piacevole il tempo che si passa a scriverci, essere un buon compagno di una attività creativa. L’esperienza di questo primo mesetto è davvero ottima, per quanto abbia richiesto di abituarsi al nuovo materiale che in vari aspetti è diverso dalla carta “normale” (almeno di quella dei miei soliti quaderni). Con le matite più dure si deve usare meno pressione, altrimenti incidono la carta Repap invece che scriverci, i post-it ci si affezionano in maniera particolare e dopo qualche giorno se si prova a staccarli sembra dover venir via tutta la pagina. Una volta presa la mano però la robustezza del materiale e la comodità del suo design (che di fatto trasforma un quaderno con spirale in un libro con una costa sulla quale si può scrivere) lo rendono decisamente consigliabile.

Print Friendly

2 thoughts on “Quaderni e carta pietra Ogami

  1. Il particolare della carta bianca dal carbonato di calcio è interessante. Ho notato che un buon modo per ottenere agendine a buon mercato sono le inaugurazioni di musei e mostre, le diverse associazioni ne hanno sempre una nutrita scorta, assieme alle più inutili matite, spille ecc ecc

      

    1. La carta è particolare e la rivendono come ecologica (totalmente ottenuta dal riciclo,…) però su questo ho letto anche pareri contrari (sfruttamento delle cave che devastano il territorio, paragoni con la capacità altissima ormai di riciclare la “semplice” carta,…) e ho preferito astenermi dal valutarla non avendone le capacità.

      Del resto non frequento abbastanza (nessuna…) inaugurazioni per procurarmele e visto quanto mi durano probabilmente potrei rivenderle per fare qualche euro.

        

Vuoi rispondere?