1602 di Neil Gaiman e Andy Kubert

1602 di Neil Gaiman e Andy Kubert

1602 fa parte dei volumi della collana Super Eroi, Le Grandi Saghe, usciti molto tempo fa in allegato al Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport. È il secondo titolo ad avere Neil Gaiman tra gli autori, dopo la sua rivisitazione de Gli Eterni del grande Jack Kirby. Questo fumetto è la prima storia che l’autore di American Gods ha realizzato per la Casa delle Idee, grazie al lavoro di ricostruzione affidato a Joe Quesada, per risolvere i problemi che assillavano allora la Marvel.

L’intera opera (che per quanto concerne la parte sviluppata da Gaiman consta di otto numeri, ai quali ne seguirono altri dalla mano di autori diversi) è in pratica un what if cronologico, la risposta alla domanda “cosa sarebbe successo se i super eroi si fossero manifestati nell’Inghilterra del 1600?”. In 1602 vengono quindi narrate le gesta di personaggi solo all’apparenza sconosciuti, che mantengono i poteri delle loro controparti “attuali” e anche spesso una somiglianza nei nomi, stabilendo una nuova dimensione parallela a quella solita che, usando la nomenclatura standard, ambientano le loro storie nella dimensione conosciuta come Terra-616.

In questo volume ci sarà invece Sir Nicholas Fury, prima guardia della regina Elisabetta, il cui medico è niente meno che il dottor “Doc” Stephen Strange assistito dalla giovane Clea. Accanto a loro troviamo Peter Parquagh, che per tutta la storia “rischierà” di venir morso da ragni magici, strani e pericolosi, e il gruppo di studenti del professore spagnolo Carlos Javier, tra i quali Scotius Sumerisle, Hal Mccoy, John Grey, nomi che è inutile rapportare ai personaggi del notissimo gruppo mutante degli X-Men. Non mancano i cattivi di turno, sui quali troneggia l’immancabile signore del magnetismo, qui conosciuto come Enrico il Gran Inquisitore, aiutato da Sorella Wanda, Petros (loro ho avuto più difficoltà a scoprire chi fossero nell’altra dimensione) e il Fratello Andreas dalle attitudini viscide e anfibie ai quali farà ulteriore ostacolo il Conte Otto il Bello del piccolo regno di Latveria.

La storia presenta questo passato alternativo, dove terribili tempeste di origine sconosciuta flaggellano il continente, mentre una bambina, Virginia Dare, la prima nata nel nuovo mondo, viaggia verso l’Inghilterra per parlare con la regina Elisabetta I. Proprio nelle americhe Virginia è entrata in contatto con una sorta di nodo dimensionale, che ha condotto in questa epoca i personaggi dotati di poteri non umani, che si scontrano per il possesso di una misteriosa arma appartenuta all’ordine monastico dei Templari.

1602 ha dalla sua la capacità narrativa di Gaiman, qui lontano dai deliri morfeici del suo Sandman, ma comunque in grado di creare stimolanti trame fatte di intrighi e persecuzione, amicizia e religione, intrecciandole in un continuo di rimandi agli alter ego attuali dei super eroi, per il divertimento di tutti i fan. Le tavole di Andy Kubert e i colori di Richard Isanove rendono bene sia nei paesaggi realistici della vecchia Inghilterra sia nelle scene di lotta tra le fazioni di super eroi e mutanti.

Dei vari What if…? presentati dall’immancabile testone dell’osservatore Uatu, questo è probabilmente il più coerente e interessante, nonostante i piccoli difetti di scrittura che lo affliggono in parte. Personalmente non ho gradito la conclusione di 1602, seppure con l’interessante rimando (e omaggio) a un grande super eroe delle saghe marvelliane. Avrei preferito che l’alone di mistero e scienza nascosta non venisse interrotto da quel surplus di speranze patriottiche e agganci pendenti per i successivi volumi della saga.

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