Baltimore il tenace soldatino di stagno e il vampiro di Christopher Golden e Mike Mignola

 Baltimore il tenace soldatino di stagno e il vampiro

Prima guerra mondiale. Henry Baltimore è l’ultimo sopravvissuto del suo plotone, sterminato da una forza misteriosa, ancestrale e demoniaca: vampiri. Mutilato di una gamba e nell’orgoglio, inizia così a covare vendetta e a dare la caccia ai succhiasangue. Ma per poter aver successo e uccidere quel maledetto vampiro che l’ha ferito a morte, chiama a sé tre amici: un marinaio, un soldato e un chirurgo, tutti e tre esperti involontari del sovrannaturale.

Di Mike Mignola qua da ‘ste parti abbiamo parlato diverse volte. Come sapete apprezzo moltissimo le sue graphic novel dedicate a Hellboy e ancora più ciò che ne ha derivato, il B.P.R.D. (del quale ho recensito gli albi #11 La dea nera e #10 L’avvertimento), Loebster e ultimamente (almeno per il mercato italiano) Witchfinder dedicato all’investigatore dell’occulto Edward Grey.

Non ho saputo resistere quindi, a suo tempo, a questo volume dove di grafico non c’è quasi nulla, di Mignola, se si esclude la cover e qualche piccola illustrazione interna. Ma di Hellboy e soci, oltre al tratto grezzo e sanguigno, sono le storie a rimanere impresse e conquistare pagina dopo pagina. E’ quindi il Mignola narratore che sono andato a cercare nelle storie che ruotano attorno a Baltimore.

Ho passato alcuni giorni davvero intensi, con Lord Baltimore e le sue guerre. Quella sul fronte e quella personale contro il vampiro. Lunghi giorni e piacevoli notti con i suoi tre amici, ognuno destinato a raccontare una coppia di storie: su come il Male è entrato nella loro vita e quindi sul proprio rapporto con lo stesso Baltimore.

Una storia fatta di storie, quindi, costruite alternando con perizia narrazione in prima e terza persona, con tre protagonisti che parlando di sé tracciano le linee di contorno di un mondo perfettamente aderente al tratto caratteristico di Mignola. Quello dove si svolgono l’assedio della pestilenza e la lotta tra il “soldatino di stagno” e il suo avversario non morto, è infatti un mondo fatto di sprazzi luminosi che nascondono tenebre profonde e insondabili, dove creature sghembe ciondolano pericolose sulle strade di città abbandonate e mostri nati da leggende antiche risorgono per nutrirsi della vita degli uomini.
La storia di questo conflitto ci viene raccontata attraverso l’incastro di memorie, in guisa di scatole cinesi, trasformando un romanzo in una specie di antologia, che sfrutta immagini classiche del gotico (il vampiro in primis, ma anche il burattino, i demoni, il mostro lacustre) per rafforzare il filo conduttore del romanzo, la lotta dell’uomo contro il Male.

Vivisezionando il libro, ora che è ancora vivo e caldo nella mia mente, ho giudizi diversi per i tre tranci che ne rimangono. Una buona parte del romanzo è costituita dalle storie del marinaio, del soldato e del chirurgo, ed è il pezzo migliore, gustoso e affascinante, con i suoi paesi abbandonati e maledetti, le sue creature mostruose e l’intreccio con il misterioso eroe/giustiziere nel quale si va trasformando Lord Baltimore.
Poi viene il tempo del diario di quest’ultimo, e ancora le vicende soddisfano il palato, pur iniziando a spargere un afrore di stantio, che rallenta la lettura.
Purtroppo il trancio finale non rende giustizia a quanto scritto fino a quel punto, con un “duello” che vede da una parte il vampiro e un pittore suo seguace e dall’altro Baltimore e i suoi compagni, in una scena molto stokeriana.
Ma tutto si risolve tra inutili lungaggini action, che non regalano nessun brivido a quel punto della storia, e un pugno di righe finali, il cui senso può essere condiviso o meno (ma non raccontato che si finirebbe nello spoiler) ma davvero risulta troppo compresso.
E se questo non fosse sufficiente ad annoiare prima e sbalordire negativamente, ci pensano i disegni di Mignola, che sembra essersi stancato di inventare, durante la stesura del libro, e risolve il tutto con una sequela di teschi da diverse angolature e altre amenità tutte troppo simili.

Un brutto libro quindi?
No, di certo. Baltimore – il tenace soldatino di stagno e il vampiro è un romanzo non originale nei temi e nelle figure di eroi e antagonisti ma comunque appassionante e visivo, con due ottimi autori dei quali speriamo di leggere altri lavori, magari curati davvero fino all’ultima pagina.

Da questo libro sono stati tratti alcuni fumetti, a quanto pare non tradotti nel nostro paese, Baltimore, Tome 1 : The Plague Ships e Baltimore Volume 2: The Curse Bells.

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8 thoughts on “Baltimore il tenace soldatino di stagno e il vampiro di Christopher Golden e Mike Mignola

  1. Io ho un ottimo ricordo di questo libro, forse perché è così bizzarro come impostazione da rimanere più impresso – pur con tutti i difetti – di mille altri romanzi vampireschi tutti uguali.
    Mignola, da qualunque parte lo si guardi, è un genio.

      

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