Darksiders: Ira di Guerra (PlayStation 3)

Gioco vecchio, Darksiders, ormai già il seguito è vecchio. Però il sottoscritto come sempre se li compra quando raggiungono prezzi accettabili su ebay e ci mette un tempo quasi infinito a completarli. Darksiders mi ci son volute una trentina di ore. Sparse su sette mesi. E siccome alla fine mi ci son divertito un sacco ed è uno di quei pochi giochi che quasi quasi lo ricominciavo a difficoltà apocalittica, due parole le spendo (e vedendo ora la lunghezza del post direi qualcuna più di due, ecco).
Tanto si parla di storie post apocalittiche, e finalmente eccoci qua. Qualcuno l’ha portata sulla Terra. Proprio quella, niente Maya-voglio-ma-non-posso.
L’Armageddon, l’Ultimo dei giorni.
Chiunque sia stato l’ha fatto senza seguire le istruzioni del caso. Scatenato il Distruttore, annullata la vita come la conosciamo, ha dato inizio a una guerra nel bel mezzo di quello che veniva definito l’equilibrio, senza però rompere l’ultimo sigillo, che avrebbe scatenato i quattro Cavalieri preposti a operare il volere Supremo.
Liberato senza apparente ragione, uno dei quattro, Guerra, altera con la sua sola presenza la lotta tra angeli e demoni, e viene accusato dal Consiglio di essere parte del piano del Distruttore.
Il cavaliere, per potersi redimere, viene quindi inviato dal Consiglio sulla Terra, a indagare e, se possibile, a porre rimedio a quanto accaduto.

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Mai stato fan dei giochi in cui si deve saltare e aggrapparsi in giro, a causa di una certa incapacità nello stimare ritmo e distanze necessari a finire il livello, con Darksiders, che del genere non è sicuramente il più complesso, mi son parecchio ricreduto.
Attirato dalla storia che coinvolge angeli, demoni caduti, emissari divini e quanto altro ha il genere da fornire e da un’estetica che se pur non originale (e realizzata in modo a volte approssimativo) è semplice e cattura lo sguardo, devo ammettere di essermi divertito lungo quasi tutto l’arco della storia.

Per chi l’avesse visto, okay, il gioco è derivativo in modo (ehm) apocalittico. Gameplay a là Devil May Cry (mai troppo compianto, morto per me col terzo capitolo), del quale rubacchia anche la truzzagine del protagonista (ma Dante è Dante, irraggiungibile). La scelta di design è una via di mezzo tra quanto ha sfornato negli ultimi anni mamma Blizzard (in alcuni casi le armature sembrano tier di World of Warcraft (ah il profumo di metallo magico dell’[Earthshatterer]), certi fumetti Top Cow (su tutti Darkness e il suo Angelus) e l’estetica di Warhammer 40.000 con le sue armature ipertrofiche e gli innesti biomeccanici di potenziamento. Non per nulla dietro il design c’è quel Joe “Mad!” Madureira che ha collaborato in passato con la Marvel (Avenging Spider-Man, Ultimates 3).

Tutto questo è ben mescolato, con una struttura lineare a quest piuttosto classica e un tradimento di fondo che permette di confrontarsi con angeli e demoni in egual misura. Nei combattimenti avremo a disposizione, via via che il gioco avanza, tre armi potenziabili (più un paio accessorie e alcuni strumenti particolari come l’Abyssal Chain) e fino a quattro poteri dell’Ira. Gli avversari, soprattutto dopo metà gioco, sono poco vari e una volta imparata la tecnica migliore per ciascuno si prosegue abbastanza tranquilli.
Le sezioni platform, che pensavo avrei odiato con tutte le forze, sono state divertenti diversivi. E completare alcune serie di salti sfruttando catene abissali, ali demoniache e ammenicoli magici (compreso il guanto rubato al protagonista di Portal) dà parecchia soddisfazione.

Le vere pecche del gioco sono poche.

1) la poca mobilità di Guerra, Cavaliere dell’Apocalisse, portatore di armi incantate dall’altissimo potere distruttivo, che non può saltare oltre a certi muretti e per arrampicarsi deve scegliere il sentiero indicato dagli sviluppatori. Allo stesso modo i combat sono frenetici per quanto semplificati dall’assenza di combo particolari che permettano di sfruttare appieno la supposta potenza di fuoco del personaggio.

2) la curva di esaltazione regalata dal gioco. C’è una parte iniziale in cui ci si trova a indicare con un sonoro “uè che figata” il comparire di creature enormi, la distruzione di un intero mondo, il massacro di orde di demoni, seguita da una fase di 5/6 ore di gioco più lento e noioso, nel quale sembra di procedere molto poco, in quanto a storia e potenziamento del personaggio.
Superata questa parte il ritmo torna ad accelerare, i nuovi power up si rivelano azzeccatissimi (il destriero di Guerra, Rovina, regala scontri inattesi e divertenti) e si corre diretti verso la sfida finale, magari con una capatina a posti già visitati per raccogliere vari oggetti collezionabili.

3) la quasi totale assenza di uno score musicale degno di nome. A parte qualche effetto occasionale, non c’è colonna sonora durante i combattimenti o le cut scene (graficamente ben realizzate, soprattutto la drammatica introduzione).

4) il boss finale. [spoiler?] Dopo ragni giganti (e dove non ci sono? pure in un certo libro game…), vermi delle sabbie (no, niente Spezia), enormi demoni antropomorfi… il boss finale è un drago. Per un attimo ho pensato di aver caricato il blue ray di Reckoning. Un altro drago. Okay che demoni, ali, corna–. sempre lì siamo. Però la sensazione che al reparto creativi si fosse un po’ in stanca in quanto a design di boss è forte. Soprattutto quando un drago enorme chiamato il Distruttore cammina per l’area di gioco come un gatto e si ricorda di usare le ali solo per dei salti con relativa scossa sismica (attacco piuttosto comune ai vari boss di Darksiders) [/spoiler]
Nel mio caso, giunto fin lì seguendo una guida per rintracciare i potenziamenti cool (chi non vorrebbe indossare l’Abyssal Armor una volta nella vita?) non ce voluto molto per avere la meglio sul rettile e sulla sua controparte angelica.

AbyssalArmor

E ora c’è il seguito, che in realtà non è un sequel né un prequel, ambientato durante la prigionia di Guerra, e che sembra non abbia i pregi dell’originale.
Ma ho da mettere la parola fine a Uncharted 3, Bioshock 2 provare qualche partita tra amici a Soul Calibur V e ci sarebbe l’espansione di Trine 2, con tutto il suo carico di orchi, maghi e hobbit goblin.
Ma quella è un’altra storia.

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